Crescita personale

Empatia: oltre le parole

Quante volte ti è capitato di parlare con un amico e di capire che qualcosa non va dal tono o dall’inflessione della sua voce? Quante volte ti è successo di sintonizzarti in modo quasi immediato con lo stato d’animo di una persona che ami, senza bisogno di usare tante parole? In tutti questi casi stai vivendo esperienze di empatia, costellate di emozioni che colorano con diverse sfumature la tua vita.


Che cos’è l’empatia?

Il termine empatia deriva dal greco “en-pathos” e, tradotto letteralmente, significa “sentire dentro”: esso indica la capacità umana di "mettersi al posto degli altri" per comprenderli meglio. Essa si sviluppa grazie alla capacità di comprendere gli stati mentali degli altri, definita mentalizzazione.

Più precisamente  empatia significa “mettersi nei panni dell’altro”, condividere il suo stato emotivo comprendendo le emozioni che sta vivendo e vivendole a propria volta cercando di capire le sue ragioni e le sue intenzioni. Si tratta di una "condivisione vicariante", che permette di provare un’emozione uguale o simile a quella dell’altro.

Lo psicologo Daniel Goleman ha inserito l'empatia tra le cinque componenti base dell'intelligenza emotiva.


Empatia è sinonimo di simpatia?

Spesso il termine empatia viene impropriamente considerato un sinonimo di simpatia. Vediamo perché.

La simpatia si esplicita nel provare interesse, preoccupazione o dispiacere per qualcuno e si traduce nell’urgenza di agire per far star meglio l'altra persona. Ad esempio, possiamo provare simpatia per la rabbia che qualcuno sta esprimendo per un torto subito: ciò significa che giudichiamo tale reazione legittima e comprensibile.

La simpatia può tradursi quindi in una sollecitudine verso l’altro, ma, a differenza dell'empatia, non implica una condivisione dell'emozione dell'altra persona.


Empatia e neuroni specchio

Le neuroscienze hanno dimostrato l'esistenza di forme più o meno evolute di empatia anche in molte specie animali. É stato visto, ad esempio, che i topi esibiscono una sensibilità al dolore alla vista di simili in condizioni di disagio o sofferenza. 

Anche se questi studi non possono provare con certezza l'esistenza dell’empatia negli animali, avvalorano la tesi secondo cui la risposta empatica sarebbe connessa al ruolo svolto dai neuroni specchio.

Francesco Ungaro - Unsplash

I  neuroni specchio sono una particolare classe di neuroni che si attivano non solo quando eseguiamo una determinata azione, ma anche quando la osserviamo compiere da un altro individuo. Simulando nel nostro cervello ciò che provano gli altri, permettono di raggiungere una forte comprensione e sintonia empatica.

Quando siamo testimoni di un’azione, mettiamo in moto lo stesso sistema neurale che si attiva quando la eseguiamo. In altre parole, come in uno specchio, siamo in grado di comprendere le azioni che abbiamo osservato perché le rappresentiamo dentro di noi.

Empatia e relazioni sociali

L’empatia è una capacità fondamentale, che sta alla base dei comportamenti prosociali e dell’altruismo

Essere in grado di condividere i punti di vista e i sentimenti altrui può:

  • favorire la comunicazione e gli scambi sociali;
  • incoraggiare l’accoglienza della diversità;
  • facilitare la cooperazione nell’ambiente lavorativo;
  • regolare il flusso delle emozioni negative e delle condotte aggressive. 


Mettersi nei panni degli altri, infatti, è fondamentale per poter dare conforto e aiuto a chi si trova in una condizione di bisogno, ma non solo. La comprensione e la sensibilità verso i sentimenti altrui ci spingerebbero anche a moderare le condotte aggressive, aiutandoci a immaginare le conseguenze negative che le nostre azioni potrebbero causare.  

Essere empatici, quindi, ci permette di fronteggiare situazioni emotivamente difficili con un orecchio sempre teso alle difficoltà altrui, ma anche di creare nel nostro mondo interiore uno spazio su misura per cogliere i significati più profondi dei rapporti umani.

Josh Calabrese - Unsplash



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