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The One About Matthew Perry: una prospettiva psicologica

The One About Matthew Perry: una prospettiva psicologica
Enrico Reatini
Psicologo ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
29.10.2026
The One About Matthew Perry: una prospettiva psicologica
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Impariamo a conoscere alcune persone senza averle mai incontrate. Le vediamo sullo schermo, ascoltiamo le loro interviste e, nel tempo, finiamo per sentirle familiari.

Eppure, conoscere il volto, la voce e persino alcuni aneddoti di qualcuno non significa necessariamente conoscere la persona che si trova dietro quell’immagine.

La storia di Matthew Perry, l’attore che ha interpretato Chandler in Friends, rende evidente questa distanza. Fuori dallo schermo, Perry ha affrontato una lunga storia di dipendenza da sostanze, raccontando pubblicamente anche le difficoltà legate alla propria salute e al percorso di recupero.

La docuserie The One About Matthew Perry invita a interrogarsi proprio su questa distanza. Attraverso le testimonianze di familiari, amici e collaboratori, torna sulla vita dell'attore, mettendo in relazione la sua interpretazione più famosa, conosciuta da milioni di spettatori, con una storia personale segnata anche da una lunga dipendenza da sostanze.

Un’occasione che non serve a “imparare strategie” per riconoscere indizi oltre il personaggio, ma per ricordare che, dietro ciò che vediamo, esiste sempre una persona che non possiamo conoscere fino in fondo soltanto attraverso l’immagine pubblica.

Matthew Perry: biografia essenziale

La serie parla della vita di Matthew Perry e può essere perciò utile avere un po' di contesto. L’attore statunitense-canadese raggiunge la fama internazionale da giovanissimo, interpretando Chandler Bing in Friends, sitcom che tra il 1994 e il 2004 lo rende uno dei volti più riconoscibili della televisione. Negli anni successivi ha lavorato ancora per la televisione e in diverse pellicole cinematografiche.

Per gran parte della sua fortunata carriera, l’attore ha affrontato una difficile dipendenza da farmaci e alcol, di cui ha parlato pubblicamente anche nella sua biografia Friends, amanti e la Cosa Terribile (2022).

Perry muore nell’ottobre 2023, a 54 anni, per gli effetti acuti della ketamina.

La docuserie Netflix The One About Matthew Perry, uscita il 27 ottobre 2026, ripercorre la sua vita attraverso le testimonianze di familiari, amici e collaboratori, offrendo uno sguardo sulla persona oltre il personaggio conosciuto dal pubblico.

Quali relazioni costruiamo con i nostri personaggi preferiti?

Per molti spettatori, attraverso la maschera di Chandler, Matthew Perry è diventato una presenza familiare, associata a momenti della propria vita, ricordi e relazioni.

In psicologia, il legame che può svilupparsi con personaggi pubblici o figure mediatiche viene spesso studiato attraverso il concetto di “relazione parasociale”.

Questa definizione descrive un rapporto percepito come significativo da chi lo vive, pur senza una conoscenza reciproca paragonabile a quella di una relazione personale. Non si tratta necessariamente di qualcosa di problematico. Una figura dello spettacolo può accompagnarci nel tempo, farci sentire compresi o diventare parte dei nostri ricordi.

La docuserie può rendere particolarmente evidente questa differenza. Le testimonianze di chi ha condiviso momenti della vita di Perry ci avvicinano a dimensioni della sua storia che il pubblico non poteva conoscere attraverso il personaggio televisivo. Certo, anche queste testimonianze sono punti di vista, e il risultato non è necessariamente un ritratto definitivo, ma una narrazione più articolata.

Una raccolta di foto nostalgiche in bianco e nero accanto a una macchina fotografica d'epoca.
Wolfgang Vrede – Pexels

Ed è proprio questo il primo spunto psicologico offerto dalla serie: sentirsi vicini a qualcuno non significa possedere tutte le informazioni necessarie per comprenderlo.

Ottenere un buon risultato non significa stare bene

Guardando The One About Matthew Perry, possiamo interrogarci sulla distanza che talvolta esiste tra ciò che un personaggio mostra e ciò che vive interiormente.

La capacità di lavorare, mantenere gli impegni e ottenere risultati può diventare, ai nostri occhi, un indicatore di benessere, anche quando non conosciamo le difficoltà che accompagnano quel percorso, soprattutto quando queste difficoltà non possono emergere.

Una persona può infatti continuare a essere presente nella propria vita professionale e sociale anche mentre attraversa una fase di sofferenza psicologica significativa.

Come evidenziato da Trivedi e colleghi (2013), in uno studio su 1.928 pazienti ambulatoriali con depressione maggiore, la riduzione dei sintomi può accompagnarsi a un miglioramento della produttività lavorativa senza garantire un pieno recupero del funzionamento precedente.

La serie offre quindi l’occasione per riflettere sui limiti di ciò che possiamo dedurre dall’immagine pubblica di qualcuno. Cercare di mantenere i propri risultati, minimizzando o nascondendo il disagio, può rendere più difficile riconoscerlo.

Questo non significa necessariamente che ogni comportamento produttivo durante un periodo di difficoltà nasconda una sofferenza. Continuare a lavorare può anche aiutare a preservare una quotidianità significativa: ciò che conta è non confondere la capacità di andare avanti con la certezza di stare bene.

Netflix

Dipendenza oltre i miti

La docuserie The One About Matthew Perry racconta una lunga storia di dipendenza, segnata da tentativi di recupero, ricadute e conseguenze molto gravi. Le testimonianze di familiari e amici restituiscono anche la frustrazione dell'attore di fronte alla difficoltà di interrompere il consumo, nonostante i numerosi tentativi.

La sua esperienza aiuta a mettere in discussione l'idea che uscire da una dipendenza sia soltanto una questione di volontà individuale.

Come sottolinea Vaswani (2023), la dipendenza deriva dall'interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali. Il consumo può inizialmente offrire piacere o sollievo da esperienze difficili da tollerare, fino a diventare un comportamento complesso da interrompere anche quando le conseguenze sono dannose, spiacevoli e egodistoniche.

La serie ci invita così a guardare oltre il comportamento visibile, riconoscendo la complessità di un percorso che non procede necessariamente in modo lineare e nel quale una ricaduta non cancella gli sforzi compiuti in precedenza.

La dipendenza in situazione di agio sociale

Uno degli aspetti più significativi della docuserie riguarda la distanza tra le risorse di cui Matthew Perry disponeva e la difficoltà di liberarsi dalla dipendenza. Le testimonianze raccontano i numerosi tentativi di cura e il sostegno ricevuto, ma anche la frustrazione e la vergogna che accompagnavano la sua esperienza.

Una persona incontrata durante un percorso di recupero sottolinea proprio quanto Perry faticasse ad ammettere di non stare bene, mentre la disponibilità di risorse e di persone pronte ad assecondarlo poteva contribuire a una situazione complessa.

La sua storia mostra che il successo economico e il riconoscimento sociale non garantiscono né il benessere né la possibilità di affrontare efficacemente una dipendenza. Disporre di opportunità di cura è importante, ma non elimina automaticamente le difficoltà legate al riconoscimento del problema e al percorso di recupero.

La docuserie invita quindi a superare l'idea che chi possiede risorse sufficienti debba necessariamente riuscire a stare meglio, ricordandoci che la dipendenza non si comprende attraverso il solo contesto sociale o la disponibilità di mezzi.

Attori e salute mentale: tra successo e benessere

Il mondo dello spettacolo è spesso associato a successo, riconoscimento e realizzazione personale, ma la docuserie The One About Matthew Perry mostra quanto queste dimensioni possano convivere con momenti di profonda difficoltà.

Le testimonianze sulla reunion di Friends, ad esempio, raccontano un attore ancora alle prese con problemi di salute e con il tentativo di mantenersi sobrio, in un contesto carico di aspettative e attenzione pubblica.

Uno studio di Lewis, King e Civai (2026), condotto su 184 attori professionisti nel Regno Unito e 436 persone della popolazione generale, ha rilevato negli attori livelli più elevati di depressione, ansia e stress, insieme a una minore autostima e a un maggiore perfezionismo. Anche la revisione di Arias (2019) richiama l'attenzione sulla salute mentale di attori e performer.

Questi risultati non spiegano la vicenda individuale di Perry, ma invitano a considerare le possibili vulnerabilità associate alla professione, tra esposizione al giudizio, incertezza lavorativa e pressione sulle prestazioni.

Promuovere il benessere in questo settore significa anche creare condizioni in cui chiedere aiuto non venga percepito come un segno di debolezza o un rischio per la carriera.

Box in stile Unobravo con la frase «Guardare oltre il personaggio»

Grazie Matthew Perry

Dopo aver visto The One About Matthew Perry, è difficile non interrogarsi su cosa può aver provato in tutti quegli anni uno degli attori più famosi al mondo. Nelle tre puntate, i ricordi della sorella Mia, degli amici di lunga data e di chi ha condiviso con lui momenti importanti della sua vita si intrecciano con fotografie e video d'archivio.

La serie ricostruisce una storia che va oltre il personaggio e tramite questo racconto iniziamo a chiederci quanto possiamo davvero intuire della vita di una persona attraverso ciò che vediamo.

Le testimonianze ci avvicinano a esperienze che non conoscevamo, ma non possono restituire ogni aspetto del vissuto di Perry, così come nessuna immagine pubblica può raccontare interamente una persona. La storia dell’attore ci parla di impegno, relazioni e di fama mentre ci ricorda anche che la dipendenza non si riduce a una mancanza di volontà e che chiedere aiuto può essere un percorso complesso, anche quando si dispone di risorse, sostegno e riconoscimento sociale.

L’obiettivo della docuserie non è quello di offrire una spiegazione definitiva di Matthew Perry, ma invitarci a guardare oltre il personaggio, mettendo in discussione le nostre certezze e lasciando spazio a ciò che non possiamo sapere.

Perché comprendere la sofferenza altrui non significa saperla sempre riconoscere, ma soprattutto essere disposti ad ascoltare senza giudicare.

Grazie, Matthew, per le risate che ci hai regalato e per averci lasciato, attraverso il tuo racconto e le testimonianze di chi ti ha voluto bene, l'occasione di riflettere su quanto ogni vita meriti di essere vissuta.

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  • Arias, G. L. (2019). In the wings: Actors & mental health A critical review of the literature.
  • Lewis, E., King, N., & Civai, C. (2026). Predictors of mental health and wellbeing in UK professional actors: A comparative study. Psychology of Aesthetics, Creativity, and the Arts.
  • Trivedi, M. H., Morris, D. W., Wisniewski, S. R., Lesser, I., Nierenberg, A. A., Daly, E., ... & Rush, A. J. (2013). Increase in work productivity of depressed individuals with improvement in depressive symptom severity. American Journal of Psychiatry, 170(6), 633-641.
  • Vaswani, M. (2023). Addiction: Dispelling Myths. Journal ISSN, 2766, 2276.

Collaboratori

Enrico Reatini
Professionista selezionato dal nostro team clinico
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