Crescita personale

Autoefficacia percepita: cos'è e perchè può cambiare la tua vita

Autoefficacia percepita: cos'è e perchè può cambiare la tua vita
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Roberta Caruso
Redazione
Psicologa Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
7.4.2020

L’autoefficacia percepita è la valutazione che attribuiamo a noi stessi riguardo la nostra capacità di saper fare o meno qualcosa. È la risposta alla domanda: “Quanto sono bravo?”, “Riesco a farlo?”, “Mi sento capace in questo?” L’autoefficacia percepita è legata a compiti specifici e alla nostra capacità di portarli a termine in un determinato modo. Influenza il nostro self empowerment, le nostre aspettative e quelle degli altri. Ci permette di costruire relazioni di qualità e guida la nostra quotidianità.

Capita spesso di confondere autoefficacia e autostima. Vediamo le principali differenze:

  • L’autostima è un giudizio sul proprio valore che si costruisce, fin dai primi anni di vita, per poter imparare ad amare se stessi;
  • L’autoefficacia è, come scrive lo psicologo sociale Albert Bandura, l’insieme di “valutazioni che le persone danno rispetto al sentirsi capaci di eseguire determinate azioni e di raggiungere livelli stabiliti di prestazione in specifici compiti e ambiti di vita”.

Autoefficacia alta vs autoefficacia bassa

Esistono vari livelli di autoefficacia e, in base a questi, possiamo distinguere effetti molto differenti sulla persona. Un livello alto consente di:

  • controllare e gestire l’ansia;
  • controllare le distrazioni e i pensieri poco utili;
  • affrontare al meglio le difficoltà, lo stress e i rischi;
  • migliorare la percezione del controllo sulla situazione;
  • avere obiettivi chiari.

Un livello basso provoca invece:

  • una sopravvalutazione delle capacità dell’altro;
  • una preoccupazione eccessiva per i propri fallimenti;
  • l’anticipazione degli scenari di insuccesso;
  • la paura di non essere abbastanza o atelofobia;
  • l’incapacità di concentrarsi adeguatamente su un compito.
Andrea Piacquadio - Pexels

Come influisce l’autoefficacia nella vita quotidiana?

“Le convinzioni di autoefficacia influenzano il modo in cui le persone, si sentono, trovano le motivazioni personali ed agiscono” Albert Bandura

Se mi reputo una persona con molta autoefficacia tenderò a mettermi in gioco più facilmente, ad avere meno timore delle nuove sfide e ad attribuire eventuali insuccessi al mio scarso impegno. Mi sentirò all’altezza del compito e, di conseguenza, avrò la forza e la volontà per riprovare e cambiare l’esito degli eventi. A lavoro, ad esempio, una buona autoefficacia si traduce nell'adottare un comportamento assertivo richiedendo un aumento di stipendio, quando pensiamo di meritarlo.

Se mi reputo una persona con poca autoefficacia, tenderò a rimanere all’interno della mia comfort zone, lontano da imprevisti e sfide, ad essere più arrendevole e ad attribuire gli insuccessi alla mia scarse capacità. Non sentirsi all’altezza del compito, di conseguenza, porta a rinunciare a una sfida per timore di fallire nuovamente.

Come si costruisce l’autoefficacia?

L’autoefficacia si costruisce sfidando le nostre capacità. Paradossalmente, occorre fare qualcosa che non pensiamo di saper fare e, se ci riusciremo, avremo una considerazione positiva di noi. Questo è l’elemento fondante della fiducia in se stessi.

Si costruisce passo dopo passo attraverso l’esposizione continua a situazioni stimolanti o sfidanti e grazie all’aiuto di persone che credono in noi. Bisogna seguire la gradualità del processo. Esporsi prematuramente a contesti complessi o con difficoltà troppo elevate, infatti, ostacolerà la costruzione della fiducia in sé, mentre trovare la sfida più adeguata alle proprie caratteristiche consentirà più facilmente di costruire e di conseguenza accrescere l’autoefficacia percepita.

Questo processo può essere veicolato anche da un professionista del settore del benessere.

Pixabay - Pexels

Il circolo dell’autoefficacia percepita

L’autoefficacia dà origine ad un circolo che si autoalimenta sia in senso positivo sia in senso negativo. Presenta però un’evoluzione specifica. Guardiamo la versione in positivo:

  • autoefficacia;
  • fiducia in se stessi;
  • aumento rendimento e motivazione
  • investimento di maggiori risorse;
  • miglioramento della prestazione;
  • maggiori risultati;
  • autoefficacia.

Il modo in cui percepiamo noi stessi e le nostre capacità influisce sull’esito di ciò che facciamo, sulle decisioni che prendiamo, e soprattutto, sull’idea che abbiamo di noi stessi e che scegliamo di mostrare all’altro. L’autoefficacia consente di generare in noi un maggiore coinvolgimento, benessere percepito e positività.


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