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La dipendenza affettiva: come riconoscerla e superarla

La dipendenza affettiva: come riconoscerla e superarla
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Angelica Raucci
Redazione
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Costruttivista
Unobravo
Pubblicato il


La dipendenza affettiva, pur non essendo presente nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), è stata annoverata tra le new addiction, ovvero quelle forme di dipendenza in cui non viene assunta nessuna sostanza, bensì si diventa dipendenti da un comportamento (come nella dipendenza sessuale) o nel caso della dipendenza affettiva da una relazione. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Cos'è la dipendenza affettiva?

La dipendenza affettiva è caratterizzata dalla necessità continua di mantenere rapporti di assoluta dedizione nei confronti di persone significative e dall’esigenza di rendersi, per queste, indispensabili. Anche un piccolo segno di allontanamento, da parte dell’altro, può essere considerato un campanello d’allarme e indice di un possibile abbandono. Diventare indispensabile per l’altro, o dipendente da esso, sembra essere l’unico modo per scongiurare questo pericolo. 

Come tutte le altre forme di dipendenza, anche in questo caso osserviamo un’alterazione del comportamento della persona, volto all’estenuante tentativo di tenere sotto controllo emozioni considerate intollerabili (tristezza, paura, ansia). Se nel caso della dipendenza da sostanze il comportamento in questione è l’assunzione di droghe, nella dipendenza affettiva, i comportamenti ricadono su:

  1. fantasie romantiche, che aiutano ad attenuare la paura della solitudine e del rifiuto;
  2. legame di attaccamento volto a placare la paura, consapevole o inconsapevole, di essere abbandonati e a eliminare la solitudine e le carenze nell’autostima.

La dipendenza affettiva non riguarda solo le relazioni amorose con un compagno o partner, ma può caratterizzare anche un rapporto di amicizia. La persona non si ritiene degna d’amore, ma ne è estremamente bisognosa. È facile quindi che anche nell’amicizia si corra il rischio di instaurare un rapporto non sano, nel quale la ricerca dell’altro assume la forma di cercare una conferma del proprio valore e il riempimento del proprio vuoto interiore.

Asad Photo Maldives - Pexels


Come riconoscere la dipendenza affettiva?

I sintomi della dipendenza affettiva sono molto simili a quelli delle altre dipendenze comportamentali:

  • piacere, derivante dall’oggetto della dipendenza;
  • tolleranza: si manifesta nel bisogno costante di aumentare il tempo trascorso con il partner, diminuendo il tempo investito per se stessi;
  • astinenza: emozioni negative molto intense compaiono quando il partner è fisicamente o emotivamente distante;
  • perdita di controllo: l’incapacità di riflettere in maniera consapevole sulla propria situazione si alterna a momenti di lucidità in cui la persona sperimenta emozioni di vergogna e rimorso.

Comportamenti  tipici

Nella vita quotidiana, questi segni e sintomi si riflettono in una grande varietà di comportamenti e atteggiamenti del dipendente affettivo:

  • Le emozioni del partner hanno più importanza rispetto alle proprie;
  • La stima di sé dipende dall’approvazione dell’altro;
  • Prendere una decisione diventa difficoltoso e causa forti sensi di colpa;
  • La paura di essere abbandonati è talmente intensa che la maggior parte dei comportamenti ha la funzione di evitare la solitudine e il rifiuto;
  • Riconoscere ed esprimere i propri pensieri ed emozioni è difficile o spaventoso;
  • Le conseguenze negative che la relazione produce in tutti gli altri ambiti della vita vengono ignorate.


Come superare la dipendenza affettiva?

La guarigione dalla dipendenza affettiva dovrebbe essere vista non come un obiettivo, ma come un processo, più o meno complesso e con una durata variabile. I presupposti fondamentali sono:

  • il riconoscimento della propria dipendenza;
  • la presa di coscienza delle conseguenze che essa ha prodotto e potrebbe produrre in futuro;
  • la volontà di intraprendere un processo di cambiamento


La terapia cognitivo-costruttivista

Il lavoro con la terapia cognitivo-costruttivista si focalizza principalmente 

  • sulla ristrutturazione delle credenze disfunzionali legate al proprio valore e alla propria amabilità;
  •  sulla gestione delle emozioni legate alla paura della solitudine, del rifiuto e dell’abbandono;
  • sullo sviluppo dell’assertività, ovvero la capacità di riconoscere ed esprimere i propri bisogni ed emozioni, al fine di costruire un più solido senso di autonomia e liberarsi delle trappole dei manipolatori affettivi.

In alcuni casi, la terapia può essere integrata con tecniche di mindfulness, di grande utilità per gestire la ruminazione sulla propria relazione, attuale o passata, promuovendo, allo stesso tempo, l’apertura e la consapevolezza delle proprie emozioni e un atteggiamento compassionevole verso se stessi.


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