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entomofobia

entomofobia
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
30.1.2026
entomofobia
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Se la paura limita la tua vita, parlarne può aituarti

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Api, ragni, formiche, scarafaggi… gli insetti possono provocare una certa sensazione di disgusto per il loro aspetto estetico decisamente particolare. Per qualcuno però, il disgusto si trasforma in vera e propria fobia, un timore irrazionale e incontrollabile che scatena reazioni fisiche e psicologiche di una certa intensità, e che può anche compromettere la vita di tutti i giorni.

In questo articolo approfondiremo la paura degli insetti che, nei casi di disturbo fobico, diventa vera e propria fobia degli insetti.

Cos’è la fobia degli insetti?

In psicologia, la paura intensa e persistente degli insetti è definita entomofobia. Il termine ha origine greca e deriva dalla combinazione di entomòs (insetto) e phóbos (paura), a indicare una reazione di forte timore che va oltre il semplice disagio o fastidio. L’entomofobia rientra nel più ampio quadro delle zoofobie e, al pari dell’aracnofobia, è annoverata dal DSM-5 tra le fobie specifiche, all’interno dei disturbi d’ansia. Sebbene la paura degli insetti sia relativamente diffusa nella popolazione, essa assume rilevanza clinica quando risulta sproporzionata, incontrollabile e tale da interferire con la vita quotidiana della persona. In questi casi, la presenza o anche solo l’anticipazione dell’insetto temuto può generare reazioni di ansia intensa, evitamento e perdita di controllo.

Ma la paura degli insetti ha un significato psicologico più profondo? Quali sono i sintomi più comuni attraverso cui si manifesta l’entomofobia? E soprattutto, quali strategie possono aiutare a ridurre o superare questo tipo di paura?‍

Paura degli insetti o entomofobia? La differenza secondo il DSM-5-TR

Non tutte le paure degli insetti sono uguali: è importante distinguere tra una reazione di paura normale e una vera e propria entomofobia. Secondo il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), l’entomofobia rientra tra le fobie specifiche e si caratterizza per una paura intensa, persistente e sproporzionata rispetto al reale pericolo rappresentato dagli insetti.

Per parlare di entomofobia, devono essere presenti alcuni criteri:

  • Evitamento costante: la persona cerca attivamente di evitare ogni situazione in cui potrebbe incontrare insetti, anche a costo di limitare la propria vita quotidiana.
  • Reazione immediata e intensa: l’esposizione (anche solo immaginata) all’insetto scatena una risposta ansiosa immediata, spesso difficile da controllare.
  • Consapevolezza dell’irrazionalità: chi soffre di entomofobia riconosce che la propria paura è eccessiva, ma non riesce comunque a gestirla.
  • Impatto sulla qualità della vita: la fobia interferisce con le attività sociali, lavorative o ricreative, portando a rinunce e isolamento.

Questi criteri possono aiutare a distinguere una semplice paura – che può essere transitoria e non limitante – da una fobia clinica che richiede attenzione e, spesso, un intervento specialistico.

Perché abbiamo paura degli insetti

Come molte altre fobie specifiche, anche l’entomofobia non ha un’unica causa, ma nasce dall’interazione di più fattori. Chiedersi perché alcune persone sviluppino una paura intensa degli insetti significa tenere insieme componenti evolutive, psicologiche e relazionali. In termini generali, è possibile individuare almeno due grandi livelli di spiegazione.

Una radice evolutiva: la paura come sistema di protezione

Numerosi studi ipotizzano che alcune paure abbiano origini nell’evoluzione umana. La paura, infatti, è un’emozione adattiva: consente a corpo e mente di reagire rapidamente a stimoli potenzialmente pericolosi, aumentando le probabilità di sopravvivenza. In questa prospettiva, anche le fobie potrebbero rappresentare l’esasperazione di antichi meccanismi di difesa. Gli insetti, in particolare, sono storicamente associati a rischi biologici come punture, infezioni e contaminazioni. Alcune ricerche suggeriscono che le risposte di disgusto e paura nei loro confronti siano guidate da tratti emotivi, cognitivi e comportamentali per ridurre l’esposizione alle malattie infettive (Fukano & Soga, 2023). Questo spiegherebbe perché stimoli piccoli, imprevedibili e percepiti come “invasivi” possano attivare reazioni di allarme sproporzionate rispetto al pericolo reale. È importante però chiarire un punto: l’ipotesi evolutiva non spiega da sola l’entomofobia clinica. Se così fosse, tutti dovremmo sviluppare una fobia per gli insetti. La predisposizione non equivale alla patologia.

Le componenti psicologiche e relazionali

Sul piano psicologico, l’entomofobia può svilupparsi a partire da esperienze dirette o indirette. In alcuni casi è presente un evento traumatico, spesso risalente all’infanzia; in altri, l’esperienza non è stata vissuta in prima persona ma osservata, immaginata o raccontata, risultando comunque emotivamente significativa. Un ruolo centrale è svolto dall’apprendimento vicario, ovvero l’acquisizione della paura attraverso l’osservazione delle reazioni altrui. Un bambino che cresce in un contesto in cui l’insetto viene sistematicamente rappresentato come pericoloso, sporco o minaccioso può interiorizzare tale risposta emotiva, anche in assenza di esperienze negative dirette. In questo senso, la paura degli insetti può diventare una modalità appresa di interpretare lo stimolo, più che una risposta spontanea. Va considerato che l’entomofobia spesso si inserisce in un funzionamento più ampio, caratterizzato da bisogno di controllo, ipersensibilità al disgusto o difficoltà nella gestione dell’imprevedibile. L’insetto, piccolo e non controllabile, diventa allora il bersaglio ideale su cui si concentra l’ansia.

paura degli insetti fobia
Karolina Grabowska - Pexels

I sintomi dell’entomofobia‍

Come riconoscere l’entomofobia e distinguerla da una semplice paura o da una reazione di disgusto? Dopo aver chiarito perché gli insetti possano attivare risposte di allarme, è utile soffermarsi sui sintomi che permettono di parlare di fobia in senso clinico. Come accade per le altre fobie specifiche, anche l’entomofobia si manifesta attraverso una combinazione di sintomi fisici, psicologici e comportamentali, che si attivano in presenza dell’insetto temuto o anche solo alla sua anticipazione. Tra i sintomi fisici più comuni si riscontrano:

  • sudorazione intensa;
  • tachicardia e aumento della pressione arteriosa;
    nausea e senso di malessere gastrico;
  • vertigini o sensazione di testa leggera.

Queste reazioni sono espressione dell’attivazione del sistema di allarme dell’organismo, che prepara il corpo alla fuga o alla difesa, anche in assenza di un pericolo reale. Sul piano psicologico ed emotivo possono comparire:

  • attacchi d’ansia e angoscia;
  • rimuginio e pensieri anticipatori catastrofici;
  • attacchi di panico,;
  • forte evitamento delle situazioni in cui si percepisce il rischio di incontrare l’oggetto fobico.
  • vergogna, senso di colpa per non riuscire a controllare la paura, o frustrazione per le limitazioni che la fobia impone.

Inoltre, sul piano cognitivo la persona può essere assalita da pensieri catastrofici come "potrei essere invaso dagli insetti" o "non riuscirò a scappare". Spesso si sviluppa una costante preoccupazione anticipatoria, che porta a rimuginare su possibili incontri con insetti anche in ambienti sicuri.

L’evitamento rappresenta uno degli elementi centrali del disturbo: la persona non teme solo l’insetto in sé, ma anche la possibilità di perdere il controllo di fronte alla propria reazione.

È importante sottolineare che, per parlare di fobia, la paura deve avere un impatto significativo sulla vita quotidiana. Nel caso dell’entomofobia, ad esempio, il timore irrazionale degli insetti può portare a limitare drasticamente il contatto con la natura: evitare passeggiate al parco, in giardino o nel bosco, rinunciare ad attività all’aperto o a momenti di socialità per la paura di imbattersi anche solo in un insetto. In questi casi, la paura smette di essere una semplice reazione emotiva e diventa un vincolo che restringe progressivamente gli spazi di libertà della persona.

Come si può mantenere l’entomofobia: il ciclo ansia–evitamento

L’entomofobia può tendere a mantenersi e rafforzarsi nel tempo a causa di alcuni meccanismi psicologici. Uno dei più comuni è il ciclo ansia–evitamento.

  • Evitamento: per ridurre l’ansia, la persona evita luoghi o situazioni dove potrebbe incontrare insetti. Questo comportamento può offrire un sollievo immediato, ma impedisce di sperimentare che la paura è spesso infondata.
  • Rinforzo negativo: ogni volta che si evita l’incontro con un insetto, l’ansia diminuisce temporaneamente. Questo "premio" rafforza il comportamento di evitamento, rendendo sempre più difficile affrontare la situazione temuta.
  • Mancanza di esposizione correttiva: evitando costantemente l’oggetto della paura, la persona non ha modo di verificare che il pericolo percepito è esagerato, e la fobia si consolida.

Anche l’apprendimento osservazionale può giocare un ruolo importante: vedere una persona significativa (come un genitore) reagire con paura agli insetti può contribuire allo sviluppo e al mantenimento della fobia. Inoltre, le credenze culturali che dipingono gli insetti come pericolosi o "sporchi" possono rafforzare l’ansia e il disgusto.

Paura esagerata degli insetti: il significato

Soprattutto quando non è presente un trauma vissuto in prima persona — come, ad esempio, l’esperienza diretta di uno sciame di api — l’entomofobia può esprimere una paura più generale di ciò che è sconosciuto, imprevedibile o difficilmente controllabile. L’insetto, in questi casi, diventa il catalizzatore di un senso di pericolo percepito, più che reale.

Dal punto di vista psicologico, il significato della fobia non può essere ricondotto a un’unica spiegazione valida per tutti. Più che cercare un’interpretazione simbolica universale, è utile interrogarsi su che cosa l’insetto rappresenti per quella specifica persona: invasione, contaminazione, perdita di controllo, disgusto o minaccia improvvisa. Il senso del disturbo emerge quindi dall’esperienza soggettiva, non dal simbolo in sé. La rappresentazione negativa degli insetti è peraltro profondamente radicata anche a livello culturale. Molti insetti sono storicamente associati a sporcizia, pericolo o repulsione, complice la loro conformazione fisica, il movimento rapido e imprevedibile o il ronzio improvviso. Non sorprende, quindi, che alla vista o anche solo all’idea di un insetto una persona con entomofobia possa sperimentare reazioni di forte allarme, come:

  • la paura di sentire gli insetti addosso;
  • il timore che possano trovarsi sotto le coperte o all’interno della casa;
  • l’angoscia provocata dal ronzio;
  • la paura che un insetto possa entrare nelle orecchie;
  • l’ansia legata all’idea di doverli uccidere.

Nel complesso, l’entomofobia può essere vissuta come un disturbo fortemente invalidante. Dal momento che gli insetti sono estremamente diffusi, la persona può percepire l’ambiente come costantemente minaccioso, con la sensazione che non esistano luoghi realmente “sicuri” in cui potersi rilassare.

A questo punto sorgono alcune domande frequenti: quali sono gli insetti che suscitano più paura? Come si chiama la paura delle formiche? E quella delle cimici?

Fobia degli insetti: tutti o solo alcuni?

Abbiamo visto da cosa dipende l’entomofobia e i sintomi ma, all’interno della fobia stessa, ci sono una serie di declinazioni che definiscono la fobia verso uno specifico insetto. Una persona potrà soffrire dunque di:

  • cimefobia: la fobia delle cimici
  • papiliofobia: la fobia delle farfalle
  • blatofobia: la fobia degli scarafaggi
  • mirmecofobia: la fobia delle formiche.

Inoltre, si può avere la fobia degli insetti volanti, degli insetti grossi o degli insetti piccoli, degli insetti che pungono, e ancora la fobia degli insetti ortotteri tra cui cavallette, grilli e locuste.

paura degli insetti significato
Vijay Putra -Pexels

Conseguenze dell’entomofobia nella vita quotidiana

L’entomofobia può avere un impatto significativo su diversi aspetti della vita quotidiana, andando ben oltre la semplice paura degli insetti.

  • Evitamento di attività all’aperto: molte persone rinunciano a passeggiate, picnic, viaggi o sport in natura per il timore di incontrare insetti, limitando così le occasioni di svago e socializzazione.
  • Ripercussioni sulle relazioni: la fobia può portare a incomprensioni con amici, partner o familiari, soprattutto se questi non comprendono la gravità del disagio provato.
  • Difficoltà lavorative: in alcuni casi, la paura degli insetti può influenzare la scelta del luogo di lavoro o rendere difficile svolgere determinate mansioni, specialmente in ambienti rurali o all’aperto.
  • Impatto sul benessere psicologico: il senso di isolamento, la frustrazione per le limitazioni e la vergogna possono contribuire allo sviluppo di altri disturbi, come ansia generalizzata o depressione, in alcuni casi.

Prendere consapevolezza delle conseguenze dell’entomofobia può essere il primo passo per riconoscere la necessità di un intervento e per riappropriarsi della propria libertà di movimento e di scelta.

Entomofobia: esiste una cura?

Così come accade per molte altre fobie, quali l’agorafobia, la megalofobia, la fobia del vomito, la paura delle parole lunghe o anche paure che non sono esattamente fobie come la tripofobia, la soluzione che si dimostra più efficace rimane la terapia psicologica. Attraverso l’impiego di tecniche di psicoterapia come l’esposizione graduata, si accompagna la persona verso una gestione più funzionale dell’ansia generata dalla fobia stessa. È interessante notare che la maggior parte dei pazienti con entomofobia tende a rivolgersi inizialmente a dermatologi, veterinari, specialisti del controllo dei parassiti o entomologi, piuttosto che a psicologi o psicoterapeuti (Sabry et al., 2012). Inoltre, sono stati sviluppati diversi test sull’ansia specifici per l’entomofobia. Le sedute con un esperto possono aiutare la persona a comprendere le origini della propria fobia e a scoprire strategie efficaci su come non avere paura degli insetti.

Come aiutare i bambini con la paura degli insetti

Come abbiamo visto, gli insetti possono suscitare reazioni di paura e disgusto anche nei più piccoli. La paura degli insetti nei bambini si manifesta con comportamenti di allontanamento, ma anche con reazioni quali il pianto, la chiusura in se stessi e il silenzio. Alla vista dell’animale i bambini potrebbero quindi avere una reazione di “blocco” oppure di fuga.  Come far passare la paura degli insetti ai bambini?

I genitori possono essere di grande supporto per i bambini che hanno paura degli insetti, prima di tutto favorendo la conoscenza della loro funzione all’interno dei nostri ecosistemi. Spiegare come si comportano gli insetti nel loro habitat naturale può togliere forza alle credenze irrazionali che alimentano la paura.

Gli adulti possono poi aiutare i bambini a superare la paura degli insetti validando le loro emozioni, e al contempo incoraggiandoli ad affrontare le situazioni temute: “Capisco che tu abbia paura, è vero che i grilli possono saltare, ma non ti faranno alcun male. Guardiamoli insieme”.

Quando limita le attività quotidiane, la fobia degli insetti nei bambini diventa invalidante. Il bambino potrebbe ad esempio rifiutare di andare a giocare al parco per paura di imbattersi nell’insetto temuto. In questi casi l’aiuto del genitore da solo potrebbe non bastare. Un professionista specializzato in questo disturbo fobie specifiche (come uno psicoterapeuta online Unobravo) potrà gradualmente portare il bambino a superare la fobia degli insetti e convivere con essi.

Strategie pratiche per affrontare l’entomofobia

Affrontare l’entomofobia richiede tempo, pazienza e, spesso, il supporto di uno specialista. Tuttavia, esistono alcune strategie pratiche che possono aiutare a gestire la paura degli insetti nella vita quotidiana.

  • Tecniche di gestione dell’ansia: esercizi di respirazione profonda, rilassamento muscolare progressivo e mindfulness possono aiutare a ridurre i sintomi fisici dell’ansia quando si entra in contatto con l’oggetto fobico.
  • Esposizione graduale: affrontare la paura in modo progressivo, iniziando da immagini o video di insetti e passando poi a situazioni reali, può aiutare a desensibilizzare la risposta ansiosa. Questo processo, chiamato "desensibilizzazione sistematica", è spesso guidato da uno psicoterapeuta.
  • Ristrutturazione cognitiva: lavorare sui pensieri irrazionali legati agli insetti, sostituendoli con valutazioni più realistiche, può ridurre l’intensità della paura.
  • Quando rivolgersi a uno specialista: se la fobia limita significativamente la qualità della vita, interferisce con il lavoro, le relazioni o il tempo libero, è importante chiedere aiuto a un professionista della salute mentale. Un percorso psicoterapeutico personalizzato può offrire strumenti utili per gestire l’entomofobia e favorire il benessere.

Superare la paura degli insetti con il supporto giusto

L’entomofobia può limitare la tua libertà e il tuo benessere, ma non sei solo: affrontare questa paura può essere possibile, soprattutto con l’aiuto di un professionista che sappia guidarti passo dopo passo. Se senti che la paura degli insetti sta condizionando la tua vita quotidiana, concediti la possibilità di cambiare. Un percorso psicologico personalizzato può aiutarti a gestire l’ansia, ritrovare serenità e riscoprire il piacere delle attività che ami. Fai il primo passo verso il benessere: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e scopri come Unobravo può aiutarti a gestire la tua difficoltà.

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