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Psicologia dell’adolescenza
5
minuti di lettura

Ansia in adolescenza: di cosa si tratta?

Ansia in adolescenza: di cosa si tratta?
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
23.1.2026
Ansia in adolescenza: di cosa si tratta?
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L'adolescenza rappresenta un periodo critico caratterizzato da profonde trasformazioni che investono non solo l’aspetto fisico, ma anche la sfera emotiva e cognitiva.

In questo articolo esploreremo l'ansia in adolescenza e l'impatto che può avere sul benessere giovanile, senza dimenticare quale può essere il tipo di supporto fornito dalla terapia psicologica e le strategie di gestione dell'ansia rivolte agli adolescenti.

Adolescenza e ansia

Nel Nuovo dizionario di psicologia. Psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Galimberti definisce il termine adolescenza come “[...] utilizzato in psicologia in due accezioni: a) come fase cronologica compresa tra la pubertà e la maturità; b) come modalità ricorsiva della psiche i cui tratti (incertezza, ansia per il futuro, irruzione di istanze pulsionali, bisogno di rassicurazione e insieme di libertà) possono ricorrere più volte nell’esperienza della vita.

In entrambe le accezioni il motivo conduttore è rappresentato dal concetto di trasformazione che comporta mutamenti a diversi livelli: Sessualità, Cognizione, Identità, Moralità e Socialità”.

I cambiamenti fisici e psicologici in adolescenza rendono dunque questo periodo, per citare il titolo di un libro degli studiosi Fonzi e Caprara sul tema, una vera e propria “età sospesa”.

Secondo Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, i principali compiti evolutivi dell’adolescente sono tre:

  • soggettivazione: individuazione, costruzione di una propria identità nella separazione dalla propria famiglia (valori, norme) e dalla propria infanzia
  • costruzione di un’immagine del corpo nuovo e definizione della propria identità e sessualità
  • costruzione di nuovi legami sociali e affettivi: coppia, gruppo di amici.
adolescenza e ansia
Cottonbro - Pexels

Dati epidemiologici sull’ansia in adolescenza

L’ansia rappresenta uno dei disturbi psicologici più diffusi tra gli adolescenti. Negli ultimi anni, si è osservato un aumento significativo dell’ansia tra i giovani, con una prevalenza molto più elevata nella Generazione Z rispetto alle tre generazioni precedenti (Anderson et al., 2025) . Secondo una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicata nel 2021, circa il 16% degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni nel mondo presenta sintomi riconducibili a un disturbo d’ansia. In Italia, uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2022 ha rilevato che circa 1 adolescente su 5 manifesta sintomi d’ansia clinicamente significativi. È stato inoltre osservato che i disturbi d'ansia risultano essere il doppio più frequenti nelle ragazze rispetto ai ragazzi (Narmandakh et al., 2021) . Questi dati sottolineano quanto sia importante riconoscere e affrontare tempestivamente l’ansia in questa fascia d’età, per prevenire conseguenze a lungo termine sul benessere psicologico e sociale.

Ansia in adolescenza, angoscia, panico e altre storie…

Ansia, angoscia, spesso anche i termini possono creare confusione e dubbio. Galimberti viene in nostro soccorso per provare a fare chiarezza:

“Gli psichiatri preferiscono parlare di ‘ansia’ in riferimento ai soli aspetti psichici dell’emozione in questione, mentre impiegano il termine ‘angoscia’ quando in concomitanza si hanno manifestazioni somatiche talvolta particolarmente vistose.

C’è inoltre chi considera l’angoscia come uno stadio più grave dell’ansia, e chi mantiene tra le due parole una rigorosa distinzione, perché interpreta l’ansia come una condizione fisiologica e psicologica in sé non anormale e in alcuni casi utile per il conseguimento di un obiettivo, e l’angoscia come l’espressione nevrotica o psicotica dell’ansia”.

Già Freud (1926) aveva effettuato la distinzione tra l’angoscia automatica che si genera in relazione a un pericolo reale e il segnale d’angoscia, che si attiva invece di fronte a una minaccia di pericolo preparando ad affrontarlo.

L’attivazione neurovegetativa sul versante somatico (produzione di adrenalina e modificazione dell’assetto neurofisiologico indispensabile a garantire la reazione di attacco e fuga) è quella necessaria ad affrontare nel minor tempo possibile un pericolo.

Nella realtà il pericolo tuttavia non esiste o non è comunque commisurato alla tipologia di reazione che viene messa in atto. Come mettono in evidenza De Masi (2004) e Gabbard (2007) ci possono essere delle predisposizioni a livello genetico capaci di determinare una maggiore sensibilità agli stimoli e quindi una vulnerabilità agli attacchi di panico.

La riflessione psicoanalitica permette però di ipotizzare che non sia solamente una questione di predisposizione genetica e, come scrive De Masi (2004, p.323), “la predisposizione "costituzionale" all'ansia tende, oggigiorno, a essere intesa in termini di relazioni mancanti, distorte o fallite, piuttosto che in termini di caratteristiche istintuali”.

A ogni adolescente la sua ansia?

Nel DSM-5 sono classificati i seguenti disturbi d’ansia:

Come la psicologia dell’adolescenza ci insegna, le trasformazioni fisiche (il corpo cambia, iniziano a circolare gli ormoni che modificano fisico e psiche con la pubertà e la comparsa di rinnovate pulsioni sessuali), l’integrazione dell’identità sessuale in relazione a orientamento sessuale (sesso dal quale si è attratti), l’identità di genere (nel caso in cui l’evoluzione dell’identità di genere non sia allineata con il sesso biologico si parla di disforia di genere), il cambiamento dell’assetto cognitivo con la possibilità di sviluppare pensiero ipotetico e astrazione, e l’affermazione di nuovi compiti evolutivi (una sorta di strabismo per cui con un occhio si guarda al mondo dei pari e con uno a quello adulto) utili ad acquisire elementi per la costruzione della propria identità, fanno sì che anche nella genesi dell’ansia nell’adolescenza alcune dimensioni prevalgano.

sintomi ansia in adolescenza
Cottonbro - Pexels

Ansia in adolescenza: i sintomi principali

La galassia di manifestazioni dell’ansia in adolescenza è variegata e coinvolge spesso il corpo oltre che la mente.

In particolare, la tematica della separazione declinata a diversi livelli (quella da corpo infantile, quella dal nucleo familiare, quella eventuale dai contesti amicali della fanciullezza) porta in scena la tematica del lutto e la sua elaborazione (Charmet, 2000).

L’idea di separarsi dalle figure di attaccamento può portare a temere il confronto con gli amici, l’uscita dal proprio ambiente domestico-familiare, la frequenza del contesto scolastico.

Le aspettative dei genitori e degli insegnanti rispetto alle prestazioni scolastiche e sportive possono creare l’obbligo di sentirsi all’altezza rispetto allo sguardo dell’altro che scolpisce in modo esigente l’immagine da esibire, con una conseguente insorgenza di ansia sociale in adolescenza.

Si possono inoltre sviluppare fobie legate ad ambiti sociali specifici come, per esempio, quello scolare con fenomeni di ritiro. Spesso sono ragazzi e ragazze che apparentemente non presentavano grandi problemi in ambito didattico ad andare in crisi, faticando a recarsi a scuola e chiudendosi gradualmente in camera.

I disturbi d'ansia in adolescenza legati al panico sono molto frequenti in quel variegato universo di sintomi indifferenziati e fondamentalmente somatici che, tramite il corpo, cercano di esprimere una sofferenza altra (palpitazioni, tachicardia, vertigini, dispnea, sudorazione, tremori, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea, brividi o vampate di calore, formicolio, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo, morire o impazzire).

Non meno frequente può essere l’insorgenza di un disturbo ossessivo compulsivo caratterizzato da pensieri, immagini, impulsi intrusivi (ossessioni) che il soggetto tenta di ignorare e sopprimere con rituali e azioni (compulsioni) che hanno lo scopo di ridurre l’attivazione ansiosa.

Ossessioni e compulsioni possono spesso riguardare il corpo, arrivando a configurarsi come vera e propria dismorfofobia, ovvero alterazioni nella percezione del proprio corpo in relazione alle caratteristiche di una o più parti specifiche. Spesso ai disturbi d’ansia si associano disturbi depressivi e insonnia.

Ansia e stress in adolescenza

Lo stress è un fenomeno comune a tutti gli esseri viventi e riguarda l’insieme di reazioni adattive a eventi potenzialmente dannosi, difficili, o a compiti da affrontare. Quando le richieste del compito o della situazione non sono commisurate alle risorse individuali (reali o percepite) si genera il distress e da adattiva la risposta si trasforma in potenzialmente patogena.

L’adolescenza presenta compiti evolutivi dalle elevate richieste. Se a questo si aggiunge una società che accentua la performance, che bandisce il fallimento, che alimenta l’ideale della perfezione, che richiede l’esibizione di un’immagine sempre perfetta, possiamo immaginare la pressione a cui si sentono esposti i ragazzi.

ansia adolescenza rimedi
Shkrabaanthony - Pexels

Fattori di rischio ambientali e familiari

L’insorgenza dell’ansia in adolescenza può essere favorita da diversi fattori ambientali e familiari, che spesso si intrecciano tra loro e con le caratteristiche individuali.

  • Eventi stressanti o traumatici: esperienze come il divorzio dei genitori, la perdita di una persona cara o un trasferimento improvviso possono aumentare la vulnerabilità all’ansia.
  • Ambiente familiare conflittuale o iperprotettivo: un clima familiare caratterizzato da conflitti frequenti, comunicazione poco efficace o eccessivo controllo può rendere più difficile per l’adolescente sviluppare strategie autonome di gestione delle emozioni.
  • Pressioni scolastiche e sociali: aspettative elevate da parte di insegnanti e genitori, così come la paura del giudizio dei pari, possono contribuire all’insorgenza di ansia, soprattutto in chi tende al perfezionismo.
  • Esperienze di bullismo o esclusione sociale: subire atti di bullismo o sentirsi esclusi dal gruppo dei pari può generare sentimenti di insicurezza e ansia persistente.

Riconoscere questi fattori di rischio può essere fondamentale per intervenire precocemente e offrire un supporto mirato agli adolescenti che vivono situazioni di disagio.

Segnali e sintomi dell’ansia in adolescenza: cosa osservare

L’ansia in adolescenza può manifestarsi in modi diversi, spesso con segnali che coinvolgono sia la sfera psicologica che quella fisica. Riconoscere questi segnali può rappresentare il primo passo per intervenire in modo efficace.

Segnali psicologici:

  • Preoccupazione eccessiva: l’adolescente appare spesso preoccupato per la scuola, le relazioni o il futuro, anche in assenza di motivi riscontrabili nel concreto.
  • Difficoltà di concentrazione: si possono notare cali nel rendimento scolastico o difficoltà a mantenere l’attenzione.
  • Irritabilità e sbalzi d’umore: cambiamenti repentini dell'umore, con tendenza a chiudersi o a reagire in modo eccessivo a piccoli stimoli.
  • Evitamento: tendenza a evitare situazioni sociali, attività scolastiche o eventi che generano ansia.

Segnali somatici:

  • Disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni o incubi frequenti.
  • Sintomi fisici ricorrenti: mal di testa, mal di pancia, tachicardia, sudorazione eccessiva o tremori senza una causa medica apparente.
  • Stanchezza e affaticamento: sensazione di essere sempre stanchi, anche dopo aver dormito a sufficienza.

Questi segnali, se persistenti, meritano attenzione e possono indicare la necessità di un confronto con uno specialista.

Ansia e adolescenza: quale trattamento?

Esistono dei rimedi per l’ansia in adolescenza? Quali possono essere gli strumenti per la gestione dell’ansia in adolescenza e per la cura dell’ansia in questa fase di vita? Esiste una terapia per l’ansia in adolescenza?

Le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence orientano verso modelli stepped care (gli interventi si basano su livelli progressivi di intensità in base alla gravità della sintomatologia).

  • Il primo livello prevede la valutazione e l’identificazione dei disturbi mentali comuni con un intervento di psicoeducazione che permetta di conoscere e familiarizzare con sintomi e interventi. Medici di medicina generale, psicologi possono essere consultati per un aiuto professionale nella valutazione della situazione.
  • Il secondo livello, che si attiva in presenza di disturbo d’ansia diagnosticato, prevede gruppi di auto-aiuto o psicoterapie individuali o di gruppo specifiche. Le tecniche di rilassamento, la mindfulness e le tecniche basate sulla respirazione possono essere utili strumenti per intervenire su stress e ansia.
  • Il terzo livello, che riguarda situazioni in cui il disturbo d’ansia impatta in modo significativo sul funzionamento sociale, richiede un approccio terapeutico strutturato, come la psicoterapia o interventi combinati con terapia farmacologica (sotto prescrizione dello psichiatra). In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina rappresentano i trattamenti principali per l’ansia in adolescenza e possono essere utilizzati singolarmente o in combinazione (Kowalchuk et al., 2022) . È sempre necessario valutare con il medico l’eventuale introduzione di farmaci, come benzodiazepine o ipnoinducenti, in base alle specifiche esigenze del paziente.

Strategie pratiche per la gestione dell’ansia in adolescenza

Affrontare l’ansia in adolescenza richiede un approccio pratico e personalizzato, che coinvolga sia i ragazzi che le loro famiglie. Ecco alcune strategie utili:

  • Tecniche di respirazione e grounding: imparare a concentrarsi sul respiro o a portare l’attenzione ai sensi (ad esempio, sentire i piedi a terra o toccare un oggetto) può aiutare a ridurre l’attivazione ansiosa nei momenti di disagio.
  • Attività fisica regolare: praticare sport o semplicemente muoversi ogni giorno può contribuire a scaricare la tensione e a migliorare l’umore.
  • Routine e organizzazione: mantenere orari regolari per il sonno, i pasti e lo studio può aiutare a creare un senso di stabilità e sicurezza.
  • Dialogo aperto in famiglia: parlare delle proprie emozioni con adulti di riferimento, senza paura di essere giudicati, favorisce la condivisione e la ricerca di soluzioni.
  • Limitare l’uso eccessivo di dispositivi digitali: un uso prolungato di smartphone e social può aumentare l’ansia; è utile stabilire momenti di pausa dalla tecnologia.

Per i genitori, può essere importante:

  • Ascoltare senza giudicare: offrire uno spazio di ascolto empatico, evitando di minimizzare o drammatizzare le difficoltà dell’adolescente.
  • Riconoscere i segnali di disagio: prestare attenzione ai cambiamenti nel comportamento e nel rendimento scolastico.
  • Favorire l’autonomia: incoraggiare il ragazzo a trovare soluzioni e a sperimentare strategie di gestione dell’ansia, sostenendolo senza sostituirsi a lui.

Queste strategie, se integrate nella quotidianità, possono aiutare a ridurre l’impatto dell’ansia e a promuovere il benessere psicologico.

Conseguenze a lungo termine dell’ansia non trattata in adolescenza

L’ansia non riconosciuta o non trattata in adolescenza può avere ripercussioni significative anche negli anni successivi. Numerosi studi hanno evidenziato che gli adolescenti con disturbi d'ansia presentano un rischio aumentato di sviluppare ansia, depressione, dipendenza da droghe illecite e scarso rendimento scolastico in età adulta giovane (Woodward & Fergusson, 2001) . Gli adolescenti che convivono a lungo con sintomi ansiosi non gestiti possono sperimentare difficoltà relazionali: l’ansia può ostacolare la costruzione di legami sociali e affettivi, portando a isolamento o difficoltà a fidarsi degli altri. Inoltre, la paura del giudizio o il timore di fallire possono influire negativamente sul rendimento scolastico e, in futuro, sulla carriera lavorativa. L’ansia persistente, oltre a incrementare la probabilità di sviluppare depressione, disturbi alimentari o dipendenze, può ridurre la qualità della vita, limitando le esperienze positive e la capacità di affrontare nuove sfide. Per questo motivo, è fondamentale intervenire precocemente e offrire agli adolescenti strumenti adeguati per gestire l’ansia, promuovendo così una crescita serena e consapevole.

Prendersi cura dell’ansia in adolescenza: il primo passo può fare la differenza

Affrontare l’ansia durante l’adolescenza può sembrare una sfida enorme, sia per chi la vive in prima persona sia per chi sta accanto a un ragazzo o una ragazza in difficoltà. In questi casi è importante ricordare che non si è soli e che chiedere aiuto è un segno di forza, non di debolezza. Un percorso psicologico può contribuire a offrire ascolto, strumenti concreti e un supporto personalizzato per favorire serenità e fiducia nel futuro. Se senti che è arrivato il momento di agire per te o per tuo figlio, inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online: il primo passo verso il benessere può cominciare oggi.

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