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Il disturbo bipolare

Il disturbo bipolare
Il disturbo bipolarelogo-unobravo
Antonella Danesi
Redazione
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Pubblicato il
7.4.2022

Il disturbo bipolare (in inglese bipolar disorder) è una patologia psichiatrica complessa e tra le più invalidanti se non adeguatamente trattata; pur essendo molto diffuso, il bipolarismo incontra ancora oggi una difficile e tardiva identificazione diagnostica e di trattamento. In questo articolo approfondiremo quali sono i sintomi del bipolarismo, le cause e il trattamento raccomandato.

Bipolarismo: cos’è

Cosa significa bipolare? Il disturbo bipolare, definito anche bipolarismo, è un disturbo caratterizzato da una oscillazione del tono dell’umore, che è diversa dagli sbalzi d’umore che caratterizzano, ad esempio, il disturbo borderline di personalità. Il disturbo dell’umore bipolare è definito fasico, perché la persona bipolare attraversa delle vere e proprie fasi in cui si evidenziano significative alterazioni dell’umore, identificabili in episodi maniacali o ipomaniacali ed episodi depressivi. 

Queste variazioni differiscono anche dalla normale oscillazione tra tristezza ed euforia, legata ad esempio alla percezione di un’enorme potenzialità senza un corrispettivo progetto di realizzazione concreta. Per comprendere che cos'è il disturbo bipolare è bene tenere a mente che l’alternanza di stati umorali provoca:

  • una significativa instabilità timica;
  • alta intensità e labilità affettiva; 
  • alterazioni della psicomotricità e del sistema neurovegetativo;
  • difficoltà nel funzionamento sociale, lavorativo e interpersonale.

Nella sindrome bipolare la transizione da una fase all’altra a volte è rapida e immediata, altre volte, invece, è lenta e subdola. Talvolta è intervallata da un periodo di umore equilibrato, noto come eutimia. In genere, le fasi della depressione bipolare hanno maggior durata rispetto a quelle maniacali o ipomaniacali: tendenzialmente l’arco temporale va da qualche settimana a qualche mese, mentre le fasi maniacali o ipomaniacali durano una o due settimane. 

Come diagnosticare il disturbo bipolare?

Pur essendo un disturbo dell'umore come la depressione maggiore, il disturbo affettivo stagionale e la distimia, il disturbo bipolare nel DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali APA, 2013) ha un suo capitolo a parte, all’interno del quale la definizione di bipolarismo viene declinata in diverse forme: Disturbo bipolare 1, disturbo bipolare 2, disturbo ciclotimico, disturbo bipolare indotto da farmaci e altre categorie residuali. Tale distinzione diagnostica dipende dalla presenza e dalla rispettiva durata degli episodi depressivi, maniacali o ipomaniacali che caratterizzano il bipolarismo.

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Che cosa significa “essere” bipolare?

Partiamo con una considerazione: nessuno di noi dovrebbe essere identificato con la patologia di cui è portatore. Per questo motivo preferiamo, alla diffusa espressione "essere bipolare", “avere” il bipolarismo. 

Chi è affetto da questo disturbo avverte stati d’animo intensi che perdurano diversi giorni e non necessariamente derivanti da un fatto situazionale specifico. Vediamo nello specifico alcune caratteristiche del disturbo bipolare descrivendone i sintomi sul piano emotivo, cognitivo e comportamentale.

Bipolarismo: i sintomi 

Come riconoscere il disturbo bipolare? Una persona bipolare ha sintomi che variano a seconda della fase che sta attraversando. In un episodio maniacale, ad esempio, vediamo il disturbo bipolare con sintomi molto diversi da quelli che presenta durante un episodio depressivo. Vediamo più da vicino le diverse fasi e i sintomi corrispondenti.

 comportamento-bipolare
Nina Uhlíková - Pexels

L’episodio maniacale

Il bipolarismo in fase maniacale è un periodo dove l’umore è persistentemente elevato, espanso o irritabile, e in cui si riscontra un anomalo aumento dell’energia. Quanto dura la fase maniacale? Per essere definita tale la fase maniacale bipolare deve durare almeno una settimana

La persona che attraversa questa fase, caratterizzata da un’energia traboccante, avverte la sensazione di poter fare qualsiasi cosa e di doverlo fare con estrema urgenza, sovrastimando le proprie capacità e le aspettative di successo. Si ravvisa, infatti, un’autostima ipertrofica con eccessive tendenze di grandiosità e ottimismo. Sul piano affettivo vi è la presenza di esuberanza, estroversione ed euforia affiancate da labilità emotiva, disforia e scarsa tolleranza alla frustrazione. 

In termini psicomotori, ciò si traduce con una percezione di diminuita faticabilità, impulsività, irrequietezza e aumento di energia, che spesso portano il soggetto ad attuare condotte sessuali promiscue o ad abusare di sostanze psicoattive. Gli effetti della droga sul sistema nervoso possono poi peggiorare alcuni dei sintomi che abbiamo descritto.

Il paziente con disturbo bipolare in fase maniacale riscontra un diminuito bisogno di mangiare o dormire e questa agitazione, sul piano cognitivo, si manifesta attraverso una significativa accelerazione del flusso dei pensieri e un aumento di idee, con relativa perdita di nessi associativi tra esse a causa dell’intensa distraibilità. 

L’episodio ipomaniacale

Come l’episodio maniacale, anche l’episodio ipomaniacale è definibile come un periodo in cui l’umore è persistentemente elevato, espanso o irritabile, con un anomalo aumento dell’attività finalizzata o dell’energia. La differenza risiede nella minore durata (deve durare almeno quattro giorni) e intensità dei sintomi. 

Spesso non vi è percezione di malessere, poiché le persone tendono a manifestare un buon funzionamento avvertendo una sorta di slancio vitale. Si riscontra, infatti, loquacità e socievolezza, efficienza fisica e psichica, diminuito bisogno di sonno, aumento della libido, efficiente progettualità, maggiore spirito di iniziativa e aumento della motivazione nel lavoro e nel sociale. 

Allo stesso tempo possono manifestarsi maggiore instabilità, impazienza ed eccitabilità, che portano a un eccessivo coinvolgimento in attività che hanno potenziali conseguenze dannose (es. acquisti incontrollati, comportamenti sessuali sconvenienti, o investimenti finanziari avventati).

L’episodio depressivo

La depressione bipolare non si discosta molto dalla depressione maggiore unipolare. In genere, la depressione nel disturbo bipolare è molto profonda e caratterizzata da sintomi particolarmente significativi.  Tra i sintomi affettivi, quello centrale è l’umore depresso con uno stato emotivo prolungato di sconforto, sensazione di vuoto, pessimismo, scoraggiamento e disperazione. Vi è una marcata perdita di interesse e piacere verso il mondo esterno, per cui si manifesta una netta riduzione delle attività quotidiane. 

La persona è soggetta a un’alterazione del comportamento alimentare, per cui può manifestare maggior o minor appetito con conseguenti variazioni ponderali. Altre variazioni possono essere manifestate nel ritmo circadiano, in quanto è possibile riscontrare insonnia o ipersonnia

Degni di rilevanza clinica sono anche i sintomi cognitivi, che includono difficoltà di concentrazione e diminuzione della capacità di decision making. Parlando di depressione e autostima, osserviamo forti sentimenti di autosvalutazione e senso di colpa eccessivo e inappropriato. L’Episodio Depressivo nel disturbo bipolare è inoltre caratterizzato da ricorrenti pensieri di morte, ideazione suicidaria con o senza pianificazione e tentativo di suicidio.

depressione bipolare
Andrea Piacquadio - Pexels

Disturbo bipolare tipo 1 e 2

La fase di passaggio tra l’episodio maniacale e l’episodio depressivo può essere caratterizzata da un episodio misto, che subentra quando sussistono contemporaneamente sintomi ipomaniacali e depressivi. In questa fase si avvertono frequentemente stati d’ansia ed irritabilità. 

La combinazione di questi episodi fasici determina la diagnosi di tre tipi di disturbo bipolare:

  • disturbo bipolare di tipo 1
  • disturbo bipolare di tipo 2
  • disturbo bipolare ciclotimico

Il Disturbo bipolare di tipo 1

Il bipolarismo di tipo 1 è caratterizzato dalla presenza di uno o più episodi maniacali, solitamente accompagnati da episodi depressivi. Durante gli episodi maniacali, data la scarsa capacità di giudizio, non si ha la percezione del proprio stato persistentemente elevato per cui, molto spesso, vi è forte resistenza al trattamento e possono manifestarsi atteggiamenti ostili.

Il Disturbo bipolare di tipo 2

Il bipolarismo di tipo 2 è caratterizzato dalla presenza di almeno un episodio ipomaniacale  della durata di almeno 4 giorni, accompagnato da uno o più episodi depressivi. L’assetto mentale può inficiare marcatamente il funzionamento sociale, relazionale o lavorativo. Una differenza tra disturbo bipolare 1 e 2 è che risultano assenti i sintomi psicotici, presenti nel disturbo bipolare di tipo 1 ma non in quello di tipo 2.

Il Disturbo bipolare ciclotimico

Il disturbo bipolare ciclotimico, noto anche come ciclotimia, si distingue per l’alternanza di episodi depressivi e ipomaniacali che si verificano, però, con elevata frequenza per almeno 2 anni. Secondo il DSM-5, tale disturbo è connotato da una fluttuante e cronica alterazione dell’umore di lieve intensità, che causa complicazioni sul piano psicosociale.

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Disturbo bipolare e aggressività 

Quando si parla di persone con disturbo bipolare, molto spesso si immaginano condotte violente e aggressive. L’irritabilità e talvolta la rabbia che caratterizzano l’episodio maniacale conducono a un atteggiamento maggiormente oppositivo e ostile verso gli altri, che possono degenerare in comportamenti aggressivi. Ma quanto spesso accade? 

A rispondere sono i risultati della ricerca condotta su 151 soggetti affetti da disturbo bipolare da un gruppo di clinici del Centro Disturbi dell’Umore di San Raffaele Turro. La ricerca ha osservato che solo 1 paziente su 100 ha manifestato agiti aggressivi verso persone, mentre dai restanti si sono registrati comportamenti violenti verso oggetti o episodi di violenza verbale. 

La ricerca ha mostrato anche come gli episodi di aggressività nei pazienti bipolari siano concentrati soprattutto nelle fasi acute della malattia e, nella maggior parte dei casi, se in comorbidità con un  disturbo da abuso di sostanze. Quest’ultimo è da considerare come un significativo fattore di rischio, in quanto aumenta l’agitazione psicomotoria e innalza i livelli di violenza verbale e fisica verso oggetti o persone.

Disturbo bipolare: le cause

Cosa scatena il disturbo bipolare? Nell’eziopatogenesi del bipolarismo concorrono molteplici fattori sia genetici, che biologici e psicologici. Molti si chiedono se il bipolarismo è ereditario. In effetti la componente ereditaria, scientificamente dimostrata, riveste un ruolo di spessore poiché aumenta di più di 10 volte il rischio di sviluppare tale disturbo, specie se ad esserne affetto è un parente di primo grado. 

Dal punto di vista biologico, sono state osservate alterazioni dei livelli di alcuni neurotrasmettitori che regolano l’umore e il controllo degli impulsi come noradrenalina serotonina e dopamina. Sembrerebbe tuttavia opportuno considerare il coinvolgimento non di un unico sistema neurotrasmettitoriale, bensì dei diversi sistemi integrati tra loro. 

La componente genetica e biologica vanno a intrecciarsi con i fattori psicosociali nel favorire la comparsa del disturbo, come il contesto familiare e ambientale e la presenza di eventi stressanti (come lutti, trasferimenti, perdita del lavoro). Nel disturbo bipolare le cause scatenanti sono quindi da ricondurre a più fattori combinati insieme.

disturbo bipolare cura definitiva
Tima Miroshnichenko - Pexels

Si può guarire dal bipolarismo?

“Passerà questa sofferenza?” “Sto rovinando la mia vita, come posso evitare ciò?”, “Quando potrò avere una vita normale?” Questi sono gli interrogativi più comuni delle persone che si chiedono se si può guarire definitivamente dal disturbo bipolare.

Benché sia un disturbo che ha impattanti ripercussioni sul funzionamento individuale, la letteratura scientifica mostra che la condizione di sofferenza può essere gestita e che la persona può imparare come convivere con il disturbo bipolare. La maggioranza delle persone con disturbo bipolare può raggiungere una discreta stabilizzazione dell’umore e condurre una vita soddisfacente.

Nel disturbo bipolare la cura senza farmaci non è possibile: un trattamento farmacologico adeguato e calibrato in base alla fase di malattia è imprescindibile. Per aumentarne l’efficacia, risulta necessario abbinarlo alla psicoterapia, volta a migliorare l’aderenza al trattamento farmacologico e lo stile di vita del soggetto, a eliminare eventuali sintomi residui e a monitorarne l’evoluzione.

Le linee guida per il disturbo bipolare indicano come trattamenti efficaci la psicoterapia cognitivo comportamentale e la psicoterapia interpersonale. Oltre a ciò, risulta opportuno associare interventi di psicoeducazione sul disturbo bipolare, sia con l’obiettivo di accrescere la conoscenza della malattia bipolare che di aumentare le capacità di gestione della stessa attraverso specifiche strategie e abilità. 

Tra gli psicologi online del team di Unobravo ci sono anche professionisti specializzati in psicoterapia, che possono implementare un percorso di cura del disturbo bipolare, tenendo sempre a mente l’unicità di ogni storia e ogni paziente.

Film e libri sul disturbo bipolare

In conclusione di questo articolo propongo una lista di libri e film sul bipolarismo, che rendono visibile il vissuto e il comportamento di una persona con bipolarismo, al fine di riflettere su quanto sia possibile e necessario andare oltre lo stigma sociale.

Film sul bipolarismo

  • Il lato positivo”, dove Bradley Cooper interpreta il ruolo di un uomo affetto da disturbo bipolare.
  • Mr Jones” con Richard Gere, che che vive tra euforia e disperazione.
  • Sucker Punch, in cui Babydoll è una ragazza accusata ingiustamente di aver ucciso la sorella e rinchiusa in un istituto di igiene mentale.
  • American Psycho”, che racconta la storia di uno yuppie affetto da disturbo bipolare.
  • The hours,  in cui una straordinaria Nicole Kidman interpreta splendidamente la scrittrice inglese Virginia Woolf, affetta da disturbo bipolare.
  • Shes so lovely”, che racconta la storia di un uomo che manifesta il disturbo in seguito ad una violenza subita da sua moglie.

Libri sul bipolarismo

 

"In modo inesprimibile, la psicoterapia risana. Dà senso in qualche modo alla confusione, tiene a freno i sentimenti e i pensieri che impauriscono, restituisce un certo controllo e la speranza, e la possibilità di imparare da tutto questo... Nessuna pillola mi può aiutare ad affrontare il problema di non voler prendere pillole; nello stesso modo, nessun tipo di psicoterapia è in grado, da sola, di prevenire la mia mania e la mia depressione. Ho bisogno di entrambe"  da “Una mente inquieta”, Jamison K.R., 1995. 

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