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Crescita personale
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Risorse personali: come scoprirle e usarle nei momenti difficili

Risorse personali: come scoprirle e usarle nei momenti difficili
Sara Basso-Moro
Psicoterapeuta ad orientamento Gestaltico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
24.2.2026
Risorse personali: come scoprirle e usarle nei momenti difficili
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Tutti possediamo molte risorse personali. Per risorse intendiamo abilità, capacità, talenti, attitudini o interessi, come saper utilizzare il computer, andare in bicicletta, dipingere, sapersi muovere in una città sconosciuta. E lo sono anche la capacità di riconoscere e vivere le nostre emozioni e sensazioni corporee.

Lo sviluppo delle risorse dipende dalle esperienze personali e dai fattori esterni disponibili. In questa prospettiva, promuovere la salute significa aumentare la capacità di scelta e di azione, come affermato dalla Carta di Ottawa dell’OMS (1986). Le risorse ci aiutano a sostenere il benessere, affrontare le sfide della vita e trovare sollievo anche in situazioni difficili o traumatiche.

Le risorse: definizione e classificazione

Le risorse si distinguono in interne ed esterne. Le prime riguardano elementi della personalità e dell’identità, come:

  • interessi
  • attitudini
  • abilità
  • competenze.

Le risorse esterne, invece, includono tutti quei fattori che possono aiutarci a sviluppare e potenziare le risorse interne. In questa prospettiva, la promozione della salute richiede l’attivazione di processi di empowerment e l’adozione di strategie multisettoriali, capaci di costruire politiche pubbliche che facilitino scelte autonome e responsabili da parte dei cittadini (De Mei & Luzi) Questi fattori possono essere di carattere:

  • sociale, cioè genitori, partner, amici oppure anche colleghi o vicini di casa
  • sanitario, ad esempio professionisti della salute, centri medici e psicologici, gruppi di sostegno
  • materiale come le disponibilità economiche, una casa in cui vivere, oggetti
  • organizzativo, ovvero enti, scuole, associazioni, club a cui poter attingere
  • religioso o spirituale come chiese, moschee, sinagoghe, templi, gruppi di meditazione
  • culturale.
freestocks.org - Pexels

Cosa significa lavorare sulle proprie risorse

La ricerca suggerisce che lavorare sulle risorse personali può incidere concretamente sul benessere (Pérez-Marqués et al., 2023). Interventi mirati alle risorse personali, anche in formato online, hanno mostrato una riduzione del burnout rispetto al controllo. (Pérez-Marqués et al., 2023)

Parlare di risorse personali non significa “pensare positivo”, ma riconoscere ciò che può aumentare la probabilità di farcela quando la vita si complica. In psicologia, alcune ricerche aiutano a capire perché lavorarci può avere un impatto concreto.

  • Autoefficacia: la fiducia di poter gestire un compito influenza quanto ci proviamo, quanto resistiamo e come reagiamo agli ostacoli. Albert Bandura, psicologo, descrive l’autoefficacia come un motore della motivazione e della perseveranza (Bandura, 1977): quando aumenta, tendiamo a utilizzare in modo più efficace abilità e supporti già disponibili.
  • Coping: Richard Lazarus e Susan Folkman, psicologi, mostrano che lo stress dipende anche da come valutiamo la situazione e dalle strategie che attiviamo (Lazarus & Folkman, 1984). Le risorse diventano “coping” quando le trasformiamo in azioni: chiedere aiuto, pianificare, regolare le emozioni.
  • Punti di forza: la classificazione VIA dei punti di forza (Peterson & Seligman, 2004) suggerisce che riconoscere e usare qualità come curiosità, perseveranza o gentilezza può sostenere benessere e funzionamento quotidiano.

In sintesi, le risorse possono essere determinanti perché orientano scelte, energia e flessibilità nei momenti critici.

Le risorse creative

Per scoprire le tue risorse creative puoi pensare alle tue competenze, talenti, abilità, punti di forza e alle attività che ti piace svolgere, ad esempio:

  • pratichi uno sport, suoni oppure ti piace leggere?
  • sai cucinare, cucire o disegnare?
  • sai usare il computer o svolgere qualche mansione?
  • sai trovare soluzioni ai problemi oppure sai ascoltare?
  • hai un’affinità con gli animali oppure ti piace camminare in montagna?
  • sai entrare in contatto con le tue sensazioni corporee per calmarti o per ritrovare l’energia?

Le risorse creative, interne ed esterne, sostengono lo sviluppo del potenziale personale e favoriscono esperienze gratificanti sul piano fisico, emotivo e cognitivo.. In altre parole, ci aiutano a sentirci soddisfatti di noi stessi, della nostra vita e delle nostre relazioni, aumentando l’autostima.

Come riconoscere una risorsa creativa nel quotidiano (senza idealizzarla)

Una risorsa creativa non è solo un talento “artistico”: può essere ciò che ti fa sentire più vitale e capace di costruire alternative. Spesso la riconosci da segnali semplici.

  • Segnale 1: aumento di energia “buona”. Dopo l’attività ti senti più presente, non solo distratto: ad esempio camminare, scrivere, cucinare, parlare con una persona che ti fa sentire visto/a.
  • Segnale 2: flessibilità. Se qualcosa va storto, riesci a modificare il piano senza crollare: la risorsa ti aiuta a “giocare” con le possibilità.

Due domande guida utili:

  • “Cosa mi fa sentire più me stesso/a, anche in piccolo?”: individua micro-attività che ti riportano identità e continuità.
  • “In quali contesti questa capacità emerge spontaneamente?”: le risorse creative spesso compaiono in ambienti specifici (con certe persone, in certi luoghi, con certi ritmi).

Una risorsa creativa resta tale quando è scelta e non imposta: se diventa l’unico modo per sentirti ok (es. iper-performare per valere), può scivolare verso una modalità più rigida.

Le risorse di sopravvivenza

Le risorse di sopravvivenza, entrano in azione in contesti difficili o minacciosi, soprattutto quando è fondamentale garantire sicurezza, riconoscimento o appartenenza.

Durante l’infanzia è stata enfatizzata l’importanza di raggiungere risultati o uno specifico status? In quel caso, potresti aver sentito il bisogno di eccellere a scuola o al lavoro per poterti assicurare, forse inconsapevolmente, l’amore e il riconoscimento delle persone che per te hanno costituito o costituiscono dei riferimenti.

Le risorse di sopravvivenza si sviluppano in situazioni avverse e permettono di tollerare e affrontare difficoltà e traumi senza esserne sopraffatti.. Ci permettono, in altre parole, di affrontare difficoltà e traumi psicologici senza esserne soverchiati. Queste risposte di sopravvivenza possono poi restare nel nostro sistema trasformandosi in abitudini. Ad esempio, l’abitudine di essere in allerta per un eventuale pericolo o di avere paura di avventurarsi fuori casa può essersi sviluppata nel contesto di esperienze traumatiche.

Gustavo Fring - Pexels

Risorse di sopravvivenza: come riconoscerle e quando diventano automatiche

Le risorse di sopravvivenza sono strategie che il sistema mente-corpo ha appreso per proteggere la persona in contesti percepiti come minacciosi. Possono servire a ridurre il rischio, evitare il rifiuto, mantenere un legame o reggere situazioni emotivamente intense. Pat Ogden le descrive come risposte adattive che, pur essendo nate per fronteggiare un pericolo reale, possono restare attive anche quando il pericolo non è più presente (Ogden, Minton & Pain, 2006).

Nel quotidiano tendono a manifestarsi con una certa urgenza e rigidità: più che una scelta consapevole, assumono la forma di un impulso necessario, come controllare tutto, compiacere, isolarsi o lavorare senza sosta. Nel breve termine possono offrire sollievo, riducendo ansia o conflitto; nel tempo, però, rischiano di generare stanchezza, distanza emotiva o senso di colpa.

Riconoscerle non significa eliminarle, ma comprenderne la funzione protettiva e renderle più flessibili, così da poter integrare anche altre risorse quando la situazione lo consente.

Come mappare le tue risorse in 10 minuti

Un primo passo concreto può essere quello di provare a mappare le proprie risorse distinguendole in quattro aree: interne, esterne, creative e di sopravvivenza. Le risorse interne comprendono qualità personali, competenze e modalità di pensiero che sostengono l’azione; quelle esterne riguardano persone, servizi e contesti che offrono supporto; le risorse creative includono attività che aumentano vitalità e flessibilità; le risorse di sopravvivenza, infine, sono strategie protettive sviluppate nel tempo.

Riflettere su momenti in cui ciascuna di queste risorse si è rivelata utile può aiutare a renderle più visibili e disponibili nel presente. Anche dedicare pochi minuti a questa ricognizione consente di ottenere una mappa realistica e utilizzabile, utile per orientare scelte e comportamenti nei momenti di difficoltà.

Due esempi pratici: quando una risorsa può trasformarsi in un’azione concreta

Stress e confini
Quando una persona è sotto pressione può attivare automaticamente la strategia di compiacere: accetta richieste senza valutare le proprie energie e finisce per sentirsi sopraffatta. Riconoscere questa modalità come una risorsa di sopravvivenza permette di non giudicarla, ma di affiancarle altre risorse più flessibili. Ad esempio, concedersi una breve pausa prima di rispondere e comunicare con maggiore chiarezza può ridurre il senso di urgenza e favorire decisioni più consapevoli, rendendo possibile porre un limite senza eccessivi vissuti di colpa.

Cambiamento e fiducia
Di fronte a una decisione lavorativa importante, può accadere di bloccarsi nell’iper-analisi, alla ricerca della scelta perfetta. Questa modalità, spesso nata per evitare errori o critiche, può trasformarsi in rimuginio e rinvio. Riconoscere l’iper-analisi come una strategia protettiva consente di affiancarle una risorsa più funzionale, come un’attività che favorisca chiarezza e distacco, ad esempio una camminata. Integrare momenti di movimento e riflessione può facilitare il passaggio da una ricerca di perfezione a una decisione sufficientemente buona e sostenibile.

Le risorse possono diventare più efficaci quando le trasformi in comportamenti piccoli e ripetibili.

Come trasformare le risorse in strumenti concreti

Per trasformare le risorse in strumenti concreti può essere utile passare gradualmente dalla consapevolezza all’azione. Questo significa partire da una situazione specifica, riconoscendo cosa accade sul piano dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni corporee, e individuare una risorsa realistica da attivare. Può trattarsi di una qualità personale, di un supporto esterno, di un’attività che favorisce regolazione emotiva o di una strategia di sopravvivenza da rendere più flessibile.

La risorsa diventa realmente efficace quando viene tradotta in un comportamento piccolo e sostenibile, capace di interrompere automatismi rigidi. Anche una micro-azione può favorire un cambiamento di traiettoria, soprattutto se nel tempo viene osservata e valutata in termini di sforzo richiesto, beneficio percepito e possibilità di essere ripetuta.

Se l’effetto è limitato, non si tratta di un fallimento ma di un’informazione utile per modulare l’intervento, scegliendo una risorsa diversa o un obiettivo più proporzionato.

Benessere, accettazione e crescita possono essere sostenuti coltivando risorse personali positive come ottimismo, speranza, coraggio, mindfulness di tratto e autoefficacia: queste qualità mostrano un effetto diretto e favorevole sulla resilienza, che a sua volta risulta associata a una riduzione e prevenzione del distress psicologico, inclusi ansia, depressione e stress (Chiesi et al., 2022)

Un aiuto per identificare le proprie risorse

Identificare le risorse creative e di sopravvivenza, interne ed esterne, rappresenta un passo importante verso il benessere e l’accettazione personale.. Porre l’attenzione e scoprire ciò che ci fa stare bene ci permette infatti di perseguirlo con maggiore consapevolezza. Più siamo consapevoli delle nostre risorse e sappiamo attingervi, più siamo in grado di adattarci, rispondere in modo calmo e centrato, trovare le energie per risolvere un problema e affrontare le sfide e le delusioni della vita.

Allo stesso modo, riformulare in termini di risorse di sopravvivenza alcune nostre caratteristiche o abitudini che possono sembrarci strane o che addirittura ci sembrano ostacolare il nostro vivere quotidiano ci permette di sviluppare uno sguardo di comprensione, accettazione e compassione verso noi stessi.

Possiamo anche scegliere di sviluppare risorse che finora non abbiamo potuto coltivare, in un’ottica di crescita personale.

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