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“Non sono in grado”: come gestire l’impotenza appresa

“Non sono in grado”: come gestire l’impotenza appresa
“Non sono in grado”: come gestire l’impotenza appresalogo-unobravo
Claudia Mazzarino
Redazione
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Pubblicato il
22.4.2020

A volte capita di pensare di non poter far niente per cambiare la situazione in cui viviamo. Ci rassegniamo a convivere con qualcosa che ha un impatto negativo sulla nostra vita, credendo fortemente di non poter cambiare il corso degli eventi. Questa spiacevole sensazione prende il nome di impotenza appresa e affonda le radici nella nostra storia di vita, portandoci alla lunga a comportarci come se fossimo helpless, senza speranza.

Cos’è l’impotenza appresa?

L'impotenza appresa è quel senso di incapacità acquisito attraverso esperienze pregresse di fallimenti, vissuti come conseguenza della mancanza di abilità personali. Si genera così il pensiero di non poter esercitare alcun controllo sull’ambiente (locus of control esterno) e, quindi, di non essere in grado di fronteggiare gli eventi negativi di vita. Il senso di impotenza appresa è tanto più forte quanto più la causa degli eventi ci sembra:

  • poco controllabile e gestibile, poiché la nostra storia ci ha fatto apprendere che non ci riusciremo
  • stabile: tale situazione continuerà a presentarsi incessantemente
  • globale: tutta la nostra vita è influenzata da ciò.


Da dove viene l'impotenza appresa?

Che si tratti di un evento piacevole o spiacevole, ognuno di noi attinge a risorse intellettuali, emotive, fisiche e sociali per gestirlo, risorse che sono state apprese nel corso della vita e affondano le proprie radici nella nostra storia.

La convinzione di essere impotenti ed incapaci nel fronteggiare gli eventi negativi deriverebbe dunque da uno o più insuccessi esperiti nel corso della vita, in seguito ai quali si sviluppa un intenso senso di sfiducia rispetto alle nostre capacità di agire: ci sentiamo inefficaci, senza strumenti per fronteggiare ciò che ci accade.

Bruno Nascimento - Unsplash

Ciò sfocia in una scarsa motivazione e un profondo pessimismo. Sul piano comportamentale esse si traducono in evitamento o atteggiamenti dii rinuncia davanti alle difficoltà. Così si genera una spirale in cui il senso di inadeguatezza, misto a passività e rassegnazione, aumenta la probabilità di sperimentare nuovi insuccessi, che confermeranno il senso di impotenza in una sorta di «profezia che si autoavvera».

Bassa autostima, pessimismo e paura costante sono caratteristiche centrali della sindrome di Cassandra, in cui l’impotenza appresa può bloccare ogni possibilità di attuare un cambiamento, con il rischio intrinseco di non cogliere le opportunità che la vita ci riserva, nel tentativo di evitare i fallimenti temuti.

Gestire l’impotenza appresa in 5 passi

Proprio perché appresa durante fasi precoci di vita, è possibile imparare a gestire la sensazione di impotenza e le emozioni connesse. Ecco 5 passi da seguire per modificare gli schemi mentali negativi dell'impotenza:

  1. identificare e valorizzare le proprie risorse (personal strenghts)
  2. apprendere dal proprio passato
  3. concentrarsi su ciò che si può controllare
  4. creare un ambiente sociale positivo
  5. imparare a gratificare sé stessi.

I fallimenti passati, per quanto spiacevoli, non ci rendono dei falliti. La convinzione di esserlo, però, ci porterà a scappare e a non provare pur di evitare un nuovo fallimento.

“Fallire non costituisce di per sé uno sbaglio: smettere di provare lo è”

Pavel Danilyuk - Pexels

Apprendere l’ottimismo

Per agire a livelli più profondi sull’impotenza appresa è fondamentale imparare a conoscersi e coltivare la propria autostima. Capire da dove possono aver avuto origine determinati pensieri, stati emotivi e schemi di comportamento permette di sviluppare delle risorse che ci consentano di essere più attivi e positivi nel fronteggiare ciò che causa il nostro malessere.

Ricordiamo sempre che, così come l’impotenza, anche l’ottimismo può essere appreso e che non è mai tardi per guardare al passato con occhi diversi ed fare delle proprie esperienze del passato una risorsa!


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