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Disturbi psichici
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minuti di lettura

Stress: da problema a risorsa

Stress: da problema a risorsa
Loredana Angeloni
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo - Interpersonale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
25.1.2026
Stress: da problema a risorsa
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Le definizioni di stress sono molteplici. Il modello proposto dai ricercatori Lazarus e Folkman lo definisce come “una particolare relazione tra la persona e l’ambiente che viene valutata dall’individuo come provante o eccedente le sue risorse, e quindi rischiosa per il suo benessere”.

Secondo i due studiosi, lo stato di stress negativo è causato da questa equazione:

“si è in uno stato di stress quando le richieste provenienti dall’ambiente reale o percepito sono maggiori rispetto alle possibilità soggettive di risposta, alle proprie risorse, reali o percepite”.

Da tale definizione si evince che a determinare lo stato di stress possono essere:

  • elementi oggettivi, come richieste dell’ambiente esterno e risorse dell’individuo,
  • elementi soggettivi, come la percezione individuale delle richieste e delle risorse a disposizione.

Che cos’è lo stress?

In base alla definizione dell’OMS lo stress è “uno stato di preoccupazione o tensione mentale causato da una situazione difficile” che si attiva nel momento in cui agenti interni o esterni vengono percepiti dal nostro organismo come una potenziale minaccia.

Il medico austriaco Hans Selye, nei suoi studi degli anni Sessanta, ha individuato tre diverse fasi dello stress:

  • fase della reazione di allarme, nella quale vengono rilasciati i cosiddetti “ormoni dello stress” come il cortisolo e l’adrenalina
  • fase della resistenza allo stress, nella quale l’organismo inizia ad adattarsi alla situazione che ha provocato lo stress
  • fase di esaurimento, che si manifesta quando le strategie messe in atto non sono sufficienti a fronteggiare il fattore di stress. Quando, invece, si riesce a eliminare o contrastare l’agente stressante si parla di fase di recupero.

In psicologia lo stress può essere definito come una risposta naturale del corpo che coinvolge varie dimensioni della persona, da quella biologica a quella psicologica. Si tratta di un meccanismo di adattamento che, nella maggior parte dei casi, ci permette di affrontare le sfide che si presentano nella vita quotidiana.

Sebbene stress e ansia possano essere confusi, queste due condizioni hanno cause e sintomi differenti, che devono essere gestiti attraverso trattamenti dedicati.

La diffusione dello stress psicologico: dati e contesto attuale

Lo stress psicologico è una condizione estremamente diffusa nella società contemporanea e rappresenta una delle principali sfide per la salute mentale a livello globale. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), lo stress è considerato uno dei principali fattori di rischio per la salute del XXI secolo e può influenzare profondamente il benessere individuale e collettivo.

In Italia, una ricerca condotta dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2023 ha evidenziato che circa il 40% della popolazione adulta riferisce di aver sperimentato livelli significativi di stress psicologico nell'ultimo anno. Questo dato sottolinea quanto lo stress sia una realtà comune, che può colpire persone di tutte le età e condizioni sociali. Non solo gli adulti, ma anche gli adolescenti sono fortemente coinvolti: nel 2014, infatti, la percentuale di adolescenti italiani che ha riportato sintomi aspecifici legati a stress psicologico, come mal di testa, mal di stomaco, mal di schiena, morale basso, irritabilità, nervosismo e difficoltà ad addormentarsi, è risultata la più alta tra i Paesi europei partecipanti allo studio HBSC.

La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente accentuato la diffusione dello stress psicologico, portando a un aumento dei disturbi correlati come ansia, insonnia e difficoltà di concentrazione. Secondo un'indagine IPSOS del 2022, oltre il 60% degli italiani ha dichiarato di sentirsi più stressato rispetto agli anni precedenti, soprattutto a causa di incertezze lavorative, cambiamenti nelle abitudini quotidiane e preoccupazioni per la salute propria e dei propri cari.

Questi dati aiutano a comprendere come lo stress psicologico non sia solo una risposta individuale, ma anche un fenomeno sociale che richiede attenzione e strategie di prevenzione a livello collettivo.

Tipi di stress

Lo stress può essere di diversi tipi.

Si parla di stress acuto per identificare la fase immediatamente successiva alla situazione che ha provocato lo stress e si manifesta in un periodo di tempo ristretto. Lo stress cronico, invece, si presenta quando l’esposizione al fattore di stress è continuativa e dura per un lungo periodo.

Tipi di stress
Andrea Piacquadio - Pexels

‍Stress positivo e stress negativo

È importante sottolineare che lo stress, di per sé, non è né positivo, né negativo. A seconda di come reagiamo, però, possiamo parlare di:

  • stress fisiologico cosiddetto “buono”, chiamato eustress: è il motore che attiva il nostro agire e pensare, che determina il livello di concentrazione e la possibilità di fronteggiare e risolvere situazioni come, per esempio, partecipare a una gara. È infatti noto il legame tra stress e sport in relazione alla performance atletica
  • lo stress dannoso è il distress*,* che è quello stato che produce una diminuzione delle performance personali e che, di conseguenza, rende difficile un’adeguata risposta alle richieste pressanti dell’ambiente esterno o interno.

Quando lo stato di distress persiste per molto tempo, si entra nello stato di stress cronico. È importante notare che gli effetti dello stress fisico tendono a manifestarsi precocemente e sono generalmente di entità moderata, mentre gli effetti dello stress psicologico emergono più tardi, risultando però più gravi e difficilmente reversibili (Li et al., 2019).

Una particolare forma di questo tipo di stress negativo è la sindrome da burnout, che può essere definita come una vera e propria “malattia da stress”. La sindrome da burnout, che significa letteralmente “bruciato”, si riscontra soprattutto nel lavoro. È una sindrome da stress lavoro correlato caratterizzata da esaurimento emotivo, irrequietezza, apatia, depersonalizzazione e senso di frustrazione.

Un’altra forma di stress, che può presentarsi dopo aver vissuto una situazione particolarmente provante per la nostra psiche, è il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Questa condizione può manifestarsi dopo eventi catastrofici, incidenti o situazioni impreviste e impattanti che la persona non riesce a elaborare.

Le cause dello stress

Le cause dello stress possono essere di varia natura e sono estremamente soggettive: ciò che causa dello stress in una persona, potrebbe non alterare i livelli di stress in un’altra.

Gli eventi stressogeni, chiamati stressor, sono le situazioni, sia esterne che interne all’individuo, che provocano lo stato di stress. Anche un pensiero può essere fonte di stress. Nel caso dello stress da vacanze, per esempio, a stressarci potrebbe essere il pensiero di dover fare una vacanza “da sogno”, dove tutto dovrà essere perfetto e da cui tornare completamente rigenerati.

È proprio per questa mescolanza di elementi oggettivi e soggettivi che l’impatto dei diversi stressor è diverso da individuo a individuo e comporta una maggiore o minore resilienza allo stress.

Si può essere stressati a causa di diversi stressor, ma spesso il livello di stress dipende da:

  • eventi importanti della vita, siano essi gioiosi come una laurea, un matrimonio o l’inizio di un nuovo lavoro, oppure spiacevoli come un lutto, una separazione o la malattia di una persona cara
  • fattori ambientali, come un contesto molto rumoroso o inquinato
  • fattori fisici e abitudini scorrette, per esempio l’abuso di fumo e alcool o la presenza di una malattia
  • fobie
  • relazioni sociali, in particolare situazioni di conflitto con le persone che fanno parte della nostra vita.

Fattori di rischio individuali nello stress psicologico

Non tutte le persone reagiscono allo stress psicologico nello stesso modo. Esistono alcuni fattori di rischio individuali che possono aumentare la vulnerabilità allo stress o, al contrario, favorire una maggiore resilienza.

  • Vulnerabilità personale: alcune persone, per caratteristiche temperamentali o genetiche, possono essere più sensibili agli stimoli stressanti e sviluppare sintomi più intensi.
  • Esperienze pregresse: aver vissuto traumi, perdite o situazioni di forte disagio in passato può rendere più difficile affrontare nuovi eventi stressanti.
  • Stile di coping: il modo in cui una persona affronta le difficoltà (coping) influisce sulla gestione dello stress. Strategie di coping adattive, come la ricerca di supporto o la ristrutturazione cognitiva, possono ridurre l'impatto dello stress, mentre strategie disfunzionali, come l'evitamento o la negazione, possono peggiorare la situazione.
  • Risorse sociali e ambientali: la presenza di una rete di supporto, un ambiente di vita stabile e l'accesso a risorse adeguate possono proteggere dagli effetti negativi dello stress.

Comprendere questi fattori può aiutare a individuare precocemente le situazioni di rischio e a promuovere interventi mirati per la prevenzione dello stress psicologico.

I sintomi dello stress

Cosa succede se si è troppo stressati? Cosa comporta lo stress al fisico? Dove si accumula lo stress? Sono solo alcune delle domande che potrebbe porsi una persona stressata e che soffre di disturbi psicosomatici.

Non esiste una risposta univoca. Gli effetti dello stress sul cervello e sul fisico variano da persona a persona e possono mostrarsi in maniera più o meno evidente, soprattutto in presenza di stress costante.

La manifestazione dello stress comprende, infatti, non solo sintomi fisici ed emotivi. Si possono sviluppare anche sintomi cognitivi, come la distrazione, e sintomi comportamentali, come l’abuso di alcool.

Tra i principali sintomi fisici dello stress emotivo possiamo trovare:

  • insonnia
  • stanchezza e astenia
  • tachicardia
  • difficoltà nella deglutizione e bocca secca, soprattutto al mattino
  • vertigini
  • fischi alle orecchie
  • mancanza o abbassamento del desiderio sessuale
  • bruxismo

Oltre questi sintomi, è anche possibile sperimentare un impatto sul sistema immunitario e dolori legati allo stress. Il troppo stress, soprattutto se prolungato nel tempo, può provocare dei veri e propri dolori fisici. Ulteriori sintomi di stress intenso, infatti, possono essere:

  • mal di testa, tensione muscolare e dolori, specialmente nella zona del collo e delle spalle
  • malattie e problematiche della pelle come dermatite, psoriasi, acne o sudorazione eccessiva
  • dolore e/o senso di peso sul petto.

In soggetti particolarmente predisposti, che hanno uno stile di vita poco sano o sono geneticamente predisposte, lo stress mentale e fisico prolungato può portare anche a problemi cardiovascolari e infarto.

Sintomi dello stress
Andrea Piacquadio - Pexels

Sintomi dello stress psicologico: una panoramica dettagliata

Lo stress psicologico può manifestarsi attraverso una vasta gamma di sintomi, che coinvolgono diversi aspetti della persona. Riconoscere questi segnali è fondamentale per intervenire tempestivamente e prevenire conseguenze più gravi.

  • Sintomi fisici: comprendono manifestazioni come mal di testa, tensione muscolare, disturbi gastrointestinali, tachicardia e disturbi del sonno. Questi sintomi sono spesso il risultato dell'attivazione prolungata del sistema nervoso in risposta allo stress.
  • Sintomi emotivi: lo stress può portare a irritabilità, ansia, tristezza, senso di sopraffazione e difficoltà a gestire le emozioni. Le persone possono sentirsi più vulnerabili o reagire in modo eccessivo a situazioni normalmente gestibili.
  • Sintomi cognitivi: tra questi rientrano difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, pensieri ricorrenti o negativi e una ridotta capacità di prendere decisioni. Lo stress può rendere più difficile mantenere l'attenzione e organizzare le attività quotidiane.
  • Sintomi comportamentali: si possono osservare cambiamenti nelle abitudini alimentari (come mangiare troppo o troppo poco), aumento del consumo di alcol o sostanze, isolamento sociale e comportamenti compulsivi. Questi comportamenti rappresentano spesso tentativi di gestire o alleviare la tensione interna.

Ogni persona può sperimentare una combinazione diversa di sintomi, che possono variare in intensità e durata a seconda delle risorse individuali e delle strategie di coping adottate.

‍Le conseguenze dello stress

Quando la sindrome da stress cronico e il burnout persistono per un lungo periodo, si possono manifestare diversi effetti dannosi sul comportamento e sulla psiche. Alcune possibili conseguenze dello stress sono:

  • calo di concentrazione e di memoria
  • persistenti pensieri negativi
  • diminuita abilità nell’esecuzione di compiti
  • diminuzione della capacità di problem solving.

A livello psicologico ed emotivo, ci sono altre conseguenze portate dal distress:

  • perdita di entusiasmo
  • agitazione
  • ansia
  • facilità al pianto
  • apprensione
  • irritabilità
  • disturbi d’ansia
  • attacchi di panico
  • umore depresso.

La presenza di questi sintomi può essere indagata anche attraverso test psicologici come il Maslach Burnout Inventory, un noto test sul burnout.

I comportamenti dannosi causati dallo stress

Nel tentativo di gestire lo stress si può incorrere in comportamenti dannosi, tra cui:

  • disturbi del comportamento alimentare (pensiamo alla cosiddetta fame emotiva, alla perdita di appetito o alla bulimia nervosa);
  • abuso di alcol, tabagismo e abuso di sostanze stupefacenti.

Altri disagi provocati dallo stress cronico possono essere: iperattività, insonnia, dipendenze (dipendenza da sport, sindrome da iperlavoro, shopping compulsivo, dipendenza da internet, dipendenza da cellulari e da social network). Tutti questi comportamenti compulsivi e disfunzionali sono meccanismi di evitamento dello stress.

Il trattamento dello stress

Lo stress psicologico e fisico può durare da poche ore a qualche giorno, a seconda della reazione della persona all’agente stressante. In questo caso, alcuni rimedi per ridurre lo stress possono essere lo yoga o la mindfulness.

Quando però nervosismo e stress permangono per un lungo periodo, può essere necessario mettere in atto alcune buone pratiche per alleviarne i sintomi. Contro lo stress è possibile:

  • intraprendere un percorso per migliorare il proprio benessere psicologico, anche attraverso la terapia online con uno psicologo che tratta tematiche legate allo stress
  • praticare esercizio fisico e sport
  • seguire una cura farmacologica sotto stretto controllo medico
  • avere una buona gestione del tempo, organizzando le attività, stabilendo priorità e concedendosi pause regolari, per revenire il sovraccarico e a mantenere un equilibrio tra vita personale e professionale.
  • avere supporto sociale, per condividere le proprie preoccupazioni con persone di fiducia, offrendo conforto e nuove prospettive per affrontare le difficoltà.
Stress e salute
Tim Samuel - Pexels

Quando può essere utile rivolgersi a uno psicologo per lo stress psicologico

Riconoscere il momento in cui è opportuno chiedere aiuto a un professionista è un passo importante per prendersi cura della propria salute mentale. È consigliabile rivolgersi a uno psicologo o a un altro professionista della salute mentale quando:

  • I sintomi di stress persistono per settimane o mesi, senza miglioramenti significativi nonostante i tentativi di gestione autonoma.
  • Lo stress interferisce con le attività quotidiane, il lavoro, le relazioni o il sonno.
  • Si manifestano sintomi fisici intensi o ricorrenti, come attacchi di panico, dolori inspiegabili o disturbi del sonno gravi.
  • Si ricorre frequentemente a comportamenti disfunzionali, come l'abuso di sostanze, il ritiro sociale o l'iperattività, per cercare sollievo.

Un percorso psicologico può offrire strumenti personalizzati per comprendere le cause dello stress, sviluppare strategie di coping efficaci e promuovere un maggiore benessere emotivo. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di cura verso se stessi.

Trasformare lo stress da problema a risorsa

Il meccanismo dello stress può essere attivato da tante situazioni e il nostro organismo può rispondere in modi differenti a seconda del momento che stiamo vivendo, degli agenti stressanti scatenanti e del nostro stato psichico.

Spesso, il non essere consapevoli delle proprie risposte disfunzionali allo stress porta la persona a mettere in atto risposte dettate dal meccanismo di “attacco o fuga”, che è la reazione automatica allo stress.

Al contrario, l’attitudine all’orientamento al presente, coltivata con la psicoterapia o con pratiche terapeutiche come la mindfulness, può rendere la persona più consapevole delle proprie risorse per fronteggiare lo stress. Tale consapevolezza può permettere, di conseguenza, di mettere in atto risposte più adattive.

Così facendo è possibile cambiare la percezione interna dello stress, che da problema può diventare risorsa, come testimoniato dall’esperienza di persone che hanno svolto percorsi psicoterapeutici e di chi ha scelto di praticare la mindfulness.

Le possibili conseguenze dello stress psicologico cronico sulla salute

Quando lo stress psicologico diventa cronico, può avere un impatto significativo sia sulla salute mentale che su quella fisica. Gli effetti a lungo termine dello stress non gestito possono compromettere il benessere generale e aumentare il rischio di sviluppare patologie più gravi. In particolare, il 70% delle malattie a livello mondiale, tra cui malattie cardiovascolari, diabete, cancro, ipertensione e obesità, è attribuibile anche allo stress psicologico oltre che a stili di vita non salutari.

  • Salute mentale: lo stress cronico è associato a un aumento del rischio di disturbi d'ansia, depressione, disturbi del sonno e difficoltà relazionali. Può anche favorire l'insorgenza di disturbi psicosomatici, in cui il disagio psicologico si manifesta attraverso sintomi fisici persistenti.
  • Salute fisica: l'esposizione prolungata allo stress può contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo 2 e disturbi del sistema immunitario. Secondo l'OMS, lo stress cronico è riconosciuto come un possibile fattore di rischio per numerose patologie croniche.
  • Qualità della vita: lo stress non gestito può ridurre la motivazione, la produttività e la capacità di godere delle attività quotidiane. Può inoltre influire negativamente sulle relazioni interpersonali, portando a conflitti e isolamento.
    Riconoscere le conseguenze dello stress psicologico cronico è il primo passo per adottare strategie di prevenzione e promuovere una maggiore attenzione al proprio benessere.

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