Difficoltà legate all'ansia

Yoga e psicologia: strategie pronte all’uso

Il meccanismo dell’ansia è un meccanismo fisiologico adattivo, in quanto attiva l’organismo di fronte ad un allarme. Nella giusta dose ci rende più capaci e reattivi, ma, superato il limite, provoca nell’organismo stress psicofisiologico e non permette di reagire in modo adeguato. E se provassimo a praticare yoga?



Con l'avvento della pandemia da Covid-19 ci siamo sentiti spaventati e impotenti, anche se la scienza e la tecnologia sono molto avanzate e il vaccino ha contribuito a ridurre notevolmente l’incidenza della malattia.


Nonostante ciò, rimane il pensiero di incapacità di gestire una situazione incontrollabile in cui non sappiamo esattamente come cambiare le cose, in cui possiamo solo assumere atteggiamenti precauzionali e preventivi che però non ci rassicurano abbastanza rispetto alla probabilità di essere contagiati. L’angoscia si può tradurre in un peso sul petto che ci blocca il respiro.


L’arma a disposizione è il vaccino, ma non esistono “pillole magiche” per superare la barriera del virus e, nel frattempo, ciò che possiamo fare è prenderci cura di noi stessi e degli altri.


Yoga come terapia complementare

Quando il disagio psicofisico è intenso a tal punto da creare somatizzazioni o limitazioni nella vita personale, professionale e sociale, è necessario chiedere aiuto a un professionista che ci offra le strategie adatte a ritrovare l’equilibrio mentale ed emozionale e mobilitare tutte quelle risorse interiori volte a fronteggiare efficacemente il momento di difficoltà.


È indubbio che un percorso psicologico fatto anche di strategie pratiche e concrete, volte ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza delle nostre reazioni emotive, è una leva vantaggiosa volta al miglioramento costruttivo. A queste è possibile affiancare anche la pratica dello yoga.

Andrea Piacquadio - Pexels


Sentire il corpo

La capacità di percepire consapevolmente il nostro corpo, i nostri organi e le loro funzioni, restare in ascolto del respiro, dei battiti cardiaci ma anche delle sensazioni che emergono nella percezione, ci permettono di instaurare una relazione profonda con noi stessi e non lasciarci sopraffare dalla paura.


Nel movimento corporeo consapevole dello yoga lo scopo è sentire:

  • i muscoli che si allungano;
  • lo spazio tra le articolazioni;
  • il respiro che si dirige là dove si percepiscono le tensioni;
  • il battito cardiaco che aumenta nell’attivazione e rallenta nel rilassamento.


Proviamo?

Seduti su una sedia o comodamente distesi sul divano, possiamo focalizzare l’attenzione sul respiro e lasciar emergere le sensazioni connesse, di qualsiasi tipo esse siano.


Lo scopo non è bloccare quello che sentiamo, ma lasciarlo fluire, rivolgendo lo sguardo interiore all’emozione, sentendola nel corpo e poi collegandola mentalmente a un’immagine mentale di un luogo familiare che ci piace o frutto della nostra fantasia. In questo modo impareremo:

  • la contemplazione dell’istante;
  • la percezione delle sensazioni;
  • a lasciar fluire dei pensieri.
Rifqi Ramadhan - Pexels


Il potere delle visualizzazioni nella meditazione

Durante le pratiche meditative, man mano che la concentrazione si rafforza, i pensieri vaganti, anziché trascinarci giù in qualche meandro della mente, perdono progressivamente intensità.

“il loro flusso diventa più lento, come un fiume, per placarsi, infine, nella quiete di un lago, per citare un’antica metafora sulla pacificazione della mente attraverso la meditazione e le visualizzazioni”. J.K. Zinn


La pratica consiste nell’osservare come, molto presto, quel pensiero disturbante si placa. Come tutte le cose, i pensieri se ne vanno e riportare la mente al respiro ci aiuta ad acquietarla.


Si vive davvero anche il pensiero?

“La nostra mente non distingue un’esperienza vividamente immaginata da un’esperienza realmente vissuta”. M. Maltz 
Natalie - Pexels


Gli studi dello psichiatra Milton Erickson hanno evidenziato che il nostro sistema nervoso non riesce a stabilire la differenza tra un’esperienza vissuta oggettivamente e una solo immaginata nei suoi dettagli, quindi, una delle tecniche più potenti che possiamo usare nella meditazione è la visualizzazione.

La nostra libertà individuale può anche essere racchiusa tra quattro mura domestiche, ma la nostra mente può viaggiare nel mondo infinito: 

  • quando visualizziamo immagini e scene, queste vengono impresse nella traccia della nostra memoria come se fossero eventi della vita reale e diventano parte della nostra mente conscia e subconscia;
  • quando creiamo una visione nella mente, la rendiamo vitale.


Immaginare, visualizzare, ascoltare le sensazioni che emergono, portare la consapevolezza al respiro sono alcune delle strategie che lo yoga ci propone e che possiamo mettere in pratica subito.


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