Disturbi di personalità
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Il disturbo schizoide di personalità

Il disturbo schizoide di personalità
Il disturbo schizoide di personalitàlogo-unobravo
Ilenia Maria Regina Corvino
Ilenia Maria Regina Corvino
Redazione
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
6.4.2023

A tutti nella vita capita di avere comportamenti, pensieri, sentimenti che appaiono simili ai sintomi dei disturbi di personalità. La differenza sta nel fatto che questi ultimi si caratterizzano per le modalità estreme e disadattive con cui i tratti vengono espressi. 

Le caratteristiche di un disturbo di personalità diventano riconoscibili durante l’adolescenza o nella prima età adulta, e rappresentano un pattern abituale e relativamente stabile nel tempo. Come riconoscere una persona con disturbi di personalità?

I disturbi di personalità sono profondamente radicati nel senso di sé dell’individuo e rappresentano un gruppo eterogeneo di disturbi psicologici definiti dalla difficoltà delle persone ad avere un’immagine positiva di sé e creare legami profondi con le altre persone. 

In questo articolo ci concentreremo sul disturbo schizoide di personalità, definito nel DSM-5 come “un pattern caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e da una gamma ristretta di espressività emotiva.” 

Come per il disturbo schizotipico di personalità, il significato di schizoide ha radice greca e deriva da schizo, “diviso” ed eidos “forma”, "aspetto". Come riconoscere una persona schizoide? Distacco sociale, indifferenza alle relazioni e una ristretta capacità di espressione emotiva sono tratti tipici della personalità schizoide.

schizoidia
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Il disturbo schizoide di personalità secondo il DSM 5 

Il disturbo schizoide è indicato nel DSM-5 come disturbo che “inizia nella prima età adulta ed è presente in svariati contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi: 

  • Non desidera né prova piacere nelle relazioni affettive, incluso il far parte di una famiglia 
  • Quasi sempre sceglie attività individuali 
  • Dimostra poco o nessun interesse ad avere esperienze sessuali con un’altra persona
  • Prova piacere in poche o nessuna attività
  • Non ha amici stretti o confidenti, eccetto i parenti di primo grado
  • Sembra indifferente alle lodi o alle critiche degli altri
  • Mostra freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita

Il disturbo schizoide della personalità, inoltre, non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia, di un disturbo bipolare o depressivo con caratteristiche psicotiche, di un altro disturbo psicotico o di un disturbo dello spettro dell’autismo, e non è attribuibile agli effetti fisiologici di un’altra condizione medica.” 

Il disturbo di personalità schizoide e altri disturbi

Altri disturbi possono essere confusi con il disturbo di personalità di tipo schizoide poiché hanno certe caratteristiche in comune. 

Per esempio, può essere difficile distinguere il disturbo della personalità schizoide dalle forme lievi di disturbi dello spettro autistico, che presentano una maggiore compromissione delle interazioni sociali e comportamenti stereotipati.

Gli individui schizoidi non presentano distorsioni cognitive e percettive, pensiero magico, un aspetto insolito e sono assenti i sintomi psicotici in forma subclinica tipici del disturbo schizotipico di personalità. 

Da sottolineare anche la differenza tra schizofrenia e disturbo di personalità schizoide, che può essere distinto dal primo disturbo per l’assenza di sintomi psicotici persistenti (deliri e allucinazioni). 

Per comprendere meglio come riconoscere uno schizofrenico e le differenze con l’individuo schizoide citiamo lo psicoanalista A. Lowen che, nel suo libro Il tradimento del corpo, colloca il disturbo schizoide di personalità come al centro di due estremi, rappresentati da “salute emotiva” definita “normale” e “disturbo emotivo”, di cui la schizofrenia è espressione massima e afferma:

“Nella schizofrenia la personalità è divisa e ritirata dalla realtà. Tra i due estremi si trova una vasta gamma di condizioni schizoidi in cui il ritiro dalla realtà si presenta con un certo grado di distacco emotivo e la personalità è tenuta unita dalla forza del pensiero razionale.”

Lowen, inoltre, per avvalorare le sue tesi riporta più di un caso clinico di disturbo schizoide di personalità e diverse testimonianze di pazienti con disturbo schizoide.

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Sintomi del disturbo schizoide di personalità 

Il termine più idoneo per descrivere il disturbo schizoide di personalità è “distaccato”. Queste persone sono l’incarnazione dell’autonomia, hanno imparato a essere autosufficienti, a non aver bisogno degli altri, che vengono considerati inaffidabili oppure invadenti, esigenti, ostili, scortesi. 

Sono disposte a sacrificare l’intimità per preservare il loro distacco e la loro indipendenza, fino a rimanere ai margini della società e a isolarsi. Possono vedersi come persone strane e stravaganti, aliene al contesto sociale, votate a una vita di solitudine; spesso sfuggono ai condizionamenti di natura sociale e preferiscono evitare le relazioni

Le strategie interpersonali della persona schizoide consistono nel cercare di mantenere le distanze dagli altri, evitare di stringere legami quando sono in compagnia, essere poco ricettivi, prediligere attività solitarie, presentare inibizione affettiva e distacco e affermano di provare raramente emozioni come rabbia e gioia. 

La personalità schizoide sembra non desiderare l’intimità, essere indifferente alle opportunità di stabilire relazioni affettive o trarre soddisfazione dall’appartenenza a una famiglia o un gruppo sociale. 

Se in ambito lavorativo è richiesto coinvolgimento interpersonale, allora quest’area della vita può essere compromessa; al contrario, se lavorano in condizioni di isolamento sociale, “funzionano” bene. 

Tra i personaggi schizoidi “famosi”, che corrispondono alle caratteristiche sopra elencate, citiamo il matematico J. Nash, raccontato nel film A beautiful mind che racconta la lenta ma inesorabile comparsa di sintomi schizoidi destinati a rivelare una personalità schizofrenica di tipo paranoide, e il maggiordomo J. Stevens del film Quel che resta del giorno, personaggio in questo caso di fantasia, interpretato da A. Hopkins.

Come ama uno schizoide 

In amore, la persona con disturbo schizoide di personalità non raggiunge un buon livello d’intimità affettiva, ha difficoltà a legarsi, i rapporti sessuali sono vissuti come insoddisfacenti a causa della scarsa capacità di provare emozioni spontanee e di stare in una relazione intima. 

Questo perché il suo meccanismo di difesa è evitare di farsi coinvolgere, tende a lasciare prima di essere lasciato. Se sono “obbligate” a entrare in intimità, possono provare una forte ansia e, in risposta allo stress, possono presentare episodi psicotici molto brevi che durano da pochi minuti a qualche ora. 

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Cause del disturbo schizoide di personalità 

Il disturbo schizoide di personalità può avere maggiore prevalenza in persone la cui storia familiare presenta schizofrenia o disturbo schizotipico di personalità, ma le sue cause non sono ancora del tutto approfondite. 

Oltre alla probabile origine genetica del disturbo, i disturbi di personalità schizoide potrebbero dipendere dalla presenza di esperienze di accudimento infantile in cui è mancata un’adeguata risposta ai bisogni emotivi primari, alimentando nel bambino la sensazione che le relazioni interpersonali non siano soddisfacenti. 

Nell’infanzia questi bambini potrebbero aver vissuto esperienze di rifiuto, trascuratezza o neglect ripetute nel tempo. Il ritiro, in questi casi, può diventare l’unica reazione difensiva possibile  in situazioni vissute come una minaccia alla propria  stessa esistenza.

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Strumenti per la diagnosi di disturbo schizoide di personalità

Il ricorso a molteplici fonti d’informazione potrebbe consentire di tracciare in modo più accurato il profilo psicopatologico del paziente. Le interviste cliniche strutturate vengono utilizzate per valutare la presenza di disturbi di personalità in base alla soddisfazione dei criteri diagnostici per il disturbo schizoide presenti nel DSM-5. 

L’approccio migliore per fare una corretta diagnosi, integra un’intervista clinica e le valutazioni dei familiari e conoscenti. Questo perché, il paziente:

  • potrebbe non avere una comprensione chiara del proprio disturbo e del modo in cui il proprio comportamento influenza quello degli altri
  • potrebbe non rendersi conto che alcuni aspetti del suo funzionamento sono insoliti o anomali. 

A questi strumenti si aggiungono i test per il disturbo schizoide di personalità  e i questionari di autovalutazione, che permettono al paziente di riportare pensieri, emozioni, comportamenti, motivazioni associate alle sue esperienze personali. 

Tra i test psicologici più utilizzati per la diagnosi della personalità schizoide c’è la SCID-5 PD che viene impiegata anche come strumento di autovalutazione per snellire l’intervista strutturata e permettere al clinico di concentrare l’intervista sui criteri nei quali il paziente si è già riconosciuto. 

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Quale terapia per il disturbo schizoide di personalità?

Gli individui con disturbo schizoide di personalità, inoltre, raccontano spesso di essere stati vittime di bullismo e di esperienze di rifiuto da parte dei coetanei e di avere problemi di coppia

In famiglia vengono percepiti come “strani” o non all’altezza, (dunque può essere difficile capire come comportarsi con una personalità  schizoide). Di conseguenza, sviluppano una visione di se stessi come diversi dagli altri (in senso negativo), degli altri come ostili, insensibili e crudeli e delle interazioni sociali come problematiche e pericolose.

Tra i tipi di psicoterapia per la cura del disturbo schizoide di personalità, una delle più utilizzate è la terapia cognitivo comportamentale, utile a ristrutturare i modelli di pensiero e di comportamento. L’alleanza terapeutica che si instaura tra professionista e paziente per il buon esito del trattamento è di fondamentale importanza. 

Come aiutare una persona schizoide?

Potrebbe essere molto utile anche la terapia di gruppo, che permetterebbe alla persona di sviluppare:

  • abilità sociali, quali la comunicazione efficace
  • l’espressione e il riconoscimento delle emozioni
  • le capacità di coping per la gestione dell’ansia nelle reazioni sociali

rispettando i confini del paziente e lasciandogli il tempo per imparare a fidarsi degli altri.

La cura farmacologica del disturbo schizoide di personalità è intrapresa in presenza di particolari sintomi psicotici e previa indicazione di uno psichiatra.

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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