Una rottura sentimentale può rappresentare, per molte persone, un cambiamento significativo, accompagnato da disagio, incertezza o dal bisogno di tempo per alcuni aspetti della propria vita. Si tratta di un'esperienza condivisa da molti: quasi la metà degli intervistati (49%) racconta di aver vissuto, nel corso della propria vita, una rottura, una separazione o un divorzio. Il modo e i tempi con cui ciascuna persona affronta questa esperienza, tuttavia, possono variare molto: non esiste un percorso "giusto" né una tempistica valida per tutti.
Per raccogliere una fotografia di queste esperienze, Unobravo ha intervistato 1.670 adulti italiani. Le domande dedicate all’esperienza della rottura sono state rivolte a 816 persone che hanno dichiarato di aver vissuto una rottura, una separazione o un divorzio, esplorando le circostanze più frequenti, i tempi con cui raccontano di essersi sentite pronte ad andare avanti, le emozioni provate e i modi con cui hanno affrontato questo periodo.
Nota importante: i dati che seguono descrivono tendenze osservate nel campione e non definiscono un modello o una tempistica di riferimento per l’esperienza individuale.
I risultati sono stati analizzati e interpretati dagli psicologi di Unobravo, con l’obiettivo di offrire alcune chiavi di lettura psicologica delle esperienze raccontate dalle persone intervistate.
Alcuni dati emersi dal sondaggio
- Tra le persone che hanno vissuto una rottura, emerge una media di circa sette-otto mesi prima di raccontare di essersi sentite emotivamente pronte ad andare avanti.
- La ragione più frequentemente associata alla rottura è l'allontanamento o una percepita mancanza di affinità (25%), seguita da litigi o conflitti frequenti (23%) e difficoltà di comunicazione (21%).
- Il sostegno di amici e familiari è la risorsa più frequentemente citata dalle persone intervistate (36%).
- Il 59% delle persone che ha vissuto una rottura riferisce di aver riconosciuto anche una forma di crescita personale dopo la fine della relazione.
- Il team di psicologi di Unobravo interpreta i dati attraverso una prospettiva psicologica, offrendo chiavi di lettura e spunti di riflessione sul vissuto delle persone.
Tempi di elaborazione dopo una rottura: cosa raccontano le persone intervistate
Tra le persone che hanno dichiarato di aver vissuto una rottura, il tempo medio riferito per sentirsi emotivamente pronte ad andare avanti è di circa 231 giorni, ossia sette-otto mesi. Questa media, tuttavia, racchiude esperienze molto diverse tra loro e non rappresenta una tempistica di riferimento per il singolo individuo. Circa la metà degli intervistati (51%) dichiara di essersi sentita pronta entro tre mesi, mentre 1 persona su 4 (25%) riferisce un tempo superiore a un anno. Infine, il 5,5% racconta di sentire che questo processo è ancora in corso. Tempi diversi non indicano, di per sé, modi più o meno adeguati di affrontare una rottura, ma riflettono la varietà delle esperienze individuali.
Dai dati emerge anche una differenza nelle risposte di uomini e donne: le donne riferiscono in media 276 giorni, rispetto ai 189 giorni riferiti dagli uomini, e dichiarano più frequentemente di non sentirsi ancora pienamente pronte ad andare avanti (7% contro 4%). Il dato descrive una differenza all’interno del campione, ma non consente di stabilirne le ragioni, né di interpretarla come indice di una maggiore difficoltà o fragilità.
Il team clinico di Unobravo aggiunge: “Il tempo riferito dopo una rottura non ci dice, da solo, come una persona abbia vissuto quell’esperienza. Un tempo più lungo non è indice di maggiore fragilità, così come un tempo più breve non significa che la relazione o la sua conclusione siano state vissute con minore intensità. I dati mostrano una grande variabilità tra le persone, ma non permettono di stabilire da soli quali fattori spieghino queste differenze.”
Le ragioni più frequentemente associate alle rotture, secondo chi ha risposto al sondaggio
Tra le persone che hanno vissuto una rottura, il sondaggio ha esplorato quali siano state le ragioni più frequentemente associate alla fine della relazione. Le risposte restituiscono una varietà di ragioni associate alla fine delle relazioni, senza ricondurre l’esperienza della rottura a un unico tipo di fattore.
Tra le persone che hanno vissuto una rottura, la ragione più frequentemente citata è l'allontanamento, la perdita di attrazione o la mancanza di compatibilità (25%), seguita da litigi frequenti (23%) e difficoltà di comunicazione (21%). L'infedeltà (17%) e la divergenza di obiettivi di vita, ad esempio riguardo a figli, matrimonio o stile di vita (17%), completano le cause più citate.
Emergono alcune differenze tra le risposte di uomini e donne: le donne indicano l'infedeltà più frequentemente degli uomini (22% contro 14%), mentre gli uomini citano più spesso la distanza fisica o geografica (15% contro 7%). Le difficoltà economiche vengono indicate dal 6% delle persone, risultando meno frequentemente associate alla rottura rispetto ad altri fattori emersi dal sondaggio.
Emozioni e vissuti più comuni raccontati nel primo mese dopo una rottura
Il sondaggio ha approfondito anche le emozioni, i vissuti e alcune reazioni riferiti nel primo periodo successivo alla fine della relazione. Le risposte mostrano una varietà di esperienze emotive: accanto a vissuti come tristezza, solitudine e rabbia, alcune persone riferiscono anche libertà o sollievo. Emozioni e vissuti differenti possono quindi essere presenti nella stessa esperienza, anche contemporaneamente.
Nel primo mese successivo a una rottura, la tristezza è l'emozione più frequentemente riportata (36%), seguita da solitudine (25%), rabbia (22%) e una sensazione di vuoto o intorpidimento emotivo (21%). Accanto a questi vissuti, 1 persona su 5 (21%) racconta di aver provato anche un senso di libertà e il 17% riferisce sollievo. La presenza di vissuti differenti, anche apparentemente contrastanti, restituisce la complessità con cui può essere sperimentata la fine di una relazione.
Il team clinico di Unobravo commenta: “La fine di una relazione rappresenta una perdita significativa e può essere accompagnata da vissuti molto diversi. Tristezza, rabbia, senso di vuoto, sollievo o libertà possono presentarsi in momenti differenti o anche coesistere. Non esiste una sequenza prestabilita di emozioni da attraversare: il modo in cui ciascuna persona vive la fine di una relazione dipende dal significato di quel legame, dalla propria storia e dal contesto in cui avviene la rottura. Anche provare emozioni apparentemente contrastanti può far parte dell’esperienza.”
Come le persone raccontano di aver affrontato questo periodo
Le persone intervistate hanno raccontato diversi modi con cui hanno affrontato il periodo successivo alla rottura. Non emerge un’unica modalità condivisa: alcune persone hanno trovato sostegno nelle relazioni sociali, altre si sono dedicate al lavoro, ad attività personali o a momenti per sé.
Il sostegno di amici e familiari è la risorsa più frequentemente citata per affrontare questo periodo (36%), seguita dal dedicarsi al lavoro o a obiettivi personali (25%) e dalla cura di sé, tra attività fisica e hobby (20%). Il 9% racconta di essersi rivolto a percorso di terapia o consulenza psicologica: una scelta preziosa per chi sente il bisogno di uno spazio dedicato, ma non l'unica strada possibile.
“Non esiste un unico modo di affrontare la fine di una relazione. Uno stesso comportamento può avere significati e funzioni diverse per persone diverse e in momenti differenti. Può essere utile osservare nel tempo se ciò che si sta facendo aiuta a ritrovare un equilibrio o, al contrario, contribuisce ad aumentare il disagio o a limitare significativamente la propria vita quotidiana. Quando il disagio persiste, diventa difficile da gestire o interferisce significativamente con la vita quotidiana, rivolgersi a un professionista può offrire uno spazio in cui comprendere ciò che si sta vivendo e trovare modalità più sostenibili per affrontarlo ”
Emergono alcune differenze tra uomini e donne nelle strategie raccontate: le donne riferiscono più frequentemente il supporto di amici e familiari (43% contro 29%), mentre gli uomini raccontano più spesso di aver cercato nuove frequentazioni o relazioni (21% contro 15%). Le donne riferiscono inoltre più frequentemente degli uomini di aver cambiato qualcosa nel proprio aspetto, come taglio di capelli o stile (17% contro 7%). Anche in questo caso, il dato descrive un comportamento riportato dalle persone intervistate, senza permettere di stabilire quale significato abbia avuto per ciascuna di loro.
Fattori associati a un periodo più complesso dopo una rottura
Tra le persone che raccontano di aver vissuto un periodo particolarmente complesso dopo una rottura, l’elemento più frequentemente associato a questa difficoltà è un forte legame emotivo con l’ex partner (22%), seguito dalla presenza di amicizie condivise (20%) e dalla durata della relazione (20%). Anche la mancanza di chiarezza sui motivi della rottura viene indicata da quasi 1 persona su 5 (19%). Questi dati non permettono di stabilire che un singolo elemento renda necessariamente più difficile affrontare una rottura, ma mostrano quali aspetti le persone intervistate associano più frequentemente a un’esperienza percepita come complessa.
1 intervistato su 3 (31%) racconta inoltre di essere rimasto in contatto con un ex partner anche in momenti in cui percepiva che questo rendesse più difficile andare avanti, e il 34% racconta di aver controllato i social media dell'ex partner dopo la rottura.
Questi comportamenti possono avere significati diversi a seconda della persona, della relazione e del momento in cui si verificano e, da soli, non indicano necessariamente una difficoltà psicologica, come confermato dagli psicologi esperti di Unobravo: "Mantenere un contatto con un ex partner può avere significati diversi a seconda della storia della relazione e del momento che la persona sta attraversando. Più che il comportamento in sé, può essere utile osservare quale funzione assume e come incide sul proprio benessere e sulla quotidianità. "
Crescita personale e consapevolezza dopo una rottura: cosa emerge dal sondaggio
Per molte persone, l’esperienza della rottura viene associata anche a nuove consapevolezze su di sé e sulle relazioni. Il 65% degli intervistati racconta di aver imparato qualcosa in più su ciò che desidera da una relazione dopo una rottura, e il 63% si dice più consapevole dei propri bisogni emotivi. Circa 6 persone su 10 (il 59%) riferiscono inoltre di riconoscere una forma di crescita personale dopo la fine della relazione, una percentuale che nel campione è del 69% tra le donne e del 51% tra gli uomini.
Il 46% racconta che una rottura passata ha influenzato le relazioni successive, mentre il 41% riferisce di aver trovato difficile lasciare andare completamente una relazione precedente. Il 41% racconta inoltre di aver iniziato a frequentare qualcuno prima di sentirsi pienamente pronto ad andare avanti rispetto alla relazione precedente.
Il fatto che molte persone riconoscano nuove consapevolezze o una forma di crescita personale dopo una rottura non significa che questo debba necessariamente accadere, né che rappresenti un esito da raggiungere. Per alcune persone sofferenza e crescita possono coesistere; per altre l’esperienza può assumere significati differenti. Non è necessario trasformare una rottura in un’occasione di crescita perché il proprio modo di attraversarla sia valido.
La decisione di interrompere una relazione: chi prende l’iniziativa
Il sondaggio ha preso in considerazione anche chi avesse preso l’iniziativa dell’ultima rottura. Le risposte mostrano una distribuzione piuttosto equilibrata: il 18% degli intervistati racconta di aver scelto di interrompere la relazione, il 16% riferisce che la decisione è stata presa dall’altra persona, mentre per il 15% la scelta è stata condivisa da entrambi.
La vicinanza tra queste percentuali suggerisce che non esista una modalità prevalente nel modo in cui le persone arrivano alla fine di una relazione: le risposte mostrano una distribuzione simile tra chi riferisce di aver preso l’iniziativa della rottura, chi racconta che la decisione è stata presa dall’altra persona e chi descrive una decisione condivisa.
Ciascuna di queste esperienze può portare con sé emozioni e vissuti differenti: senso di perdita, sollievo, dubbi, responsabilità o bisogno di elaborare un cambiamento. Aver preso o meno l’iniziativa della rottura non permette di stabilire quanto l’esperienza sia stata semplice o complessa: il vissuto può dipendere dalla storia della relazione, dalle circostanze della separazione e dal significato che questa assume per ciascuna persona.
Emergono differenze anche per fascia d’età: quasi 6 persone su 10 tra i 18 e i 24 anni raccontano di aver vissuto una rottura, una separazione o un divorzio, rispetto a circa 4 su 10 tra le persone con più di 65 anni. Il dato descrive una differenza tra le fasce d’età del campione, ma non consente di stabilirne le ragioni, né di trarre conclusioni sulla maggiore o minore stabilità delle relazioni nelle diverse generazioni.
Vivere una rottura: ogni percorso ha i propri tempi e significati
Gli psicologi esperti di Unobravo sottolineano come non esista un modo unico di vivere una rottura. I dati raccolti offrono una fotografia delle esperienze raccontate dalle persone intervistate, senza definire un percorso valido per tutti:
I tempi di elaborazione possono essere diversi per ogni persona
“Non esiste un tempo prestabilito per sentirsi pronti ad andare avanti dopo una rottura. Alcune persone raccontano di aver ritrovato un equilibrio in pochi mesi, mentre per altre il percorso richiede più tempo. Le differenze nei tempi possono intrecciarsi con molti aspetti della storia personale e relazionale, del contesto di vita e delle risorse disponibili.”
Le emozioni dopo una rottura possono essere complesse e ambivalenti
“La fine di una relazione può portare con sé emozioni diverse, che talvolta possono convivere anche quando sembrano opposte. Tristezza, rabbia, solitudine e senso di vuoto possono alternarsi a momenti di sollievo, libertà o maggiore consapevolezza. Provare emozioni differenti non significa vivere l’esperienza in modo incoerente: può far parte del modo in cui una persona attraversa un cambiamento significativo.”
Le ragioni della fine di una relazione possono intrecciarsi tra loro
“La fine di una relazione può essere associata a ragioni diverse. Nel sondaggio emergono aspetti legati alla comunicazione, ai cambiamenti nel rapporto, alla fiducia e alla presenza di bisogni o obiettivi differenti. ”
Il supporto delle persone vicine può rappresentare una risorsa importante
“Durante il periodo successivo a una rottura, molte persone raccontano di aver trovato sostegno nelle relazioni con amici e familiari. La possibilità di condividere ciò che si sta vivendo, sentirsi ascoltati e avere accanto persone di riferimento per alcuni può rappresentare una risorsa importante durante una fase di cambiamento. ”
Una rottura può diventare anche un’occasione di maggiore consapevolezza
“Accanto alla sofferenza, alcune persone raccontano di aver sviluppato nuove consapevolezze dopo la fine di una relazione: comprendere meglio i propri bisogni, riconoscere ciò che si desidera da un rapporto e riflettere sulle proprie esperienze passate possono rappresentare elementi di crescita personale. Per alcune persone queste nuove consapevolezze possono assumere il significato di una crescita personale; per altre questo può non accadere o assumere forme differenti. La crescita non rappresenta un esito necessario, né un obiettivo che debba seguire la fine di una relazione.”
Non esiste quindi una modalità corretta o una tempistica prestabilita per elaborare la fine di una relazione: ogni esperienza ha il proprio significato e può essere attraversata con tempi e modalità differenti.



