Dall’indagine emerge che il 51% degli italiani trova il dating moderno difficile da comprendere o poco chiaro, un dato che riflette quanto le modalità di conoscersi e comunicare nelle relazioni siano oggi diversificate. Comportamenti come ghosting, breadcrumbing, love bombing e segnali talvolta ambigui possono essere interpretati in modi diversi e, per alcune persone, possono generare dubbi o incertezze rispetto alle intenzioni dell'altra persona. Allo stesso tempo, queste dinamiche fanno parte di un panorama relazionale più ampio, che può includere esperienze positive, nuove forme di connessione e modi diversi di vivere le relazioni.
L'analisi di Unobravo esplora come gli italiani vivono e interpretano i comportamenti tipici del dating moderno, dal ghosting al love bombing, dalle situationship al breadcrumbing, prendendo in considerazione fattori come età, genere e stato relazionale. I risultati si inseriscono nel solco già tracciato dalla precedente campagna sul Ghosting, che per prima ha esplorato la diffusione di questo fenomeno tra gli italiani.
Infine, Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo, ha offerto una lettura clinica dei fattori che possono incidere sulla fiducia, sull'autostima e sulla capacità di costruire relazioni sicure.
Il dating moderno in Italia: i numeri chiave
Attraverso un'analisi su un campione di oltre 1.600 italiani, abbiamo esplorato la frequenza con cui vengono vissuti alcuni dei comportamenti più discussi del dating contemporaneo e il modo in cui questi vengono percepiti e interpretati.
I risultati mostrano una percezione di grande varietà e, in alcuni casi, di incertezza: il 66% degli italiani ritiene che comportamenti come ghosting, breadcrumbing e situationship siano oggi comuni o molto comuni, mentre poco più della metà (51%) dichiara di trovare il dating moderno nel complesso difficile da interpretare o poco chiaro. Il 24% degli italiani racconta di essere diventato, nel tempo, più cauto o guardingo nei confronti di nuovi partner, mentre il 19% descrive una maggiore difficoltà nel fidarsi di una nuova persona. Questi vissuti convivono, per molte altre persone, con esperienze di dating vissute con maggiore serenità o curiosità.
Le donne riportano, in generale, una maggiore esposizione a questi comportamenti rispetto agli uomini, così come un vissuto emotivo talvolta più intenso: raccontano più spesso episodi di ghosting (21% contro 15%), un maggiore senso di ansia quando frequentano qualcuno (14% contro 11%) e una sensazione di esaurimento emotivo legato al dating (32% contro 27%). Anche l'età sembra giocare un ruolo: tra i 18 e i 24 anni, la quota di chi racconta esperienze come ghosting (35%) e situationship (32%) risulta più alta rispetto alla media nazionale, coerentemente con una fase di vita in cui si sperimentano più relazioni e modalità di incontro diverse.
I comportamenti più comuni: dalle situationship al ghosting
Tra i comportamenti analizzati, le situationship - relazioni prive di una definizione chiara - risultano il fenomeno più diffuso, raccontato dal 20% degli italiani. Seguono lo slow fading, la progressiva riduzione della comunicazione (19%), il ghosting, la scomparsa improvvisa senza spiegazioni (18%), e i segnali contraddittori (18%). Il love bombing, un'attenzione intensa nelle fasi iniziali seguita da un allontanamento, riguarda il 16% degli italiani, mentre il breadcrumbing, fatto di messaggi sporadici e poco coinvolgenti, il 14%.
Circa un italiano su tre (34%) dichiara di non aver vissuto nessuno di questi comportamenti.
Questi dati restituiscono un quadro variegato delle esperienze nel dating moderno, mostrando quanto siano diverse le modalità con cui gli italiani descrivono le proprie esperienze relazionali. La tabella seguente mette a confronto la frequenza con cui si ha avuto a che fare con i diversi comportamenti.
Cosa significano questi comportamenti per chi li vive
Di fronte a situazioni di dating percepite come poco chiare o difficili da interpretare, le reazioni degli italiani sono diverse. Le risposte raccolte mostrano come, a seconda della situazione, si possa scegliere di prendere le distanze, interrogarsi sul comportamento dell'altra persona o, al contrario, vivere l'esperienza senza attribuirle particolare peso.
più frequente tra gli italiani è allontanarsi o prendere le distanze (18%), leggermente più di quanti pensino che sia stata l'altra persona a perdere interesse (15%).
Un dato interessante riguarda la tendenza ad attribuirsi una responsabilità personale: il 13% degli italiani, in egual misura tra uomini e donne, pensa “ho fatto qualcosa di sbagliato” di fronte a un'esperienza di dating vissuta come negativa: un'interpretazione che può emergere quando manca un contesto chiaro per comprendere il comportamento dell'altra persona. Solo l'8% descrive questi episodi come semplicemente “normali” nel dating di oggi.
“Quando una situazione relazionale non è definita o lascia spazio a interpretazioni diverse, è naturale cercare di dare un significato a ciò che è accaduto. Per alcune persone questo può tradursi nel prendere le distanze, mentre per altre può portare a interrogarsi sul proprio comportamento. Non si tratta necessariamente di reazioni positive o negative in assoluto: molto dipende dalla situazione, dalle aspettative e dalle risorse personali con cui ciascuno affronta l'incertezza. In questo senso, imparare a riconoscere ciò che si prova e a comunicare, quando possibile, in modo chiaro può aiutare a vivere queste esperienze con maggiore consapevolezza”, commenta Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo.
Emergono anche alcune differenze di genere nelle modalità di risposta: gli uomini raccontano più spesso di adattare il proprio comportamento per mantenere l'interesse dell'altra persona (13% contro 8%), mentre le donne tendono più frequentemente a ritirarsi (21% contro 14%).
L'impatto emotivo del dating moderno
Come affrontano gli italiani le esperienze di dating che li coinvolgono emotivamente? Le risposte mostrano approcci diversi: alcuni preferiscono prendere le distanze, altri cercano chiarezza attraverso il dialogo, mentre altri ancora si concentrano su sé stessi, sulle proprie attività o sulle persone vicine.
Nel far fronte a queste esperienze del modern dating, la risposta di coping più diffusa è prendere le distanze emotivamente (17%), seguita dal tentativo di comunicare apertamente e chiedere chiarezza (14%). Il 5% degli italiani racconta di essersi rivolto a un supporto professionale, come una terapia, e una quota simile afferma di essersi concessa un viaggio per “resettarsi” emotivamente - un dato utile per contestualizzare come, ad oggi, il supporto professionale sia una delle strategie meno adottate rispetto ad altre.
Interessante anche il confronto tra esperienza e percezione rispetto alle situationship: se il 20% degli italiani ne ha vissuta una, il 37% ritiene che questo tipo di relazione possa evolvere in qualcosa di duraturo o significativo: un dato che suggerisce come l'aspettativa nei confronti di queste dinamiche possa, in molti casi, andare oltre l'esperienza diretta.
Le ragioni del dating moderno secondo gli italiani
Interrogati sulle possibili cause alla base di comportamenti come ghosting, breadcrumbing e situationship, gli italiani indicano più spesso la scarsa maturità emotiva (27%), seguita dalla paura dell'impegno (23%) e, a pari merito, dalla paura del confronto e delle conversazioni difficili e dalla cultura dei social media, che favorirebbe una comunicazione a basso impegno (entrambe al 18%).
Solo il 12% individua nelle app di incontri la causa principale, un dato che suggerisce come gli italiani tendano a leggere questi fenomeni più come una questione di comportamento individuale che come un effetto della tecnologia in sé. Anche in questo caso emergono alcune differenze di genere: le donne indicano più spesso la scarsa maturità emotiva (33% contro 23%) e la paura dell'impegno (28% contro 20%) come possibili cause.
Supporto e prevenzione secondo gli esperti di Unobravo
Corena Pezzella, Clinical Manager di Unobravo, offre uno spunto di riflessione su quanto emerso da queste indagini.
Perché l'ambiguità comunicativa può generare stress
“La comunicazione ambigua e incostante può rappresentare, per alcune persone, un elemento di difficoltà nelle dinamiche relazionali. Quando i segnali che riceviamo da una persona risultano contraddittori o imprevedibili, la mente tende a colmare i vuoti di informazione, e questo può tradursi, in alcuni casi, in interpretazioni rivolte verso di sé, come osservato nel vissuto di autocolpevolizzazione descritto nei dati. È importante leggere questi risultati come indicatori di possibili fattori da tenere in considerazione per il proprio benessere psicologico, più che come una descrizione univoca dell'esperienza di ciascuno: la risposta individuale a queste dinamiche resta sempre centrale, e per questo può essere utile rivolgersi ad un professionista del settore quando l'incertezza relazionale genera un disagio persistente”.
Strategie per navigare l'incertezza nelle relazioni
Secondo Corena Pezzella, alcune strategie possono contribuire a vivere con maggiore serenità i momenti di incertezza nelle relazioni:
“Per affrontare le situazioni di dating caratterizzate da maggiore incertezza, può essere utile riconoscere i propri bisogni emotivi e comunicarli con chiarezza, anche chiedendo direttamente informazioni che possono servire a definire i confini della relazione.
Può inoltre essere utile confrontarsi con amici, familiari o, quando lo si ritiene opportuno, con un professionista, per distinguere tra un momento di normale incertezza iniziale e una dinamica relazionale che merita maggiore attenzione. Ricordare che l'ambiguità nella comunicazione è un'esperienza condivisa da molte persone può inoltre aiutare a ridimensionare eventuali sentimenti di auto-colpevolizzazione.
Infine, coltivare una comunicazione onesta con sé stessi e con le persone che si frequentano può contribuire a vivere queste esperienze con maggiore consapevolezza, valutando anche un supporto professionale quando può essere d'aiuto”.
Nel complesso, il benessere emotivo nel dating moderno sembra dipendere non solo dai comportamenti altrui, ma anche dalla capacità di costruire, nel tempo, una comunicazione più consapevole con se stessi e con chi si frequenta.
