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Solastalgia ed eco-ansia: gli effetti del cambiamento climatico

Solastalgia ed eco-ansia: gli effetti del cambiamento climatico
Solastalgia ed eco-ansia: gli effetti del cambiamento climaticologo-unobravo
Erika Lauretti
Redazione
Psicologa Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
7.7.2022

Il cambiamento climatico sembra non solo causare problemi devastanti da un punto di vista ambientale, ma sta lentamente affliggendo la salute mentale, soprattutto dei più giovani. L’American Psychological Association (APA), in uno studio del 2017, definisce l’eco-anxiety come la paura cronica della rovina ambientale

Questo tipo di ansia e preoccupazione sono innescate da una minaccia reale: si tratta quindi di un fenomeno fisiologico per cui il termine “curare” non è consono. Come affrontare e gestire l’eco-ansia?

Le testimonianze di quanto il clima influenzi il nostro modo di vivere sono antichissime: ne parlano già Ippocrate, Aristotele e Platone fino a Montesquieu. Non è difficile pensare a quanto i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo avranno un impatto totalizzante su culture e popoli che da millenni definiscono le proprie tradizioni proprio su ciò che l’ambiente circostante ha da sempre fornito loro.‍

Cos’è l’eco-anxiety?

L’eco-ansia è un disturbo non ancora inserito nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) e si definisce come ansia causata dai cambiamenti climatici.

L’ansia da cambiamento climatico è il risultato di una fitta rete di conseguenze incatenate tra loro, con implicazioni più o meno dirette:

  • eventi estremi: negli ultimi anni la quantità di eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici è aumentata. Pensiamo per esempio al caldo torrido, ai tifoni, alle bombe d’acqua che ormai non riguardano più solo zone tropicali. Ciò che accade nel mondo genera ansia e preoccupazione anche per la propria vita
  • conseguenze sul territorio: tali manifestazioni climatiche hanno sul territorio conseguenze che possono essere devastanti, come la siccità prolungata, la perdita di biodiversità, la desertificazione
  • conseguenze sulla società: i cambiamenti climatici lasceranno numerosi problemi da affrontare, definendo una crisi economica senza eguali. Ci saranno allarmanti migrazioni forzate da territori non più abitabili e un’insicurezza alimentare e idrica, in molte parti del mondo, non ancora mai sperimentata.

Tutto ciò potrebbe portare a problemi di salute fisica (come malnutrizione, stress, patologie e traumi dovuti al dissesto) e mentale come attacchi d’ansia e disturbi  d’ansia e depressione.

Senti che l’ansia influenza troppo la tua vita?

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La solastalgia

A inventare un vocabolo in grado di descrivere lo stato di angoscia provocato dalle conseguenze dei disastrosi mutamenti ambientali, ci pensa nel 2005 il filosofo australiano Glenn Albrecht, che conia il termine solastalgia

Nell’articolo scritto come contributo alla rivista Philosophy Activism Nature (dedicata alla crisi climatica letta da un punto di vista culturale) dal titolo Solastalgia, a new concept in human health and identity, Albrecht dà una specifica definizione di solastalgia:

“La solastalgia ha origine dai concetti di consolazione e desolazione. […] Letteralmente, la solastalgia è il dolore o la malattia causati dalla perdita o mancanza di conforto e dal senso di isolamento connesso allo stato attuale della propria casa e del proprio territorio.” G. Albrecht
eco anxiety
Gabriel Kuettel - Pexels


Ansia e cambiamenti climatici: cosa succede se si soffre di solastalgia?

La definizione di Albrecht di solastalgia descrive abbastanza bene le sensazioni emerse da una ricerca in cui sono stati intervistati più di 10 mila giovani tra i 16 e i 25 anni provenienti da 10 paesi del sud e del nord del mondo. Il 50 % di loro si dichiara:

  • triste
  • incapace di gestire la rabbia
  • impotente
  • colpevole per la crisi climatica in atto.

Il fenomeno, studiato ormai da tempo, sembrerebbe dunque rappresentare una delle principali cause di sintomi gravi e comportamenti autodistruttivi come:

Non lasciare che stress e paure ti impediscano di essere felice

Rivolgiti a Unobravo

Chi può soffrire di eco-ansia?

A doversi preoccupare di più di cambiamenti climatici e ansia sarebbero i giovani, in particolare la generazione Z, i nati dunque tra il 1995 e il 2010. Si tratta di coloro che più di tutti sembrano essere informati e ferrati sull’argomento, più sensibili culturalmente a ciò che sta accadendo nel mondo. 

Sono gli stessi, infatti, che lottano e scendono in piazza con coraggio a manifestare contro un sistema che sembra stia mettendo da parte sempre di più il problema climatico.

Gli adolescenti si trovano a fare i conti con la prospettiva di un futuro incerto e imprevedibile. Per questo è più difficile per loro costruire la propria identità, che non corrisponde più alla propria “tradizione geoclimatica” ma è sconvolta dalla paura sulle sorti del proprio futuro e di quello del mondo.

Anche i ragazzi di Fridays for future, il movimento internazionale ambientalista di protesta costituito principalmente da studenti, ha recentemente parlato di eco-ansia.

“Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza tempo.” Greta Thunberg
come combattere l'ansia climatica
Marta Ortigosa - Pexels


Come curare la solastalgia? Rimedi per combattere l'ansia climatica

Il fenomeno dell’eco-ansia è qualcosa di importante: ma come si può gestire l’ansia climatica

È importante considerare che un’attivazione continua ed un senso di profonda impotenza (che può derivare da un locus of control troppo sbilanciato all’esterno) possono ripercuotersi sulla salute mentale a lungo termine, soprattutto tra i più giovani. 

I ricercatori concordano nell’affermare che il primo passo per affrontare l’eco-ansia sia quello di:

  • partecipare ad iniziative ecologiche
  • mettere in pratica piccole ma importanti azioni quotidiane a favore dell’ambiente
  • condividere in gruppo le proprie preoccupazioni
  • impegnarsi nella divulgazione di informazioni per favorire la consapevolezza collettiva
  • cercare quanto più possibile il contatto con la natura
  • esternare le proprie sensazioni e condividere con un professionista (come uno psicologo online Unobravo) le emozioni, il disagio o le difficoltà emotive provocati dalla solastalgia.

Trattandosi di un fenomeno nuovo, la gestione e il trattamento dell’eco-ansia sono ancora al centro di dibattito. In un futuro non troppo lontano sarà importante accettare e normalizzare le emozioni associate al clima, orientando dunque gli studi verso la conoscenza delle cause e delle possibili conseguenze che caratterizzano il fenomeno.

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