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Disturbi di personalità
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Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità

Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità
Monica Margiotta
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
27.1.2026
Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità
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Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) è un disturbo di personalità caratterizzato da un pattern pervasivo di perfezionismo, ordine e controllo, che compromette flessibilità, spontaneità ed efficienza.

Nonostante il DOCP sia meno noto rispetto al disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita di chi ne soffre. E’ caratterizzato da modalità rigide e inflessibili di pensare, sentire e comportarsi.

La mania del controllo tipica del disturbo ossessivo compulsivo di personalità porta ad esercitare un controllo eccessivo su sé stesse, sulle attività e, talvolta, sugli altri, con conseguenze che possono generare stress, difficoltà relazionali e sofferenza emotiva.

In questo articolo esploreremo il disturbo ossessivo compulsivo di personalità, analizzando i criteri diagnostici, le caratteristiche distintive, le possibili cause e i trattamenti attualmente disponibili.

Che cos’è il disturbo ossessivo compulsivo di personalità?

Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità (DOCP), fa parte dei disturbi psichici. E’ inserito nel cluster C del DSM-5-TR (American Psychiatric Association, 2022), caratterizzato da un pattern pervasivo di perfezionismo, ordine e controllo mentale e interpersonale, che compromette flessibilità, spontaneità ed efficienza.

Chi presenta questo disturbo tende ad essere estremamente rigido, inflessibile e fortemente orientato alle regole, a scapito della capacità di adattarsi ai cambiamenti. In genere, questo disturbo esordisce nella prima età adulta ed è presente in diversi contesti della vita.

Secondo il DSM-5-TR, la diagnosi richiede la presenza di almeno quattro dei seguenti criteri:

  • eccessiva preoccupazione per dettagli, regole, liste, ordine, organizzazione o programmi, fino a perdere di vista lo scopo principale dell’attività;
  • perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti;
  • dedizione eccessiva al lavoro e alla produttività, non giustificata da necessità economiche;
  • coscienziosità, scrupolosità e inflessibilità eccessive su moralità, etica o valori;
  • incapacità di disfarsi di oggetti usurati o privi di valore;
  • riluttanza a delegare o a collaborare se gli altri non adottano il proprio modo di fare le cose;
  • stile di vita improntato alla parsimonia, con tendenza all’accumulo di denaro come riserva per future catastrofi;
  • rigidità e testardaggine marcate

Recenti studi hanno identificato due fattori principali che caratterizzano il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: il primo riguarda l'ordine e il controllo (che include perfezionismo, dedizione eccessiva al lavoro, coscienziosità eccessiva, riluttanza a delegare e rigidità), mentre il secondo si riferisce all'accumulo e all'indecisione (come l'incapacità di disfarsi degli oggetti e l'indecisione) (Riddle et al., 2016).

La diagnosi è indicata quando questi pattern rigidi di personalità determinano una compromissione significativa del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree rilevanti della vita.

Nataliya Vaitkevich - Pexels

Differenza tra DOC e disturbo ossessivo compulsivo di personalità‍

Una domanda frequente riguarda la differenza tra il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP). Nonostante la somiglianza nei nomi, si tratta di condizioni distinte, caratterizzate da modalità diverse. Il DOC è un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni (idee intrusive, ricorrenti e vissute come inappropriate) e compulsioni (comportamenti ripetitivi o rituali volti a ridurre l’ansia derivante dalle ossessioni). Tra i sintomi comuni vi possono essere la paura dello sporco (rupofobia) o della contaminazione, il pensiero magico, o l’accumulo compulsivo, ma non tutti i casi li presentano. Il DOCP, al contrario, rientra nei disturbi di personalità e si manifesta come un pattern pervasivo e duraturo di perfezionismo, ordine, controllo mentale e interpersonale, rigidità e inflessibilità, che interferisce con la vita della persona. Non è caratterizzato necessariamente da ossessioni o rituali compulsivi come nel DOC. Alcuni studi di neuroimaging suggeriscono che pur esistendo punti di sovrapposizione tra DOC e DOCP, vi siano anche differenze nel funzionamento cerebrale: ad esempio, nel DOCP sono stati segnalati alterazioni del precuneo e dell’amigdala che suggeriscono circuiti distinti rispetto al DOC (Marincowitz et al., 2022). In sintesi: mentre il DOC è spesso definito da eventi più “episodici” di ansia elevata e rituali comportamentali pericolosi, il DOCP rappresenta una modalità di funzionamento della personalità – più stabile e duratura – che condiziona pensieri, emozioni e comportamenti nella vita quotidiana.

I tratti ossessivi di personalità

I tratti ossessivi di personalità si caratterizzano per un marcato orientamento verso ordine, controllo e perfezione. Le persone con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) possono apparire rigide, inflessibili e particolarmente critiche verso se stesse e gli altri. La dedizione al lavoro e alla produttività tende a essere prioritaria, spesso a scapito delle attività piacevoli, del riposo e delle relazioni personali. Una caratteristica tipica è l’attenzione estrema ai dettagli unita a standard molto elevati, che possono rendere difficile la delega e favorire la necessità di supervisionare o controllare ogni fase di un compito. Queste persone mostrano frequentemente difficoltà a gestire l’incertezza, il cambiamento e le situazioni poco strutturate. Studi recenti indicano che il DOCP è associato a un livello significativamente più alto di intolleranza all’incertezza rispetto alla popolazione generale, anche tenendo conto di variabili come ansia, depressione, stress e sintomi ossessivo-compulsivi (Wheaton & Ward, 2020). Questo suggerisce che la rigidità e il bisogno di controllo rappresentano caratteristiche centrali del disturbo. Sebbene alcuni di questi tratti possano apparire funzionali in contesti professionali molto strutturati, quando diventano rigidi e pervasivi possono compromettere in modo significativo il benessere personale e le relazioni sociali.‍

Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità e narcisismo

Il rapporto tra disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) e tratti narcisistici è articolato e può generare confusione clinica. Mentre il narcisismo si basa su un bisogno di ammirazione, un senso grandioso di sé e una marcata sensibilità alle critiche, il DOCP è centrato su ordine, controllo, perfezionismo e rispetto rigoroso di regole e procedure. Nonostante queste differenze di fondo, alcune manifestazioni comportamentali possono sovrapporsi. Entrambe le condizioni possono includere rigidità, testardaggine, difficoltà ad accettare errori o critiche e un elevato bisogno di avere ragione. In alcuni casi, i tratti ossessivi possono assumere una tonalità narcisistica: ad esempio, la persona può sviluppare un senso di superiorità legato alla propria precisione, affidabilità o correttezza morale. Tuttavia, a differenza del narcisismo, questa percezione di superiorità deriva più dalla conformità a standard elevati che da un bisogno di ammirazione o da fantasie di grandiosità.

Il narcisismo non è un criterio diagnostico del DOCP e le due condizioni devono essere differenziate nel contesto clinico, tenendo conto delle motivazioni psicologiche sottostanti e dell’impatto sul funzionamento interpersonale.

Fares Hamouche - Unsplash

Quanto è diffuso il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità? Alcuni dati epidemiologici

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) è uno dei disturbi di personalità più comuni nella popolazione generale. Secondo il DSM-5-TR (American Psychiatric Association, 2022), la sua prevalenza è stimata tra il 2% e l’8% negli adulti, con una frequenza più elevata negli uomini. Studi epidemiologici indicano che il DOCP è tra i disturbi di personalità maggiormente rappresentati sia nella popolazione generale sia nei contesti clinici, e che alcuni tratti ossessivi – come perfezionismo, rigidità e forte orientamento al lavoro – possono essere particolarmente diffusi in culture che valorizzano ordine, disciplina e produttività. Tuttavia, non esistono evidenze concluse di una prevalenza significativamente più alta in specifici paesi o professioni. Nonostante la sua diffusione, il DOCP è spesso sottodiagnosticato, in parte perché molti individui percepiscono i propri tratti come coerenti con i propri valori personali o come funzionali al successo professionale. Tuttavia, quando diventano rigidi e inflessibili, tali pattern possono compromettere la qualità della vita e il benessere relazionale.

Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: i sintomi

I sintomi del disturbo ossessivo compulsivo di personalità possono variare in intensità, ma solitamente includono:

  • perfezionismo estremo, inteso come tendenza a fissarsi su dettagli e a esigere standard irrealisticamente elevati per se stessi e per gli altri
  • inflessibilità nelle abitudini, nella routine e nelle opinioni, con difficoltà ad adattarsi a cambiamenti o a nuove situazioni
  • preoccupazione eccessiva per l'ordine e bisogno compulsivo di organizzare, pianificare e strutturare ogni aspetto della vita
  • scrupolosità e moralismo, cioè la tendenza a essere eccessivamente giudicanti verso comportamenti che non rispettano le proprie rigide norme etiche
  • mancanza di spontaneità, ovvero difficoltà a rilassarsi, divertirsi o impegnarsi in attività di svago, spesso percepite come una perdita di tempo o non abbastanza produttive.

Queste caratteristiche possono portare a una significativa compromissione del funzionamento quotidiano, specialmente nelle relazioni amorose, nei rapporti con gli amici e nell'ambiente di lavoro, dove la flessibilità e l'adattabilità sono spesso richieste.

Comorbidità: quando il DOCP può accompagnarsi ad altri disturbi

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) raramente si presenta in forma isolata. È frequente che coesista con altre condizioni psicologiche, influenzando il modo in cui la persona vive i sintomi e la risposta al trattamento.

  • Disturbi d’ansia. Molte persone con DOCP presentano livelli elevati di ansia o preoccupazione cronica. La rigidità, il bisogno di controllo e il perfezionismo possono amplificare la vulnerabilità ansiosa, soprattutto nelle situazioni percepite come imprevedibili o fuori standard.
  • Depressione. La forte autocritica, l’intolleranza agli errori e la difficoltà ad accettare l’imperfezione aumentano il rischio di episodi depressivi. Le crisi depressive tendono a emergere quando la persona sperimenta fallimenti percepiti, perdita di controllo o conflitti relazionali.
  • Altri disturbi di personalità. In alcuni individui, il DOCP può coesistere con tratti evitanti — spesso legati al timore del giudizio — o, meno frequentemente, con tratti narcisistici, specialmente quando il perfezionismo è utilizzato come criterio di autovalutazione superiore. Questa sovrapposizione può rendere la diagnosi più complessa e richiedere un’attenta valutazione clinica.

La presenza di comorbidità può complicare il percorso terapeutico, poiché amplifica rigidità, vulnerabilità emotiva e resistenza al cambiamento. Riconoscerle precocemente permette di impostare un intervento più mirato, integrato e realmente personalizzato.

Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: le cause

Le cause del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) non sono completamente comprese e, come per molti disturbi di personalità, si ritiene che risultino dall’interazione di fattori genetici, temperamentali, ambientali e socioculturali.

  • Fattori genetici e temperamentali. La letteratura scientifica (Gray, 2023; De Reus & Emmelkamp, 2012) suggerisce che esista una moderata componente ereditaria nella predisposizione ai tratti ossessivi, come perfezionismo, bisogno di controllo e orientamento all’ordine. Questi tratti temperamentali possono costituire una vulnerabilità che, in condizioni ambientali sfavorevoli, aumenta il rischio di sviluppare il disturbo.
  • Fattori ambientali e familiari. Le esperienze precoci giocano un ruolo centrale. Crescere in contesti caratterizzati da rigidità, eccessiva critica, elevati standard di performance o scarsa tolleranza all’errore può contribuire allo sviluppo di modalità di pensiero e comportamento improntate al controllo. L’esposizione a modelli familiari perfezionistici o iper-controllanti può rafforzare questi tratti tramite apprendimento e modellamento.
  • Fattori neurobiologici. Alcune evidenze emergenti suggeriscono il coinvolgimento di circuiti cerebrali associati al controllo degli impulsi e alla regolazione dell’ansia, come aree frontostriatali e strutture implicate nell’inibizione comportamentale. Tuttavia, le ricerche sono ancora limitate e non permettono di stabilire un legame causale chiaro.

Nel complesso, il DOCP è meglio compreso come risultato di una combinazione di predisposizione individuale e fattori ambientali che, nel corso dello sviluppo, consolidano un pattern stabile di perfezionismo, rigidità e controllo.

Fattori genetici, neurobiologici e ambientali: cosa sappiamo oggi

Le ricerche più recenti suggeriscono che il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità possa essere il risultato di una complessa interazione tra genetica, funzionamento cerebrale e ambiente di crescita.

  • Fattori genetici: Studi condotti su gemelli e famiglie hanno evidenziato una componente ereditaria significativa. In particolare, alcune varianti genetiche legate al sistema serotoninergico sembrano aumentare la vulnerabilità allo sviluppo di tratti ossessivo-compulsivi (Cerni et al., 2021).
  • Aspetti neurobiologici: Le neuroscienze hanno individuato alterazioni nei circuiti cerebrali che regolano il controllo degli impulsi e la flessibilità cognitiva, in particolare nelle aree della corteccia prefrontale e dei gangli della base. Queste differenze possono contribuire alla rigidità e al perfezionismo tipici del DOCP (Fineberg et al., 2018).
  • Fattori ambientali: Un ambiente familiare caratterizzato da regole rigide, aspettative elevate e scarso spazio per l'espressione emotiva può favorire lo sviluppo di tratti ossessivi di personalità. Anche stili di attaccamento insicuro, come quello evitante, sono stati associati a una maggiore probabilità di manifestare il disturbo.

Questi fattori non agiscono mai isolatamente, ma si influenzano reciprocamente nel corso dello sviluppo individuale.

La personalità ossessiva in amore e nella sessualità

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) può influenzare in modo significativo la sfera affettiva e sessuale e rendere impegnative le relazioni intime, nelle quali la spontaneità, la comunicazione aperta e la capacità di negoziare sono fondamentali. Nelle relazioni intime, gli standard possono essere molto elevati, sia verso sé stessi che verso il partner. Questo può tradursi in aspettative rigide, difficoltà a tollerare errori o imperfezioni e una marcata tendenza all’autocritica. L’espressione emotiva può risultare inibita, dando l’impressione di freddezza o distacco, anche quando il coinvolgimento affettivo è presente. Sul piano sessuale, la necessità di controllo, la paura dell’imprevedibilità e il timore di “non essere all’altezza” possono interferire con la capacità di abbandonarsi all’esperienza. Il perfezionismo e l’ipercriticità possono generare ansia da prestazione, ridurre la spontaneità e creare un clima di pressione che compromette la soddisfazione sessuale. L’ipercriticità verso se stessi e il partner può infatti creare un'atmosfera di pressione e ansia, compromettendo la vita sessuale e relazionale della coppia. Inoltre, la tendenza a focalizzarsi sui difetti, propri o del partner, e la difficoltà a mostrarsi vulnerabili possono alimentare incomprensioni e distanza emotiva. La relazione rischia così di essere percepita come eccessivamente rigida o priva di calore, con un impatto sul benessere di entrambi i partner. Nonostante ciò, è importante ricordare che questi tratti possono anche essere associati a impegno, affidabilità e coerenza, qualità che possono rafforzare una relazione quando la rigidità viene modulata e gestita all’interno di un percorso evolutivo personale o terapeutico.

Andrik Langfield - Pexels

Come si cura il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità

Chi vive con un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) spesso si domanda se sia possibile migliorare o “guarire” da questa condizione.
La ricerca scientifica mostra che, pur trattandosi di un pattern stabile di personalità, è possibile ottenere cambiamenti significativi nella flessibilità emotiva e comportamentale, nel perfezionismo e nella qualità delle relazioni interpersonali. Il trattamento del DOCP è complesso, anche perché attualmente esistono poche ricerche empiriche specifiche su questa condizione. Una revisione del 2022 (Pinto et al., 2022) indica che, al momento, non sono disponibili trattamenti con efficacia empiricamente comprovata esclusivamente per il DOCP. Tuttavia, diversi approcci psicoterapeutici – come la Terapia Cognitivo-Comportamentale, la Schema Therapy e gli interventi focalizzati sui tratti di personalità – hanno mostrato risultati promettenti nel ridurre rigidità, perfezionismo e controllo e nel migliorare il funzionamento relazionale.

Un primo passo fondamentale è una valutazione clinica accurata, che permette di comprendere la profondità dei tratti ossessivo-compulsivi e le eventuali comorbidità.
Possono essere utilizzati strumenti psicodiagnostici standardizzati, come il Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI) o il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI-2), utili per identificare pattern di personalità rigidi e perfezionistici. Tuttavia, tali test non sostituiscono il colloquio clinico, che resta lo strumento principale per formulare una diagnosi. In conclusione, il percorso terapeutico può aiutare la persona a sviluppare una maggiore flessibilità, ridurre l’impatto del perfezionismo e del controllo e costruire relazioni più equilibrate. Pur non esistendo una “cura” nel senso tradizionale, è possibile migliorare significativamente la qualità della vita attraverso un lavoro psicologico mirato e continuativo.

Disturbo di personalità ossessivo-compulsivo: le terapie più adatte

Tra le terapie più efficaci per il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità emerge la terapia cognitivo-comportamentale (CBT). La CBT si concentra sul cambiamento dei modelli di pensiero disfunzionali e dei comportamenti associati al disturbo. In particolare, si lavora per aiutare la persona a riconoscere e modificare il perfezionismo estremo e la rigidità, promuovendo una maggiore accettazione delle imperfezioni e migliorando la flessibilità mentale.

Oltre alla CBT, anche la Terapia Cognitiva Basata sulla Mindfulness (MBCT) può essere utile. Questa terapia combina elementi della CBT con tecniche di mindfulness per aiutare la persona a sviluppare una maggiore consapevolezza e accettazione del momento presente, riducendo così l'ansia e la tensione legate al bisogno di controllo.

In alcuni casi, può essere utile anche la terapia psicodinamica, che si focalizza sull'esplorazione delle esperienze passate e dei conflitti inconsci che possono contribuire allo sviluppo della personalità ossessiva. Questa terapia può aiutare a comprendere meglio le origini del disturbo e a sviluppare nuovi modi di interagire con il mondo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità può richiedere una terapia farmacologica quando è particolarmente grave o associato ad altri disturbi psichiatrici, come la depressione o l'ansia. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono spesso utilizzati nel caso al DOCP si associno anche sintomi ansiosi e depressivi, anche se la farmacoterapia da sola non è generalmente considerata sufficiente per il trattamento della condizione.

DOCP: stare meglio è possibile

Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità può rappresentare una sfida significativa per chi ne soffre, influenzando vari aspetti della quotidianità, dalle relazioni personali al funzionamento lavorativo.

La rigida aderenza a schemi di perfezionismo e controllo può, infatti, compromettere la qualità della vita e le interazioni sociali, creando tensione e insoddisfazione nella persona.

Tuttavia, grazie al supporto di personale specializzato, è possibile ottenere una diagnosi accurata e seguire un percorso terapeutico mirato, grazie al quale gestire i sintomi del DOCP e migliorare significativamente la propria vita.

Strategie pratiche per la gestione quotidiana del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Controllo (DOCP)

Oltre al percorso psicoterapeutico, esistono alcune strategie pratiche che possono aiutare le persone che convivono con il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità a gestire meglio le difficoltà quotidiane.

  • Imparare a riconoscere i propri schemi di pensiero: Tenere un diario delle situazioni in cui emergono rigidità o perfezionismo può aiutare a diventare più consapevoli dei propri automatismi.
  • Esporsi gradualmente all’imperfezione: Piccoli esercizi, come lasciare una stanza leggermente in disordine o delegare un compito, possono essere utili per allenare la flessibilità e ridurre l’ansia legata al controllo.
  • Praticare tecniche di rilassamento e mindfulness: Esercizi di respirazione, meditazione o mindfulness possono favorire una maggiore tolleranza all’incertezza e aiutare a gestire lo stress.
  • Stabilire obiettivi realistici: Imparare a distinguere tra ciò che è davvero importante e ciò che può essere lasciato andare permette di ridurre la pressione interna e migliorare il benessere generale.

Queste strategie, se integrate con il supporto di un professionista, possono favorire un cambiamento graduale e sostenibile nel tempo.

Un esempio clinico: riconoscersi nel DOCP

Per comprendere meglio come si manifesta il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità nella vita quotidiana, può essere utile considerare un esempio clinico.

Immaginiamo Luca, un uomo di 38 anni, manager in un’azienda. Luca è estremamente preciso, dedica molte ore al lavoro e fatica a delegare anche i compiti più semplici ai colleghi. A casa, tende a organizzare ogni dettaglio della giornata e si irrita facilmente se qualcosa non va secondo i suoi piani. Le sue relazioni sono spesso segnate da conflitti, perché fatica ad accettare punti di vista diversi dal suo e si mostra molto critico verso il partner.

Luca si è rivolto a uno psicologo dopo aver notato un crescente senso di insoddisfazione e isolamento. Attraverso la terapia, ha iniziato a riconoscere i suoi schemi di pensiero rigidi e a lavorare su una maggiore accettazione di sé e degli altri. Questo percorso, seppur impegnativo, gli ha permesso di migliorare la qualità delle sue relazioni e di vivere con meno ansia e pressione.

Questo esempio mostra come il DOCP possa influenzare diversi ambiti della vita, ma anche come sia possibile, con il giusto supporto, avviare in alcuni casi un percorso di cambiamento.

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