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Stress: da problema a risorsa

Lo stress è da tempo considerato una condizione che caratterizza lo stile di vita contemporaneo. Molte persone, sebbene sottoposte a forti pressioni, sono più resistenti allo stress rispetto ad altre. In questo articolo cercheremo di definire lo stress e le sue cause, i danni fisici e psicologici che ne derivano e di individuare un efficace strumento in grado di poter trasformare lo stress da problema a risorsa.

Le definizioni di stress sono molteplici. Il modello proposto dai ricercatori Lazarus e Folkman lo definisce come “una particolare relazione tra la persona e l’ambiente che viene valutata dall’individuo come provante o eccedente le sue risorse, e quindi rischiosa per il suo benessere”.


Secondo i due studiosi, lo stato di stress negativo è causato da questa equazione: “si è in uno stato di stress quando le richieste provenienti dall’ambiente reale o percepito sono maggiori rispetto alle possibilità soggettive di risposta, alle proprie risorse, reali o percepite”.


Da tale definizione si evince che a determinare lo stato di stress possono essere:

  • elementi oggettivi, come richieste dell’ambiente esterno e risorse dell’individuo;
  • elementi soggettivi, come la percezione individuale delle richieste e delle risorse a disposizione.


Che cosa causa lo stress?

Gli eventi stressogeni chiamati stressor sono le situazioni, sia esterne che interne all’individuo, che provocano lo stato di stress. Anche un pensiero può essere fonte di stress. È proprio per questa mescolanza di elementi oggettivi e soggettivi che l’impatto dei diversi stressor è diverso da individuo a individuo e comporta una migliore o minore resilienza allo stress.


Stress positivo e stress negativo

È importante sottolineare che esistono due tipi di stress:

  • lo stress cosiddetto “buono” chiamato eustress: esso è il motore che attiva il nostro agire e pensare, che determina il livello di concentrazione e la possibilità di fronteggiare e risolvere situazioni;
  • lo stress dannoso è il distress che è quello stato che produce una diminuzione delle performance personali e che, di conseguenza, rende difficile un’adeguata risposta alle richieste pressanti dell’ambiente esterno o interno.
Andrea Piacquadio - Pexels


Quando lo stato di distress persiste per molto tempo, si entra nello stato di stress cronico. Una particolare forma di questo tipo di stress è la sindrome da burnout, che letteralmente significa “bruciato” e si riscontra soprattutto nel lavoro. È una sindrome da stress lavorativo caratterizzata da:

  • esaurimento emotivo;
  • irrequietezza;
  • apatia;
  • depersonalizzazione;
  • senso di frustrazione.


Le conseguenze dello stress 

Quando la sindrome da stress cronico e il burnout persistono per un lungo periodo, si possono presentare diverse conseguenze dannose come:

  • calo di concentrazione e di memoria;
  • persistenti pensieri negativi;
  • diminuita abilità nell’esecuzione di compiti;
  • diminuzione della capacità di problem solving;


A livello psicologico, ci sono altre conseguenze portate dal distress:

  • perdita di entusiasmo;
  • irritabilità;
  • disturbi d’ansia;
  • attacchi di panico;
  • umore depresso.


Dal punto di vista fisico è possibile riscontrare diversi disturbi come:

  • mal di schiena;
  • vertigini;
  • cefalee;
  • acufeni;
  • disturbi gastro-intestinali;
  • ipertensione.
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I comportamenti dannosi causati dallo stress

Nel tentativo di gestire lo stress si può incorrere in comportamenti dannosi, tra cui:

  • disturbi del comportamento alimentare (pensiamo alla cosiddetta fame nervosa o alla perdita di appetito);
  • abuso di alcol, tabagismo e abuso di sostanze stupefacenti.


Altri disagi provocati dallo stress cronico possono essere: iperattività, insonnia, dipendenza da sport, sindrome da iperlavoro, shopping compulsivo, dipendenza da internet, dipendenza da cellulari e da social network. Tutti questi comportamenti compulsivi e disfunzionali sono meccanismi di evitamento dello stress.


Praticare la mindfulness per imparare a gestire lo stress

Gli strumenti per gestire lo stress sono numerosi: uno molto efficace è praticare la mindfulness, una forma di meditazione che aiuta a coltivare la consapevolezza del momento presente. Il biologo statunitense Jon Kabat-Zinn ha ideato il protocollo Mindfulness based stress reduction (MBSR), un percorso strutturato per la riduzione dello stress attraverso la mindfulness.


Tale metodo coltiva la presenza mentale e il vivere nel qui e ora. La mente, distratta da stimoli esterni, vaga continuamente tra pensieri rivolti al passato (come ricordi o rimpianti) o al futuro (progetti o ansie per situazioni future) togliendo la possibilità di vivere appieno l’unico tempo che l’individuo possiede: il suo presente.


Trasformare lo stress da problema a risorsa

Spesso, il non essere consapevoli delle proprie risposte disfunzionali allo stress, porta l’individuo a mettere in atto risposte automatiche dettate dal meccanismo di “attacco o fuga”, che è la reazione automatica allo stress.


Viceversa, l’attitudine all’orientamento al presente, coltivata praticando in modo costante la mindfulness, renderà l’individuo più consapevole delle proprie risorse per fronteggiare lo stress. Tale consapevolezza gli permetterà, di conseguenza, di mettere in atto risposte più adattive.


Così facendo si potrà cambiare la percezione interna dello stress, che da problema può diventare risorsa, come testimoniato dall’esperienza delle persone che hanno scelto di praticare la mindfulness.

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