Dipendenza patologica: l’espressione di bisogni psicologici profondi

Dipendenza patologica: l’espressione di bisogni psicologici profondi
Lucia Ioime
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Gestaltico
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
18.7.2025
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La definizione di “dipendenza patologica” è oggi usata in ambito scientifico per sottolineare la condizione di subalternità nei confronti di una sostanza chimica o di un comportamento. La caratteristica principale della dipendenza è l’incapacità di resistere nonostante i ripetuti sforzi che la persona fa per liberarsene.

Secondo i dati del World Drug Report 2025 dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, nel 2023, circa il 6% della popolazione mondiale (di età compresa tra i 15 e i 64 anni) ha fatto uso di droghe nell'ultimo anno. Questa dato equivale a circa 316 milioni, un aumento significativo rispetto ai 246 milioni stimati nel 2013 (UNODC, 2025).

In questo articolo approfondiremo cosa significa sviluppare una dipendenza patologica, analizzeremo i sintomi più comuni, le cause alla base di questi comportamenti e i principali tipi di dipendenze, sia da sostanze che comportamentali. Vedremo inoltre perché è così difficile uscirne da soli e come la terapia possa diventare uno strumento fondamentale per il recupero e il benessere psicologico.

Cosa sono le dipendenze patologiche?

Quando un'abitudine smette di essere una scelta e diventa un bisogno che non si riesce a controllare, ci si potrebbe trovare di fronte a una dipendenza. Non si tratta di una mancanza di volontà, ma di una condizione complessa che ha radici profonde nel nostro funzionamento psicologico e biologico.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la dipendenza è una condizione psicofisica che nasce dall'interazione con una sostanza o un comportamento. La dipendenza è caratterizzata da un desiderio compulsivo di ripetere l'esperienza, sia per ricercarne gli effetti piacevoli, sia per evitare il malessere che la sua assenza provoca.

Una dipendenza diventa "patologica" nel momento in cui prende il centro della nostra vita, diventando totalizzante e compromettendo il benessere, il lavoro e le relazioni. Questo accade perché il meccanismo di ricompensa del cervello viene attivato in modo così intenso da mettere in secondo piano tutto il resto.

Sintomi e caratteristiche della dipendenza patologica

Riconoscere una dipendenza patologica è possibile osservando una serie di caratteristiche comuni a livello cognitivo, comportamentale e fisiologico. Tra i segnali più importanti troviamo:

  • Craving: il desiderio improvviso e incontrollabiledi assumere una sostanza psicoattiva, un comportamento o anche un alimento.
  • Perdita di controllo: l'incapacità di resistere all'impulso e di limitare l'uso o il comportamento, nonostante i tentativi di smettere.
  • Astinenza: la comparsa di sintomi fisici e psicologici sgradevoli quando si interrompe o si riduce l'assunzione.
  • Tolleranza: il bisogno di aumentare la dose della sostanza o l'intensità del comportamento per ottenere lo stesso effetto di piacere o sollievo.
  • Trascuratezza: l'abbandono progressivo di responsabilità, attività sociali, lavorative e ricreative a causa della dipendenza.

Il craving

Il craving è un aspetto cardine della dipendenza patologica. In psicopatologia si distinguono, dal punto di vista delle aspettative del paziente, due principali forme di craving:

  • il “craving negativo”, cioè la preoccupazione di assumere la sostanza per evitare l’astinenza;
  • il “craving positivo” ovvero la compulsione nei confronti della sostanza, sostenuta dall’aspettativa di una gratificazione.

Il meccanismo della dipendenza

La ricerca di una “ricompensa” è particolarmente importante per il mantenimento della dipendenza, perché in fase di astinenza il craving è particolarmente attivo ed induce la persona a tornare sulla “vecchia strada”.

Ciò accade perché la persona è attratta da stimoli che attivano sensazioni fisiche e pensieri sgradevoli, che vengono associati all’interruzione dell’assunzione della sostanza o del comportamento. Un esempio è la visione dell’insegna di un bar per una persona affetta da alcolismo. Questa immagine scatenerebbe i sintomi d’astinenza:

  • pensieri ossessivi rivolti alla sostanza,
  • sudorazione fredda,
  • tremore,
  • ansia,
  • umore depresso.
Una persona seduta a terra con espressione sofferente, a rappresentare i sintomi della dipendenza patologica.
Greta Hoffman - Pexels

Le new addiction : come riconoscerle

Un aspetto peculiare delle dipendenze comportamentali (Brand et al., 2025) è che esse coinvolgono pulsioni “normali” come il sesso, il cibo, l’amore o il denaro, che divengono però patologiche quando raggiungono un certo livello di eccesso e di pericolosità per la persona.

Le nuove dipendenze principali sono:

Il ruolo del circuito della ricompensa

Dal punto di vista prettamente chimico, le sostanze e i comportamenti additivi, come ad esempio il cibo, attivano il sistema o “circuito della ricompensa o gratificazione” (Cooper et al., 2017), colmando croniche carenze di stati di piacere o benessere che vengono compensati in modo malsano dalla dipendenza. Queste strutture neurali sono responsabili della motivazione a ricercare stimoli gratificanti e ad evitare quelli dannosi.

La persona che è affetta da dipendenza patologica prova così a colmare una sorta di carenza cronica di stati piacevoli, che potrebbe essere associata, ad esempio, a esperienze infantili di accudimento non in sintonia con i propri bisogni reali. In un caso del genere il bambino di ieri, da adulto, quando avvertirà angoscia e vuoto esistenziale utilizzerà come forma di “automedicamento” una sostanza o un comportamento.

la ricompensa nelle dipendenze patologiche
Cottonbro - Pexels

Le cause della dipendenza patologica

Non esiste una singola causa per la dipendenza patologica. Al contrario, essa emerge da una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e ambientali che rendono una persona più vulnerabile.

Dal punto di vista biologico, le sostanze e i comportamenti che creano dipendenza attivano il "circuito della ricompensa" nel nostro cervello. Ad esempio, la cocaina aumenta la disponibilità di dopamina bloccandone il reuptake sinaptico (Li et al., 2021), confermando che l’aumento di questo neurotrasmettitore spinge il cervello a ricercare ancora e ancora la stessa sensazione di piacere.

A livello psicologico, una dipendenza può nascere come un tentativo di "automedicazione" per affrontare emozioni difficili come ansia, vuoto interiore o traumi irrisolti (Turner et al., 2018). Esperienze di vita complesse, specialmente durante l'infanzia, possono lasciare un segno, portando una persona a cercare in una sostanza o in un comportamento un modo per colmare quel vuoto e gestire il dolore.

Uscire dalla dipendenza: un percorso possibile

I fenomeni di dipendenza, per alcuni soggetti, diventano vere e proprie gabbie da cui appare impossibile uscire. Diversi studi indicano che la prevalenza di astinenza stabile dall'uso di oppioidi è inferiore al 30% dopo 10-30 anni di osservazione (Hser et al., 2015) La persona infatti vive una condizione di prigionia fatta di:

  • bugie;
  • manipolazioni;
  • paure;
  • sintomi depressivi;
  • ansia.

Questa condizione, con il tempo, induce anche all’isolamento dagli affetti che, dopo i primi tentativi di aiuto perdono le speranze, comprendendo a loro spese che si trovano a combattere con un mostro, quello della dipendenza, più forte di loro. Tutto questo, si aggiunge ai numerosi effetti della droga sul cervello, quando ci troviamo davanti alla dipendenza da sostanze.

Diventa quindi indispensabile intraprendere un percorso di psicoterapia che possa essere il veicolo di nuove possibilità di nutrimento e sanare le ferite interne di un passato ingombrante, che si ripresenta con comportamenti autodistruttivi.

L'aiuto della terapia

Riconoscere di avere un problema con una dipendenza è il primo, coraggioso passo per riprendere in mano la propria vita. È importante ricordare che questi comportamenti spesso nascondono bisogni psicologici profondi e ferite emotive che meritano di essere ascoltate con attenzione e senza giudizio.

Affrontare questo percorso in solitudine può sembrare impossibile. Un professionista come uno psicologo online per dipendenze può diventare un alleato prezioso, fornendo gli strumenti per comprendere le radici del problema, imparare a gestire il craving e costruire strategie più sane per affrontare le difficoltà della vita.

Bibliografia
Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista. Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica

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