Disturbi psichici
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Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC)

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC)
Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC)logo-unobravo
Ida De Santis
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Pubblicato il
25.3.2022

Cos’è il disturbo ossessivo compulsivo?

Cosa significa “disturbo ossessivo compulsivo”? Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (in inglese obsessive-compulsive disorder o OCD) è un quadro pervasivo caratterizzato dalla presenza persistente ed intrusiva di pensieri che comportano livelli significativi di ansia e comportamenti ripetitivi finalizzati a neutralizzarla o a prevenire il verificarsi di eventi negativi temuti.

Secondo l’Associazione Italiana del Disturbo Ossessivo Compulsivo, il DOC colpisce tra il 2 e il 3% della popolazione in maniera indistinta tra maschi e femmine. L’età d’esordio dei primi sintomi, nella maggior parte dei casi, è prima dei 25 anni. Vediamo in questo articolo le caratteristiche del disturbo ossessivo compulsivo, le cause e il trattamento consigliato.

Disturbo ossessivo compulsivo: i sintomi

Come riconoscere un disturbo ossessivo compulsivo? I sintomi del disturbo ossessivo compulsivo, come accennato, comprendono ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali che insorgono all’improvviso.

Le ossessioni hanno le seguenti caratteristiche:

  • Intrusività: la sensazione è che i pensieri insorgono improvvisamente e che non abbiano un nesso con quelli precedenti;
  • fastidio: il disagio è dovuto al contenuto e alla frequenza con cui si presentano i pensieri;
  • mancanza di senso: la sensazione è che ci sia poca attinenza con la realtà.

Le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali attuati in risposta a un’ossessione, con la finalità di ridurre il disagio del pensiero ossessivo e di prevenire un evento temuto. Ecco alcuni  esempi di comportamenti e azioni mentali compulsive.

Esempi di comportamenti compulsivi:

  • Lavarsi le mani;
  • Riordinare;
  • Controllare.

Esempi di azioni mentali compulsive:

  • Contare;
  • Pregare;
  • Ripetere formule.

Un altro dei problemi del DOC sembra essere la scarsa autostima, che impedisce l’espressione libera delle emozioni. La vergogna e la paura di esporsi sono molto frequenti. L’aggressività è quasi sempre inibita da un conflitto fra obbedienza e sfida.

È come se la persona ossessiva chiedesse continuamente a se stesso: “Devo essere buona o posso essere cattiva?“ Questo porta ad oscillare continuamente tra la paura e la rabbia: la paura di essere presi dalla propria cattiveria e puniti per essa; rabbia per dover rinunciare ai propri desideri e sottomettersi all’autorità. 

Perché i sintomi del DOC diventano un problema?

Nel disturbo ossessivo compulsivo le conseguenze possono diventare estremamente invalidanti. Cosa rende i sintomi di un disturbo ossessivo compulsivo un problema psicologico? È ovvio che tutti abbiamo delle piccole e grandi ossessioni, ma esse diventano particolarmente invalidanti quando:

  • inficiano gravemente la nostra quotidianità;
  • ci tolgono un tempo eccessivo per praticarle;
  • prendono troppo spazio nella nostra mente;
  • minano il nostro funzionamento sociale, relazionale e psicologico.

In tali casi andare dallo psicologo ci permetterà di valutare con un esperto l’entità delle difficoltà presenti.

Burst - Pexels

Disturbo ossessivo compulsivo: esempi e tipologie         

Come capire se si ha un disturbo ossessivo compulsivo? Quando parliamo di DOC, i tipi di ossessioni prevalenti possono essere diversi. 

Quali sono le ossessioni più comuni? Ecco un elenco dei disturbi ossessivi compulsivi più diffusi:

  • Disturbo ossessivo compulsivo di lavaggio e pulizia: è caratterizzato dal terrore di contaminazione o di contrarre una malattia. Per escludere ogni possibilità di contaminazione, vengono messi in atto rituali, come lavarsi ripetutamente le mani;
  • disturbo ossessivo compulsivo di controllo: è presente una certa mania del controllo, causata dalla paura di essere responsabili di eventi terribili o di poter far del male a se stessi o ad altri;
  • disturbo ossessivo compulsivo di ripetizione e conteggio: si caratterizza per il conteggio o la ripetizione di azioni precise, allo scopo di evitare che si avveri un pensiero temuto. Questo tipo di pensiero viene definito “pensiero magico”;
  • disturbo ossessivo compulsivo di ordine e simmetria: è caratterizzato da pensieri, impulsi o immagini mentali che riguardano il posizionamento di oggetti secondo un ordine preciso o il compimento di azioni in modo “perfetto”;
  • disturbo ossessivo compulsivo di accumulo/accaparramento: le ossessioni sono caratterizzate dalla paura di buttare via gli oggetti, anche se inutili, dal disagio provocato dagli spazi vuoti e dal bisogno di riempirli. Le compulsioni di accumulo riguardano l’acquisto di più pezzi dello stesso oggetto o il conservare oggetti acquistati senza utilizzarli; 
  • disturbo ossessivo compulsivo con ossessioni pure: sono presenti pensieri ossessivi, pensieri o immagini di comportamenti indesiderati e riguardano: la superstizione (DOC superstizioso), la conta (contare oggetti), la religione (paura di non rispettare i precetti religiosi), la moralità (paura di essere un pedofilo) e le ossessioni riferite al corpo (controlli eccessivi di parti del proprio corpo), il dubbio di non amare il proprio partner (DOC da relazione).

Il disturbo ossessivo compulsivo nel DSM-5, precedentemente incluso tra i disturbi d’ansia, è stato riconosciuto come entità nosografica con caratteristiche peculiari proprie. Oggi si parla, infatti, di Disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo, comprendenti oltre al DOC vero e proprio, altri disturbi come:

  • il disturbo da accumulo
  • il dimorfismo corporeo
  • la tricotillomania
  • il disturbo da escoriazione
  • lo shopping compulsivo
  • tutti i disturbi del controllo degli impulsi.

Il DOC (disturbo ossessivo compulsivo), a cui ci riferiamo in questa sede, non va inoltre confuso con il disturbo ossessivo compulsivo di personalità a cui può, ma non necessariamente, accompagnarsi.

Differenza tra DOC e disturbo ossessivo compulsivo di personalità

Una persona con disturbo ossessivo compulsivo condivide alcune caratteristiche con un DOC di personalità, come un elevato perfezionismo, paura di sbagliare, estrema attenzione all’ordine e ai dettagli. Talvolta queste condizioni cliniche possono essere diagnosticate insieme, ma ciò che le differenzia è il livello personale di adesione ai sintomi. Nei disturbi di personalità, infatti, manca la percezione di problematicità delle proprie convinzioni.

DOC e psicosi

Il disturbo ossessivo compulsivo può presentarsi anche con sintomi psicotici. Le principali caratteristiche del disturbo ossessivo compulsivo psicotico sono:

  • presenza di deliri non inerenti alle ossessioni (come ad esempio i deliri di persecuzione o di trasmissione del pensiero);
  • giudizio critico sul proprio pensiero assente o molto carente;
  • frequente associazione con il disturbo schizotipico di personalità.
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Disturbo ossessivo compulsivo: i test per fare diagnosi 

Per fare diagnosi ecco alcuni dei più comuni test e questionari usati in ambito clinico:

  • Il Padua Inventory: è un questionario self-report per valutare la tipologia e la gravità di pensieri ossessivi e compulsioni;
  • Il Vancouver Obsessional Compulsive Inventory (VOCI), che permette di valutare le componenti cognitive e comportamentali del DOC;
  • L’intervista Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale(Y-BOCS) e la sua versione per bambini, la Children’s Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (CY-BOCS).

Disturbo ossessivo compulsivo: le cause

Come si diventa ossessivi? Da cosa nasce il disturbo ossessivo compulsivo? Non è semplice rispondere a queste domande, su cui da tempo gli studiosi dibattono. Vediamo alcune delle più accreditate ipotesi sulle cause scatenanti e i fattori di mantenimento del disturbo ossessivo.

DOC, funzioni cognitive e memoria

Cosa si nasconde dietro il DOC? Una prima ipotesi riconduce le cause del disturbo ossessivo compulsivo a un deficit delle funzioni cognitive e della memoria. Il soggetto è mosso dalla sfiducia nei confronti delle informazioni che provengono dai propri sensi, come la vista e il tatto, e un eccesso di fiducia in ciò che considera o immagina. I pensieri ossessivi compulsivi non sono distinti dai fatti reali; si ha quindi un deficit della funzione cognitiva.

La sindrome ossessiva compulsiva persisterebbe quindi a causa di interpretazioni o inferenze. Ma quali sono le interpretazioni errate del DOC?

  • Il pensiero porta all’azione: “Se penso una cosa, spogliarmi in pubblico ad esempio, la farò veramente”
  • Il pensiero e l’azione si fondono: “Se penso ad un evento negativo come un incidente di una persona cara, accadrà realmente”
  • Bisogno di controllo: i pensieri indesiderati vanno scacciati per evitare che accadano cose negative: “Se non controllo tutto, impazzisco”
  • Eccessivo senso di responsabilità nel controllare gli eventi circa il loro esito negativo.
  • La minaccia è sovrastimata: “Se stringo una mano ad un estraneo, contrarrò una malattia letale”;
  • Il pensiero ha un'enorme importanza “Se ho pensieri contro Dio significa che sono molto cattivo”;
  • La più piccola incertezza è intollerabile: “Nella mia casa non deve esserci nessun rischio di contaminazione”.

Il disturbo ossessivo compulsivo e il senso di colpa

Secondo altri approcci le cause del disturbo ossessivo compulsivo derivano dal fatto che il paziente sembra avere lo scopo principale di prevenire la colpa, considerata come intollerabile perché da essa dipende il proprio valore personale.

I pazienti ossessivi, ad esempio, se temono di doversi rimproverare di aver lasciato aperta la porta di casa, nel dubbio di un eventuale ingresso dei ladri, pensano sia meglio non sottovalutare la possibilità che sia rimasta aperta.

DOC, genetica e cervello

Sebbene si sia ipotizzato il coinvolgimento di alcuni geni dell’eziologia del DOC, non si può ancora parlare di sindrome ereditaria.

Alcune tra le ultime scoperte sul disturbo ossessivo compulsivo hanno mostrato un'attivazione maggiore che nel resto della popolazione di alcune aree cerebrali specifiche (ad esempio l’insula e la corteccia orbito e prefrontale) in situazioni evocanti disgusto e senso di colpa. Dire che le persone con disturbo ossessivo compulsivo hanno un cervello che funziona diversamente, tuttavia, non spiega di per sé l'origine di questa psicopatologia.

La famiglia d’origine nei disturbi ossessivi compulsivi

Le relazioni familiari sono spesso caratterizzate da un clima emotivo rigido e spesso ambivalente; spesso la comunicazione familiare non è chiara, bensì carica di significati ed intenzioni nascoste.

Spesso appare l’immagine di un genitore ipercritico, ostile e rifiutante ma in apparenza molto dedito; può essere carente il calore affettivo ed emotivo e la distanza affettiva assumere essa stessa un valore punitivo. 

Il genitore spesso evita una vera e propria riconciliazione, quasi attivando in famiglia una “ricerca del colpevole”, il che spiega la vulnerabilità al senso di colpa di cui abbiamo parlato sopra.

Disturbo ossessivo compulsivo: come guarire

Il disturbo ossessivo compulsivo può avere effetti molto pervasivi nella vita della persona, andando a compromettere la sua vita familiare, lavorativa e relazionale. Purtroppo non è possibile, per chi ha un disturbo ossessivo compulsivo, curarsi da soli

Non è possibile neppure stabilire a priori quanto dura il disturbo ossessivo-compulsivo. Senza un adeguato trattamento, di solito il decorso del DOC può tracciare le seguenti traiettorie:

  • i sintomi si presentano solo in certi periodi e possono rimanere assenti anche per anni: è questo il caso di disturbo ossessivo compulsivo più lieve.
  • i sintomi non scompaiono mai del tutto, ma si intensificano e migliorano in maniera fluttuante;
  • i sintomi, dopo un esordio graduale, rimangono stabili durante il ciclo di vita della persona;
  • i sintomi compaiono gradualmente per poi peggiorare sempre di più negli anni: è questo il caso di disturbo ossessivo compulsivo più grave.

Come guarire e liberarsi quindi da un disturbo ossessivo compulsivo?

Mikhail Nilov - Pexels

Come curare il disturbo ossessivo compulsivo

Come si cura il disturbo ossessivo compulsivo? Visto il profondo impatto che tale sintomatologia ha sulla vita della persona, non solo a livello economico e relazionale ma anche di sofferenza individuale, nel corso degli anni sono stati messi a punto diversi trattamenti nel tentativo di alleviare le persone da questo tipo di sintomatologia.

Con l’aiuto di un professionista, come uno psicoterapeuta e psicologo online Unobravo, è possibile acquisire strategie per gestire gli attacchi d'ansia e la paura di perdere il controllo, evitando di ricorrere a modalità disfunzionali che hanno così gravi ricadute sulla vita della persona.

Il trattamento di elezione raccomandato dalle linee guida internazionali è la terapia cognitivo-comportamentale, che nella cura del disturbo ossessivo compulsivo ha numerosi strumenti a disposizione del paziente.

Tra le tecniche per combattere il disturbo ossessivo compulsivo, l’Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP) è tra le più raccomandate. Questa tecnica prevede l’esposizione a stimoli che evocano pensieri ossessivi. La persona viene esposta a contatto con lo stimolo temuto per un tempo maggiore rispetto quello a cui è abituata. Si chiede al contempo di inibire i rituali compulsivi.

Ad esempio, si chiede a un paziente che evita di toccare una maniglia, di farlo e mantenere un contatto prolungato di due minuti per esporlo allo stimolo. L’esposizione, per poter essere efficace, deve essere graduale e sistematica. La prevenzione della risposta consiste nel bloccare i comportamenti compulsivi messi in atto per fronteggiare l’ansia del pensiero ossessivo.

Per i pensieri ossessivi, la cura con la psicoterapia prevede anche interventi di ristrutturazione cognitiva (finalizzati al cambiamento del contenuto dei processi mentali legati alla minaccia di colpa e al sentirsi moralmente disprezzabile), oppure l’insegnamento di esercizi di mindfulness per il disturbo ossessivo compulsivo. La terapia del disturbo ossessivo compulsivo, oltre alla psicoterapia, può prevedere in alcuni casi anche l’integrazione con una terapia farmacologica, da valutare con uno psichiatra.

 

Come aiutare una persona affetta da disturbo ossessivo compulsivo 

Spesso le persone con DOC sperimentano anche un forte senso di solitudine, sentendosi incomprese e criticate per i loro sintomi dalle persone che sono loro vicine. Per questo motivo soprattutto i familiari chiedono spesso come comportarsi e quale atteggiamento assumere per essere d’aiuto.

Ecco alcuni consigli generali:

  • evitate di rimproverare, in modo da non accrescere il senso di colpa;
  • non interrompete i rituali in maniera brusca;
  • evitate di sostituirvi nel fare attività che la persona vorrebbe evitare;
  • lasciate che la persona svolga da sola i rituali, senza aiutarla;
  • evitate di assecondare le richieste di rassicurazione. 

Libri sul disturbo ossessivo compulsivo 

Per saperne di più sui sintomi del ossessivo compulsivo e su come affrontarlo, trovate qui alcune letture consigliate:

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