Difficoltà legate all'ansia

Morire per paura di vivere

Chi di noi, almeno una volta nella vita non si è confrontato con il pensiero, e quindi la paura, di dover morire? La paura della morte può perseguitarci causando angoscia. Oppure può manifestarsi in maniera indiretta. È lì sotto alla superficie, una presenza oscura ma destabilizzante, che in casi estremi può provocare un’esplosione di terrore che impedisce qualsiasi felicità e realizzazione. Si può morire per paura di vivere?

Ogni cosa nasce per poi svanire e noi ci troviamo a doverci confrontare con questa realtà ogni giorno. Seneca sosteneva che “Non c’è nulla di male nella vita per chi ha ben compreso che la privazione della vita non è male”. Sant’Agostino diceva “solo di fronte alla morte l’uomo nasce a sé stesso”. Ma cosa vogliono dire questi pensatori? Com’è possibile sostenere che la morte, un evento che pone fine alla nostra esistenza, può essere rappresentata in chiave positiva?

Il filosofo Heidegger, a questo proposito, ha esemplificato bene la questione di come l’idea della morte possa sanare l’uomo, arrivando alla conclusione che la consapevolezza della nostra morte agisce come uno sprone nella nostra vita.

Vita e morte: una reciproca dipendenza

Tutti sappiamo che dobbiamo morire, ma fino a quando non siamo coinvolti da vicino, questa consapevolezza sembra non riguardarci. La percezione concreta della morte, però, ci aiuta a renderci conto della nostra esistenza, ad accorgerci di come stiamo vivendo la nostra vita e consentirci di prenderla in mano. Ed è lì che possiamo fare un “salto di qualità” e sentire di essere davvero padroni della nostra esistenza!

L’angoscia di morte: alcune manifestazioni cliniche

Che cos’è l’angoscia di morte? Cosa temiamo esattamente? Sotto questa profonda paura si celano un insieme di singole paure specifiche:

  • la paura che con la propria morte si rechi dolore ai propri cari;
  • la conclusione di tutti i nostri piani e progetti di vita;
  • la sofferenza che la morte potrebbe comportare;
  • l’incognita di quello che sarà dopo la morte.
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Questa angoscia, quando limita la nostra capacità di vivere, rappresenta la nostra morte quotidiana. Molto spesso chi ha paura di morire manifesta i sintomi di:

  • ansia;
  • paura intensa;
  • tensione e tremolio;
  • pianto e disperazione.

Non è quindi insolito trovare spesso questo tipo di angoscia nelle persone ansiose e preoccupate della propria salute.

La paura della morte nel ciclo di vita

Spesso le nostre preoccupazioni a proposito della morte e il modo in cui affrontiamo l’angoscia che ne deriva, sono radicati nel nostro passato.

I bambini iniziano già da piccoli a confrontarsi con la morte, per esempio vivendo quella del proprio animale domestico o dei nonni. Ma è nell’adolescenza che la paura della morte irrompe in maniera preponderante. Gli adolescenti sono spaventati e allo stesso tempo attratti dalla morte, la avvicinano e al contempo provano a esorcizzarla, talvolta attraverso comportamenti rischiosi.

Il tema della morte, in genere, si attenua nella fase centrale della vita, un momento in cui si è concentrati sul lavoro o sul formare una famiglia. È solo quando la maggior parte di questi obiettivi sono stati raggiunti (per esempio l’uscita dal nucleo familiare dei propri figli o il manifestarsi di segni dell’invecchiamento e di cambiamenti fisiologici come la menopausa) che ci si confronta nuovamente con il fantasma della fine della propria esistenza.

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La paura della morte come vettore del cambiamento personale

Come può la consapevolezza della morte condurre a un cambiamento personale? Proviamo a capirlo insieme attraverso alcuni punti essenziali:

  • La consapevolezza della morte ci aiuta a capire che la vita è una e a viverla pienamente nel presente non rimandandola al futuro: la morte è un’esperienza che non può essere rimandata;
  • Spesso quello che abbiamo o che siamo in grado di fare è sostituito da pensieri su ciò che ci manca, che non possiamo fare. Tenendo a mente che la nostra vita ha un termine, possiamo sfruttare a pieno ogni occasione, essere grati di quello che siamo e gioire di quello che abbiamo;
  • La consapevolezza della morte promuove un cambiamento di prospettiva: distinguere tra ciò che è accessorio e ciò che è fondamentale ci aiuta a dare il giusto valore alle cose.

Spesso è quando abbiamo paura di vivere che subentra la paura di morire. Più fuggiamo dalla morte, meno impariamo a comprendere che essa non solo fa parte della vita, ma è anche fondamentale per ricordarci qualcosa di importantissimo: non vivremo in eterno.

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Cominciare a vivere davvero

Non solo la morte ci ricorda che abbiamo un tempo limitato da impiegare nel modo migliore, ma soprattutto che se non siamo capaci di "morire", ossia di lasciar andare ciò che ci porta sofferenza e dolore, allora non cominceremo mai a vivere.  Perdonare, ad esempio, ci permette di lasciare andare il rancore e la sofferenza che deriva dal rimurginio sul passato. Qualunque sia la cosa che rifiutiamo essa ci porta dolore perché nel rifiutarla noi ci opponiamo alla vita stessa.

La psicoterapia psicoanalitica, da questo punto di vista, può aiutare a scavare dentro di sé per comprendere le cause che provocano queste preoccupazioni, per provare ad affrontare la paura della morte e la conseguente ansia che ne deriva.


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