Benessere a 360 gradi

La regolazione emotiva: come imparare a gestire le proprie emozioni

La regolazione emotiva è una competenza centrale per ogni essere umano. Essa permette di riconoscere e gestire le proprie emozioni, configurandosi, quindi, come una via necessaria per il benessere della persona.

Ginevra Cevenini
Psicologa Clinica
Pubblicato il
15.12.2021


La regolazione emotiva è una competenza centrale per ogni essere umano. Essa permette di riconoscere e gestire le proprie emozioni, configurandosi, quindi, come una via necessaria per il benessere della persona. L’importanza della capacità di riconoscere e modulare i propri stati emotivi si evince dai numerosi benefici che ne derivano.

La regolazione delle emozioni permette di:

  • Affrontare sia gli eventi positivi che le sfide della vita, anche qualora dovessero essere spiacevoli o fonte di conflitto;
  • Entrare in relazione con gli altri in maniera ottimale;
  • Procedere attraverso le diverse tappe di sviluppo della vita con strategie adeguate.

Che cos'è la regolazione emotiva?

La regolazione delle emozioni è l'insieme delle strategie che adoperiamo per gestire le emozioni che proviamo in un dato momento. Essa presuppone la capacità di

  1. Riconoscere e distinguere tra le diverse emozioni;
  2. Accettare il proprio vissuto emotivo, a prescindere che esso sia piacevole o spiacevole;
  3. Usare le emozioni come spinta nel raggiungimento di obiettivi personali o relazionali;
  4. Modulare gli aspetti modificabili dell'esperienza emotiva, come, intensità, contenuto e durata.
Ksenia Chernaya - Pexels

Come impariamo la regolazione delle emozioni?

Pensiamo a un bambino molto piccolo, che piange disperato per la perdita del suo gioco preferito. Come farà a calmarsi e "digerire" la tristezza che sta provando? Per imparare tutto questo è fondamentale che, fin dalla nascita, il piccolo abbia una figura di riferimento, un adulto, che possa insegnarglielo.

In particolare, come sostenuto dallo psicoanalista britannico Wilfred Bion, un ruolo cruciale sarebbe svolto dalla così detta rêverie materna, cioè dalla capacità dell'adulto (di solito la madre) di accogliere i segnali sensoriali ed emotivi del piccolo e restituirli in una forma che il suo sistema, in via di sviluppo, sia in grado di assimilare. La madre si configura, quindi, come la prima fonte di regolazione delle emozioni.

L'adulto non solo è in grado contenere, ma anche di rispecchiare l’emotività del bambino: mostrando stati d’animo coerenti con quelli del piccolo lo aiuta con più facilità a  riconoscerli.

Ivan Samkov - Pexels


Quali strategie possiamo adottare?

Al fine di gestire il nostro vissuto emotivo abbiamo a disposizione due macro-categorie di strategie

  1. Strategie interne:  hanno a che fare con la capacità di “stare” a contatto con l’emozione e “passare attraverso” il suo corso fisiologico, accogliendo questa esperienza come un momento prezioso per trarre informazioni su noi stessi e sui nostri bisogni. 
  2. Strategie esterne: prevedono il coinvolgimento di situazioni esterne per alterare il proprio stato emotivo e possono spaziare dalla ricerca di oggetti, distrazioni, sostanze, attività ecc.

Entrambe queste possibilità possono essere valide, se sfruttate in maniera flessibile. Maggiori difficoltà possono presentarsi quando viene utilizzata una strategia rigida, soprattutto se mira all’evitamento sistematico di un'esperienza emotiva, che si ritiene troppo difficile da esprimere o gestire.


Potrebbero interessarti