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Gli effetti della droga sull’organismo

Gli effetti della droga sull’organismo
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
8.1.2026
Gli effetti della droga sull’organismo
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Partiamo col dire che in ambito scientifico, il termine droga può essere utilizzato in senso ampio per riferirsi a qualsiasi sostanza psicoattiva, indipendentemente dal fatto che sia legale, illegale o impiegata come farmaco. Non indica quindi soltanto le sostanze proibite, ma anche quelle usate in ambito medico (in inglese drug significa genericamente “farmaco”) o comunemente consumate nella vita quotidiana, come la nicotina del tabacco, l’alcol o la caffeina presente nel caffè e nel tè.

In questo articolo scopriremo cosa succede esattamente al nostro organismo quando consumiamo queste sostanze.

Droghe: una panoramica

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le droghe come sostanze che, assunte attraverso diverse modalità — inalazione, ingestione, iniezione, assorbimento cutaneo o mucoso — sono in grado di produrre alterazioni temporanee dello stato psico-fisico dell’individuo, modificandone l’umore, le percezioni o le attività mentali.

Gli effetti della droga sul corpo umano sono molteplici e variano a seconda della quantità e della tipologia di sostanza assunta.

In generale, tutte le sostanze psicoattive agiscono sul cervello sfruttando il complicato circuito dei neuroni responsabili del piacere. Le droghe possono essere oggetto di abuso e generare una forte dipendenza, sia fisica che psichica:

  • la dipendenza psichica è legata al pensiero di non poter più vivere senza la droga, generando sintomi di astinenza emotivo-motivazionali come uno stato di disagio o di insoddisfazione frequente, una ridotta capacità di provare piacere, oppure ansia
  • la dipendenza fisica è innescata dalla capacità delle droghe di alterare alcuni importanti processi che hanno luogo nel cervello. Il corpo si adatta alla presenza della sostanza e non riesce a farne a meno, soffrendo, in caso di un consumo insufficiente, di crisi di astinenza che causano sintomi anche molto intensi. Pensiamo, per esempio, alla dipendenza da psicofarmaci.

Quali sono gli effetti della droga?

Gli effetti degli stupefacenti sono potenzialmente ampi e possono impattare a lungo sulla vita di una persona. L’abuso di droghe e la dipendenza patologica, infatti, possono portare a effetti sulla salute sia a breve che a lungo termine. Le droghe non colpiscono solo il corpo, ma possono influenzare la tua salute mentale, le tue finanze, le tue relazioni e la tua vita sociale.

Gli effetti della droga sull’organismo sono diversi a seconda della sostanza utilizzata. Alcune possono far sentire più svegli, vigili ed energici. Altre danno una sensazione di calma e relax. Alcune alterano le percezioni e possono causare allucinazioni. Altre ancora potrebbero far sentire insensibili.

L’uso a lungo termine e dosi maggiori di droga hanno effetti negativi che possono danneggiare seriamente la salute. I danni causati dalle droghe sono molteplici, compresi i rischi di malattia virale dovuti alla condivisione di aghi e danni permanenti al cervello e ad altri organi.

Vediamo ora nel dettaglio i vari effetti della droga sulle persone, sul loro corpo e la loro mente.

Effetti sul sistema nervoso

Le droghe agiscono sul sistema nervoso alterando l’equilibrio dell’organismo e generando una forte dipendenza. Gli effetti della droga sul sistema nervoso sono diversi e le vittime principali sono i neurotrasmettitori, sostanze che permettono al nostro sistema cerebrale di funzionare correttamente: pensiamo a endorfina, serotonina e dopamina.

Per capire meglio come agiscono le droghe sul sistema nervoso, prendiamo come esempio l’uso di cocaina, che può modificare la corteccia prefrontale, l’area che controlla il comportamento e la capacità decisionale, fino a provocare crisi e sofferenza associabili a quelle della schizofrenia paranoide.

L’effetto delle droghe sul sistema nervoso è molto subdolo, poiché quel breve piacere iniziale può costare vuoti di memoria nel cervello paragonabili a quelli degli anziani, fino a portare a demenza precoce e Alzheimer.

Ma come agiscono le droghe sui neurotrasmettitori? L’assunzione di droghe aumenta il rilascio di questi ultimi, innescando il cosiddetto “sistema della ricompensa”: maggiore è la produzione di dopamina, neurotrasmettitore legato al piacere, maggiore sarà la necessità di assumere la sostanza per provare nuovamente una sensazione di benessere. Scopriamo insieme nel dettaglio cosa provoca la droga al sistema nervoso.

Effetti psicologici

Tutte le droghe aggrediscono le cellule del cervello e possono avere effetti negativi. Una grave conseguenza dell’assunzione di droghe sul sistema nervoso centrale è la diminuzione della capacità di apprendimento, di memorizzazione, della capacità affettiva e di giudizio critico.

Inoltre, le persone che assumono droga da giovani risultano avere un minor controllo sugli impulsi, una coordinazione motoria ridotta e una maggiore tendenza all’aggressività. I ragazzi possono cadere vittime della droga per molte ragioni, come una bassa autostima.

Un altro motivo può essere il connubio tra ansia sociale e adolescenza. L’alcol, infatti, può essere utilizzato dai ragazzi per sentirsi più sicuri nelle relazioni con i pari, diventando una sorta di “sostegno emotivo” per la fobia sociale.

Per i giovanissimi che consumano marijuana e simili, inoltre, ci sono maggiori pericoli di disturbi psicologici e psichiatrici che possono sfociare nella schizofrenia.

gli effetti delle droghe
Mishal Ibrahim - Unsplash

Dati epidemiologici sull’impatto delle droghe sul sistema nervoso

Secondo il rapporto ESPAD Italia 2023 dell’Istituto Superiore di Sanità, l’età media del primo contatto con sostanze psicoattive tra gli adolescenti italiani è intorno ai 15 anni, un dato che conferma la precocità dell’esordio e la vulnerabilità neurobiologica di questa fascia d’età.

Nel 2022, circa il 27% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno. Un aspetto particolarmente rilevante è la crescita della poliassunzione, ovvero l’uso combinato di più droghe o la combinazione tra droghe e alcol.

Questo pattern non solo aumenta la probabilità di dipendenza, ma può anche amplificare i rischi neurologici: le sostanze possono interagire tra loro alterando i sistemi di neurotrasmissione, potenziando l’effetto tossico sul cervello e aumentando l’imprevedibilità delle reazioni fisiologiche.

Questi elementi confermano la necessità di strategie di prevenzione mirate, interventi educativi tempestivi e una maggiore consapevolezza sugli effetti delle sostanze psicoattive, soprattutto nelle fasce d’età più esposte.

Meccanismi neurobiologici: come le droghe possono alterare il cervello

Le droghe psicoattive agiscono sul sistema nervoso centrale interferendo con il funzionamento di specifiche aree cerebrali e dei neurotrasmettitori. Ogni sostanza può colpire in modo diverso alcune regioni chiave del cervello, modificando funzioni cognitive, emotive e comportamentali.

  • Corteccia prefrontale: questa area è responsabile del pensiero critico, della pianificazione e del controllo degli impulsi. L’uso di sostanze come cocaina e alcol può ridurre la capacità di prendere decisioni consapevoli e aumentare la tendenza a comportamenti impulsivi.
  • Ippocampo: fondamentale per la memoria e l’apprendimento, l’ippocampo può essere danneggiato da droghe come cannabis e alcol, portando a difficoltà di memorizzazione e a una ridotta capacità di apprendere nuove informazioni.
  • Amigdala: coinvolta nella regolazione delle emozioni e delle risposte allo stress, l’amigdala può essere iperstimolata da sostanze come le amfetamine, favorendo stati di ansia, paura o aggressività.
  • Sistema della ricompensa (nucleo accumbens): molte droghe aumentano il rilascio di dopamina in questa regione, generando una sensazione intensa di piacere che può contribuire allo sviluppo di dipendenza.
    Secondo una revisione pubblicata su "Nature Reviews Neuroscience" (Volkow et al., 2016), l’alterazione di questi circuiti cerebrali può essere alla base sia degli effetti acuti che dei danni a lungo termine delle droghe sul sistema nervoso.

Danni fisici e psicologici sul sistema nervoso: sintomi e conseguenze

L’assunzione di sostanze psicoattive può determinare un’ampia gamma di danni fisici e psicologici al sistema nervoso. Distinguere tra queste due categorie è essenziale per identificare precocemente i segnali di allarme e intervenire in modo adeguato. L’abuso di droghe — sia tradizionali sia emergenti — è stato associato a manifestazioni neurologiche gravi e a conseguenze a breve e lungo termine sul funzionamento cerebrale (Stitt & Kumar, 2020).

Danni fisici sul sistema nervoso:

  • Convulsioni ed episodi epilettici
    Sostanze come cocaina e amfetamine possono aumentare la probabilità di crisi convulsive. L’abuso di droghe è inoltre associato a complicanze neurologiche acute, tra cui ictus ischemici ed emorragici, che possono insorgere anche entro un’ora dall’assunzione (Neiman et al., 2000).
  • Deterioramento delle cellule nervose
    L’uso cronico di alcol, ecstasy o metanfetamine può contribuire alla perdita irreversibile di neuroni, con conseguenti deficit nelle funzioni cognitive superiori. Qui è importante non dare per scontato che la perdita sia uniforme: la vulnerabilità è modulata da quantità, frequenza e predisposizione individuale.
  • Neuropatie periferiche
    Alcune sostanze, come l’eroina o solventi inalanti, possono danneggiare i nervi periferici, causando formicolii, debolezza muscolare e riduzione della sensibilità.

Danni psicologici e comportamentali:

  • Disturbi dell’umore: ansia, depressione, irritabilità e labilità emotiva sono frequenti nei consumatori abituali, anche dopo la sospensione. Attenzione: i disturbi dell’umore possono essere concomitanti e non sempre direttamente causati dalla sostanza.
  • Alterazioni della percezione: allucinazioni visive, uditive o somatiche possono insorgere con l’uso di allucinogeni (es. LSD) o stimolanti ad alte dosi.
  • Compromissione della memoria e dell’attenzione: si osservano difficoltà di concentrazione, rallentamento cognitivo e problemi nella memoria di lavoro, soprattutto in consumi intensivi o prolungati.
  • Riduzione dell’autocontrollo: l’interferenza nei circuiti prefrontali può ridurre la capacità di inibizione degli impulsi, favorendo comportamenti rischiosi o aggressivi.

I sintomi e le conseguenze variano in relazione al tipo di sostanza, alla quantità assunta, alla modalità d’uso e alla vulnerabilità neurobiologica della persona.

Segnali di allarme negli adolescenti

Riconoscere precocemente i segnali di allarme legati agli effetti delle droghe sul sistema nervoso può fare la differenza, soprattutto in età adolescenziale, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo.

Ecco alcuni segnali da non sottovalutare:

  • Cambiamenti improvvisi nel rendimento scolastico: difficoltà di concentrazione, calo della memoria e disinteresse per le attività abituali possono essere indicatori di alterazioni cognitive.
  • Variazioni dell’umore e del comportamento: irritabilità, aggressività, apatia o isolamento sociale possono riflettere un impatto sulle aree cerebrali che regolano le emozioni.
  • Disturbi del sonno: insonnia, sonnolenza diurna o inversione del ritmo sonno-veglia sono frequenti tra chi fa uso di sostanze.
  • Problemi di coordinazione motoria: goffaggine, tremori o difficoltà nei movimenti possono essere segni di danno neurologico.
  • Allucinazioni o deliri: la comparsa di percezioni alterate della realtà, anche episodiche, richiede sempre un approfondimento specialistico.

Secondo il National Institute on Drug Abuse (NIDA, 2022), la tempestiva individuazione di questi segnali può favorire un intervento precoce e ridurre il rischio di danni permanenti al sistema nervoso.

Le conseguenze delle droghe sul cervello

L’uso cronico di droghe può alterare la struttura e il funzionamento del cervello di una persona, con conseguenti effetti psicologici a lungo termine. Tra i principali effetti delle droghe sul cervello troviamo:

L’uso di droghe a lungo termine può anche influenzare la memoria, l'apprendimento e la concentrazione di una persona, gli effetti neurologici interferiscono sul normale funzionamento cerebrale, alterando percezioni, pensieri, azioni e soprattutto la capacità di memorizzare e ricordare.

Ciò risulta ancor più marcato se l’uso di droghe avviene in una persona di giovane età, il cui cervello è ancora in fase di maturazione. Tutte le droghe e l'alcol, soprattutto se assunte durante l’adolescenza, possono causare anomalie anche gravi nel funzionamento neuro-psichico dell'individuo, soprattutto creando una memorizzazione distorta delle percezioni, delle esperienze e delle sensazioni sotto l’effetto di sostanze.

Effetti della droga a breve e lungo termine

L’uso di droghe può determinare numerose conseguenze a breve e lungo termine sia sul corpo umano sia sul funzionamento psicologico. È importante ricordare che non tutte le persone manifestano gli stessi sintomi e che l’entità dei danni dipende da diversi fattori: tipo di sostanza, quantità, frequenza d’uso, vulnerabilità individuale e presenza di altre condizioni fisiche o psicologiche.

Comportamenti a rischio

L’assunzione di sostanze può compromettere il giudizio, la capacità di attenzione e i riflessi, aumentando la probabilità di incidenti domestici, stradali o lavorativi. Gli effetti sulla guida sono tra i più documentati: molte droghe riducono la lucidità, alterano la coordinazione motoria e rallentano i tempi di reazione. In condizioni di intossicazione è inoltre più probabile:

  • mettere in atto comportamenti aggressivi o violenti;
  • prendere decisioni impulsive;
  • perdere temporaneamente la capacità di pensare con chiarezza, di ragionare e di risolvere problemi complessi;
  • alterare il ciclo sonno–veglia, con conseguente difficoltà ad addormentarsi o mantenere un sonno ristoratore.

Danni fisici a lungo termine

L’uso ripetuto può causare danni a diversi organi e sistemi del corpo. Tra i più frequenti:

  • Apparato respiratorio: irritazione cronica, bronchiti, polmoniti e complicanze potenzialmente fatali, soprattutto in chi fuma sostanze come tabacco, crack o eroina.
  • Apparato cardiovascolare: aumento del rischio di aritmie, infarti o ictus.
  • Stomaco e apparato gastrointestinale: nausea persistente, gastrite, pancreatite e compromissione dell’assorbimento dei nutrienti.
  • Fegato e reni: danni da sovraccarico tossico, in particolare con alcol, solventi o sostanze sintetiche.
  • Cervello e sistema nervoso: alterazioni della memoria, riduzione delle funzioni esecutive, neuropatie periferiche e possibili cambiamenti strutturali in caso di uso intenso e prolungato.

Conseguenze correlate alla modalità di assunzione

  • Malattie infettive: condividere aghi o strumenti contaminati aumenta il rischio di infezioni come HIV, epatite B e C.
  • Segni cutanei: presenza di punture, vene collassate, lesioni cutanee o infezioni locali.
  • Effetti estetici: acne persistente, alopecia, alterazioni della peluria corporea nelle donne (ipertricosi), invecchiamento precoce della pelle.

Danni durante la gravidanza

L’uso di droghe in gravidanza può avere ripercussioni sullo sviluppo fetale, comportare basso peso alla nascita, sindrome da astinenza neonatale o altri problemi di sviluppo. Oltre ai rischi fisici, la tossicodipendenza può compromettere la capacità genitoriale, ostacolando la creazione di un ambiente stabile e sicuro per il bambino.

Effetti sulla bocca, sulla mascella e sui denti

Il consumo cronico può portare a digrignamento dei denti, serramento mandibolare, carie profonde, perdita dei denti, infiammazione delle gengive e alitosi. Questi problemi sono particolarmente evidenti con stimolanti come metanfetamine o MDMA.

Effetti sulla mente e sulla personalità

  • sbalzi d’umore improvvisi e irritabilità;
  • comportamento imprevedibile e disorganizzato;
  • episodi psicotici con perdita di contatto con la realtà;
  • isolamento sociale e ritiro dalle relazioni significative;
  • difficoltà nell’esprimere emozioni, con tendenza ad accumulare risentimento o rancore non comunicato.
danni delle droghe
Isi Parente - Unsplash

Rischi ed effetti delle droghe più comuni sull'organismo

Andiamo ora ad approfondire i vari tipi di droga e gli effetti che provocano sul corpo e sulla mente.

Cannabinoidi

I cannabinoidi comprendono un insieme di sostanze psicoattive derivate dalle infiorescenze femminili della pianta di Cannabis sativa. Tra le droghe illegali, i derivati della cannabis — come marijuana e hashish — sono tra i più diffusi.
Il principale principio attivo è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), che agisce legandosi ai recettori cannabinoidi di tipo CB1 e CB2, ampiamente distribuiti nel sistema nervoso centrale. Questi recettori modulano funzioni come movimento, coordinazione motoria, memoria, percezione del tempo e processi cognitivi complessi.

Effetti acuti

Gli effetti tipici includono una sensazione moderata di euforia, rilassamento e un’alterazione della percezione del tempo, che può sembrare “più lento” o rallentato. È frequente anche l’aumento dell’appetito (“fame chimica”).
Accanto a questi effetti, la letteratura documenta che alcuni cannabinoidi sintetici — spesso molto più potenti — possono indurre reazioni psicotiche acute. Al termine della fase euforica possono comparire ansia, agitazione, paura, diffidenza o episodi di panico, soprattutto in soggetti vulnerabili o in caso di dosaggi elevati.

Effetti collaterali

Tra gli effetti più frequentemente osservati figurano:

  • sonnolenza o letargia;
  • alterazioni della percezione spazio-temporale (con rischi significativi alla guida);
  • irritabilità e agitazione;
  • congiuntivite e arrossamento oculare;
  • midriasi (dilatazione delle pupille);
  • tachicardia e variazioni della pressione arteriosa.

Il THC, una volta assorbito, raggiunge aree cerebrali responsabili dell’orientamento spazio-temporale, della coordinazione motoria e della memoria. Ciò spiega le frequenti alterazioni dei processi cognitivi e mnemonici, spesso riferite come “non mi ricordo”.

Alcool

L’alcol contenuto nelle bevande alcoliche è l’etanolo, una molecola di piccole dimensioni e altamente solubile in acqua, capace di attraversare rapidamente le membrane biologiche e modificare l’attività mentale. Una parte dell’etanolo viene assorbita direttamente dallo stomaco e dall’intestino, senza necessità di digestione, e passa subito nel circolo sanguigno: per questo motivo, a stomaco vuoto gli effetti compaiono più rapidamente e risultano più intensi.
La maggior parte del metabolismo dell’alcol avviene nel fegato, che lo trasforma attraverso diversi enzimi (in primis alcol deidrogenasi).

Una volta in circolo, l’alcol raggiunge cuore, reni e soprattutto cervello, dove produce le sue manifestazioni più evidenti. L’etanolo agisce prevalentemente come depressore del sistema nervoso centrale, potenziando l’azione del GABA (principale neurotrasmettitore inibitorio) e inibendo il glutammato. In piccole dosi può generare una sensazione soggettiva di benessere e disinibizione, ma questa apparente “stimolazione” è in realtà una riduzione dei meccanismi di controllo inibitorio.

Effetti immediati dell’intossicazione alcolica

Gli effetti acuti più comuni includono:

  • euforia e sensazione di maggiore socievolezza;
  • riduzione dell’ansia e delle inibizioni;
  • difficoltà di attenzione e memoria a breve termine;
  • compromissione del controllo motorio e dei riflessi;
  • rallentamento del tempo di reazione.

Questi effetti spiegano perché la guida sotto l’effetto dell’alcol sia estremamente pericolosa.

Effetti a breve termine

Dopo l’intossicazione possono comparire:

  • nausea, vomito, vertigini;
  • cefalea e disidratazione (“post-sbornia”);
  • difficoltà di concentrazione e irritabilità;
  • disturbi del sonno.

Effetti a lungo termine

L’uso prolungato o eccessivo di alcol può provocare conseguenze molto più serie, tra cui:

  • dipendenza fisica e psicologica, con crisi di astinenza potenzialmente gravi;
  • danni al sistema nervoso: deficit cognitivi, alterazioni della memoria, difficoltà esecutive, fino alla demenza correlata all’alcol;
  • danni al fegato, tra cui steatosi epatica, epatite alcolica e, nei casi più gravi, cirrosi, caratterizzata da perdita irreversibile delle cellule epatiche;
  • aumento del rischio di tumori, patologie cardiovascolari e disturbi immunitari.

L’evoluzione dei danni dipende da quantità, frequenza, predisposizione genetica e condizioni di salute preesistenti.

effetti dell'alcol
Bermix Studio -  Unsplash

Anfetamine – Metanfetamine (Ecstasy/MDMA)

Le anfetamine sono sostanze che stimolano il sistema nervoso centrale. Le metanfetamine e l’MDMA (conosciuta come ecstasy), pur essendo anch’esse stimolanti, hanno anche alcune caratteristiche in comune con gli allucinogeni. Il loro effetto principale è quello di aumentare in modo significativo la quantità di serotonina, dopamina e noradrenalina disponibili nel cervello: neurotrasmettitori coinvolti nel piacere, nell’energia, nell’umore e nella regolazione emotiva. Proprio per questo chi assume queste sostanze sperimenta spesso, almeno nel breve periodo, una forte sensazione di benessere, una maggiore facilità a relazionarsi con gli altri, un senso di disinibizione e una percezione più intensa della musica e del movimento. È come se venissero abbattute molte barriere emotive e comunicative e tutto apparisse più fluido, immediato e coinvolgente.

L’attivazione prodotta dalle anfetamine può però diventare rapidamente eccessiva. Non è raro osservare iperattività, logorrea, incapacità di stare fermi, riduzione dell’appetito e una sensazione artificiosa di energia inesauribile. Questo “iperfunzionamento” spesso si accompagna a impulsività, irritabilità e, in alcuni casi, veri e propri episodi psicotici con deliri e allucinazioni. Il sistema cardiovascolare è fortemente sollecitato: possono verificarsi aritmie, incrementi significativi della pressione arteriosa, infarti o perfino emorragie cerebrali. Gli effetti, in genere, durano diverse ore e sono fortemente influenzati dal set (come la persona sta mentalmente) e dal setting (l’ambiente in cui si trova).

Le metanfetamine condividono molti degli effetti delle anfetamine, ma hanno un impatto ancora più evidente sulle relazioni interpersonali: aumentano in modo marcato la disinvoltura, abbassano drasticamente le difese, riducono il giudizio critico e fanno percepire tutto come più semplice e immediato. Studi internazionali hanno suggerito anche un possibile legame fra l’uso protratto di metanfetamine e un aumento del rischio di sintomi simili a quelli del morbo di Parkinson, probabilmente a causa della loro neurotossicità sui neuroni dopaminergici (Corazza et al., 2011).

Una volta svaniti gli effetti, molte persone sperimentano un vero e proprio crash. Dopo ore di iperattivazione, il cervello si ritrova improvvisamente “svuotato” di serotonina e dopamina: ecco perché compaiono spossatezza, irritabilità, ansia, tristezza o un forte senso di vuoto. È il momento in cui ci si sente “a pezzi”, spesso molto peggio rispetto allo stato precedente all’assunzione. Un altro aspetto importante riguarda la loro neurotossicità. L’MDMA e altre sostanze affini possono danneggiare i neuroni che utilizzano la serotonina. In alcuni studi si è osservata una degenerazione delle terminazioni nervose serotoninergiche e, nei casi più gravi, una ricrescita alterata, con neuroni meno funzionali.
Non stupisce quindi che, nel lungo periodo, l’uso frequente sia stato collegato a:

  • disturbi del sonno;
  • aumento dell’impulsività e dell’ostilità;
  • ansia e depressione;
  • difficoltà di memoria (sia episodica che di lavoro);
  • problemi di attenzione e concentrazione.

La letteratura descrive anche complicanze acute e potenzialmente fatali: psicosi paranoide, collasso cardiocircolatorio, emorragia cerebrale, infarto, ipertermia severa e danni epatici. Quest’ultimo punto è molto rilevante nei contesti festivi, dove caldo, affollamento e disidratazione amplificano pericolosamente gli effetti della sostanza.

Cocaina

La cocaina fa parte della famiglia degli stimolanti, sostanze che appunto stimolano il Sistema Nervoso Centrale, donando al consumatore una sensazione di euforia ed eccitazione (l'up della sostanza), seguito da un'elevata capacità di concentrazione, energia e sicurezza.

Gli effetti psicologici della droga sul sistema nervoso centrale sono stati riassunti in quattro stadi di diversa gravità in dipendenza dalla dose e dalla frequenza d’uso:

  • euforia, caratterizzato da labilità affettiva, accresciuta performance cognitiva e motoria, ipervigilanza, anoressia e insonnia
  • disforia, caratterizzato da tristezza, malinconia, apatia, difficoltà di attenzione e di concentrazione, anoressia e insonnia
  • paranoia, caratterizzato da sospettosità, paranoia, allucinazioni e insonnia
  • psicosi, caratterizzato da anedonia, allucinazioni, comportamento stereotipato, insonnia, perdita di controllo degli impulsi, disorientamento.

Dilatazione delle pupille e occhi rossi sono tra gli effetti più visibili della cocaina a livello fisico. Per quanto riguarda le complicanze mediche ci possono essere infarti provocati da vasocostrizione e spasmi, mentre le crisi ipertensive possono portare ad emorragie cerebrali.

Tra gli altri effetti della droga sul corpo, si possono osservare a livello polmonare ipertensione ed edema. È stata descritta anche una sindrome correlata all’assunzione di cocaina, detta “polmone da crack”. Infine, la cocaina è un agente epilettogeno. Tra gli effetti della droga c’è, infatti, anche la capacità di provocare convulsioni generalizzate, che aumenta a seguito di somministrazioni ripetute. La cocaina non provoca elevata dipendenza fisica, ma può comportare una dipendenza psicologica che si manifesta con il desiderio costante di assumere la sostanza.

Il crack è stato originariamente concepito e sintetizzato come sostituto della cocaina perché l’assunzione nasale provoca la distruzione dei tessuti, per cui l’unica modalità di assunzione alternativa era rappresentata dall’inalazione. Un consumo continuato e prolungato può provocare psicosi, stati paranoici accompagnati da deliri e allucinazioni, aggressività e alienazione.

droghe effetti
Randy Jacob - Unsplash

Eroina e oppiacei

Gli oppiacei fanno parte della categoria dei narcotici. Le droghe più conosciute preparate a partire dall’oppio sono eroina e morfina e possono essere assunte per via endovenosa, per inalazione o attraverso il fumo. Grazie alla loro forte proprietà analgesica, gli oppioidi si usano spesso in medicina per il trattamento del dolore acuto e cronico.

I loro principali effetti fisiologici comprendono:

  • riduzione complessiva della frequenza della respirazione
  • rallentamento psico-motorio
  • riduzione dei processi digestivi e dell'urinazione
  • nausea e vomito
  • inappetenza
  • rash e orticaria a livello cutaneo
  • nelle donne, diminuzione dell'ovulazione e mancanza delle mestruazioni.

L'utilizzo cronico di eroina può causare i tipici effetti delle droghe “pesanti” assunte per via endovenosa, come il collassamento delle vene, infezioni batteriche nei vasi sanguigni e nelle valvole del cuore, ascessi, malattie epatiche e renali.

Gli oppioidi, inoltre, agiscono sul sistema nervoso centrale riducendo la percezione del dolore, attenuando l'ansia e le risposte emotive: l'azione inibitoria sulle emozioni provoca l'effetto di indifferenza e di distacco percettivo e disinteresse affettivo che segue il momento di intenso piacere (flash) provocato dall'assunzione della sostanza. Segue uno stato di appagamento, di rallentamento del pensiero, dei gesti e comportamenti sino alla sonnolenza.

Per alcune persone l'effetto calmante, la sensazione di isolamento e di pace in un mondo ovattato - in cui scompaiono preoccupazioni, tensioni, paure, mentre i pensieri diventano leggeri e liberi, i desideri si annullano e ogni cosa è come dovrebbe essere - sono estremamente attraenti.

L’uso di oppiacei conduce rapidamente al meccanismo della tolleranza, ovvero l’organismo si abitua alla presenza di tali sostanze e gli effetti fisiologici e psicologici dati dalla sostanza diminuiscono a parità di dose. L’individuo si trova quindi costretto ad assumere dosi sempre più elevate della sostanza per ottenere gli effetti desiderati e per evitare la sindrome di astinenza.

La tolleranza conduce quindi sia alla dipendenza fisica che a quella psicologica; invece di assumere l'eroina per stare bene o meglio, si è costretti ad assumerla per non stare male.

Infatti, gli effetti dell’astinenza da droghe, in particolare quelli provocati dagli oppiacei, sono molto pesanti per l’organismo e possono durare anche diversi giorni: già poche ore dopo l’assunzione dell’ultima dose, la persona può riscontrare ansia, desiderio di assumere la sostanza, pelle d’oca, aumento della sudorazione, tremori, febbre, tachicardia, nausea e vomito.

LSD

La Dietilamide dell'Acido Lisergico fa parte delle sostanze allucinogene semi-sintetiche. Gli allucinogeni naturali più diffusi sono la mescalina, la psilocibina e la psilocina.

L'LSD agisce sia sul sistema nervoso centrale sia su quello periferico inducendo allucinazioni acustiche e visive e, in generale, distorsioni percettive e della consapevolezza del tempo, dello spazio e del sé. Gli effetti di questo acido variano enormemente sia sulla base della dose che del luogo e dello stato psicologico al momento dell’assunzione.

Le reazioni emotive possono variare di molto su base individuale. Si va da chi sostiene di divenire più “conscio” di sé stesso, a chi descrive il “viaggio” come un’esperienza mistica o religiosa. Sono anche molto comuni sensazioni di separazione corporea, nonostante si possano avere profonde sensazioni di armonia interiore e di sintonia con l'universo, emozioni amplificate (tuttavia non alterate), percezione intensificata di suoni, colori, odori e sapori.

Come per altri allucinogeni, gli assuntori corrono il rischio dei cosiddetti “bad trips”, esperienze spiacevoli o addirittura terrificanti con crisi di ansia, angoscia e panico. LSD può provocare panico o paranoia se assunto in contesti non familiari, intensi o caotici.

In alcuni soggetti l’assunzione di LSD può generare dei fenomeni di "flashback" ovvero l’improvvisa ricomparsa del “viaggio” dopo tempo dall’ultima assunzione, e l’incapacità di distinguere tra percezione e realtà che conduce alla sovrastima delle proprie capacità, per esempio il pensare di poter volare. Pur non dando dipendenza fisica e conseguente sindrome di astinenza legata all’uso, molti sono invece i decessi descritti quali conseguenza di incidenti occorsi sotto l’influenza della sostanza.

Come ottenere aiuto?

Esistono molti tipi diversi di dipendenze: ci sono le dipendenze “comportamentali” come la dipendenza dal sesso, la dipendenza da fitness (che troviamo anche come conseguenza della vigoressia), l'oniomania o shopping compulsivo, la dipendenza dai videogiochi oppure quella affettiva. Ma è soprattutto la dipendenza da droga a produrre effetti sull’uomo sia fisici che psicologici.

Pensiamo anche all’impatto che l’abuso di sostanze ha sulla comunità, agli effetti sociali della droga come l’aumento di fenomeni illegali di spaccio, furti e azioni potenzialmente violente da parte di persone in crisi d’astinenza.

Le dipendenze da sostanze sono in molti casi estremamente difficili da combattere.

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Oggi è possibile intraprendere un percorso con uno psicologo online anche per affrontare tematiche legate alla dipendenza da sostanze. Uno psicologo che si occupa di tossicodipendenza può offrire uno spazio di ascolto e di comprensione, aiutandoti a esplorare le tue difficoltà e a valutare, insieme, i passi successivi verso il cambiamento. Compila il questionario di Unobravo e inizia il tuo percorso, uscire dalla dipendenza è possibile!

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