Sessuologia

Riconoscere e curare l’anorgasmia

Riconoscere e curare l’anorgasmia
Riconoscere e curare l’anorgasmialogo-unobravo
Cristina Dordolo
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il

Il ciclo di risposta sessuale

Iniziamo dal principio parlando del ciclo di risposta sessuale maschile, che  è diviso in 4 fasi:

  • fase del desiderio;
  • fase dell’eccitazione;
  • fase dell’orgasmo;
  • fase della risoluzione.

Fase del desiderio

ll desiderio è composto da tre forze:

  • componente biologica;
  • componente psicologica;
  • componente culturale.

Esso è un fenomeno dinamico e mutevole, correlato con gli eventi della vita e può variare lungo un continuum che va dalla passione al bisogno, all’interesse, all’indifferenza fino all’avversione. Nella fase del desiderio gli organi genitali non subiscono alcuna variazione visibile: è uno stato di attivazione emotiva che porta a cercare di raggiungere l’oggetto del proprio interesse.

Fase dell’eccitazione

Può essere attivata stimolando parti del corpo oppure con stimolazioni di tipo psicologico, come le fantasie erotiche. Quando un uomo è eccitato, il sangue si concentra in alcune zone del corpo, producendo:

  • l’erezione del pene e dei capezzoli;
  • l’elevazione del sacco scrotale;
  • il rigonfiamento dei testicoli.

In questa fase aumentano il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la tensione muscolare.

Laura Paredis - Pexels

Fase dell’orgasmo e di risoluzione

La fase dell’orgasmo è quella in cui l’uomo raggiunge il culmine del piacere sessuale: fattori fisici e psicologici giocano un ruolo importante. L’eiaculazione si accompagna solitamente a un vissuto di piacere particolarmente intenso che viene denominato orgasmo.

Consiste nella liberazione di tutta la tensione accumulata durante le precedenti fasi e provoca molte modificazioni fisiologiche. Nell’uomo le sensazioni orgasmiche si concentrano sul pene. Gli uomini percepiscono, in un certo momento, quella che viene definita fase dell’inevitabilità eiaculatoria: pochi secondi prima dell’orgasmo c’è un istante in cui l’uomo percepisce l’imminenza dell’eiaculazione e sa che non riuscirà a fermarla.

Nella fase di risoluzione il corpo dell’uomo ritorna ad uno stato rilassato e privo di eccitazione.

Cosa si intende per anorgasmia o eiaculazione ritardata

Non esiste un'unica forma di eiaculazione ritardata. Essa si distingue in primaria e secondaria, in base al momento della vita in cui si manifesta. Si definisce:

  • primaria quando è presente fin dai primi rapporti sessuali;
  • secondaria se si instilla dopo un apprezzabile periodo di attività sessuale normale.

L’eiaculazione ritardata, inoltre, si definisce situazionale quando si verifica in base all'ambiente, alla partner ed alla situazione, e assoluta quando l'uomo non è mai in grado di raggiungere l’orgasmo. La severità dell’eiaculazione ritardata varia dall’inibizione occasionale a un’inibizione di tale gravità che impedisce sempre al paziente di eiaculare in presenza di un partner:

  • la forma più leggera riguarda l'inibizione del riflesso eiaculatorio in situazioni di ansia;
  • la forma più severa di eiaculazione ritardata è correlata solitamente a malattie di origine neurologica o alla somministrazione di farmaci, come antidepressivi, antipsicotici, simpaticomimetici alfa e oppiacei, che possono comportare questo tipo di effetto collaterale.

Si deve inoltre distinguere l’eiaculazione ritardata dall’eiaculazione retrograda, cioè nella vescica, e dall’orgasmo aneiaculatorio.

Quali possono essere le cause dell’anorgasmia?

Le cause di questo disturbo possono essere molte:

  • fattori biologici, ad esempio ormonali, legati all’età, iatrogeni (cioè conseguenza di terapie farmacologiche), neurologici, come la sclerosi multipla, la neuropatia diabetica o alcolica, le lesioni nervose;
  • fattori psicosessuali, come l’ansia da prestazione.
SHVETS production - Pexels

L’approccio psicoterapeutico all’anorgasmia

L’approccio psicoterapeutico tradizionale per l’eiaculazione ritardata si fonda sulla risoluzione di problematiche che si pensa siano alla radice del sintomo:

  • i conflitti intrapsichici;
  • le difficoltà coniugali.

L’approccio bio-psico-sociale

In un’ottica più integrata, il terapeuta deve indagare le paure che possono associarsi all’eiaculazione e al rapporto sessuale, cercando di spostare il focus sul piacere legato alla sessualità con “l’intento di ristabilire un equilibrio tra potenziale erotico e inibente” puntando:

  • sulla collaborazione tra i partner, fondamentale per facilitare l’espressione delle sensazioni erotiche e diminuire l’ansia;
  • sulla persona nella sua individualità.

Questo approccio si rifà al modello bio-psico-sociale, che vede il terapeuta destreggiarsi tra l’impatto della biologia, della psiche e dell’ambiente sociale sul sintomo, cercando di passare attraverso una ristrutturazione profonda del problema.

La psicoterapia dell’anorgasmia ha come obiettivi:

  • promuovere cambiamenti significativi nelle attitudini sessuali;
  • diminuire il grado di ansia;
  • aumentare la capacità di ottenere un orgasmo;
  • avere una migliore soddisfazione sessuale.

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