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Le emozioni primarie e secondarie

Le emozioni primarie e secondarie
Le emozioni primarie e secondarie
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Andrea Augusto La Bella
Andrea Augusto La Bella
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Psicodinamico
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
10.5.2024

Le emozioni rappresentano una parte fondamentale dell’esperienza umana: sono il motore interno di ogni singolo individuo. In psicologia, le emozioni vengono divise in emozioni primarie e secondarie che approfondiremo in questo articolo.

Il significato di emozione

Come spesso facciamo, ci affidiamo all’etimologia della parola emozione per comprenderne il significato. Questo vocabolo deriva dal verbo latino movere (muovere) con prefisso e- (fuori) che ci fa già comprendere come un’emozione abbia a che fare con un moto che dall’interno va verso l’esterno.

Il vocabolario Treccani ci dà una definizione definizione dell’emozione in psicologia: “il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici.”

emozioni significato
Nick Page - Unsplash

Da dove nascono le emozioni

Dal punto di vista neuroscientifico, tutte le emozioni emergono da intricate interazioni tra regioni cerebrali specializzate. L'amigdala, per esempio, agisce come “custode” delle nostre risposte emotive, rilevando segnali di minaccia o piacere nell'ambiente e scatenando risposte appropriate. 

Il sistema limbico, coinvolto nell'elaborazione delle emozioni, lavora in tandem con la corteccia prefrontale, sede del pensiero razionale, per regolare e interpretare le nostre reazioni emotive. Anche i neurotrasmettitori come serotonina e dopamina giocano un ruolo cruciale nel modulare le nostre risposte emotive. 

Insomma, le emozioni (primarie e secondarie) nascono da un intricato balletto neuronale che intreccia percezione, interpretazione e risposta, plasmando la nostra esperienza soggettiva del mondo.

A livello generale, il funzionamento delle emozioni comporta: 

  • la componente cognitiva, che consente di valutare lo stimolo
  • l’attivazione fisiologica, che predispone l’organismo ad affrontare la situazione
  • la componente espressiva, che modula l’esibizione esterna dei vissuti emotivii
  • la componente comportamentale, legata anche alle motivazioni, che induce l’organismo a reagire.

Che cosa sono le emozioni per la psicologia

Nonostante la moltitudine delle diverse teorie delle emozioni, postulate da altrettanti studiosi, rimane una definizione comune a tutte, formulata da U. Galimberti nel suo Dizionario di psicologia

“L’emozione è una reazione affettiva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale. La sua comparsa provoca una modificazione a livello somatico, vegetativo e psichico”.

Lo psicologo Paul Ekman ha elaborato una teoria delle emozioni completa e sottoposta a verifiche sperimentali che gli è valsa grande fama e autorevolezza, tanto da essere stato coinvolto dai registi dei film Disney Inside Out 1 e Inside Out 2 e non solo. 

Ekman definisce le emozioni primarie e secondarie in base ad alcuni criteri: 

  • i segnali espressivi distinti e universali
  • le caratteristiche fisiologiche
  • gli antecedenti situazionali
  • la rapida insorgenza
  • la breve durata
  • la valutazione cognitiva automatica. 

A cosa servono le emozioni? 

Tramite ogni emozione l’essere umano (a seguito di stimoli ricevuti dall’ambiente) è in grado di interagire in modo appropriato non solo con il mondo circostante, ma anche e soprattutto con se stesso, in modo da raggiungere i propri obiettivi individuali o sociali. 

Quando un’emozione viene attivata, entrano in funzione anche i sistemi motivazionali che consentono di codificare uno stimolo come attraente o repulsivo: in base alla codifica stessa, le persone orientano il proprio comportamento verso specifici obiettivi determinando, di conseguenza, la scelta per loro più congeniale. 

C’è differenza tra emozione e sentimento?

La principale differenza tra emozioni e sentimenti risiede nella natura stessa di queste esperienze emotive. Le emozioni sono risposte istantanee a stimoli interni o esterni e si manifestano fisicamente nel corpo attraverso cambiamenti fisiologici come il battito accelerato del cuore (pensiamo all’ansia) o la sensazione di farfalle nello stomaco

I sentimenti, invece, sono influenzati dalla nostra storia personale, dalla cultura e dalle nostre credenze. Si sviluppano attraverso la riflessione e l'interpretazione delle nostre esperienze emotive. 

Emozioni primarie e secondarie

Quali sono le emozioni primarie e secondarie? In generale, nella classificazione delle emozioni, si fa una distinzione tra emozioni primarie (o semplici) ed emozioni secondarie (o complesse). Ma qual'è la differenza tra emozioni primarie e secondarie?

  • le emozioni semplici o primarie sono radicate biologicamente
  • le emozioni complesse o secondarie sono la risultante dell’interazione di alcune emozioni primarie e dell’esperienza soggettiva (il vissuto personale).

Ecco un elenco delle emozioni primarie e secondarie. Le emozioni primarie sono:

  • rabbia
  • paura
  • tristezza
  • gioia
  • disgusto
  • sorpresa.

Alcune emozioni secondarie sono:

Psicologia delle emozioni primarie e secondarie
Domingo Alvarez - Unsplash

Psicologia delle emozioni primarie e secondarie: le interazioni tra i tipi di emozioni 

Le emozioni primarie e secondarie sono strettamente interconnesse e possono influenzarsi reciprocamente in vari modi. Queste emozioni “di base” interagiscono e, questa interazione, può modulare la nostra esperienza emotiva, il nostro comportamento e le nostre decisioni quotidiane. 

Generazione di emozioni secondarie da emozioni primarie

Le emozioni primarie, come la paura o la rabbia, possono innescare emozioni secondarie come la vergogna o il rimorso. Per esempio, una persona potrebbe provare vergogna dopo aver reagito con rabbia in modo inappropriato durante una discussione.

La tristezza può portare a emozioni secondarie come la vergogna o l’imbarazzo. Per esempio, una persona potrebbe sentirsi inadeguata o imbarazzata per la propria tristezza e cercare di nasconderla agli altri.

La gioia può generare emozioni secondarie come la gratitudine o l’orgoglio. Per esempio, quando si riceve una buona notizia, si potrebbe provare gratitudine verso chi l’ha condivisa o orgoglio per il proprio successo.

Influenza delle emozioni secondarie sulle emozioni primarie

Le emozioni secondarie possono influenzare la manifestazione e l’intensità delle emozioni primarie. Per esempio, la vergogna può amplificare la tristezza o la rabbia provata inizialmente.

Le emozioni secondarie possono modificare la percezione delle emozioni primarie. Prendendo l’esempio delle relazioni sentimentali, la gelosia può far percepire una minaccia più grande di quanto sarebbe altrimenti percepita.

Le emozioni secondarie possono moderare l’espressione delle emozioni primarie. Per esempio, la gratitudine può attenuare la rabbia o la delusione provata per un evento negativo.

Interazione tra emozioni primarie e secondarie nel processo decisionale

Le emozioni secondarie possono influenzare le decisioni e i comportamenti in risposta alle emozioni primarie. Per esempio, il rimorso per un errore passato può spingere una persona a prendere decisioni diverse in futuro.

Le emozioni primarie possono generare emozioni secondarie che a loro volta influenzano il processo decisionale. Per esempio, la rabbia può portare alla vergogna per aver perso il controllo delle proprie emozioni.

dinamiche emozioni primarie e secondarie
Tengyart - Unsplash

Psicologia delle emozioni primarie e secondarie: le dinamiche emotive

Quando le emozioni primarie e secondarie si intersecano, si verificano complesse dinamiche emotive che possono influenzare profondamente il nostro comportamento. Vediamo in breve questi intrecci.

Intensificazione emotiva: le emozioni primarie possono amplificare o attenuare le emozioni secondarie e viceversa. Per esempio, la paura di un potenziale fallimento (emozione primaria) può generare vergogna per la possibilità di essere giudicati negativamente (emozione secondaria), aumentando così l’intensità emotiva complessiva della situazione.

Contrasto emotivo: le emozioni primarie e secondarie possono contrastarsi reciprocamente, creando una tensione emotiva interna. Per esempio, una persona potrebbe provare gioia per un successo personale (emozione primaria) ma anche vergogna per il desiderio di ricevere riconoscimento o gratitudine (emozione secondaria), generando un conflitto emotivo.

Compensazione emotiva: le emozioni secondarie possono compensare o attenuare le emozioni primarie per aiutare a regolare il nostro stato emotivo complessivo. Per esempio, la gratitudine per il supporto ricevuto da amici può attenuare la tristezza per una perdita personale.

Modulazione comportamentale: le intersezioni tra emozioni primarie e secondarie possono influenzare il nostro comportamento. Per esempio, la gelosia (emozione secondaria) derivante dalla paura di perdere una relazione (emozione primaria) può portare a comportamenti possessivi o controllanti (reazione comportamentale) in un tentativo di mantenere o proteggere la relazione.

Retroazione emotiva: le emozioni primarie e secondarie possono alimentarsi reciprocamente attraverso un ciclo di retroazione emotiva. Per esempio, la vergogna per aver espresso rabbia può generare ulteriore rabbia verso se stessi per non aver saputo gestire le proprie emozioni, alimentando così una spirale emotiva negativa.

Le intersezioni tra emozioni primarie e secondarie richiedono una gestione emotiva efficace per affrontare i conflitti e regolare le reazioni emotive. Questa gestione può includere: 

  • il riconoscimento e la comprensione delle proprie emozioni
  • la pratica di strategie di coping
  • la ricerca di supporto sociale.

Come regolare le emozioni primarie e secondarie

Per gestire e regolare le emozioni primarie e secondarie in modo sano ed efficace, si possono coltivare alcune abilità come quelle elencate brevemente di seguito.

  • Imparare a identificare le proprie emozioni, sia primarie che secondarie. Spesso le emozioni secondarie mascherano quelle primarie, quindi è importante scavare più a fondo per comprendere cosa si sta veramente provando
  • praticare la consapevolezza emotiva, ossia quell’abilità di riconoscere, comprendere e accogliere le proprie emozioni senza giudizio accettando che le emozioni, anche quelle spiacevoli, fanno parte dell’esperienza umana e che possono insegnare qualcosa di importante su se stessi e sulle relazioni con gli altri
  • comunicare in modo chiaro, con empatia e assertività le proprie emozioni agli altri e trovare modi sani ed efficaci per esprimere le proprie emozioni, per esempio praticando attività creative o fisiche come la pittura o lo sport
  • cercare supporto da amici, familiari o professionisti della salute mentale, se si sente di faticare a gestire da soli le proprie emozioni. 

La terapia psicologica può essere particolarmente utile per imparare strategie specifiche di gestione emotiva, per esplorare più a fondo le proprie esperienze emotive e sviluppare, per esempio, l’intelligenza emotiva, utile a favorire una maggiore consapevolezza di sé, a relazioni più soddisfacenti e a una migliore gestione dello stress e delle sfide della vita.

L’importanza delle emozioni

In questo articolo abbiamo illustrato brevemente quali sono le emozioni fondamentali, dando una definizione di emozioni primarie e secondarie, tracciando le differenze tra esse  imparando che le emozioni sono una parte essenziale dell’esperienza umana. 

Ci guidano, ci motivano e ci aiutano a dare significato alla nostra vita. Le emozioni possono tuttavia diventare travolgenti e destabilizzanti se non sono comprese e gestite in modo sano ed efficace. Ecco perché è fondamentale dedicare tempo ed energie alla comprensione e alla gestione delle nostre emozioni.

Comprendere le proprie emozioni significa essere consapevoli dei nostri stati emotivi, per connetterci in modo più profondo con noi stessi e comprendere meglio le nostre esigenze. Quando comprendiamo le nostre emozioni, diventiamo in grado di dare loro un significato e di agire in modo più consapevole e intenzionale.

La gestione delle emozioni è altrettanto importante. Significa imparare a regolare le nostre emozioni in modo che non ci dominino o ci travolgano. Ciò comporta lo sviluppo di abilità di autocontrollo, di resilienza emotiva e di capacità di adattamento alle sfide della vita. 

Quando siamo in grado di gestire le nostre emozioni, siamo più in grado di affrontare lo stress, risolvere i conflitti e mantenere relazioni sane e appaganti. Ma ricordiamo: una vita emotivamente sana non significa necessariamente evitare alcuni tipi di  emozioni o cercare costantemente la felicità. 

Significa piuttosto accettare che le emozioni, di qualsiasi tipo, fanno parte dell’esperienza umana e che è normale provarle. Ciò significa anche imparare a navigare attraverso le sfide emotive con compassione e gentilezza verso noi stessi e gli altri.

Emozioni primarie e secondarie: suggerimenti per approfondire

Esplorare il tema delle emozioni e della loro influenza sulla psicologia umana può essere un viaggio avvincente e significativo. Per approfondire ulteriormente il tema ecco alcuni suggerimenti di lettura:

Inoltre, per una riflessione sulle emozioni primarie e secondarie dal punto di vista della psicologia dello sviluppo, suggeriamo Pedagogia delle emozioni. Lo sviluppo dell'autoregolazione emozionale da 0 a 10 anni, D. Fedeli, edizioni Anicia.

Se hai domande specifiche o desideri approfondire ulteriormente il tuo rapporto con le emozioni, considera la possibilità di partecipare a sessioni di counseling o terapia. Un terapeuta qualificato può aiutarti a esplorare le tue emozioni in modo più approfondito e a sviluppare strategie per affrontarle in modo sano ed efficace.

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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