Psicologia dello sport
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Stress e performance sportiva

Stress e performance sportiva
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Ludovica Anna Caruso
Ludovica Anna Caruso
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
28.2.2023


Lo stress è la normale risposta psicologica e fisiologica del nostro organismo di fronte a situazioni, compiti, eventi della vita che percepiamo come eccessivi o pericolosi. Di per sé non è né negativo né positivo perché favorisce l'adattamento ai numerosi stimoli che riceviamo ogni giorno:

  • può essere positivo (eustress) quando fornisce energia per una gara, un esame, un nuovo lavoro;
  • può essere negativo (distress) quando dura nel tempo, diventa cronico e si ha la sensazione di non avere la capacità di affrontare la situazione che lo ha provocato.

Il medico austriaco Hans Selye, considerato il padre della ricerca sullo stress, lo ha definito come Sindrome Generale di Adattamento (GAS): l’organismo cerca di ristabilire un nuovo equilibrio interno in seguito agli stressors, cioè i fattori mentali, sociali, ambientali che provocano stress.


Stress e performance sportiva: una questione di consapevolezza

Il mondo sportivo, con i suoi allenamenti quotidiani, la disciplina, gli ostacoli, gli insuccessi, la frustrazione, le gare, estremizza lo stress e premia chi lo gestisce meglio. Da un lato c’è lo stressor, dall’altro ci sono le caratteristiche personali dell’atleta, che fanno la differenza. L’uomo comune, insomma, cerca di fronteggiare al meglio le sfide che la vita gli pone, mentre gli sportivi sono stressati di professione!

Monstera - Pexels

L’equilibrio attivazione-stress

La psicologia dello sport è quella branca della psicologia che di concentra sugli aspetti cognitivi ed emotivi che possono influenzare la performance sportiva.

Gli psicologi R.M. Yerkes e J.D. Dodson formularono una legge secondo cui all’aumentare dell’attivazione fisiologica o mentale, si incrementava anche la prestazione, ma solo fino ad un certo punto. Conclusero che, per un’atleta, la prestazione ottimale si ha a livelli intermedi di attivazione-stress. Quando i livelli di attivazione superano il punto limite, la prestazione inizia a calare, soprattutto se il compito è molto difficile. Lo spiega bene Pietro Mennea, celebre velocista italiano, che affermava:

“il nostro carattere è come un diamante, è una pietra durissima ma ha un punto di rottura”

Non tutti gli atleti sono uguali di fronte allo stress!

Non tutti gli atleti reagiscono e gestiscono lo stress allo stesso modo:

  • ci sono atleti con un “motore a gas”;
  • altri con un “motore diesel”;
  • altri che hanno un “motore ibrido”.

La relazione tra stress e performance è diversa per ognuno di loro, ed è qui che entra in gioco la consapevolezza. Per ogni atleta, conoscere il proprio livello di attivazione-stress è fondamentale, poiché questo permette di gestire allenamenti, pre-gare, recuperi e studiare insieme al proprio allenatore il miglior progetto di crescita e sviluppo per la performance.

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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