Gen Z in azienda
Come supportare i dipendenti under 30 in azienda
Il 47,7% dei giovani lavoratori italiani ha vissuto sensazioni di burnout (Censis 2025). Ignorarlo costa in retention; ridurlo a slogan generazionali è peggio.


Chi sono i Gen Z nel tuo team
Tra 19 e 29 anni. La maggior parte dei neoassunti, il bacino principale del turnover dei prossimi tre anni.
Entrano in azienda spesso al primo lavoro strutturato, con aspettative modellate da un mercato del lavoro che conoscono principalmente via social. Due direzioni, spesso presenti insieme nello stesso profilo, orientano il modo in cui l'HR può presidiare il tema.
Cultura organizzativa. Cercano apertura e assenza di pregiudizi: vogliono poter parlare della propria salute mentale senza sentirsi giudicati. Hanno il vocabolario (ansia, burnout, terapia) ma spesso non hanno ancora costruito la capacità di riconoscere i propri segnali. Vogliono un datore di lavoro che renda il tema dicibile, non uno che risolva al posto loro.
Sviluppo personale. Cercano, nel lavoro, un pezzo di costruzione di sé. Non "trovare la passione" come nello slogan: decidere che professionista vogliono diventare, quali competenze valgono la pena, come tenere insieme carriera e vita privata.
Il contesto
I numeri che descrivono la popolazione under 30 italiana al lavoro
Come Unobravo supporta la Gen Z
Sedute, talk e onboarding
Sedute dedicate. Supporto psicologico su tematiche personali ed emotive: ansia, umore, relazioni, senso di sé in una fase di forte pressione (primo lavoro, passaggio università-lavoro, equilibrio vita-lavoro). Il percorso in videocall può anche approfondire temi più profondi, nel dialogo con il professionista. Il matching algoritmico indirizza il dipendente under 30 verso profili con esperienza su temi ricorrenti in questa fascia. Stesso accesso del programma B2B: sedute iniziali gratuite (in genere da 3 a 5) e condizioni agevolate per proseguire.
Coaching psicologico. Formato distinto, orientato a obiettivi di sviluppo personale o professionale (identità professionale, carico, relazioni con colleghi e manager). Dove previsto dal contratto, l'HR lo definisce con Unobravo nell'ambito di talk o percorsi dedicati.
Talk formativi. Salute mentale senza stigma, burnout precoce, primo lavoro e aspettative, insieme a temi DE&I che gli under 30 vivono in prima persona: inclusione sul posto di lavoro, pregiudizi impliciti, appartenenza al team, dialogo con persone e background diversi. Linguaggio credibile per la fascia, non calato dall'alto.
Progetti speciali onboarding e primo lavoro. Per aziende con coorti consistenti di neoassunti giovani: integrazione del benefit Unobravo nel percorso di onboarding, materiali per far scoprire il servizio nelle prime settimane, momenti di gruppo nei primi 90 giorni.
Domande frequenti
Gen Z al lavoro: cosa chiedono HR e People Team
Perché la Gen Z è più esposta al burnout?
I dati Censis 2025 rilevano che il 47,7% dei giovani lavoratori italiani riporta sensazioni di burnout, il picco sulla distribuzione per età. Le cause convergenti sono: ingresso nel mercato del lavoro in una fase economica incerta, esposizione continua a benchmark sociali via digitale, vocabolario sulla salute mentale più evoluto di quello delle generazioni precedenti, e questo rende visibili disagi che prima restavano muti.
Cosa cerca un dipendente Gen Z da un programma di supporto psicologico in azienda?
Tre cose in sequenza: che la salute mentale sia dicibile senza stigma, che ci sia un canale psicologico qualificato e riservato di cui fidarsi, che le sedute in piattaforma siano adatte al suo momento di vita (primo lavoro, equilibrio vita-lavoro, relazioni in team anche intergenerazionali). Un messaggio generico «benessere per tutti» rischia di essere letto come box-ticking.
Come integrare il supporto psicologico nell'onboarding?
Fin dal primo giorno conta il segnale che l'azienda manda: la salute mentale è un tema normale, non un'emergenza da nascondere. Presentare il supporto psicologico in onboarding, come parte di come si cresce qui e non come servizio «solo se stai male», fa percepire attenzione reale e riduce lo stigma prima ancora che la persona debba chiedere aiuto. Per coorti consistenti di neoassunti, materiali di lancio e momenti di gruppo nei primi 90 giorni si inseriscono nei progetti speciali che l'HR costruisce con Unobravo.
Il coaching psicologico è diverso dalla terapia?
Sì, come formato. Le sedute attivabili in piattaforma sono percorsi di supporto psicologico su tematiche personali ed emotive (ansia, umore, relazioni, senso di sé), con possibilità di approfondire temi più profondi con il professionista. Il coaching psicologico è orientato agli obiettivi di sviluppo personale o professionale ed è un percorso distinto. Dove previsto dal contratto aziendale, l'HR lo imposta con Unobravo (talk, percorsi dedicati).
Prossimo passo
Costruiamo il percorso per gli under 30 del tuo team
Raccontaci la composizione della tua popolazione giovane e i temi più presenti. Costruiamo insieme il mix di sedute, talk e progetti di onboarding.