Salute mentale
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Affrontare i cambiamenti cognitivi nell'invecchiamento

Affrontare i cambiamenti cognitivi nell'invecchiamento
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Valentina Mazzarotto
Redazione
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Costruttivista
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
13.6.2024

Nel corso di tutta la nostra vita andiamo incontro a una serie di cambiamenti a livello cognitivo, per loro natura normali. Iniziare a prendere in considerazione le modificazioni cognitive che emergono in noi stessi o che osserviamo nei nostri cari nel corso dell’invecchiamento, può avere effetti positivi come forma di prevenzione.

Quali sono i cambiamenti cognitivi tipici dell’invecchiamento?

Partiamo da un’importante premessa: con abilità cognitive intendiamo tutte quelle capacità tipiche della nostra mente e che utilizziamo quotidianamente, per esempio memoria, attenzione, programmazione, linguaggio. 

Si tratta di abilità e competenze in parte innate, in parte apprese, che sono anche strettamente legate alla nostra parte più emotiva. 

A  livello cognitivo in ciascuno di noi, con l’avanzare dell’età, si possono riscontrare una serie di cambiamenti, come la riduzione della velocità di elaborazione di informazioni, la minor efficienza della memoria a breve termine e la difficoltà a concentrarsi, ovvero a focalizzare e mantenere l’attenzione su uno stimolo o compito. 

Sarà capitato a molti di vedere la propria nonna passare da un’attività all’altra, dimenticando a metà la precedente, o di ridere di noi stessi quando non ci viene alla mente una parola!

Si tratta, questi, di cambiamenti tipici dell’avanzare dell’età, non necessariamente riconducibili a una diagnosi clinica, per la quale si rimanda sempre al parere di un professionista.

Il benessere psicologico è importante a ogni età.

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L'impatto del cambiamento cognitivo sulla salute mentale  

I cambiamenti a livello cognitivo possono essere interpretati dalle persone anziane come segnali estremamente negativi, o per lo meno fastidiosi. Alcune persone possono arrivare a provare frustrazione anche estrema nel non riuscire più a portare a termine le proprie attività in completa autonomia ed efficienza. 

Questo, a lungo andare, può causare difficoltà in termini di salute mentale, a partire da un abbassamento dell’autostima fino a forme di ansia e depressione.

strategie per funzioni cognitive anziani
Vlad Sargu - Unsplash

Strategie per mantenere la salute mentale e la funzione cognitiva

Esistono della strategie, applicabili quotidianamente, che aiutano a tenere il nostro cervello e quello dei nostri cari “in allenamento”; questo per mantenere le abilità cognitive quanto più possibile efficienti. Fanno al caso nostro:

  • esercizi cognitivi e di stimolazione mentale
  • coinvolgimento in attività sociali
  • adeguato riposo
  • la promozione della salute nel suo complesso.

Esercizi cognitivi e stimolazione mentale   

Tenere in allenamento il nostro cervello è di fondamentale importanza. Per fare ciò possiamo utilizzare dei semplici esercizi o giochi di memoria (come può essere il Memory da giocare con il nipotino), giochi di logica in compagnia, ma anche attività che promuovano la creatività. 

Alcuni giochi famosi, come quelli che prevedono l’uso della memoria o del linguaggio (per esempio, indovinare un nome a partire da un disegno) sono attività semplici e divertenti che possono essere fatte in famiglia. 

Un altro esempio di attività piacevole da fare con i familiari è per esempio quella di far raccontare alla persona una storia della sua vita: si tratta di un ottimo allenamento che coinvolge linguaggio, memoria e affettività. 

Altre persone traggono benefici dalla lettura, o dal portare avanti hobby che prima del pensionamento venivano messi in secondo piano (disegno, pittura, lavoretti di carpenteria). 

Per altre idee si consiglia, tra gli altri, il volume Una mente attiva, di L. Pedrinelli Carrara, edizioni Erickson, ricco di attività utili sia per i clinici che per i non addetti ai lavori.

Studi come quelli di Fancourt e Finn dimostrano inoltre il ruolo positivo svolto dalla musica e dalle arti in generale nella promozione della salute cognitiva ed emotiva. In particolare, i risultati raccolti sembrano provare l’efficacia delle arti nell’abbassare il livello di stress e il rischio di incorrere in malattie fisiologiche e psicologiche, inclusi risultati positivi nel rallentare il normale invecchiamento cognitivo.

Attività sociali e coinvolgimento sociale  

La soddisfazione personale e la consapevolezza di poter essere utili agli altri sono particolarmente importanti in un’età in cui solitamente siamo portati ad allontanarci dalla vita lavorativa e sociale. 

La nostra parte cognitiva è strettamente legata a quella emotiva: spesso abbiamo bisogno di renderci utili agli altri e di stare in compagnia per sentirci bene; e più ci sentiamo bene, più siamo invogliati e incoraggiati a utilizzare le nostre abilità cognitive, che vengono attivamente stimolate.

In questo senso può rivelarsi efficace portare a termine piccoli lavoretti, anche casalinghi, che siano utili al resto della famiglia, come può essere aggiustare qualcosa di rotto o preparare un pasto. 

Si tratta di piccoli interventi che permettono non solo di tenere attiva la mente della persona, ma anche di fornirgli un forte senso di autoefficacia e soddisfazione personale.

Diversi studi (si veda per esempio Zambianchi e Zappella)  dimostrano l’importanza del mantenimento delle abilità e della vita sociale per favorire un invecchiamento ottimale. 

In quest’ottica, anche partecipare a corsi o attività di volontariato permette di mantenere allenata la parte più sociale della nostra mente e di continuare a coltivare relazioni positive.

Sonno e riposo adeguato

Secondo lo studio condotto da Mazza et al. almeno il 50% della popolazione anziana soffre di disturbi legati al sonno. Spesso vengono ignorati o poco considerati perché ritenuti parte del normale invecchiamento; sarebbe importante invece procedere a un’adeguata indagine ed eventualmente trattamento. 

Il sonno e un adeguato riposo infatti sono una componente fondamentale per il buon funzionamento delle nostre risorse cognitive. E questo sia nelle persone anziane, sia nel resto della popolazione: basti pensare al rendimento scolastico di un bambino che ha dormito poco, o i nostri risultati a lavoro dopo una notte in bianco.

Così come nell'allenamento fisico è importante prendersi delle pause, anche nella nostra palestra cognitiva dobbiamo prevedere un adeguato riposo!

Promozione della salute generale

Più in generale, ricordiamo quanto sia importante prenderci cura di noi sotto ogni aspetto.

Il mantenimento di hobby e interessi vari svolge un ruolo importante nella nostra palestra di benessere. 

Allo stesso modo, non dobbiamo dimenticare di effettuare regolari controlli medici e di svolgere un’adeguata attività fisica, non eccessiva ma costante. Una passeggiata al giorno può essere sufficiente per tenere allenati i muscoli, per dare una routine alla quotidianità e per favorire l’umore positivo.

attività cognitive terza età
Ravi Patel -Unsplash

Poche semplici regole per favorire il benessere  

Per la salute dei nostri cari più in là negli anni, ma anche per la nostra, è bene tenere a mente alcune semplici indicazioni: 

  • esercizio fisico e mentale regolari
  • adeguati controlli medici
  • coltivare hobby, interessi e relazioni sociali per favorire autostima e autoefficacia.

Ricordiamo anche che, qualora se ne senta il bisogno, un buon intervento psicologico da parte di un professionista del settore è un’ottima scelta a qualunque età!

Bibliografia

  • Fancourt D, Finn S. What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2019 (Health Evidence Network (HEN) synthesis report 67)
  • Mazza et al., 2004, Sleeps disorders in the Elderly, La Clinica terapeutica, 155(9):391-394
  • Zambianchi M., 2013, L’invecchiamento ottimale: una rassegna sui principali modelli teorici e sulle strategie proattive in grado di promuoverlo. Franco Angeli Ricerche in Psicologia 1:9-43
  • Zappella, E. (2016). Ostacoli e facilitatori verso un invecchiamento attivo della popolazione: una rassegna della letteratura internazionale. Formazione & insegnamento, 14(2 Suppl.), 293-316.

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.

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