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I sistemi motivazionali nelle relazioni interpersonali

I sistemi motivazionali nelle relazioni interpersonali
Anna Maria Carratelli
Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
30.1.2026
I sistemi motivazionali nelle relazioni interpersonali
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In ogni relazione siamo guidati da diverse motivazioni ed emozioni, che orientano il nostro comportamento e le nostre aspettative riguardo a sé, all'altro e alla relazione stessa. Nella prospettiva cognitiva evoluzionista, tali tendenze sono definite sistemi motivazionali. In questo articolo vediamo cosa sono i sistemi motivazionali e il loro ruolo nelle relazioni di coppia e nella relazione terapeutica.

Quali sistemi motivazionali si attivano nelle relazioni?

Le motivazioni che si attivano nelle relazioni possono variare a seconda delle richieste specifiche dell'ambiente sociale e tendono a modificarsi o disattivarsi quando i bisogni individuali all'interno della relazione vengono soddisfatti, lasciando spazio a nuove spinte motivazionali. In questo contesto, il modello dei sistemi motivazionali interpersonali si è rivelato particolarmente utile per comprendere le differenze individuali nella motivazione e nel comportamento nei diversi contesti sociali (Esposito et al., 2023). Tali motivazioni possono essere guidate dai seguenti sistemi:

  • sistema di attaccamento: si attiva a seguito di una percezione di pericolo e ha come scopo la ricerca di vicinanza e di cura protettiva. Una volta ottenuta la protezione, si manifestano emozioni di conforto, gioia, sicurezza, fiducia e il sistema motivazionale si disattiva. Se invece non si ottiene quanto sperato, vi possono essere emozioni di paura, collera, tristezza da perdita, disperazione, distacco emozionale.
  • sistema agonistico: si attiva quando vi è la percezione di competizione per un numero limitato di risorse. Si disattiva quando l'altro, il “competitor”, si arrende. Le emozioni che accompagnano questo sistema motivazionale sono: collera, sfida, trionfo, orgoglio, disprezzo, superiorità. Gli ostacoli al raggiungimento dello scopo possono essere: paura da giudizio, vergogna, umiliazione, tristezza, invidia.
  • sistema di accudimento: è attivato con l’offerta di cura a seguito di un “grido di aiuto” da parte di qualcuno, percepito in uno stato di pericolo e vulnerabilità. I comportamenti dell'accudimento sono guidati da: cura, tenerezza protettiva, gioia, senso di colpa o compassione.
  • sistema cooperativo: si attiva quando l'altro viene riconosciuto nella sua unicità e alterità, e percepito come una risorsa nel raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi. Le emozioni che accompagnano la cooperazione sono: gioia, condivisione, lealtà, reciprocità, empatia, fiducia. Gli ostacoli alla cooperazione possono essere: colpa, rimorso, isolamento e solitudine, sfiducia, odio.
  • sistema sessuale: si attiva o per variabili interne all'organismo, quali assetti ormonali, o per segnali di seduzione da parte di un'altra persona. All'interno di una coppia sessuale, possono manifestarsi successivamente anche altri sistemi motivazionali, arricchendone l'esperienza intersoggettiva. Il sistema sessuale è guidato da attrazione e desiderio erotico, piacere erotico, mutualità erotica, ed è ostacolato da paura, pudore, gelosia.
I sistemi motivazionali nelle relazioni accudimento
Pixabay - Pexels

Le origini teoriche dei sistemi motivazionali interpersonali

Il concetto di sistemi motivazionali interpersonali nasce dall’integrazione tra la teoria dell’attaccamento di John Bowlby (psichiatra e psicoanalista britannico) e le prospettive evoluzionistiche e neuroscientifiche più recenti. Secondo Bowlby, i comportamenti di attaccamento sono innati e hanno una funzione adattiva, favorendo la sopravvivenza attraverso la ricerca di protezione e vicinanza. Negli anni '90, lo psichiatra e psicoterapeuta italiano Giovanni Liotti ha ampliato questo modello, identificando diversi sistemi motivazionali che guidano le interazioni umane.

Questi sistemi sono considerati “programmi” evolutivamente selezionati, ciascuno con scopi specifici per la regolazione delle relazioni sociali e della sopravvivenza (Liotti, 2001). In tempi più recenti, è stato sviluppato e validato un questionario composto da 50 item per misurare l’attivazione degli otto sistemi motivazionali interpersonali (IMS) negli adulti (Esposito et al., 2023). Le neuroscienze hanno suggerito che questi sistemi possono essere associati a specifiche reti cerebrali e a pattern di attivazione emotiva, come evidenziato dagli studi di Paul Ekman (psicologo e ricercatore sulle emozioni) che ha evidenziato la presenza di emozioni universali spesso collegate a risposte motivazionali automatiche.

Dall'attaccamento all'accudimento: chiedere cura e sapersi curare

L'attaccamento si identifica in una richiesta di cura e ricerca di protezione, mentre l'accudimento è orientato dall'offerta di cura, in risposta a una richiesta di aiuto. Questi due sistemi sono fra di loro strettamente collegati:

  • l'attaccamento, la ricerca di vicinanza e cura, orienta tipicamente la motivazione relazionale del bambino verso la madre o verso un'altra figura di attaccamento;
  • l'accudimento, l'offerta di cura e protezione, orienta invece le emozioni e i comportamenti tipici della figura adulta verso il bambino.

Le motivazioni sottostanti la richiesta di vicinanza e l'offerta di cura sono innate e rimangono presenti in noi tutta la vita, attivandosi anche in altri tipi di relazioni.

Ogni volta che percepiamo una richiesta di aiuto o di difficoltà da parte di qualcuno, potremmo essere spinti ad aiutare e a dare protezione, motivati dall'accudimento. Ogni volta che abbiamo bisogno di cura e protezione, potremmo essere motivati dall'attaccamento a cercare conforto.

Nei casi in cui, in infanzia, il genitore abbia risposto al bisogno di attaccamento soddisfacendo le richieste di protezione, cura e vicinanza, in età adulta si svilupperà una percezione di sé come degno d'amore, con fiducia nell'altro, sicurezza e libertà di esplorare l'ambiente circostante, interiorizzando la possibilità di accudire e autoaccudirsi.

Vi sarà quindi maggiore curiosità e stimolazione a esplorare e intraprendere le relazioni con gli altri anche con altre motivazioni, considerandoli come pari, sviluppando relazioni di reciprocità e cooperazione.

Se invece il bisogno di conforto e vicinanza protettiva non è stato soddisfatto in infanzia, potrebbe svilupparsi un attaccamento insicuro o disorganizzato, in cui vi sarà una percezione di sé come indegno e non meritevole d'amore, con possibile mancanza di fiducia o, all'opposto, idealizzazione dell'altro, con difficoltà nell'auto-accudimento.

sistemi motivazionali nella coppia
Jasmine Carter - Pexels

Quale sistema motivazionale “funziona” nella coppia?

La stessa relazione di coppia può essere guidata, in momenti diversi, da diverse motivazioni: accudimento, attaccamento, agonismo, sessualità, cooperazione.

Nella relazione con il partner, un ruolo di primaria importanza è dato dal sistema motivazionale cooperativo, caratterizzato da: reciprocità, empatia, condivisione di obiettivi, rispecchiamento reciproco, legittimazione delle emozioni dell'altro (riconosciute valide come le proprie) e, al contempo, integrando l'unicità e alterità del partner.

Quando in una relazione di coppia si è maggiormente motivati da ricerca di cura e dalla richiesta di protezione, vi è il rischio di identificare l'altro come figura accudente, riconoscendolo come “il soccorritore”. Al contrario, quando si è eccessivamente accudenti nei confronti del partner, percependolo come vulnerabile e rispondendo a richieste di aiuto in modo controllante o eccessivamente accudente, si può generare nell'altro un'aspettativa di dipendenza o di salvezza.

Nel funzionamento della coppia, le motivazioni che maggiormente guidano una sana relazione sono quelle di cooperazione: attenzione reciproca, condivisione delle esperienze, costruzione di significati comuni, esplorazione congiunta del mondo, libertà di esprimere le proprie emozioni, riconoscimento degli stati mentali e delle motivazioni dell'altro, percezione dell'altro come pari.

Riconoscere nell'altro le capacità di autocura, autoregolazione, autoconoscenza e le risorse in esso presenti, consente a entrambi i partner di avere un ruolo attivo e flessibile nella coppia.

sistema motivazionalie e terapia psicologica
Tima Miroshnichenko - Pexels

Relazione terapeutica e cooperazione

I sistemi motivazionali sono innati, ma non sono rigidi e inflessibili. Questo permette di lavorare sulla percezione di sé e di allenare l'auto-accudimento. In terapia, la persona può essere motivata inizialmente da una richiesta di aiuto, e quindi di attaccamento, che il terapeuta in un primo momento valida e riconosce, alleandosi con la sua sofferenza.

Paziente e terapeuta lavorano insieme per perseguire un obiettivo condiviso, attivando il sistema cooperativo. In questo modo, la terapia può diventare un’esperienza relazionale correttiva.

Attraverso il rispecchiamento empatico nell'altro, la persona può rendere più flessibile l'idea di impotenza, passando dalla percezione di pericolo alla capacità di darsi conforto e auto-accudirsi.

Implicazioni cliniche dei sistemi motivazionali interpersonali

La comprensione dei sistemi motivazionali interpersonali è fondamentale in ambito clinico, poiché la loro attivazione o disfunzione può influenzare profondamente il benessere psicologico e la regolazione emotiva. Recentemente, è stato proposto che esista una disposizione biologica a identificare sei Temi di Vita fondamentali: Amore, Valore personale, Potere, Giustizia, Verità e Libertà. Questi contribuiscono a definire l’immagine di sé e del mondo, in stretta relazione ai sistemi motivazionali interpersonali (Veglia & Di Fini, 2017).

Quando uno o più sistemi motivazionali risultano disfunzionali, possono emergere difficoltà come: difficoltà nella regolazione delle emozioni (ad esempio un sistema di attaccamento iperattivato può portare a stati di ansia o paura intensa nelle relazioni); problemi di relazione, poiché la predominanza del sistema agonistico può favorire conflitti, competizione e isolamento sociale; e vulnerabilità alla psicopatologia, dal momento che la disorganizzazione dei sistemi motivazionali è spesso associata a disturbi come la depressione, i disturbi d’ansia e i disturbi di personalità.

In terapia, riconoscere quale sistema motivazionale è attivo permette di adattare l’intervento, promuovendo la flessibilità e la capacità di passare da un sistema all’altro in modo funzionale.

Strategie di intervento basate sui sistemi motivazionali interpersonali

L'applicazione pratica della teoria dei sistemi motivazionali interpersonali in psicoterapia si traduce in strategie mirate a favorire la consapevolezza e la regolazione dei diversi sistemi attivi nella relazione terapeutica e nella vita quotidiana. Alcune strategie utilizzate includono:

  • psicoeducazione sui sistemi motivazionali, che aiuta la persona a riconoscere i segnali di attivazione dei diversi sistemi, comprendendo come influenzano pensieri, emozioni e comportamenti;
  • ristrutturazione cognitiva, che lavora sulle convinzioni disfunzionali legate ai sistemi motivazionali, come la percezione di non essere degni di cura o la tendenza a vedere l'altro solo come "competitore";
  • sviluppo della flessibilità motivazionale, che promuove la capacità di passare da un sistema motivazionale all'altro in modo adattivo, ad esempio favorendo la cooperazione invece dell'agonismo nei conflitti;
  • esercizi esperienziali, in cui si utilizzano tecniche come il role-playing o l'immaginazione guidata per esplorare e modificare le risposte automatiche legate ai sistemi motivazionali.

Queste strategie possono essere integrate in diversi approcci terapeutici, come la terapia cognitivo-evoluzionista, la terapia interpersonale e, in particolare, la terapia focalizzata sulla compassione (CFT), che mira ad aiutare le persone a riconoscere quando attivano sistemi motivazionali basati sulla minaccia (dominante-sottomesso) e a favorire il passaggio verso sistemi motivazionali orientati alla sicurezza e alla compassione (Heriot-Maitland et al., 2019).

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Comprendere i sistemi motivazionali che guidano le nostre relazioni può essere il primo passo per costruire legami più sani, autentici e soddisfacenti. Se senti il bisogno di esplorare meglio le tue dinamiche relazionali, lavorare sulla tua capacità di cooperazione o imparare a riconoscere e regolare le tue emozioni, il supporto di uno psicologo può rappresentare un contributo importante. Con Unobravo puoi iniziare un percorso personalizzato, in cui sarai accompagnato da un professionista attento ed empatico, pronto ad aiutarti a sviluppare nuove risorse per il tuo benessere relazionale e personale. Non aspettare: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e fai il primo passo verso relazioni più consapevoli e appaganti.


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