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Emetofobia: la paura del vomito

Emetofobia: la paura del vomito
Emetofobia: la paura del vomitologo-unobravo
Alessia Scipioni
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
8.8.2022

Tra le tante fobie di cui una persona può soffrire, c’è anche la paura di vomitare. Come si chiama questa fobia? La definizione scientifica è emetofobia, una parola dall’etimologia greca con cui si definisce la paura eccessiva e ingiustificata di vomitare o la paura di vedere vomitare

L’emetofobia viene classificata tra le fobie semplici e molto spesso può accompagnarsi a un disturbo d'ansia sociale o agorafobia. Questo rischia di compromettere il funzionamento sociale e adattivo delle persone che ne soffrono, con un notevole decremento della qualità della vita.

L’emetofobia emerge talvolta nell’infanzia e, se non trattata, può trasformarsi in un problema cronico. In altri casi si sviluppa in età adulta, a volte dopo un’esperienza negativa legata a un problema di salute come un'intossicazione alimentare, altre senza un'apparente causa scatenante specifica.

‍Perché si ha paura di vomitare?  E come si fa a sconfiggere la paura del vomito? Approfondiamo il tema dell’emetofobia in questo articolo.

Emetofobia nei bambini e nell’adolescenza

La paura del vomito si diagnostica anche nei bambini e negli adolescenti, il più delle volte in conseguenza di una situazione traumatica specifica.

La paura di vomitare, nei bambini, può comportare il rifiuto di andare a scuola o l’evitamento di luoghi pubblici ed esperienze sociali come feste di compleanno, attività sportive, ma anche pranzi e cene. Anche nel caso in cui non sviluppi problemi sociali persistenti, il bambino emetofobico, probabilmente, col passare del tempo proverà molta tristezza, ansia e angoscia derivanti dal suo malessere. 

La stessa emetofobia infantile potrebbe evolvere in altri disturbi d’ansia in adolescenza, un periodo di vita estremamente delicato e che, se vissuto con la fobia di vomitare, potrebbe portare anche a:

  • anoressia “da emetofobia” (paura di vomitare e disturbi alimentari (DCA) possono essere collegati in adolescenza ancor più che negli adulti);
  • attacchi di panico (in situazioni in cui si sperimenta una forte paura di perdere il controllo, emetofobia e attacchi di panico possono coesistere);
  • ansia sociale, soprattutto in contesti in cui viene percepito più forte il rischio di vomitare (ad esempio, chi soffre di emetofobia, dal dentista potrebbe avere l'ansia di vomitare durante le visite).

Paura di vomitare negli adulti

Avere paura di vomitare quando si mangia, sentire la paura di vomitare dopo mangiato o la fobia della vista del vomito, possono provocare sintomi invalidanti anche nella persona adulta emetofobica: 

  • si evitano i luoghi pubblici (per la paura di vedere gli altri vomitare);
  • non si utilizzano i mezzi di trasporto come l’auto (paura di vomitare al volante);
  • non si fanno lunghi spostamenti (si ha paura di viaggiare e, anche se si utilizzano i mezzi pubblici, ci può essere la paura di vomitare in metro o sull’autobus);
  • si riducono le interazioni sociali (un emetofobico può avere paura di andare in discoteca e vedere qualcuno vomitare, o anche in generale paura di vomitare davanti agli altri);
  • vi è l’impossibilità di lavorare (si ha paura di vomitare e perdere i sensi, ad esempio, o la paura di vomitare in pubblico).

L’emetofobia può compromettere le relazioni di coppia e sociali allargate: non mangiare per paura di vomitare o la paura di mangiare e vomitare riduce drasticamente i contatti sociali, con profondi e duraturi effetti negativi sulla vita di una persona. E non è tutto.

L’emetofobia può risultare estremamente angosciante e contrastante anche con il pensiero della maternità. La nausea provocata dalla gravidanza, in casi estremi, potrebbe addirittura portare una donna emetofobica a scegliere di non avere figli proprio a causa della fobia del vomito. 

fobia di vomitare
Kindel Media - Pexels

Come riconoscere l'emetofobia

‍Come capire se si è emetofobici? L’emetofobia ha sintomi determinati prevalentemente da strategie di controllo ed evitamento, comuni anche ad altre fobie o paure, come la talassofobia, la paura degli insetti (entomofobia) l'aracnofobia, la megalofobia, la tanatofobia, la cardiofobia o la tripofobia

Queste strategie, in un primo momento sembrano tranquillizzare (gli emetofobici non vomitano, o tentano di non farlo), ma in realtà hanno come effetto prevalente quello di mantenere il sintomo inalterato e sempre più rigido e strutturato nel tempo.

Tra i sintomi dell’emetofobia più comuni possiamo citare, ad esempio:

  • mangiare lentamente, pochissimo o solamente in casa;
  • trattenere il respiro quando si è in mezzo alla gente;
  • lavare, annusare e controllare eccessivamente gli alimenti;
  • buttare via gli alimenti prima che abbiano raggiunto la data di scadenza;
  • evitare o provare ansia quando si mangiano alimenti mai assaggiati;
  • mangiare sempre gli stessi alimenti per evitare agitazione di stomaco, o temere il rischio di gastroenterite;
  • evitare gli alimenti che sembrano “strani”;
  • usare impropriamente antiacidi e antiemetici;
  • limitare i viaggi lontano da casa;
  • stare a casa, evitare le attività sociali per un forte senso di vergogna e timore;
  • evitare di bere alcolici;
  • evitare la vicinanza con la spazzatura ed altre cose maleodoranti e sporche.

Diventa quindi sempre più chiaro quanto questa, pur essendo classificata tra le fobie specifiche, il più delle volte porti a esiti che soddisfano anche una diagnosi di fobia sociale oppure agorafobia.

Emetofobia: le cause

Le paure che si nascondono dietro la paura di vomitare sono essenzialmente di due tipi e possono spiegarci perché esiste la fobia del vomito:

  • origine traumatica, cioè quando la paura del vomito si struttura in conseguenza ad un evento traumatico in cui il soggetto è stato esposto allo stimolo in modo angosciante. Alcuni esempi: avere un'intossicazione alimentare, soffrire di acetone cronico e ricorrente, sentirsi male davanti ad altre persone in luogo pubblico, vedere qualcuno che vomita, essere sporcati dal vomito di qualcuno, paura di soffocare vomitando;
  • origine ambientale, cioè quando la fobia del vomito si sviluppa senza una causa lineare scatenante: in questi casi spesso si riscontra una storia familiare di fobie specifiche o altri disturbi d'ansia che possono causare l’apprendimento di una fobia “per procura”, come può accadere anche con l’emetofobia.

‍Perché si parla poco di emetofobia? Questa convinzione è forse vera se consideriamo la declinazione dell’argomento nei media tradizionali e digitali di ampio pubblico. 

La paura del vomito, invece, è un tema molto dibattuto nella comunità scientifica e oggetto di svariati studi come quello della psicologa clinica A. Keyes e colleghi o quello a cura dello psichiatra D. Veale e il suo gruppo di lavoro, che raccoglie studi sull’emetofobia e le testimonianze di chi ne ha sofferto. I libri sull’emetofobia, infatti, sono per lo più testi tecnici e scientifici.

emetofobia complicanze
Cottonbro - Pexels

Come superare la fobia del vomito

Per curare l’emetofobia si presentano varie soluzioni. Per alleviare i sintomi è possibile ricorrere alla cura farmacologica o a rimedi naturali come l’uso di limone, menta o zenzero, ma anche di tisane al tiglio e melissa.

Per superare la paura del vomito intervenendo sulle cause che l’hanno scatenata, è necessario andare dallo psicologo e iniziare un percorso terapeutico.

Psicologi esperti in emetofobia

Affidarsi alla guida e ai consigli di uno psicologo specializzato in emetofobia (e nelle fobie in generale) può aiutare ad affrontare, passo dopo passo, questo problema e trovare la risposta alla domanda “Perché ho paura di vomitare?”.

Un professionista potrà somministrare dei test specifici per l’emetofobia, indagare le cause scatenanti dei sintomi, quali paure inconsapevoli nasconde la paura di vomitare e scegliere il trattamento più idoneo per il singolo paziente.

Lo specialista in emetofobia e in fobie sarà un professionista che potrà scegliere di utilizzare, tra le tecniche per superare la paura di vomitare, quelle della psicoterapia cognitivo-comportamentale, in combinazione con una terapia farmacologica per i casi in cui i sintomi siano più rigidi e persistenti. 

La clinica ha evidenziato come trattamenti più efficaci:

  • la terapia dell'esposizione;
  • la desensibilizzazione sistematica.

Questi approcci, che possono essere svolti anche con uno psicoterapeuta online Unobravo, permettono di agire sul sintomo attraverso una modificazione dei pensieri e delle strategie di controllo e di evitamento associate.


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