L’autoerotismo femminile o masturbazione femminile è una pratica volontaria di ricerca del piacere sessuale attraverso la stimolazione delle zone erogene. Ancora oggi, questo atto d’amore verso se stesse viene visto spesso come un argomento tabù a causa degli stereotipi di genere e culturali.
Per molte donne, la masturbazione può essere una pratica sessuale utile per conoscere se stesse, aumentare la consapevolezza del proprio corpo e godere dei benefici fisici, psicologici e relazionali.
Quali sono i benefici dell’autoerotismo femminile? Come interpreta la masturbazione femminile la psicologia? È vero che masturbarsi può aiutare in caso di depressione? In questo articolo, scopriamo tutto sulla masturbazione femminile.
Donne e masturbazione: perché l’autoerotismo della donna è considerato un tabù?
In una società fallocentrica, la donna viene spesso percepita come passiva rispetto alla sessualità, priva di desiderio e vincolata al suo ruolo riproduttivo, convinzione spesso legata all’idea di essere una partner passionale e devota all’uomo.
Abbracciando questa visione della donna, ci si potrebbe chiedere se, a differenza degli uomini, anche alle donne piaccia masturbarsi o se masturbarsi faccia bene o male alle donne, come se la masturbazione fosse un’attività riservata solo agli uomini.
Per molto tempo, infatti, è stato inconcepibile che la donna potesse procurarsi piacere da sola, in assenza di un partner. Per questa ragione, la masturbazione femminile era vista solo come una modalità per riempire vuoti emotivi o una strategia per gestire situazioni stressanti.
A partire dalla metà del secolo scorso, gli studi sulla sessualità umana hanno posto le basi per comprendere il piacere femminile, ponendo la donna in un ruolo attivo per l’autodeterminazione di sé e della propria esperienza sessuale.

Masturbazione femminile: quando il tabù nasce nell’infanzia
Nei primi anni di vita, le bambine ricercano sensazioni corporee piacevoli tramite la stimolazione clitoridea e dei genitali in generale, spesso in modo involontario e indiretto, ad esempio strofinando le parti intime contro oggetti, peluche, cuscini o semplicemente stringendo forte le cosce.
In questa fase, le persone adulte che si occupano dell’accudimento possono sentirsi a disagio e provare imbarazzo alla vista di questi gesti, soprattutto quando avvengono in pubblico o in presenza di altri.
Questo disagio è spesso legato alla falsa credenza che bambini e anziani non abbiano alcuna sessualità. Nel processo di crescita e di consapevolezza corporea, si assiste alla prima forma di discriminazione: l’autostimolazione di un bambino è di frequente più tollerata rispetto a quella di una bambina.
Capita spesso che le bambine vengano sgridate e che gli adulti esprimano in modo esplicito il divieto di toccarsi: accarezzare i genitali “è sbagliato! è una cosa sporca!”, facendo passare l’idea che la masturbazione femminile “fa male” o non sia opportuna. Le critiche negative e i rimproveri, però, possono instillare senso di colpa e vergogna, tanto forti da creare una forma di paura per il piacere sessuale.
Nelle fasi successive di crescita, in adolescenza, le ragazze ricevono spesso un’educazione orientata ad astenersi da qualsiasi tipo di esplorazione sessuale, sia in coppia che da sole.
Tuttavia, le adolescenti hanno modo di esplorare la propria sessualità anche confrontandosi con il gruppo di pari, cercando informazioni online o dai corsi di educazione affettiva e sessuale, al fine di costruire la propria identità sessuale.
È fondamentale quindi comprendere che la sessualità non appare improvvisamente, ma ci accompagna passo passo in ogni fase della crescita e, per questo motivo, è importante costruire un dialogo aperto e sereno sul tema della masturbazione già nelle prime fasi della crescita.
L’importanza dell’educazione sessuale nell’infanzia
Nel documento Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, redatto dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS in collaborazione con l’ente tedesco BzGA, afferma che
“L’educazione sessuale fa anche parte dell’educazione più generale e influenza lo sviluppo della personalità del bambino. La natura preventiva dell’educazione sessuale non solo contribuisce a evitare possibili conseguenze negative legate della sessualità, ma può anche migliorare la qualità della vita, la salute ed il benessere, contribuendo, così, a promuovere la salute generale.”
L’OMS suggerisce di favorire, già dai 4 ai 6 anni, l’esplorazione del corpo attraverso il gioco.
Nelle varie fasi di crescita si affronteranno via via temi sempre più complessi come l’eiaculazione e le mestruazioni, per arrivare a far crescere la consapevolezza sulla gravidanza e maternità, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulla contraccezione e sulla ricerca del piacere sessuale.
Attraverso l’educazione sessuale, che nell’International Technical Guidance on Sexuality Education l’UNESCO definisce come “un approccio, adeguato all’età e alla cultura, nell’insegnamento riguardante il sesso e le relazioni attraverso la trasmissione di informazioni scientificamente corrette, realistiche e non giudicanti”, si potrà dare a giovani ragazze e ragazzi “l’opportunità sia di esplorare i propri valori e atteggiamenti, sia di sviluppare le competenze decisionali, le competenze comunicative e le competenze necessarie per la riduzione dei rischi”.

Quando una donna inizia a ricercare il piacere sessuale?
La masturbazione femminile è un’esperienza intima e personale. Non esiste un’età giusta, né un momento universalmente valido per iniziare a ricercare il piacere sessuale: alcune ragazze scoprono l’autoerotismo con la prima masturbazione già durante l’infanzia o l’adolescenza, mentre altre si avvicinano alla pratica solo in età adulta. Questo percorso può essere influenzato da fattori come l’educazione ricevuta, la cultura di appartenenza e il grado di consapevolezza del proprio corpo e della propria salute sessuale.
Spesso, il primo approccio alla masturbazione avviene in modo spontaneo, attraverso l’esplorazione del proprio corpo, magari senza conoscere esattamente i meccanismi dell’eccitamento femminile. Con il tempo, molte donne imparano a conoscere ciò che le fa sentire a proprio agio e a sperimentare diverse tecniche di masturbazione.
Una donna può ricorrere all’autoerotismo anche durante la gestazione. La masturbazione in gravidanza è, infatti, generalmente sicura e può essere un modo naturale per rilassarsi e vivere la sessualità in modo sereno. Tuttavia, in alcuni casi, è consigliabile evitare la masturbazione, specialmente se si hanno gravidanze a rischio, minacce di aborto o contrazioni premature. In presenza di dubbi o sintomi anomali, è sempre meglio consultare il proprio ginecologo.
Indipendentemente dall’età o dalle modalità, scoprire e accogliere la propria sessualità può favorire un rapporto più sano con il proprio corpo e il proprio piacere. In questo senso, la masturbazione non è solo un atto fisico, ma anche un’opportunità per conoscere meglio sé stesse e vivere una sessualità più consapevole e libera da tabù.
Donne e autoerotismo: perché masturbarsi è piacevole?
La masturbazione femminile apporta numerosi benefici sia fisiologici sia psicologici. Quando una donna si masturba, viene favorito il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che contribuisce a migliorare il tono dell’umore, la qualità del sonno e ad aumentare la gratificazione sessuale.
Le motivazioni che spingono le donne a praticare l’autoerotismo sono molteplici, tra cui il desiderio sessuale, il bisogno di rilassamento e la riduzione dello stress (Burri & Carvalheira, 2019). Masturbarsi, quindi, rappresenta un comportamento naturale che può favorire il benessere globale della donna.
Benefici psicologici e fisiologici dell’autoerotismo femminile: cosa dice la ricerca
L’autoerotismo femminile non è solo una fonte di piacere, ma può avere effetti positivi su diversi aspetti della salute psicofisica. Numerosi studi hanno evidenziato come la masturbazione possa contribuire al benessere generale della donna.
Secondo una revisione pubblicata su "Sexual and Relationship Therapy" (Bowman, 2014), la masturbazione regolare è associata a una migliore percezione del proprio corpo e a una maggiore autostima. Questo perché l’autoerotismo permette di esplorare le proprie sensazioni, favorendo una relazione più consapevole e positiva con la propria sessualità.
Tra i benefici fisiologici più frequentemente riportati troviamo:
- Riduzione dello stress: la stimolazione sessuale può favorire il rilascio di endorfine e dopamina, neurotrasmettitori che possono contribuire a ridurre la tensione e a migliorare l’umore.
- Miglioramento della qualità del sonno: molte donne riferiscono di addormentarsi più facilmente dopo l’orgasmo, probabilmente anche grazie all’effetto rilassante degli ormoni rilasciati durante l’autoerotismo (Baćak & Štulhofer, 2011).
- Alleviamento del dolore mestruale: alcune ricerche suggeriscono che la masturbazione può contribuire a ridurre i crampi mestruali, grazie all’aumento della circolazione sanguigna nell’area pelvica e al rilascio di ossitocina.
- Sostegno alla salute pelvica: la contrazione dei muscoli durante l’orgasmo può contribuire a mantenere il tono muscolare del pavimento pelvico, importante per la prevenzione di disturbi come l’incontinenza urinaria.
Inoltre, un importante effetto positivo della masturbazione femminile è legato al fatto che l’autoerotismo contribuisce a liberare e disinibire la mente, attraverso la perdita di controllo. La masturbazione può portare la donna a sentirsi più sicura di sé e del proprio corpo.
Tuttavia, è importante ricordare che ogni esperienza è unica e che i benefici possono variare da persona a persona.
Ha senso parlare di tecniche di masturbazione femminile?
La masturbazione femminile rappresenta un’esperienza profondamente soggettiva e personale, che può essere vissuta e scoperta in modi differenti a seconda delle preferenze individuali e del livello di confidenza con il proprio corpo.
Non esistono regole fisse o tecniche universalmente migliori di altre: ogni donna è unica e può prediligere alcune modalità piuttosto che altre. Inoltre, le pratiche autoerotiche non sono soltanto un’alternativa al sesso di coppia, ma costituiscono anche una fonte aggiuntiva di piacere per chi ha un partner (Richters et al., 2003).
Tuttavia, conoscere alcune tecniche può aiutare a vivere questa esperienza in modo più consapevole e soddisfacente.
- Stimolazione clitoridea: il clitoride è una delle principali fonti di piacere per la maggior parte delle donne. La stimolazione può avvenire con le dita, con movimenti circolari, leggeri o più decisi, oppure utilizzando piccoli getti d’acqua durante la doccia. Ogni persona può sperimentare diverse pressioni e ritmi per scoprire cosa le piace di più.
- Stimolazione vaginale: alcune donne trovano piacevole inserire delicatamente uno o più dita nella vagina, esplorando le sensazioni interne. La stimolazione della zona del punto G, situata sulla parete anteriore della vagina, può essere particolarmente intensa per alcune persone.
- Uso di sex toys: vibratori, dildo e altri dispositivi pensati per l’autoerotismo possono offrire nuove possibilità di esplorazione. È importante scegliere prodotti di qualità, utilizzare lubrificanti a base d’acqua se necessario e seguire le indicazioni per una corretta igiene.
- Stimolazione combinata: molte donne apprezzano la combinazione di stimolazione clitoridea e vaginale, alternando o unendo le due modalità per intensificare il piacere.
Esplorare l’autoerotismo con curiosità e senza giudizio può essere un’opportunità per comprendere meglio i segnali del proprio corpo e migliorare il proprio rapporto con il piacere. L’importante è concedersi il tempo necessario per scoprire cosa fa stare bene, in un clima di serenità e ascolto di sé.

Le donne e la masturbazione: un po’ di numeri
Gli studi sull’autoerotismo femminile in psicologia ci permettono di avere un’istantanea sull’influenza di stereotipi e tabù sulla vita sessuale delle donne. L’Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata (AISPA) ha condotto, qualche anno fa, in Italia, uno studio sulla masturbazione “al femminile”. Il campione coinvolto era composto da oltre 1200 donne con un'età compresa tra i 18 e i 50 anni.
Oggetto dello studio la frequenza dell’autoerotismo femminile, la percentuale di donne che si masturbano e le modalità con cui lo fanno.
Dai risultati dell’indagine, che si possono leggere nel libro Il piacere al femminile. Miti e realtà della funzione orgasmica, emerge che l’84% delle intervistate dichiara di essersi masturbata almeno una volta nella vita, metà delle quali ha iniziato prima dei 14 anni. Dati recenti confermano e ampliano questa prospettiva: il 94,5% delle donne intervistate ha dichiarato di aver praticato autoerotismo almeno una volta nella vita, con un'età media di inizio pari a 14 anni (Burri & Carvalheira, 2019).
Circa il 90% di esse riesce a raggiungere sempre o quasi sempre l’orgasmo in un tempo che supera di rado i 10 minuti. La metà delle donne, inoltre, riferisce di aver provato l’utilizzo dei sex toys durante l’autoerotismo.
Quanto si masturbano le donne protagoniste di questo studio? Il 20% del campione afferma di ricorrere alla masturbazione una o più volte alla settimana. Questi dati ci raccontano come, nella società contemporanea, sempre più donne stanno superando le inibizioni provocate dalle istanze della tradizionale cultura maschilista di cui accennavamo all’inizio dell’articolo.
Resta ancora un punto però da considerare: il piacere femminile stimolato dal partner. La ricerca sottolinea come l’orgasmo femminile venga raggiunto attraverso la masturbazione svolta dal partner nel 66,9% dei casi, a fronte dell’88,3% in cui viene raggiunto attraverso l’autoerotismo.
La ragione di tale differenza può essere individuata nell’incapacità della donna di vivere questo momento di intimità senza una qualche inibizione (il 60% delle intervistate afferma di non riuscire a "lasciarsi andare”).
È importante sottolineare che la frequenza e le modalità dell’autoerotismo possono variare notevolmente da persona a persona, senza che esista una "normalità" valida per tutte. Inoltre, diversi fattori come lo stato relazionale, la frequenza dell’orgasmo, l’apertura a nuove esperienze e l’accettazione del proprio corpo sono risultati associati in modo indipendente alla frequenza dell’autoerotismo (Burri & Carvalheira, 2019).
Difficoltà comuni nell’autoerotismo femminile e strategie per affrontarle
Nonostante l’autoerotismo sia una pratica naturale, molte donne possono incontrare alcune difficoltà nel viverlo con serenità o nel raggiungere il piacere desiderato. Secondo una ricerca pubblicata su "The Journal of Sexual Medicine" (Herbenick et al., 2010), circa il 24% delle donne riferisce di avere difficoltà a raggiungere l’orgasmo durante la masturbazione.
Le difficoltà più comuni includono:
- Difficoltà a lasciarsi andare: la presenza di pensieri giudicanti, senso di colpa o vergogna può ostacolare il piacere. Lavorare sull’accettazione di sé e sulla consapevolezza corporea può aiutare a vivere l’autoerotismo in modo più libero.
- Scarsa conoscenza del proprio corpo: molte donne non conoscono a fondo le proprie zone erogene o non hanno mai sperimentato diverse tecniche di stimolazione. Prendersi del tempo per esplorare senza fretta può essere un primo passo importante.
- Dolore o fastidio: se durante l’autoerotismo si avvertono sensazioni spiacevoli, può essere utile utilizzare lubrificanti, cambiare posizione o intensità della stimolazione. In caso di dolore persistente, è consigliabile consultare un professionista della salute.
Per superare queste difficoltà, può essere utile:
- Informarsi attraverso fonti affidabili: leggere libri o articoli scritti da esperti può aiutare a normalizzare l’esperienza e a trovare nuove idee.
- Parlare con persone di fiducia: condividere dubbi o esperienze con amiche o partner può ridurre il senso di isolamento e favorire una maggiore apertura.
- Rivolgersi a uno specialista: se le difficoltà persistono o causano disagio, il supporto di un professionista può offrire strumenti personalizzati per migliorare il rapporto con la propria sessualità.
Quando la masturbazione femminile può essere sintomo di un problema psicologico?
Talvolta la masturbazione può diventare un modo per gestire la rabbia, gli stati di frustrazione e di ansia, ed essere utilizzata per fronteggiare le difficoltà della vita quotidiana. Nel tempo, può trasformarsi in uno strumento che risponde ad aspetti psicologici diversi dal bisogno di piacere.
In questi casi, per la donna l’autostimolazione può essere vissuta come sedativo naturale e, nella sua mente, può crearsi un’associazione ansia - preoccupazione - masturbazione - quiete, che innesca talvolta un circolo vizioso.
Quando la masturbazione è compulsiva e assume caratteristiche ossessive, che vanno a incidere nella sfera lavorativa e relazionale della persona, potrebbe trattarsi di un sintomo della dipendenza dal sesso (per le donne, in passato si parlava di ninfomania). Pur non essendo inserita ufficialmente tra i disturbi psichici del DSM-5, l’ipersessualità può diventare un problema invalidante.
Si parla di autoerotismo compulsivo quando c’è un bisogno irrazionale e urgente che conduce la donna a masturbarsi in modo ripetitivo durante l’arco della giornata. Le conseguenze di questo comportamento disfunzionale possono essere:
- calo del desiderio
- evitamento dei rapporti sessuali
- isolamento sociale
- stanchezza cronica

Autoerotismo femminile: la psicologia e il piacere delle donne
Come abbiamo visto, la masturbazione femminile può portare molti benefici ma, se se ne sente il bisogno o essa causa un disagio, ci si può rivolgere a un esperto. Tra i diversi rami della psicologia, la sessuologia può essere la più indicata per affrontare non solo eventuali problematiche legate alla masturbazione femminile, ma anche per la propria educazione sessuale.
Nell'adolescenza, per esempio, può essere importante:
- sfatare i falsi miti sulla sessualità femminile e sul perché le donne si masturbano
- illustrare quali sono i benefici della masturbazione femminile
- sfatare certe convinzioni errate, come quella che masturbarsi troppo causa infertilità femminile o che masturbarsi troppo fa male alle donne.
Nel caso in cui l’autoerotismo perda la caratteristica di piacere o, nonostante venga praticato, si verifichi comunque l’anorgasmia (assenza di orgasmo), è utile chiedersi che cosa c’è che non va, che tipo di insoddisfazione si sta vivendo e di che cosa si ha bisogno per sentirsi in armonia con se stesse.
Rivolgersi a uno specialista, come uno psicologo che si occupa di disturbi sessuali e sessualità che collabora con la piattaforma di psicologi online Unobravo, può essere utile per ricevere strategie efficaci che aiutino la persona a riconnettersi ai propri bisogni, al proprio corpo e alla propria dimensione sessuale, sia in un’ottica di piacere che di benessere fisico e psicologico.
Libri sull’autoerotismo femminile
Per concludere il nostro articolo sull’autoerotismo delle donne, ecco qualche consiglio di lettura:
- Vengo prima io. Guida al piacere e all'orgasmo femminile, R. Rossi, G. Balducci, Fabbri Editori
- Il piacere femminile: Scoprire, sperimentare e vivere la sessualità, I. Consolo, Giunti Editore
- Senza tabù. Il mio corpo (come funziona). Il piacere (come si fa), V. Benini, Fabbri Editori
- Piacere mio. Guida straordinariamente pratica all'orgasmo, Leni, Sperling & Kupfer
- Un incontro con il piacere: la masturbazione femminile, J. R. Brieva, ed. indipendente
Prendersi cura del proprio benessere sessuale con Unobravo
Parlare di autoerotismo femminile significa prendersi cura di sé, abbattere tabù e scegliere di vivere la propria sessualità in modo libero e consapevole.
Se senti il bisogno di approfondire questi temi, superare dubbi o difficoltà, o semplicemente desideri conoscerti meglio, il supporto di uno psicologo può essere di aiuto. Su Unobravo trovi professionisti pronti ad ascoltarti senza giudizio e ad accompagnarti in un percorso di crescita personale e benessere sessuale. Fai il primo passo verso una relazione più serena con te stessa: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.





