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Crescita personale
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Un viaggio nel nostro mondo interiore: la fiaba

Un viaggio nel nostro mondo interiore: la fiaba
Martina Errico
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
16.1.2026
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La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare, caratterizzata da racconti centrati su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, streghe o fate. A differenza della favola, la morale nelle fiabe è generalmente sottintesa e non centrale ai fini della narrazione.

Le vicende narrate hanno un valore universale, perché più che riferirsi ad avvenimenti concreti, riguardano il mondo interiore di ciascuno.

Le fiabe sono caratterizzate da:

  • indeterminatezza riguardo i personaggi, le epoche e i luoghi;
  • una ricorrenza narrativa di episodi, frasi o formule magiche;
  • un lieto fine.

L’origine delle fiabe

L’origine delle fiabe è molto antica. Prima ancora dell’invenzione e della diffusione della scrittura, fiabe, miti, racconti e leggende venivano trasmessi oralmente, di generazione in generazione, creando un patrimonio culturale collettivo. Alla base delle fiabe vi è un forte utilizzo del discorso diretto, per catturare l’interesse e stupire chi ascolta, e dell’immaginazione, elemento fondamentale per lo sviluppo di abilità psicologiche.

Cottonbro - Pexels

Il ruolo psicologico delle fiabe

La fiaba ricopre un ruolo importante nel processo di crescita del bambino, perché, coinvolgendolo, promuove sia lo sviluppo cognitivo che quello emotivo.

Dal punto di vista cognitivo, le fiabe arricchiscono la conoscenza del bambino sul mondo reale esterno e sulle regole della vita sociale. Ascoltare queste storie stimola la percezione, l’attenzione, la memoria e il pensiero. Inoltre, poiché i bambini desiderano anche raccontarle, le fiabe aiutano a migliorare l’immaginazione e il linguaggio.

Per quanto riguarda i processi emotivi, le fiabe svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo emotivo dei bambini, adattandosi ai loro interessi e aiutandoli ad affrontare varie tematiche legate a sentimenti ed emozioni, oltre a dare voce ai loro conflitti inconsci. Il racconto delle fiabe aiuta i bambini a esprimere pensieri e sentimenti interiori, a far emergere conflitti e frustrazioni, a ridurre l'ansia e a sviluppare competenze legate alle tappe dello sviluppo (Lubetsky, 1989).

Studi più recenti (Vecchiato, 2019; Ruini & Masoni, 2014) confermano che la narrazione fiabesca stimola l’elaborazione simbolica e contribuisce allo sviluppo della resilienza psicologica.

Impatto delle fiabe sullo sviluppo: dati e ricerche

Numerosi studi hanno indagato l’impatto delle fiabe sullo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini. Secondo una ricerca pubblicata su "Frontiers in Psychology" (2017), l’ascolto regolare di fiabe può favorire lo sviluppo del pensiero narrativo, della memoria e della capacità di comprensione emotiva.

Alcuni dati suggeriscono che i bambini esposti a narrazioni fiabesche possono mostrare una maggiore capacità di riconoscere e gestire le emozioni rispetto ai coetanei che non hanno questa abitudine (Nicolopoulou et al., 2015). Inoltre, la narrazione condivisa di fiabe in famiglia è stata associata a un aumento del vocabolario e a una migliore competenza sociale.

Questi risultati sottolineano il valore delle fiabe non solo come intrattenimento, ma anche come possibili strumenti di crescita e benessere psicologico.

Fiabe nel contesto educativo

In ambito educativo, le fiabe vengono spesso utilizzate non solo per stimolare la creatività, la cooperazione e la capacità di risolvere problemi, ma anche per favorire lo sviluppo cognitivo e il controllo degli impulsi nei bambini in età prescolare attraverso la rappresentazione fisica delle esperienze di fantasia, come recitare fiabe o rivivere esperienze passate (Saltz et al., 1977).

Gli insegnanti possono proporre attività di drammatizzazione o riscrittura delle fiabe, incoraggiando così lo sviluppo del linguaggio e delle competenze sociali, mentre offrono ai bambini l'opportunità di esplorare e comprendere meglio le proprie emozioni e comportamenti attraverso l'azione e l'immaginazione.

In particolare, uno studio pilota ha evidenziato che un intervento di gruppo basato su strategie narrative con le fiabe risulta fattibile ed efficace nel favorire il benessere psicologico e la crescita personale, soprattutto in donne che vivono situazioni di stress (Ruini et al., 2014).

Recenti meta-analisi (2021, Frontiers in Psychology) sottolineano che l’uso di fiabe e narrazioni simboliche favorisce lo sviluppo del linguaggio emotivo e la capacità di regolazione affettiva nei bambini.

L’utilizzo delle fiabe nei diversi approcci psicologici

Le fiabe non sono solo strumenti narrativi, ma vengono utilizzate attivamente in diversi approcci psicologici per favorire, in alcuni casi, la crescita personale e il benessere emotivo. Ad esempio, le fiabe sono particolarmente adatte all'uso in ipnoterapia e possono aiutare le persone a riformulare questioni esistenziali (Stevens-Guille & Boersma, 1992).

Nell’approccio psicodinamico, le fiabe vengono impiegate per esplorare i contenuti inconsci e facilitare l’espressione simbolica dei conflitti interiori. Attraverso la narrazione e l’interpretazione delle fiabe, il terapeuta può aiutare la persona a riconoscere e integrare parti di sé spesso inaccessibili al pensiero razionale.

Nell’approccio cognitivo-comportamentale, invece, le fiabe possono essere utilizzate per insegnare strategie di problem solving, promuovere la ristrutturazione cognitiva e favorire l’apprendimento di nuove abilità sociali. Ad esempio, raccontare una fiaba in cui il protagonista affronta una paura può aiutare il bambino a identificare pensieri disfunzionali e a sostituirli con altri più adattivi.

Anche nelle terapie basate sulla mindfulness (MBCT, ACT, DBT), le fiabe vengono talvolta integrate per facilitare la consapevolezza delle emozioni e dei pensieri, promuovendo l’accettazione e la flessibilità psicologica. Attraverso la metafora fiabesca, è possibile esplorare temi come la resilienza, la compassione e la gestione delle difficoltà.

Questi diversi utilizzi mostrano come la fiaba possa essere uno strumento versatile, capace di adattarsi alle esigenze di bambini, adolescenti e adulti, offrendo un linguaggio accessibile per affrontare temi complessi.

Carolina Basi - Pexels

Le fiabe nella teoria psicodinamica: Jung, Von Franz e Bettelheim

Secondo Jung, le fiabe possono rappresentare una manifestazione degli archetipi: immagini universali che emergono dall'inconscio collettivo e che si ritrovano in tutte le culture. Non solo le fiabe intrattengono, ma possono anche aiutare a portare alla luce conflitti interiori e a favorire il processo di individuazione, ovvero la crescita personale e la realizzazione del Sé. Inoltre, l’utilizzo di fiabe e storie tradizionali in un approccio narrativo si è dimostrato capace di promuovere la crescita psicologica, il senso della vita, la resilienza, l’autorealizzazione e il benessere (Golden et al., 2021).

Von Franz ha approfondito il tema, sottolineando come le fiabe offrano una narrazione simbolica dei processi di trasformazione psichica. Ogni personaggio o evento fiabesco può essere letto come una rappresentazione di parti della psiche, permettendo a chi ascolta o legge di confrontarsi con le proprie paure, desideri e risorse interiori.

Un altro contributo fondamentale è quello di Bruno Bettelheim, psicoanalista e autore de "Il mondo incantato". Bettelheim ha evidenziato come le fiabe possano aiutare i bambini ad affrontare le ansie e i conflitti tipici della crescita, offrendo soluzioni simboliche e rassicuranti. Secondo Bettelheim, la struttura delle fiabe può permettere al bambino di identificarsi con l'eroe, superare le difficoltà e interiorizzare la speranza di un lieto fine, favorendo così lo sviluppo di una personalità più equilibrata.

Secondo ricerche contemporanee, la narrazione di storie simboliche continua a essere uno strumento clinico efficace nel favorire la rielaborazione dei vissuti traumatici e l’integrazione emotiva (Hillman, 2018; Golden et al., 2021).

Una fiaba per dare voce all'inconscio

La fiaba permette l’esteriorizzazione dei conflitti inconsci, dando loro una forma simbolica. Attraverso l’identificazione con i personaggi principali, il bambino riesce a trovare soluzioni a dilemmi profondi senza che vi sia un esplicito riferimento a ciò che sia giusto o sbagliato fare.

Adeguandosi al pensiero infantile ancora in fase di sviluppo, la fiaba utilizza un linguaggio basato su un pensiero intuitivo, egocentrico e magico. Nelle fiabe gli oggetti inanimati ragionano e si comportano come esseri umani, l’emotività ha il sopravvento sulla ragione e i rapporti di causa–effetto sono prelogici.

Il bambino, prima dell’età scolare, possiede infatti un Io ancora in formazione, che fatica a dominare le emozioni che lo attraversano; per poterle gestire, cerca di esteriorizzare i propri contenuti inconsci, ad esempio attraverso il gioco, mettendo le emozioni in scena. A causa della sua immaturità, il bambino non è ancora in grado di dare un senso ai propri processi interiori, quindi sarà compito dell’adulto aiutarlo, anche grazie all’utilizzo del racconto di fiabe.

Perché i bambini vogliono ascoltare sempre le stesse fiabe?

Quando un bambino trova la sua fiaba preferita, mostra il bisogno e il desiderio di ascoltarla più volte e, come se la ascoltasse per la prima volta, chiede all’adulto di non tralasciare nessun dettaglio. Anche se per molti genitori questo può risultare ripetitivo, per i bambini questo “rituale” è in realtà molto importante.

La ripetizione, infatti, da un lato offre al bambino un tempo di riflessione, permettendogli di trovare soluzioni ai problemi che la fiaba gli propone in modo sottile; dall’altro lato dà la possibilità di scivolare in un sonno profondo, riservando al bambino uno spazio di cui conosce ogni particolare, caratterizzato da mancanza di sorprese e in grado così di trasmettergli tranquillità.

Il fascino delle fiabe anche in età adulta

Le fiabe non sono amate solo dai bambini, ma attirano l’interesse anche di molte persone adulte. Secondo Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese, le fiabe “funzionano” proprio perché fanno presa su qualcosa che è vero, che può fare paura e che allo stesso tempo risulta difficile da accettare.

Un esempio è rappresentato dall’odio verso la matrigna cattiva, personaggio presente in molte fiabe, come ad esempio in “Biancaneve e i sette nani” o in “Cenerentola”. Alcuni elementi inaccettabili, come la possibilità di provare anche sentimenti negativi intensi per la propria madre, trovano un canale di espressione trasferendosi in miti universalmente accettabili. La madre naturale e la matrigna rappresentano, nell’immaginario di tutti, due poli opposti: la madre buona e quella cattiva.

Questa scissione corrisponde al modo in cui, quando si è piccoli, viene percepito il mondo, ossia per estremi: buono e cattivo, bianco e nero. Con il tempo, i bambini imparano ad accettare la presenza di sentimenti di odio e amore verso una stessa persona e i sensi di colpa conseguenti.

Sembra difficile per molti anche solo pensare che un bambino possa provare rabbia verso la propria madre e non solo amore; la verità è che, se la madre fa bene il suo lavoro, sarà per il figlio anche fonte di irritazione. Spetta ai genitori aiutare il bambino a conoscere la realtà del mondo. L’odio per la madre, insieme all’amore, è un sentimento non solo naturalmente presente nel bambino, ma fondamentale affinché cresca in modo sereno e impari a relazionarsi con gli altri.

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Le fiabe ci insegnano che ogni viaggio, anche quello dentro noi stessi, può portarci a scoprire risorse inaspettate, affrontare paure e trasformare i nostri vissuti in nuove possibilità. Se senti il bisogno di esplorare il tuo mondo interiore, dare voce alle tue emozioni o semplicemente trovare uno spazio sicuro in cui raccontarti, il supporto di uno psicologo può rappresentare un primo passo verso il cambiamento. Con Unobravo puoi iniziare un percorso personalizzato, guidato da professionisti attenti e pronti ad ascoltarti. Non lasciare che le tue emozioni restino senza risposta: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e scrivi insieme a noi la tua storia di benessere.

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