Cerchi supporto per le neurodivergenze?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Neurodivergenze
5
minuti di lettura

L’autismo negli adulti

L’autismo negli adulti
Giuseppa Roberta Di Pasquale
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
27.1.2026
L’autismo negli adulti
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Valorizzare la tua unicità è importante

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Inizia il tuo percorso
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

Oggi è molto frequente che le persone che ricevono diagnosi di autismo in età adulta, dopo il percorso valutativo e diagnostico, sentano il bisogno di una terapia psicologica specifica non solo per comprendere i tratti autistici, ma soprattutto per elaborare ed affrontare la sofferenza emotiva che può derivarne.

Tuttavia, può capitare di non trovare approcci psicoterapeutici con protocolli efficaci e pensati nello specifico per l’autismo negli adulti. Attualmente sono disponibili principalmente trattamenti di terapia cognitivo comportamentale standard, che possono essere utilizzati per affrontare sintomatologie spesso riscontrate nelle persone con autismo, come:

Autismo e diagnosi

Capire se una persona è autistica richiede una valutazione clinica specialistica, basata su osservazione, colloqui, test standardizzati e raccolta anamnestica. Non è possibile determinare in autonomia: la diagnosi richiede competenze professionali specifiche.

Secondo il DSM-5-TR (American Psychiatric Association, 2022), i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) vengono diagnosticati quando sono presenti i seguenti criteri:

  • Deficit persistente nella comunicazione e interazione sociale, che si manifesta in molteplici contesti ed è caratterizzato da tutte e tre le seguenti condizioni:
  1. Deficit della reciprocità socio-emotiva, che può includere difficoltà nell’avvio o nel mantenimento della conversazione, scambi ridotti, apparente mancanza di interesse verso gli altri.
  2. Deficit dei comportamenti comunicativi non verbali, come contatto oculare, gestualità, uso dell’espressione facciale o della prosodia.
  3. Deficit nello sviluppo, nel mantenimento e nella comprensione delle relazioni, che possono manifestarsi in difficoltà nel fare amicizia, adattare il comportamento ai diversi contesti sociali o comprendere le regole implicite delle relazioni.
  • Pattern di comportamento, interessi o attività ristretti e ripetitivi, manifestato da almeno due delle seguenti condizioni:
  1. Movimenti, uso degli oggetti o linguaggio stereotipati o ripetitivi.
  2. Insistenza nella “sameness”, adesione inflessibile a routine, rituali verbali o non verbali.
  3. Interessi molto ristretti, intensi o insoliti.
  4. Iper- o ipo-reattività agli stimoli sensoriali, oppure interesse atipico per aspetti sensoriali dell’ambiente.
  • Ulteriori specificazioni richieste dal DSM-5-TR

  • I sintomi devono essere presenti nel periodo precoce dello sviluppo, anche se possono diventare manifesti solo più tardi.
  • I sintomi devono causare compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico, lavorativo o in altre aree importanti.
  • Le manifestazioni non devono essere meglio spiegate da una disabilità intellettiva o da un ritardo globale dello sviluppo.

L’autismo non può insorgere in età adulta, perché è, per definizione, un disturbo del neurosviluppo: le caratteristiche sono presenti fin dall’infanzia, anche se talvolta possono diventare evidenti solo in età successive. È però possibile che il disturbo venga riconosciuto e diagnosticato solo in età adulta. Questo accade quando i segnali sono stati poco evidenti, sono stati compensati nel tempo o non sono mai stati valutati da professionisti. La diagnosi tardiva è quindi più frequente nelle persone che presentano maggiori abilità di compensazione, non necessariamente in forme “lievi” in senso clinico.

Con l’aggiornamento del DSM-5-TR, l’autismo viene descritto in modo più semplice e coerente con la grande varietà dei profili esistenti. Le vecchie etichette – come sindrome di Asperger, autismo di Kanner o autismo ad alto funzionamento – non sono più utilizzate. Oggi si parla unicamente di Disturbo dello Spettro Autistico, proprio per sottolineare che le differenze riguardano intensità e modalità delle manifestazioni, non la “tipologia” di autismo.

Allo stesso modo non si parla più di autismo “lieve, moderato o grave”. Il DSM-5-TR richiede di indicare quanto supporto è necessario nella vita quotidiana, distinguendo tre livelli: chi richiede supporto, chi ne richiede uno sostanziale e chi necessita di un supporto molto sostanziale. Questa classificazione è più utile perché descrive i reali bisogni della persona, piuttosto che identificarla attraverso una categoria rigida.

autismo negli adulti
Leeloo the first - Pexels

Dati epidemiologici sull’autismo in età adulta

La consapevolezza sull’autismo in età adulta è cresciuta, ma la reale prevalenza rimane difficile da stimare, soprattutto a causa della frequente sottodiagnosi. Le attuali stime epidemiologiche internazionali suggeriscono che circa l’1% della popolazione adulta possa presentare una condizione dello spettro autistico; tuttavia, molti casi non vengono riconosciuti fino all’età adulta, soprattutto quando le caratteristiche sono meno evidenti o sono state compensate nel tempoRicevere una diagnosi in età avanzata è un fenomeno piuttosto comune: molte persone arrivano alla valutazione dopo anni di difficoltà nella sfera sociale, relazionale o lavorativa, oppure in seguito alla diagnosi di un figlio o di un familiare, che porta a rivedere la propria storia evolutiva. Negli adulti autistici sono frequenti alcune comorbilità, come disturbi d’ansia, depressione e disturbi dell’attenzione, che possono rendere più complesso sia il processo diagnostico sia l'accesso a interventi mirati. A livello internazionale, la mortalità risulta significativamente più elevata rispetto alla popolazione generale: uno studio recente ha evidenziato un rischio di mortalità circa 2,9 volte superiore (Roy & Strate, 2023), un dato che sottolinea l’importanza di una diagnosi accurata e di un adeguato supporto clinico lungo tutto l’arco di vita.

Il percorso diagnostico per l’autismo in età adulta

La diagnosi di autismo in età adulta richiede una valutazione clinica approfondita, preferibilmente svolta da professionisti con competenze specifiche nei disturbi dello spettro autistico. Il percorso inizia solitamente con un colloquio clinico dettagliato, volto a ricostruire la storia evolutiva della persona, includendo – quando possibile – informazioni provenienti dalla famiglia o da figure significative. La ricostruzione dei primi anni di vita è infatti essenziale per distinguere l’autismo da altre condizioni che possono esordire più avanti nel tempo. A questa fase segue la valutazione dei sintomi attuali e passati, con l’obiettivo di identificare le caratteristiche tipiche dello spettro autistico e di differenziarle da difficoltà legate ad altre condizioni psicologiche o neuropsicologiche.

Una parte importante della valutazione prevede l’utilizzo di strumenti standardizzati. Tra i più diffusi vi sono l’ADOS-2, che offre un’osservazione strutturata del comportamento sociale e comunicativo, e l’ADI-R, un’intervista approfondita sulla storia evolutiva. Pur essendo considerati riferimenti fondamentali, la loro applicazione negli adulti può presentare limiti, soprattutto nei profili che hanno sviluppato strategie di compensazione o nei casi in cui non siano disponibili informazioni attendibili sull’infanzia (Mandy & Strate, 2023). A integrazione vengono spesso utilizzati questionari come il  RAAD-S (che valuta gli ambiti del linguaggio, le capacità senso-motorie, gli interessi circoscritti e le abilità sociali) e l’Autism Spectrum Quotient (AQ), utili per individuare la presenza di tratti autistici, ma non sufficienti per formulare una diagnosi. Il percorso diagnostico si basa sui criteri del DSM-5-TR, con particolare attenzione all’identificazione di eventuali comorbilità – ad esempio ansia, depressione o difficoltà attentive – che possono influenzare la presentazione clinica e il benessere complessivo della persona.

Autismo: i sintomi negli adulti

Nel fare diagnosi in età adulta è importante non confondere il funzionamento neurodivergente di una persona con autismo con quello di altri disturbi che possono presentare sintomi simili, come il disturbo schizoide di personalità.

Spesso accade che l’autismo negli adulti sia associato ad altre condizioni, come per esempio disturbi dell’apprendimento, disturbi dell’attenzione, dipendenza da sostanze, disturbo ossessivo compulsivo, disposofobia, psicosi, disturbo bipolare e disturbi dell’alimentazione.

Le diagnosi possono quindi sovrapporsi e causare difficoltà in molti contesti di vita. Gli adulti autistici che non hanno altri deficit associati spesso si avvicinano alla diagnosi perché cercano spiegazioni rispetto ad alcuni comportamenti non convenzionali.

Tra i sintomi dell’autismo in età adulta si riscontrano:

Manifestazioni dell’autismo negli adulti: alcuni esempi e differenze individuali

Le manifestazioni dell’autismo in età adulta possono variare notevolmente da persona a persona, sia in base al livello di funzionamento che alle caratteristiche individuali e di genere. Alcuni esempi concreti di come si può presentare l’autismo negli adulti includono:

  • Difficoltà nella gestione delle relazioni sociali: molte persone autistiche adulte riferiscono di sentirsi "fuori posto" in contesti sociali, faticando a interpretare segnali non verbali o a comprendere le regole implicite delle interazioni.
  • Interessi ristretti e comportamenti ripetitivi: possono manifestarsi come una forte passione per un argomento specifico, la tendenza a seguire routine rigide o la necessità di prevedibilità nella vita quotidiana.
  • Sensibilità sensoriale: alcuni adulti autistici sperimentano una marcata ipersensibilità a suoni, luci, odori o contatti fisici, che può influenzare la loro partecipazione ad attività sociali o lavorative.
  • Strategie di masking: soprattutto nelle donne, è frequente l’adozione di strategie di "mascheramento" per adattarsi alle aspettative sociali, che possono però generare stress e affaticamento emotivo.

Le differenze di genere sono significative: le donne adulte con autismo tendono a essere meno riconosciute, poiché spesso sviluppano strategie compensatorie più efficaci e presentano interessi ristretti meno evidenti rispetto agli uomini. Questo può portare a una diagnosi ancora più tardiva e a una maggiore sofferenza emotiva.

autismo negli adulti e lavoro
Mikhail Nilov - Pexels

Lo spettro autistico negli adulti: lavoro e relazioni

Come riportato nel DSM-5-TR, alcune persone ricevono la diagnosi di autismo solo in età adulta, spesso dopo un evento significativo, come la valutazione di un figlio o una crisi personale o lavorativa che porta a cercare una spiegazione più chiara dei propri vissuti. Negli adulti, le manifestazioni dello spettro autistico riguardano principalmente la comunicazione sociale, la gestione delle emozioni e la flessibilità comportamentale. Queste caratteristiche possono creare difficoltà sia sul lavoro sia nelle relazioni interpersonali, soprattutto in contesti che richiedono un’elevata capacità di adattamento sociale. Nella vita quotidiana, una persona autistica adulta può incontrare difficoltà nel comprendere il linguaggio non verbale, cogliere ironie o metafore, sostenere conversazioni reciproche (tendendo talvolta a monologhi su interessi specifici) o mantenere distanze interpersonali adeguate.

 Queste differenze non derivano da mancanza di interesse verso gli altri, ma dal modo in cui l’elaborazione sociale e comunicativa è strutturata a livello neurocognitivo. Molti adulti ricorrono a strategie compensatorie per adattarsi alle richieste sociali, come il camouflaging, cioè il mascheramento intenzionale dei propri tratti autistici per apparire “più neurotipici”. Sebbene spesso efficace nel breve periodo, questo processo può essere estremamente faticoso e contribuire a un aumento significativo dello stress, dell’ansia e dell’esaurimento emotivo. È proprio questo carico nascosto, più che le manifestazioni autistiche in sé, a rappresentare un fattore di rischio per la salute mentale (Roy & Strate, 2023). Lo stimming, invece, è una modalità spontanea di autoregolazione sensoriale ed emotiva tipica dello spettro autistico. Non è pericoloso di per sé; diventa problematico solo quando la persona si sente costretta a sopprimerlo per adeguarsi a contesti sociali non inclusivi, aumentando così il senso di fatica e di stress.

L’autismo negli adulti e il lavoro

L’autismo può influire in modo significativo sulla vita lavorativa degli adulti (Howlin et al., 2015), soprattutto quando sono presenti difficoltà nella comunicazione sociale, nella gestione della flessibilità o nella regolazione dello stress. Questi aspetti possono rendere più complessa la partecipazione a dinamiche di gruppo, la gestione dei cambiamenti improvvisi o la comprensione delle aspettative implicite sul luogo di lavoro, aumentando il rischio di esclusione o instabilità occupazionale. Uno studio recente ha evidenziato che il 54% degli adulti autistici del campione analizzato risultava disoccupato (Roy & Strate, 2023), un dato che conferma quanto le sfide lavorative possano incidere sulla qualità della vita. Oltre alle difficoltà comunicative, molti adulti riportano fatiche nella gestione di momenti non strutturati – come pause, conversazioni informali o riunioni senza un ordine del giorno definito – che possono generare stress, senso di inadeguatezza e frustrazione.

È importante ricordare, tuttavia, che numerosi adulti autistici che lavorano presentano competenze cognitive e linguistiche elevate e riescono a trovare contesti professionali che valorizzano la loro precisione, la capacità di concentrazione e l’attenzione ai dettagli. Il DSM-5-TR sottolinea come questi individui possano sviluppare nicchie lavorative in cui i loro interessi e le loro abilità specifiche trovano un ambiente favorevole. Negli ultimi anni la ricerca ha posto crescente attenzione alla necessità di promuovere opportunità professionali che non si limitino all’inclusione formale, ma che considerino la qualità della vita, la stabilità lavorativa nel tempo e il benessere complessivo della persona autistica, tenendo conto del contesto comunitario e delle sue esigenze individuali.

Le emozioni nell’autismo in età adulta

Una delle caratteristiche dello spettro autistico negli adulti è la disregolazione emotiva, ovvero la difficoltà nella regolazione delle emozioni (soprattutto l’emozione della rabbia e l’ansia), che può innescare un circolo vizioso da cui può essere difficile uscire.

Come conseguenza di ciò, nell’adulto autistico può attivarsi il meccanismo dell’evitamento (di cui abbiamo parlato in diversi articoli di psicologia del nostro blog) e del ritiro sociale. Il senso di solitudine che ne deriva può far emergere sintomi depressivi, a volte difficili da individuare in persone adulte che si sforzano di mascherarli per compensare le loro difficoltà nello stringere relazioni.

diagnosi autismo negli adulti
Abbat - Unsplash

Stereotipi e autismo in età adulta

Nell’adulto non è semplice avviare un percorso di indagine diagnostica a causa della grande capacità di masking riportata da moltissime persone. Spesso accade che le persone che vivono la condizione di autismo da adulti siano vittime di preconcetti e stereotipi legati agli interessi ristretti e ad altri elementi caratteristici della condizione autistica, e che per questo siano poco visibili agli altri.

Negli ultimi anni la ricerca ha approfondito anche il tema della sessualità nell’autismo. Uno studio su donne adulte autistiche ha evidenziato che tendono a riportare un minore interesse sessuale ma, allo stesso tempo, un maggior numero di esperienze rispetto agli uomini autistici (Åsberg, 2022). Un’altra revisione sul rapporto tra autismo e sessualità ha mostrato che, sebbene le persone con ASD possano avere una vita sessuale attiva, presentano più frequentemente disforia di genere, una minore consapevolezza sessuale e una prevalenza più elevata di orientamenti sessuali non eterosessuali rispetto ai coetanei non autistici (Fernández‐Peña et al., 2019).

Un ulteriore elemento clinico da considerare è il fatto che l’autismo in età adulta può essere confuso con alcuni disturbi di personalità, soprattutto quando non è stata ricostruita adeguatamente la storia evolutiva. Questa confusione può portare a diagnosi imprecise e a percorsi terapeutici poco adatti, che non tengono conto delle caratteristiche neuroevolutive dello spettro autistico (Lugnegård et al., 2013).

Autismo negli adulti e terapia: quale modello è utile?

La terapia cognitivo comportamentale è considerata molto efficace sui sintomi di ansia e depressione, ma di recente sono stati sviluppati protocolli attinenti ai modelli della Schema Therapy e della Terapia Metacognitiva Interpersonale per intervenire sulla salute mentale della persona, in particolare sul disagio psicologico derivante dalla presenza di schemi maladattivi precoci, cicli interpersonali disfunzionali e strategie di coping non sempre efficaci per gestire la sofferenza.

Le linee guida internazionali per la valutazione, la diagnosi e gli interventi nei disturbi dello spettro autistico – richiamate anche dall’Istituto Superiore di Sanità – sottolineano che, nel trattamento degli adulti autistici, è utile adottare interventi mirati a potenziare competenze emotive e di autoregolazione. In particolare, gli interventi sono volti a migliorare l’alfabetizzazione emotiva, la tolleranza al disagio, le capacità di rilassamento e l’adattamento generale dell’individuo con l’obiettivo di ridurre lo stress, di favorire una maggiore comprensione di sé e sostenere una gestione più efficace delle situazioni quotidiane (SIGN, 2016).

Per favorire il miglioramento di questi aspetti, anche la pet therapy può essere un valido aiuto. E’ stato mostrato come il contatto con gli animali possa favorire la motivazione sociale e migliorare le capacità di imitazione nelle persone con disturbo dello spettro autistico.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale integrata, svolta da psicoterapeuti esperti, risulta adatta alla popolazione autistica adulta perché:

  • migliora la comprensione della condizione
  • agisce anche nelle difficoltà emotive più profonde causate dalle credenze profonde, schemi maladattivi precoci e cicli interpersonali disfunzionali.

Rivolgersi a uno psicologo che si occupa di autismo può essere utile per approfondire la comprensione delle caratteristiche individuali della persona autistica e ricevere un supporto personalizzato per favorire il benessere quotidiano.

I benefici che una persona autistica adulta può trarre da una terapia specifica includono:

  • acquisire consapevolezza di sé e degli schemi che guidano il comportamento
  • acquisire consapevolezza delle relazioni con gli altri
  • approfondire la conoscenza di sé e dei propri stati mentali
  • migliorare la capacità di decentrarsi
  • sviluppare una migliore teoria della mente
  • imparare a trovare strategie più efficaci per gestire le emozioni e l’attivazione delle sofferenze
  • sviluppare le capacità di problem solving
  • sviluppare le capacità di decision making.

Strategie pratiche per la gestione quotidiana e il benessere psicologico

Affrontare la quotidianità con una diagnosi di autismo in età adulta può essere impegnativo, ma esistono strategie e strumenti che possono favorire l’autonomia e il benessere psicologico:

  • Routine strutturate: organizzare la giornata con orari e attività prevedibili può aiutare a ridurre l’ansia e a gestire meglio gli imprevisti.
  • Tecniche di regolazione emotiva: imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, ad esempio attraverso esercizi di respirazione o mindfulness, può essere utile per affrontare momenti di stress.
  • Sviluppo delle abilità sociali: partecipare a gruppi di training sulle abilità sociali, anche online, può permettere di esercitarsi in un ambiente protetto e di acquisire maggiore sicurezza nelle interazioni.
  • Strategie di coping personalizzate: identificare le proprie risorse e i propri limiti può consentire di trovare soluzioni pratiche per affrontare le difficoltà quotidiane, come l’uso di promemoria, agende o app per la gestione del tempo.
  • Coinvolgimento della rete di supporto: condividere le proprie esigenze con familiari, amici o colleghi può favorire una maggiore comprensione e creare un ambiente più inclusivo.

Queste strategie, se integrate in un percorso di supporto psicologico personalizzato, possono contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone adulte nello spettro autistico.

Percorsi di supporto e risorse per persone adulte nello spettro autistico

Oltre alla psicoterapia, esistono diversi percorsi di supporto che possono essere utili per gli adulti autistici:

  • Psicoeducazione: offre informazioni chiare e aggiornate sull’autismo, aiutando la persona e i suoi familiari a comprendere meglio la condizione e a gestire le sfide quotidiane.
  • CBT adattata: la terapia cognitivo-comportamentale, se adattata alle specificità dell’autismo, può aiutare a lavorare su ansia, depressione e difficoltà relazionali.
  • Training sulle abilità sociali: percorsi individuali o di gruppo che mirano a potenziare le competenze comunicative e relazionali, favorendo l’inclusione sociale e lavorativa.
  • Supporto ai familiari: coinvolgere la famiglia nel percorso di supporto può migliorare la qualità delle relazioni e ridurre il senso di isolamento.
  • Risorse online e associazioni: molte associazioni e piattaforme offrono servizi di consulenza, gruppi di auto-mutuo aiuto e materiali informativi specifici per adulti autistici.

Scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze, con il supporto di professionisti esperti, può rappresentare un passo importante verso una maggiore autonomia e benessere.

Prendi in mano il tuo benessere: inizia un percorso di supporto psicologico con Unobravo

Affrontare le sfide legate all'autismo in età adulta può essere complesso, ma non sei solo. Comprendere meglio te stesso, imparare a gestire le emozioni e trovare strategie pratiche per la quotidianità può essere possibile con il supporto giusto. Unobravo mette a tua disposizione psicologi esperti nell’autismo adulto, pronti ad ascoltarti e a costruire insieme a te un percorso personalizzato, rispettoso delle tue unicità e dei tuoi bisogni. Se senti il bisogno di un aiuto concreto per lavorare sul tuo benessere, inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online: il primo passo verso una maggiore consapevolezza di te.


Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia onlineLeggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Giuseppa Roberta Di Pasquale
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Trova il tuo psicologo

Come capire se si soffre di autismo negli adulti?

Fare un test psicologico può aiutare ad avere maggiore consapevolezza del proprio benessere.