Salute mentale
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La pet therapy

La pet therapy
La pet therapylogo-unobravo
Manuela Giametta
Manuela Giametta
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Psicodinamico
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
11.8.2023


Hai  mai sentito parlare di IAA (interventi assistiti con gli animali)? Si tratta della pet therapy. Ma che cos'è la pet therapy? Il Ministero della Salute la definisce come “una variegata gamma di interazioni con gli animali, più o meno complesse, finalizzate alla cura, alla riabilitazione, all’educazione e alla promozione del benessere e della qualità della vita delle persone.”

Il termine pet-therapy è stato incluso nella più ampia definizione di interventi assistiti con gli animali. Il significato dell’acronimo IAA vuole racchiudere infatti, in una breve definizione, le attività di educazione e terapia che vengono svolte attraverso la pet therapy nel loro insieme.

interventi assistiti con animali
Yaroslav Shuraev - Pexels

Breve storia della pet therapy

La pet therapy ha origine negli Stati Uniti grazie agli studi dello psichiatra Boris Levinson. Durante il suo lavoro con un bambino con autismo, vide che il piccolo paziente riusciva ad avere con il suo cane momenti di gioco e scambio affettivo.  

Capì che l’interazione con l’animale gli dava la possibilità di proiettare i propri vissuti interiori e di sentirsi meglio.

Nel 1961 il dottor Levinson coniò il termine pet therapy. Questo nuovo tipo di terapia si svolse inizialmente con animali di piccola taglia che non richiedevano particolari cure e capaci di adattarsi facilmente all’ambiente ospedaliero come polli, conigli e anatre.

La pet therapy oggi in Italia

Tra gli obiettivi della pet therapy c’è quello di migliorare la qualità della vita del paziente e, come specificato nelle Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA),  essere “di supporto alla riabilitazione psichiatrica e ai disturbi del neurosviluppo, grazie alla sollecitazione degli aspetti emozionali e delle abilità motorie”.

In Italia, il riconoscimento della pet therapy dal nostro Sistema Sanitario Nazionale e la conseguente regolamentazione con la definizione delle normative regionali, hanno consentito di:

  • riconoscere il valore di questo tipo di terapia
  • superare numerosi vincoli pratici che rendevano difficoltoso l’accesso degli animali in ospedali, istituti o case di riposo.

Campi di applicazione della pet therapy

Sono moltissime le tipologie di pazienti e individui con cui praticare la pet therapy. Gli IAA sono classificati dall’Istituto Superiore di Sanità sulla base dei diversi ambiti di intervento:

  • Terapia Assistita con gli Animali (TAA)
  • Educazione Assistita con gli Animali (EAA)
  • Attività Assistita con gli Animali (AAA).

 Vediamo in modo più approfondito la classificazione dell’ISS.

riabilitazione equestre
Jennifer Murray - Pexels

Terapia Assistita con gli Animali (TAA)

Si tratta di interventi che si affiancano ad altre terapie e che sono utilizzati nel trattamento “di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale rivolto a soggetti affetti da patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime, di qualunque origine.” 

Per essere svolto, ogni intervento richiede la prescrizione medica accompagnata da una relazione redatta dallo psicologo o psicoterapeuta. In questo genere di interventi, la pet therapy è svolta anche con cavalli e viene definita riabilitazione equestre.

Tra i possibili ambiti di intervento troviamo:

Educazione Assistita con gli Animali (EAA)

Questo genere di intervento consente di svolgere attività di educazione e riabilitazione con la pet therapy destinate a persone sane, diversamente abili o con disturbi comportamentali. Come sottolineato dell’ISS:

“l’EAA mira a migliorare il livello di benessere psico-fisico e sociale e la qualità di vita della persona, a rinforzare l’autostima e a ricreare il senso di normalità del soggetto coinvolto.” 

Le situazioni in cui l’EAA può essere applicata sono diverse e permettono di svolgere:

  • pet therapy in ospedale e strutture sanitarie
  • pet therapy con gli anziani ospiti in residenze sanitarie assistenziali
  • pet therapy con bambini ospiti di orfanotrofi, carceri e comunità per minori
  • pet therapy per disabili per cui è prevista l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Attività Assistita con gli Animali (AAA)

In questo genere di pet therapy “la relazione con l’animale costituisce fonte di conoscenza, di stimoli sensoriali ed emozionali”. 

Essa è di tipo occasionale ed è mirata al miglioramento della qualità di vita. Inoltre è finalizzata  “allo sviluppo di competenze attraverso la cura dell’animale, all’accrescimento della disponibilità relazionale e alla stimolazione dell’attività motoria”. 

Un esempio può essere il supporto terapeutico nel trattamento di persone con disabilità intellettiva che possono presentare problemi nelle relazioni, afefobia e disregolazione emotiva, ma anche di persone ospedalizzate o che risiedono in comunità. In certi casi l’AAA può essere propedeutica all’EAA o alla TAAN.

a cosa serve la pet therapy
Anna Tarazevich - Pexels

I meccanismi della pet therapy

Un intenso rapporto uomo animale rappresenta un forte stimolo psicologico che coinvolge diversi aspetti della psiche, quali il comportamento sociale, i meccanismi di relazione, le componenti caratteriali e gli aspetti cognitivi. 

I meccanismi di azione fondamentali nelle attività di pet therapy sono:

  • il rapporto uomo-animale: è affettivo ed emozionale, in grado di dare non solo benefici psichici ed emotivi ma anche fisici, come l’abbassamento della pressione sanguigna e il rallentamento del battito cardiaco
  • la comunicazione uomo-animale: essa produce un effetto rassicurante sia in chi parla che in chi ascolta
  • la stimolazione mentale: la comunicazione con l'altro, la rievocazione di ricordi, l'intrattenimento e il gioco riducono il senso di alienazione, solitudine e isolamento
  • il tatto: il contatto corporeo permette la formazione di un confine psicologico della propria identità del proprio sé e della propria esistenza
  • la facilitazione sociale.

Come possiamo notare, i benefici della pet therapy sono moltissimi, e non sono ancora finiti. Questo tipo di terapia agisce:

  • sulla responsabilità
  • sull’attaccamento
  • sull'empatia
  • sul senso di comunione con la natura
  • sui meccanismi psicosomatici agendo attraverso i meccanismi affettivi, emozionali, di stimolazione psicologica e ludici
  • sull’antropomorfismo, cioè l'attribuzione di alcune caratteristiche umane all'animale, cosa che può rappresentare un buon meccanismo per superare l’egocentrismo e spostare l'attenzione sul mondo esterno.
benefici della pet therapy
Cottonbro Studio - Pexels

Animali da pet therapy

Quali sono gli animali che vengono usati per la pet therapy? Tra i therapy pets utilizzati per svolgere la pet therapy troviamo cani, gatti, cavalli ma anche alpaca e delfini.‍

Naturalmente, le attività di interventi assistiti con animale, devono garantire e tutelare il benessere dell’animale. Per questo, l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto il documento Metodologie per la valutazione dell’idoneità e del benessere animale.

Anche il Codice Deontologico degli psicologi infatti prevede un articolo dedicato alle attività terapeutiche con gli animali, che recita: “Quando le attività professionali hanno ad oggetto il comportamento degli animali, lo psicologo si impegna a rispettarne la natura ed a evitare loro sofferenze.”

La pet therapy prevede una specifica formazione sia per l’animale che per il pet therapist.

Pet therapy con i cani

La dog therapy o terapia svolta con l’ausilio del cane. Questi animali ricevono uno specifico addestramento, perché devono essere in grado di interagire con diverse tipologie di pazienti: da quelli che utilizzano ausili medici a quelli che potrebbero assumere atteggiamenti impulsivi, esuberanti o eccentrici che potrebbero spaventare un animale non addestrato.

I cani da pet therapy, solitamente, vengono scelti tra le razze con caratteristiche di docilità, socievolezza e una certa predisposizione genetica all’addomesticamento. Le razze di cani per pet therapy più utilizzate sono i Labrador, gli Shih Tzu, i Pastori Tedeschi e i Golden Retriever.

Queste razze, essendo molto socievoli, sono adatte sia per interventi in strutture sanitarie (dove ci sono tanti sconosciuti), sia per chi ha problemi motori, perché cani con grande intelligenza.

Sono inoltre adatti anche a chi ha problematiche di natura psicologica, data l’affettuosità e la fedeltà che sono capaci di dimostrare all’essere umano.

Gatto e pet therapy

I felini domestici non godono di una fama del tutto positiva: essi vengono spesso descritti come animali “egoisti e anaffettivi”; invece, le loro caratteristiche, possono essere molto utili per la pet therapy.

I gatti infatti, oltre ad avere una spiccata intelligenza, trasmettono con le loro fusa un senso di calma e benessere; inoltre, il loro atteggiamento istintivo può aiutare la persona a costruire una relazione basata sull’unicità e le peculiarità dell’animale, così da esercitare una maggiore apertura nella costruzione di relazioni interpersonali.

Tra i gatti adatti alla pet therapy menzioniamo il Certosino, lo Sphynx e il Siamese, che hanno un’indole mansueta e affettuosa. 

animali per pet therapy
Cottonbro Studio - Pexels

Altri animali per la pet therapy

Gli animali utilizzati per la pet therapy sono diversi e oltre ai cani e gatti, come abbiamo accennato, nella pet therapy vengono utilizzati anche altri animali come asini, mucche, galline, alpaca, delfini, furetti, conigli, roditori, uccelli e pesci

Spesso le terapie con queste tipologie di animali sono svolte in strutture specializzate.

Sul tema pet therapy e disturbi psichiatrici, si è voluto approfondire l’utilizzo di animali da fattoria invece degli animali tradizionalmente usati nella pet therapy. Secondo una ricerca sulla Terapia assistita da animali con animali da allevamento per persone con disturbi psichiatrici

“la TAA con animali da allevamento può essere un'utile aggiunta al trattamento psichiatrico tradizionale, in particolare per i pazienti con disturbi affettivi.

[...] l'effetto combinato del contatto e del lavoro con gli animali può influenzare positivamente i pazienti; fornendo una fonte di contatto fisico con un ‘altro’ vivente e una maggiore capacità di coping e autostima attraverso routine che includono l'alimentazione, la mungitura e la cura di altre creature viventi.”

Sulla pet therapy con delfini o Dolphin Assisted Therapy (DAT), è invece interessante il risultato dello studio che ne ha analizzato le criticità sostenendo che:

“i delfini sono animali carismatici ed esotici che la maggior parte delle persone non incontra regolarmente nella vita quotidiana. [...] Nel caso della DAT, nuotare nell'acqua, trovarsi in un posto più caldo, trovarsi in un paese diverso o in un posto nuovo, e dormire e vivere in ambienti nuovi (ad esempio un hotel) sono tutte variabili potenzialmente confondenti che devono essere controllate per poter attribuire i cambiamenti esclusivamente alla DAT.”

A chi è utile la pet therapy

Come abbiamo visto, la pet therapy può essere destinata a diverse tipologie di pazienti e per gestire varie problematiche di salute mentale e fisica. Essa può essere svolta con diverse tipologie di pazienti, tra cui 

  • bambini 
  • anziani che vivono una realtà a volte triste e demotivata, che presentano sintomi di anedonia e che possono sfruttare le attività profilattiche e terapeutiche degli animali, istituendo con loro un intenso rapporto interpersonale
  • detenuti: con la pet therapy e lo stimolo a creare legami emotivi, può essere possibile aumentare la cooperazione tra il personale di custodia e i detenuti, con attenuazione di fenomeni di violenza e tentativi di suicidio e, di conseguenza, una marcata riduzione dell’uso di farmaci.

In Italia oggi sono presenti sul territorio numerose realtà che offrono la possibilità di svolgere più di un progetto di pet therapy per disabili, anziani, bambini e persone che ne hanno bisogno ed esiste più di un’associazione italiana dedicata alla pet therapy.

Con il progetto Digital Pet, poi, per il Ministero della Salute è possibile gestire con un unico strumento  “Centri specializzati, delle strutture riconosciute, delle figure professionali e degli operatori nonché per la presentazione dei progetti di Terapie Assistite con gli Animali (TAA) e di Educazione Assistita con Animali (EAA) annualmente attivati.” 

Chi può fare la pet therapy?

La IAA è svolta da un professionista con specifiche competenze e agisce negli interventi educativi, ricreativi e terapeutici. 

Per diventare un pet therapist esistono specifici master e corsi di pet therapy che, per essere validi, devono essere erogati da Università o Enti di formazione con accreditamento regionale.

L’Istituto Superiore di Sanità ha creato, anche per rispondere alla necessità di percorsi formativi ad hoc, il Centro di Referenza Nazionale per gli interventi assistiti dagli animali (Pet therapy).

Libri sulla pet therapy

Nell’articolo abbiamo approfondito cos’è la pet therapy, a chi è rivolta e i benefici che se ne traggono. Concludiamo con un breve elenco di libri sulla pet therapy:

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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