Quattro sguardi sulla tua relazione
Le persone che ti fanno stare bene, la libertà di dire ciò che pensi, uno spazio tutto tuo, poterci essere per gli altri: in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, riflettiamo insieme sulle fondamenta di una relazione in cui sentirsi sicure, ogni giorno.
Questo non è un test. Le tue risposte non vengono salvate: le vedi solo tu e spariscono quando chiudi la pagina. Se hai bisogno di andare via in fretta, usa il pulsante «Esci rapidamente» in basso a destra.

Se domani non torno
Il film di Paola Randi, tratto da "Cara Giulia" di Gino Cecchettin con Marco Franzoso. Racconta la storia di come un dolore privato e inimmaginabile possa trasformarsi in un grido collettivo d’impegno per il cambiamento. Perché storie come questa non debbano più essere raccontate.
Dopo il film
Questa visione può smuovere emozioni forti, riportare a galla ricordi personali o toccare da vicino qualcosa che stai vivendo. Se ne senti il bisogno, parlarne con qualcuno di cui ti fidi, o con il 1522, può esserti d'aiuto.
Succede più spesso di quanto immaginiamo.
delle donne italiane tra 16 e 75 anni dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Circa 6,4 milioni.
di chi ha subito violenza nella coppia afferma di non averne parlato con nessuno.
delle donne che cercano supporto psicologico dopo un abuso o un maltrattamento indicano di aver atteso più di un anno prima di agire.
Chiedere aiuto, però, è sempre più frequente.
Le donne che si rivolgono a un centro antiviolenza dopo una violenza dal partner sono passate dal 4,4% del 2014 all’8,7% del 2025.*
* Fonte Istat, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia. Primi risultati, anno 2025. ** Dati Unobravo: analisi aggregata e anonima dei questionari d'ingresso compilati tra gennaio 2024 e settembre 2026.
Se senti di aver bisogno di aiuto
In pericolo adesso?
Chiama il 112. Se non è un’emergenza c’è il 1522, il numero Anti Violenza e Stalking: gratuito, anonimo, attivo 24 ore su 24 e in più lingue, anche in chat su 1522.eu.
A chi rivolgerti
- 1522: trovi ascolto, informazioni e aiuto per trovare il centro antiviolenza più vicino.
- Centri antiviolenza: offrono supporto legale e psicologico gratuito. Trovi il più vicino su 1522.eu.
- App YouPol: per segnalare alla Polizia quello che succede, anche anonimamente.
- Pronto soccorso: offre un percorso dedicato alle donne vittime di violenza.
Uno spazio sicuro anche online
- Puoi usare la navigazione privata o cancellare dalla cronologia pagine come questa dopo averle visitate.
- Controlla se la tua posizione è condivisa e con chi.
- Puoi cambiare le password da un dispositivo che usi solo tu.
- Il pulsante "Esci rapidamente" qui sotto ti porta subito su un'altra pagina.
Un piano per stare al sicuro
- Individua una persona di fiducia e una parola in codice per chiedere aiuto.
- Tieni in un posto sicuro documenti, contanti, chiavi di riserva, medicine.
- Il piano funziona meglio se lo costruisci con un centro antiviolenza: conoscono rischi e tempi.
Se sei vicina a qualcuna in difficoltà
- Ascoltala e credile. Non chiedere "perché non te ne vai?"
- Non forzare decisioni e non affrontare tu la persona violenta.
- Fatti sentire con regolarità, anche quando sembra allontanarsi.
- Puoi chiamare il 1522 anche tu, per sapere come muoverti.
Il segnale di aiuto


Mostra il palmo, porta il pollice al centro e chiudi le altre dita sopra. È un modo per far capire a qualcuno che ti serve aiuto senza dirlo ad alta voce.
Se lo vedi fare: resta calma, non attirare l’attenzione e non affrontare chi è con lei. Se riesci, falle capire in modo discreto che hai riconosciuto il segnale. Chiama il 112.
Non tutti lo conoscono ancora: condividilo. Più persone lo imparano, più diventa utile.
Quando può aiutare uno psicologo
Un percorso psicologico può aiutare a riconoscere ciò che si vive, a elaborare ciò che è successo e a ricostruire fiducia in sé. Non sostituisce i centri antiviolenza, che restano il primo riferimento quando c’è una situazione di rischio: molti offrono anche supporto psicologico gratuito. In presenza di violenza, la terapia di coppia è sconsigliata.
Sentirsi al sicuro è un diritto, anche sul lavoro.
delle donne tra 15 e 70 anni che lavorano o hanno lavorato, dichiara di aver subito molestie sessuali sul lavoro nel corso della vita.
afferma di non averne parlato con nessuno.
indica di essersi rivolta alle forze dell'ordine.
Fonte: Istat, Le molestie: vittime e contesto, 2022–2023.
Cosa puoi fare
Per la legge, le molestie sul lavoro sono una forma di discriminazione, e chi le denuncia è tutelata da ritorsioni come licenziamento o demansionamento.
A chi rivolgerti
Puoi parlarne con la Consigliera di parità della tua provincia, che offre assistenza gratuita, con il sindacato o il rappresentante per la sicurezza (RLS), con l'ufficio HR o attraverso il canale di segnalazione aziendale.
Tieni traccia di quello che succede
Annota date, luoghi e parole, conserva messaggi ed email, segnati chi era presente. Ti servirà qualunque strada sceglierai, anche se oggi non te la senti di fare nulla. Parlarne con una collega o una persona di fiducia può aiutarti a non affrontarlo in solitudine.
Per le aziende
Prevenire si può: una policy chiara contro le molestie, formazione per tutto il personale, e un canale di segnalazione riservato che garantisca ascolto, tempi certi e tutela da ritorsioni per chi segnala.
Se ti riconosci in questi comportamenti
Controllare, isolare, far sentire l'altra persona sbagliata: se in questa pagina hai ritrovato qualcosa che fai tu, o che fa qualcuno che conosci, riconoscerlo è già un primo passo.
I Centri per uomini autori di violenza (CUAV) accompagnano chi vuole interrompere comportamenti violenti o di controllo nella relazione. Puoi rivolgerti a loro direttamente, senza aspettare che succeda qualcosa di più grave.
Trovi l'elenco dei centri riconosciuti sul sito del Ministero della Giustizia.
Chiedere aiuto per sé non cancella la responsabilità di ciò che si è fatto. È il modo di assumersela.
Contenuti a cura del team clinico di Unobravo. Informativa privacy.