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L'insonnia: sintomi, cause e trattamento

Chi non ha mai sperimentato una notte insonne? L'esperienza di non riuscire a dormire è molto comune: nonostante la stanchezza ci si sveglia durante la notte, senza riuscire più a riaddormentarsi. Può capitare dopo aver ricevuto una notizia negativa o stressante, in seguito ad un jet lag, nei primi mesi di vita da genitore. La maggior parte di noi sperimenta, quindi, episodi di insonnia per brevi periodi.

Pubblicato il
3.11.2021



L’insonnia è una situazione caratterizzata dalla difficoltà a prendere sonno o a mantenerlo durante l’intera notte, nonostante la presenza di condizioni favorevoli al dormire. Possiamo fare una differenza tra insonnia acuta e insonnia cronica.


L’insonnia acuta e cronica

L'insonnia acuta, caratterizzata da episodi isolati e occasionali, è spesso legata a periodi di stress e scompare non appena questi sono stati superati.


Si parla, invece, di insonnia cronica se si presenta per almeno tre notti a settimana e per un periodo di tre mesi o più. È un disturbo che colpisce una persona su dieci, è maggiormente frequente nelle donne rispetto agli uomini e si può sperimentare a tutte le età, sebbene gli adulti siano più a rischio rispetto ai giovani.


In particolare, le persone più vulnerabili sono quelle sottoposte a intensi e lunghi periodi stressanti:

  • chi lavora di notte o su turni;
  • chi viaggia spesso cambiando il fuso orario;
  • chi ha un basso tono dell'umore o ha vissuto un lutto;
  • chi ha casi di familiarità della patologia.

L’insonnia può presentarsi anche in associazione ad altri disturbi psicologici, quali depressione e ansia, o a condizioni mediche come il dolore alla schiena e l’artrite, che possono compromettere la qualità del sonno. Si stima che il disturbo da insonnia acuta sia presente nel 30% della popolazione occidentale e che circa il 10% soffra di insonnia cronica.


Sintomi dell'insonnia

Come possiamo distinguere un normale e passeggero problema di sonno da un disturbo di insonnia che richiede un trattamento? Le persone che soffrono di insonnia sono generalmente insoddisfatte della qualità del proprio sonno e presentano uno o più dei seguenti sintomi:

• difficoltà ad addormentarsi;

• risvegli notturni con difficoltà a riprendere sonno e risvegli precoci al mattino;

• sonno non ristoratore;

• stanchezza o scarsa energia durante il giorno;

• difficoltà cognitive, ad esempio fatica a concentrarsi;

• frequente irritabilità e comportamenti istintivi o aggressivi;

• difficoltà al lavoro o a scuola;

• problemi nelle relazioni personali con familiari, partner e amici.

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Comprendere il proprio sonno

Quando si soffre di insonnia cronica vengono inficiate anche altre sfere della nostra vita quotidiana. Molti pensano che i problemi di sonno facciano parte della vita e tendono a non chiedere aiuto per risolverli. È importante, invece, non sottovalutare questi segnali, perché il sonno è un aspetto fondamentale della nostra salute e del nostro benessere generale.


Quando questi problemi si presentano con una frequenza di tre o più volte a settimana e da almeno tre mesi, molto probabilmente è presente un disturbo da insonnia ed è consigliabile rivolgersi a un esperto.


Il disturbo da insonnia

Per iniziare a capire se questi sintomi possano corrispondere ad un disturbo da insonnia, potrebbe essere utile porsi alcune domande sulle proprie abitudini di sonno:

  • Hai difficoltà ad addormentarti, a mantenere il sonno, o risvegli precoci al mattino? Quante volte a settimana ti capita?
  • A che ora vai a letto? A che ora ti svegli? Fai riposini o brevi sonnellini durante il giorno?
  • I tuoi orari di sonno nel fine settimana sono diversi da quelli settimanali? Il tuo lavoro ti richiede adattamenti degli orari di sonno?
  • Quando non riesci a dormire ti alzi dal letto, leggi, guardi la tv, lavori al pc? C’è qualcos’altro che hai provato a fare nel passato e che ti ha aiutato a dormire?
  • Quando ti ritrovi sveglio, provi ansia o ti senti preoccupato per i compiti che devi svolgere o per le tue responsabilità?
  • Com’è l’ambiente in cui riposi? La tua stanza è buia e tranquilla? Il tuo letto è comodo?
  • Ci sono possibili elementi di disturbo durante la notte (ad esempio la presenza di bambini in casa)? Dormi da solo o con un partner?
  • Hai problemi di sonno da molto tempo o è un problema recente?
  • Ci sono stati di recente grandi cambiamenti nella tua vita (trasferimenti, nuovo lavoro) o eventi stressanti (separazioni, problemi economici)?
  • Soffri di qualche patologia medica?
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Cause dell'insonnia

Tra le principali cause dell’insorgenza dell’insonnia giocano un ruolo fondamentale lo stress, una non adeguata igiene del sonno, la presenza di problemi medici e fattori ambientali poco favorevoli.

Secondo il “Modello delle 3P” è possibile identificare tre tipi di fattori responsabili dello sviluppo del disturbo:

  • fattori predisponenti: età avanzata, genere femminile, familiarità col disturbo, tendenza a essere iper-vigili;
  • fattori precipitanti: evento stressante o traumatico, problemi familiari, lavorativi o di salute, presenza di preoccupazioni;
  • fattori perpetuanti: comportamenti non funzionali messi in atto per riuscire a dormire, convinzioni errate sulle ore di sonno e su cosa può promuoverlo, paura e ansia rispetto al pensiero di non riuscire a dormire, preoccupazioni relative alla perdita di sonno.


Riconoscere il circolo vizioso dell'insonnia

L'insonnia si mantiene nel tempo e si trasforma in vero e proprio disturbo principalmente, ma non solo, a causa dei cosiddetti “fattori perpetuanti” a cui abbiamo appena accennato. Questi fattori sono i pensieri disfunzionali e comprendono i pensieri negativi che la persona può avere sul sonno e le relative conseguenze emotive e comportamentali.


Il pensiero disfunzionale: un esempio pratico

I pensieri disfunzionali rappresentano i modi attraverso cui la nostra mente si convince di qualcosa, a prescindere dal fatto che sia vero oppure no. Questi fanno sì che le nostre abitudini, i comportamenti e le emozioni altrettanto disfunzionali e negative si mantengano e interferiscano col sonno, spesso senza che ce ne accorgiamo. Ecco un esempio:

  • il pensiero disfunzionale che abbiamo: “Non riuscirò a chiudere occhio per l’intera notte”;
  • l’emozione che proviamo: ansia;
  • il comportamento compensativo disfunzionale che mettiamo in atto: “Vado a letto prima, così ho più tempo per provare a dormire”;
  • il pensiero disfunzionale che ritorna: “Se non mi addormento subito, non riuscirò più a dormire e domani non riuscirò a lavorare bene”;
  • l’emozione: ansia, preoccupazione, paura.
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Come si può ben notare, è un vero e proprio circolo vizioso di pensieri-emozioni-comportamenti, che può proseguire all’infinito con la produzione di altri pensieri disfunzionali e la messa in atto di ulteriori comportamenti compensativi errati che non faranno altro che alimentare il disturbo.


Cosa fare?

Una volta identificati i sintomi e compreso che potrebbe trattarsi di un disturbo di insonnia, sarebbe opportuno effettuare delle indagini per giungere ad una diagnosi ed impostare un trattamento che può essere farmacologico, psicologico o integrato.


Per approfondimenti si consiglia la lettura del testo: C.A. Espie Superare l'insonnia. Come dormire meglio con la terapia cognitivo-comportamentale, Erickson, 2018.


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