L’omofobia interiorizzata: cause, conseguenze e come affrontarla

L’omofobia interiorizzata: cause, conseguenze e come affrontarla
Annunziata Cavallo
Redazione
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
17.7.2025
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Crescere in una società che presenta l'eterosessualità come unica norma può lasciare un'impronta profonda, come l'omofobia interiorizzata. Nessuno nasce con dei pregiudizi: questi vengono assorbiti, spesso in modo inconsapevole, dall'ambiente in cui viviamo. Famiglia, scuola e cultura ci trasmettono un sistema di valori che può portarci a vedere qualsiasi altra forma di amore e identità come 'diversa' o 'sbagliata', un'idea che raramente viene messa in discussione .

Da un punto di vista psicologico, questo sistema di valori contribuisce a formare le nostre credenzedibase: le lenti attraverso cui guardiamo e giudichiamo il mondo. Sono regole e presupposti che agiscono spesso a livello inconscio.

Fin dall'infanzia, prima ancora di avere piena consapevolezza del proprio orientamento sessuale, una persona può interiorizzare una serie di messaggi che potremmo definire 'eteronormativi'. Si tratta di atteggiamenti e idee, trasmessi dalla cultura di riferimento, che suggeriscono l'esistenza di un unico orientamento sessuale 'giusto' o 'naturale'.

Tali informazioni vengono apprese costantemente dalla persona nell’arco del suo sviluppo e possono diventare convinzioni come, ad esempio, che essere gay o lesbica sia qualcosa di sbagliato, che va contro le norme del vivere comune o, addirittura, contro natura.

In questo articolo approfondiremo che cos’è l’omofobia interiorizzata, quali sono le sue cause, come si manifesta e quali conseguenze può avere sul benessere psicologico. Offriremo inoltre strumenti utili per riconoscerla e affrontarla, anche attraverso il supporto della psicoterapia.

L’omofobia interiorizzata: cos’è

Possiamo definire l’ omofobia, la bifobia e la transfobia interiorizzata nelle persone LGBTQ+ come l’accettazione passiva dell’insieme di atteggiamenti, credenze, pregiudizi, opinioni e comportamenti, che risultano in una certa misura discriminatori, e che sono tipici della cultura omofobica.

Spesso queste persone non sono consapevoli di quanto questo tipo di cultura sia responsabile e influenzi la percezione che hanno di loro stesse. Per esempio, le persone gay o lesbiche, possono avere tendenza ad essere omofobiche come conseguenza del minority stress subito, che le porta ad avere una visione negativa e disprezzante dell’omosessualità stessa.

Di conseguenza le persone omosessuali possono esperire emozioni e sentimenti negativi , in relazione al grado di omofobia interiorizzata, quali:

  • ansia,
  • disgusto,
  • ostilità,
  • rabbia,
  • paura,
  • disagio.
cos'è l'omofobia interiorizzata
Liza Summer - Pexels

Problematiche psicologiche connesse

L’omofobia interiorizzata è dunque una componente importante nel disagio vissuto quotidianamente dalle persone LGBTQ+ e ha un ruolo determinante nell’insorgenza di alcuni disturbi emotivi (Berg et al., 2016). Può causare infatti:

  • bassa autostima,
  • difficoltà relazionali,
  • isolamento sociale,
  • sentimenti di colpa e vergogna.

Questo può avere un impatto profondo sull'individuo, che arriva a pensare di essere sbagliato. Tutto ciò può contribuire a sviluppare pensieri suicidari e a adottare condotte ad alto rischio come il sesso non protetto o l''abuso di sostanze.

L’omofobia interiorizzata, quindi, può portare a sviluppare alcuni problemi come:

  • ansia e depressione,
  • disturbi sessuali,
  • esclusione sociale,
  • abuso di alcol e sostanze,
  • elevata percezione dello stigma sociale,
  • difficoltà nel fare coming out.

Le cause dell'omofobia interiorizzata

L'omofobia interiorizzata non è una condizione innata, ma il risultato di un processo di apprendimento sociale e culturale. Secondo Herek (2009), questo fenomeno colpisce una percentuale significativa della popolazione LGBTQ+, con circa il 30-40% che riporta livelli moderati o elevati di pregiudizi interiorizzati. Le sue radici affondano in diversi fattori che, combinati, plasmano la percezione negativa di sé in una persona LGBTQ+.

Cause socioculturali

Viviamo in una società storicamente eteronormativa, dove l'eterosessualità è presentata come l'unica norma valida. Messaggi veicolati da media, istituzioni religiose e discorsi pubblici possono rinforzare stereotipi e pregiudizi, creando un ambiente in cui la diversità sessuale è vista come 'anormale' o 'sbagliata'.

Fattori familiari ed educativi

L'ambiente familiare e scolastico gioca un ruolo cruciale. La mancanza di un'educazione sessuo-affettiva inclusiva e la presenza di atteggiamenti omofobici, anche impliciti, in famiglia possono portare il bambino e l'adolescente a interiorizzare l'idea che i propri sentimenti siano inaccettabili. Secondo alcuni studi la discrepanza fra orientamento sessuale esplicito e implicito è maggiore tra le persone i cui padri mostrano scarso supporto all'autonomia e atteggiamenti omofobici (Weinstein et al., 2012).

Isolamento e mancanza di modelli

La carenza di modelli di riferimento positivi e visibili può far sentire una persona LGBTQ+ sola e isolata. Questa solitudine aumenta la vulnerabilità ai messaggi negativi esterni, rendendo più difficile costruire un'identità solida e positiva.

cause dell'omofobia interiorizzata
William Fortunato - Pexels

Conseguenze e sintomi dell'omofobia interiorizzata

L'impatto dell'omofobia interiorizzata sul benessere psicologico di un individuo è profondo e pervasivo (Newcomb et al., 2010). Questo conflitto interno può manifestarsi attraverso una serie di sintomi e problematiche emotive e comportamentali.

Sintomi psicologici ed emotivi

  • Bassa autostima: sentirsi 'sbagliati' o 'difettosi' a causa del proprio orientamento sessuale.
  • Ansia e depressione: la costante lotta interiore e la paura del giudizio possono portare a disturbi d'ansia e depressivi.
  • Vergogna e senso di colpa: sentimenti cronici legati alla propria identità sessuale.
  • Rabbia e ostilità: rabbia rivolta verso se stessi o, paradossalmente, verso altre persone LGBTQ+ più aperte e visibili.

Impatto sulle relazioni e sul comportamento

  • Difficoltà relazionali: paura di creare legami intimi e autentici per timore di essere 'scoperti' o rifiutati.
  • Isolamento sociale: tendenza a evitare contesti sociali o situazioni in cui la propria identità potrebbe emergere.
  • Comportamenti a rischio: in alcuni casi, può portare ad abuso di sostanze o a comportamenti sessuali non sicuri come meccanismo di fuga o autopunizione.
  • Difficoltà nel processo di coming out: il timore delle reazioni negative, amplificato dai pregiudizi interiorizzati, può bloccare o rendere estremamente doloroso il percorso di rivelazione di sé.

Come la psicoterapia può aiutare

La psicoterapia con persone omosessuali prevede in primo luogo una presa di coscienza dell’esistenza dell’omofobia interiorizzata come problematica importante da affrontare. Il terapeuta in questi casi aiuta la persona omosessuale:

  • a vedere i pregiudizi che ha interiorizzato nel corso della propria esistenza;
  • a comprendere come questi influenzino e condizionino i suoi pensieri e le sue scelte.

L’obiettivo fondamentale di un percorso terapeutico di questo tipo è aiutare la persona a sentirsi libera di esplorare e affermare la propria identità sessuale, in uno spazio sicuro e non giudicante.

Le ricerche, infatti, confermano che le persone LGBTQ+ che riescono a vivere apertamente e con serenità il proprio orientamento raggiungono un maggiore benessere psicofisico . Tendono a essere:

  • più soddisfatti di se stessi;
  • maggiormente propositivi verso gli altri;
  • più propensi a confrontarsi con il mondo circostante.

Riconoscendo le modalità dell’omofobia, gli psicoterapeuti possono agire in modo attivo per aiutare i propri clienti a rifondare l’ autostima e ricostruire un’immagine positiva di sé.

Un percorso verso l'accettazione di sé

Affrontare l'omofobia interiorizzata è un passo coraggioso verso l'autenticità e il benessere psicologico. Questo percorso, sebbene possa presentare delle sfide, non deve essere affrontato in solitudine. Riconoscere l'impatto dei pregiudizi interiorizzati è il primo passo per smantellarli e costruire un'immagine di sé positiva e integrata. Un supporto psicologico professionale può offrire gli strumenti e lo spazio sicuro necessari per esplorare questi sentimenti, rafforzare l'autostima e vivere pienamente la propria identità.

Se senti che questo peso sta influenzando la tua vita e le tue relazioni, ricorda che chiedere aiuto è un atto di forza. Unobravo è qui per sostenerti con un team di psicologi e psicologhe pronti ad accompagnarti in un percorso di crescita personale, nel rispetto della tua unicità e dei tuoi tempi. Inizia il questionario per trovare il tuo psicologo o psicologa online.

Bibliografia
Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista. Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica

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