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Affrontare le proprie ossessioni e compulsioni

Affrontare le proprie ossessioni e compulsioni
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Guendalina Riccelli
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Pubblicato il
27.2.2022


Quando il Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) diventa un inquilino importuno e molesto, pur offrendo in cambio alcuni apparenti vantaggi, provoca al suo ospite un profondo disagio e compromette duramente la qualità della vita della persona e dei suoi familiari. In questo articolo andremo a conoscere più da vicino questo inquilino tanto indesiderato.


Quali sono i sintomi di questo particolare disturbo?

Caratteristica essenziale del DOC è la comparsa, improvvisa o lentamente progressiva, di:

  • ossessioni, ovvero pensieri, immagini o impulsi intrusivi, ricorrenti ed egodistonici (ossia dei quali si riconosce generalmente l’estraneità e l’assurdità, ma che sono tuttavia in grado di ingenerare dubbi persistenti);
  • compulsioni: chi ne è affetto deve mettere in atto comportamenti ripetitivi o azioni mentali a scopo scaramantico o come prevenzione di potenziali eventi negativi.

Il disturbo solitamente compare senza particolare prevalenza di sesso in età adolescenziale-giovanile, ma non sono rari i casi ad esordio infantile, spesso accompagnati da altri fenomeni correlati come i tic motori. 

La prevalenza, a vari livelli di intensità, si aggira intorno all’1-2% della popolazione: si tratta dunque di una patologia poco conosciuta e riconosciuta, ma per nulla infrequente. 


Quali tipi di ossessioni e di compulsioni esistono?

Il contenuto ossessivo-compulsivo può risultare estremamente variabile e coinvolgere anche i rapporti sentimentali, come accade nel DOC da relazione. Esistono diversi temi e tipologie di ossessioni e compulsioni: vediamone alcune.


Ossessioni e compulsioni di pulizia, lavaggio e contaminazione

È una delle forme più frequenti e anche più note con cui si manifesta il disturbo. In genere è legata alla paura di un contagio con germi patogeni o alla contaminazione con escrementi umani, sostanze chimiche pericolose o altro. 


Nella maggior parte dei casi, le persone colpite dal disturbo, venendo in contatto con queste sostanze temono di ammalarsi, hanno paura di morire o di contagiare qualcun altro. Mentre in passato, le compulsioni di lavaggio erano legate soprattutto al timore di contrarre malattie veneree come la sifilide, la gonorrea, l’herpes o l’AIDS, attualmente è frequente la paura del contagio da covid-19.

cottonbro - Pexels

Ossessioni e compulsioni di verifica, dubbio e controllo

Anche questa tipologia fa parte di quelle più frequenti con cui si manifesta il disturbo. Riguarda generalmente elettrodomestici che, secondo i soggetti con il disturbo, possono provocare gravi danni all’abitazione. Le compulsioni si riferiscono spesso anche a porte e finestre dell’abitazione che devono essere ben chiuse per scongiurare il pericolo di furti. 


Anche il pensiero di aver potuto ferire un’altra persona scatena spesso controlli di varia natura, comportamenti preventivi e l’impulso a verificare se si è causato un danno, come per esempio ripercorrere più volte a piedi o in auto lo stesso tratto di strada per controllare di non aver ferito nessuno.


In generale, uno dei fattori scatenanti più consueti nelle compulsioni di controllo è il timore di aver commesso uno sbaglio che possa compromettere la reputazione e la vita in ambito sociale. Numerose compulsioni di controllo non sono osservabili, ma si svolgono esclusivamente sul piano cognitivo.


Ossessioni e compulsioni di ripetizione, conteggio e ordine

Si accompagnano spesso a una forma di “pensiero magico” (per esempio il timore che a un familiare possa accadere una disgrazia se non si replicano determinate attività o se gli oggetti non sono disposti in modo corretto). 


  • Le compulsioni di ripetizione e di conteggio possono riferirsi a un oggetto qualsiasi, a ogni tipo di azione o di rappresentazione mentale;
  • le compulsioni di ordine sono espressione dell’impulso a organizzare secondo un rigido criterio di simmetria gli oggetti personali, per lo più vestiti e arredamento, e hanno ben poco a che fare con ciò che comunemente si intende per ordine. 


Le persone con compulsioni di ordine sperimentano un’intensa ansia se, per esempio, le tende non cadono esattamente come dovrebbero. Spesso si tratta di pure coazioni all’azione, ovvero gli individui che ne soffrono non sanno riferire le paure o le conseguenze ad esse collegate, tranne la sensazione che qualcosa non sia al posto giusto. 

Ossessioni e compulsioni di conservazione e accumulo

La tendenza ossessiva all’accumulo o alla raccolta di oggetti è un’altra forma di atto compulsivo. A differenza dei collezionisti, i quali conservano oggetti significativi che danno loro gioia e soddisfazione, l’accumulo e la raccolta ossessivi sono caratterizzati dalla paura di perdere delle cose o delle informazioni, che forse un giorno potrebbero rivelarsi utili o che, comunque, sono legate alla propria persona. 


Le persone affette da accumulo ossessivo hanno una particolare difficoltà con i documenti scritti come giornali, opuscoli, fatture, scontrini, biglietti ferroviari, foglietti promemoria, banconote. Liberarsi di tutte queste cose, considerate come patrimonio personale, compresi nei casi estremi la propria spazzatura o i propri escrementi, può risultare impossibile.

Juan Pablo Serrano Arenas - Pexels


Pensieri ossessivi collegati con l’aggressività, la sessualità e la religione

Nella categoria dei pensieri ossessivi rientrano anche quei contenuti di coscienza che compaiono sotto forma di:

  • impulsi ossessivi (per esempio gridare oscenità);
  • idee/immagini ossessive (per esempio immagini di catastrofi, di incidenti automobilistici).

Si tratta in genere della paura di infrangere un tabù sociale, di avere involontariamente dei comportamenti aggressivi, di provocare dei danni, di contravvenire con il proprio comportamento a norme di tipo sessuale, religioso o altro. Tutte paure comprensibili e razionali nel loro contenuto, ma con misure intraprese per contrastarle e le loro conseguenze sul piano psichico non sono correlate al rischio. 


Come affrontare e fronteggiare il DOC?

Se non curato adeguatamente, il DOC si muove come una scura macchia d’olio. Si espande lentamente ma inesorabilmente, radicandosi in modo sempre più potente nella nostra coscienza e interferendo in modo progressivo con la capacità di esprimere le nostre potenzialità, mentre la resistenza che possiamo opporgli si fa sempre più flebile. 

Ciò che viene descritto nell’articolo risuona un po' nella tua mente come qualcosa di familiare? Ti identifichi nelle dinamiche e nei comportamenti descritti? C’è un modo per conoscere più da vicino la tua difficoltà e affrontarla: chiedere un supporto psicologico e prenderti cura di te.




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