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Crescita personale
5
minuti di lettura

Congruenza e autenticità: la capacità di essere uguali a se stessi

Congruenza e autenticità: la capacità di essere uguali a se stessi
Camilla Ignaccolo
Psicoterapeuta a orientamento centrato sulla Persona
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
28.1.2026
Congruenza e autenticità: la capacità di essere uguali a se stessi
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Cosa vuol dire congruenza?

Cercando online il termine congruenza, si scopre che i primi risultati lo associano a un concetto prettamente geometrico:

“In geometria, due figure sono definite congruenti (dal latino congruens: concordante, appropriato) quando possiedono identica forma e dimensioni, risultando perciò perfettamente sovrapponibili (...). La congruenza è, quindi, una relazione d'equivalenza\.”\

E cosa c’entra con la psicologia?

La Congruenza in Carl Rogers: L'Essere Uguali a Sé Stessi

Carl Rogers, figura di spicco della psicologia umanistica e ideatore dell'Approccio Centrato sulla Persona e della Terapia Centrata sul Cliente, ha introdotto un concetto mutuato dalla geometria — l'equivalenza o congruenza — applicandolo alla dimensione psicologica come condizione fondamentale del suo pensiero.

Rogers definisce l'equivalenza in chiave relazionale, sottolineando l'importanza dell'autenticità:

“Ho compreso con chiarezza che, nei rapporti interpersonali, agire in modo difforme da come si è realmente non porta a risultati positivi nel lungo periodo. Non serve mostrarsi calmi e gradevoli se in realtà si provano critica e rabbia. Non è utile fingere di conoscere le risposte quando non le si hanno. Non mi è d'aiuto apparire affettuoso se in quel momento mi sento ostile. Non è costruttivo ostentare sicurezza se, di fatto, sono spaventato e insicuro. E, in modo più semplice, non serve affermare di stare bene se in realtà ci si sente malati.”

Traslato nella sfera umana, il concetto di congruenza assume dunque un significato più vasto e profondo, quasi mistico, di 'trasparenza dell’essere': la capacità di aderire alla propria vera natura, in contatto con il proprio sé autentico.

Zhanna Fort - Pexels

Congruenza ed esperienza

L’esperienza è il centro dell’apprendimento su cui si struttura la personalità; impariamo costantemente attraverso l’esperienza, per questo è fondamentale il “sentire”, il percepire ed essere in contatto col momento presente. Ciò che sentiamo in un determinato momento è ciò che è vero per noi, ciò che ci orienta e ci guida. Essere autentici e genuini implica la capacità di essere in sintonia con ciò che siamo, di sentire e stare con tutto ciò che accade in noi, che fluisce in un determinato momento, senza giudicarlo o respingerlo, ma semplicemente accogliendolo così com'è.

Congruenza e sincerità

Questa capacità di essere in contatto con il fluire dell’esperienza non implica necessariamente essere consapevoli in ogni momento di tutto ciò che ci accade, e non coincide, o almeno non sempre, con il concetto di sincerità. La congruenza, infatti, riguarda:

  • la capacità di dare un nome all’esperienza;
  • la capacità di renderla disponibile alla coscienza in un dato momento, così come avviene, senza che venga negata o distorta.

Congruenza quindi non significa esprimere e fare sempre tutto ciò che sentiamo o che ci passa per la testa, a meno che non lo riteniamo consapevolmente funzionale e costruttivo per la situazione specifica.

Anastasia Shuraeva - Pexels

Congruenza e relazioni funzionali

Secondo Rogers, solo accettando pienamente noi stessi – senza distorcere o negare le nostre sensazioni e i nostri sentimenti – possiamo essere autentici nelle relazioni. Egli afferma:

“(...) Ritengo dunque corretto permettermi di essere ciò che sono nei miei atteggiamenti, riconoscere il mio limite di resistenza o tolleranza e accettarlo come una realtà; sapere quando desidero influenzare e manipolare una persona e ammettere questo fatto come una realtà dentro di me\\\. Vorrei accettare tali sentimenti come accetto quelli di cordialità, interesse, accoglienza, gentilezza e comprensione, che sono anch'essi una parte molto reale di me.\\\ È nel momento in cui accetto tutti questi atteggiamenti come una realtà, come parte di me, che il mio rapporto con l’altra persona diventa ciò che è e può evolversi e modificarsi con facilità.”

Perché si diventa “incongruenti”?

Il voler o dover essere diversi da ciò che realmente e autenticamente siamo, per paura di non essere amati e accettati e per cercare di coincidere con ciò che pensiamo (a torto o ragione) che gli altri si aspettano da noi, ci porta a perdere il contatto con la nostra vera natura, rendendoci persone incongruenti: ombre di noi stessi.

L’individuo perde così la capacità di dare significato alle proprie esperienze, o lo fa attraverso valori e imperativi di altri, che non coincidono con i propri bisogni e limitano l’accettazione di quelle parti di sé che se ne discostano. Dall’incongruenza, ovvero dalla perdita di contatto con i propri bisogni, possono nascere tutte quelle difficoltà che ci impediscono di vivere una vita piena e significativa.

Anastasia Shuraeva - Pexels

Dall’incongruenza alla congruenza

La congruenza non è uno stato statico, bensì un processo dinamico e in evoluzione, attraverso il quale l'individuo accetta la mutevolezza delle proprie emozioni e si assume la responsabilità delle proprie azioni. Nel contesto della terapia centrata sul cliente, questo processo si concretizza grazie a tre condizioni fondamentali che, insieme, creano un clima terapeutico facilitante:

  1. L'empatia.
  2. L'accettazione positiva incondizionata.
  3. La congruenza del terapeuta.

Tale clima permette alla persona di esplorare contenuti che sono stati negati, distorti o non pienamente integrati, favorendo un progressivo abbassamento delle difese e una crescente apertura all'esperienza.

Esercizi pratici per sviluppare la congruenza psicologica

Sviluppare la congruenza psicologica è un percorso che richiede consapevolezza e pratica costante. Ecco alcuni esercizi che possono aiutare a coltivare questa qualità nella vita quotidiana:

  • Diario delle emozioni: Prendersi qualche minuto ogni giorno per annotare ciò che si prova, senza giudizio, può aiutare a riconoscere e accettare le proprie emozioni, anche quelle più scomode.
  • Ascolto attivo di sé: Fermarsi durante la giornata e chiedersi "Cosa sto sentendo in questo momento?" può favorire il contatto con il proprio mondo interno e la possibilità di agire in modo più autentico.
  • Espressione assertiva: Allenarsi a comunicare i propri bisogni e sentimenti in modo chiaro e rispettoso, sia con se stessi che con gli altri, può rafforzare la congruenza tra pensieri, emozioni e comportamenti.

Questi semplici strumenti, se praticati con regolarità, possono facilitare il processo di crescita personale e contribuire a migliorare la qualità delle relazioni interpersonali.

Congruenza psicologica e salute mentale: evidenze dalla ricerca

La ricerca scientifica ha ampiamente documentato come la congruenza psicologica sia associata al benessere emotivo e a migliori esiti in termini di salute mentale, sia nel contesto clinico sia nella vita quotidiana.

In ambito psicoterapeutico, una meta-analisi condotta su 21 studi e 1.192 pazienti ha evidenziato che la congruenza nella relazione terapeutica è significativamente correlata al miglioramento degli esiti della psicoterapia (Kolden et al., 2018). Sebbene si tratti di un effetto di entità moderata, il dato risulta clinicamente rilevante, soprattutto se considerato nel quadro dei fattori relazionali che contribuiscono al cambiamento terapeutico.

Sul piano più generale del funzionamento psicologico, uno studio pubblicato su Person-Centered & Experiential Psychotherapies ha rilevato che le persone con elevati livelli di congruenza tendono a riportare una maggiore soddisfazione nelle relazioni interpersonali e una minore incidenza di sintomi ansiosi e depressivi (Cooper, 2018). Questi risultati suggeriscono che la congruenza non agisce solo come variabile intrapsichica, ma incide in modo significativo anche sulla qualità dei legami e sulla regolazione emotiva.

In linea con tali evidenze, il DSM-5-TR sottolinea come la difficoltà nel riconoscere, tollerare e integrare le proprie emozioni — una condizione riconducibile a forme di incongruenza — possa rappresentare un fattore di vulnerabilità per lo sviluppo di disturbi psicologici, in particolare nell’area dei disturbi di personalità. In questi quadri, la frammentazione dell’esperienza interna e la discrepanza tra vissuti emotivi, immagine di sé e comportamento possono compromettere l’adattamento e il funzionamento relazionale.

Alla luce di queste evidenze, la congruenza psicologica non può essere considerata soltanto un ideale teorico o un obiettivo astratto, ma emerge come un fattore protettivo concreto, in grado di favorire la resilienza, la consapevolezza emotiva e una più efficace capacità di affrontare le sfide della vita quotidiana.

Esempi clinici di congruenza psicologica in terapia

Per comprendere in modo più concreto come la congruenza psicologica si manifesti nella pratica clinica, è utile considerare alcuni esempi tratti dal contesto terapeutico, che mostrano come essa possa riguardare sia il terapeuta sia la persona in terapia.

Esempio 1: Il terapeuta congruente
Un terapeuta che, durante una seduta, si accorge di provare disagio, tensione o confusione emotiva, invece di ignorare o mascherare tali vissuti, può riconoscerli internamente e, quando clinicamente appropriato, condividerli in modo rispettoso e regolato con la persona. Questo tipo di intervento non consiste in una semplice auto-rivelazione, ma in un atto intenzionale di autenticità professionale, finalizzato a sostenere il processo terapeutico. La congruenza del terapeuta può infatti contribuire a creare un clima di fiducia, sicurezza e autenticità, facilitando nella persona la possibilità di esplorare i propri vissuti senza timore di giudizio o rifiuto.

È importante sottolineare che la discrepanza emotiva tra terapeuta e cliente, sia rispetto alle emozioni positive sia a quelle negative, può avere un impatto clinicamente rilevante. In particolare, uno studio di Atzil-Slonim et al. (2018) ha evidenziato come l’incongruenza emotiva all’interno della relazione terapeutica possa predire un peggioramento dei sintomi nella seduta successiva, confermando quanto la coerenza interna del terapeuta rappresenti un fattore cruciale per l’andamento del trattamento. Questo dato invita però a una precisazione: congruenza non equivale a spontaneità indiscriminata. L’autenticità del terapeuta richiede sempre una mediazione clinica, una valutazione del timing e della funzione dell’intervento all’interno del processo terapeutico.

Esempio 2: La persona che sviluppa congruenza
Una persona che tende a compiacere gli altri, mettendo sistematicamente da parte i propri bisogni e le proprie emozioni per evitare conflitti o rifiuti, può arrivare in terapia con una marcata incongruenza tra vissuto interno e comportamento esterno. Nel corso del percorso terapeutico, questa persona può gradualmente imparare a:

  • riconoscere i propri bisogni emotivi,
  • dare loro legittimità,
  • esprimerli in modo più chiaro e assertivo, anche a fronte del rischio di deludere l’altro.

Il passaggio dalla negazione o minimizzazione dei propri sentimenti alla loro accettazione e comunicazione consapevole rappresenta un chiaro esempio di sviluppo della congruenza psicologica. In questo senso, la congruenza non coincide con l’assenza di disagio, ma con una maggiore coerenza tra ciò che si sente, ciò che si pensa e ciò che si comunica.

Questi esempi mostrano come la congruenza psicologica non sia un obiettivo statico né un ideale astratto, ma un processo dinamico, che si costruisce nel tempo e che può essere attivamente facilitato dalla relazione terapeutica..

Congruenza, autenticità e trasparenza: differenze e connessioni

Nel linguaggio psicologico, i termini congruenza, autenticità e trasparenza vengono spesso utilizzati insieme, ma presentano sfumature importanti.

  • Congruenza: indica la coerenza tra ciò che si prova internamente (emozioni, pensieri) e ciò che si esprime all'esterno, sia a livello verbale che non verbale. È la base per una relazione genuina con se stessi e con gli altri.
  • Autenticità: si riferisce alla capacità di essere fedeli alla propria identità e ai propri valori, senza adattarsi eccessivamente alle aspettative altrui. L'autenticità è spesso il risultato di una congruenza ben sviluppata.
  • Trasparenza: riguarda la disponibilità a mostrare agli altri i propri stati interni, senza filtri o maschere. Una persona trasparente comunica apertamente ciò che sente e pensa, favorendo la fiducia nelle relazioni.

Questi concetti si intrecciano nella pratica clinica: una persona può essere autentica senza essere sempre trasparente (ad esempio, scegliendo consapevolmente di non condividere tutto), ma difficilmente può essere autentica senza una certa congruenza interna. Rogers sottolinea che la congruenza è considerata una condizione necessaria per sviluppare sia autenticità che trasparenza, come descritto in "La terapia centrata sul cliente" (Rogers, 1951).

Congruenza psicologica: definizione approfondita secondo Carl Rogers

La congruenza psicologica, concetto chiave nell'approccio umanistico di Carl Rogers, fondatore della Terapia Centrata sul Cliente, è considerata un pilastro del benessere. Rogers definisce la congruenza come lo stato in cui pensieri, sentimenti e comportamenti di una persona sono allineati e in armonia. Questa coerenza interna permette un'autenticità e una trasparenza profonda, sia verso se stessi che nelle interazioni con gli altri, eliminando la necessità di "maschere" o distorsioni. Ricerche empiriche supportano questa visione, dimostrando che l'integrazione della personalità, basata sulla coerenza e sulla congruenza, è fortemente correlata a indicatori positivi di salute e benessere psicologico (Sheldon & Kasser, 1995).

Nel suo lavoro fondamentale, "On Becoming a Person" (1961), Rogers sottolinea come la congruenza implichi la piena consapevolezza e accettazione dei propri sentimenti e atteggiamenti: "Quando sono congruente, sono consapevole di tutti i sentimenti e atteggiamenti che mi attraversano, e li accetto come parte di me stesso. Non ho bisogno di nasconderli, né a me né agli altri". Questa trasparenza interna facilita la creazione di relazioni interpersonali più profonde e soddisfacenti, riducendo il divario tra l'esperienza emotiva interna e l'espressione esterna.

È importante notare che la congruenza, per Rogers, non è sinonimo di perfezione o di costante e totale consapevolezza emotiva. Piuttosto, essa consiste nella disponibilità a riconoscere e accettare tutte le parti di sé, incluse quelle percepite come più difficili o scomode. Questo fondamentale processo di accettazione è la base per la crescita personale e il mantenimento della salute psicologica.

Unobravo: uno spazio di ascolto per ritrovare la tua autenticità

Coltivare la congruenza psicologica è un viaggio che richiede ascolto, accettazione e il coraggio di essere davvero se stessi. Se senti il bisogno di riscoprire la tua autenticità, imparare a riconoscere le tue emozioni e costruire relazioni più sincere, il supporto di uno psicologo può essere di aiuto. Con Unobravo puoi intraprendere un percorso personalizzato, guidato da professionisti che possono aiutarti a ritrovare il contatto con la tua vera natura, senza giudizio e al tuo ritmo. Fai il primo passo verso una vita più autentica: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.

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