Relazioni e famiglia

Relazione tossica: cos’è, come riconoscerla e come uscirne

Stai vivendo un amore tossico? In questo approfondimento ti spieghiamo come capire se si è in una relazione tossica e il modo migliore per difendersi.

Relazioni tossiche: quando vivere un amore può far male 

Nonostante la definizione di tossicità appartenga all'ambito della medicina, questo termine viene ampiamente utilizzato anche in ambito psicologico, come nel caso della mascolinità tossica. Rispetto alle relazioni, invece, questo termine è usato per riferirsi a quando vivere una relazione può far male. 

Sempre più spesso, infatti, sentiamo parlare di relazione tossica, quella in cui ti trovi a pensare di essere non supportato, incompreso, umiliato o attaccato. Ma qual è il significato di relazione tossica e come riconoscerla? In questa guida vediamo come capire se una relazione è tossica partendo dal significato di amore tossico. 

Che cosa sono le relazioni tossiche: definizione e significato

Le relazioni si evolvono. Cambiano e crescono. A volte si consumano e si logorano. Una relazione è “tossica” quando diventa un elemento della propria vita di cui si è “intossicati” e da cui si ritiene necessario disintossicarsi. 

Volendo dare una definizione di relazione tossica possiamo dire che è tossica: «qualsiasi relazione tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c'è conflitto e uno cerca di minare l'altro, dove c'è competizione, dove c'è mancanza di rispetto e di coesione». 

Mentre ogni rapporto passa attraverso alti e bassi sfociando talvolta anche in crisi di coppia, una relazione tossica è costantemente spiacevole e prosciugante per le persone coinvolte, al punto che i momenti negativi superano quelli positivi. Le relazioni tossiche sono mentalmente, emotivamente e forse anche fisicamente dannose per uno o entrambi i partner.

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Tipi di relazioni tossiche 

Le relazioni tossiche non sono necessariamente romantiche. Possono esistere in qualsiasi contesto, dal parco giochi alla sala riunioni alla camera da letto. Potresti anche avere a che fare con relazioni tossiche in famiglia e tra amici.

Esempio: relazione tossica con un narcisista

Alcune persone, soffrono di Disturbo Narcisistico di Personalità. Il narcisista, tende a nutrirsi dell’attenzione e dell'ammirazione altrui. I narcisisti sentono il bisogno di mettere in difficoltà le persone e farle sentire "inferiori" in una ricerca di superiorità. Questo vale per il partner, ma anche per i figli: basti pensare ai genitori narcisisti

E poi c’è il narcisista covert in coppia: vulnerabile, prova vergogna e senso d’inferiorità, cerca approvazione ed è ipersensibile a qualsiasi critica. 

Alex Green - Pexels

Quando si ha a che fare con persone che soffrono di disturbo narcisistico di personalità, non è sempre certo se siano consapevoli di ciò che stanno facendo. Ma se il loro comportamento ti fa stare costantemente male con te stesso, dovrai valutare di prendere le distanze da questa persona, o almeno, se la persona è presente nella tua vita, di imparare a comunicare con lei con assertività.

Come riconoscere una relazione tossica 

Quando una relazione è tossica? La tossicità inizia a formarsi quando la relazione diventa disfunzionale e può manifestarsi in molti modi diversi. Esploriamo i modi in cui le relazioni diventano tossiche e come superarle.

Relazione tossica: i segnali d’allarme 

I sintomi di una relazione tossica includono qualsiasi forma di violenza, abuso o molestia, che dovrebbe essere affrontata immediatamente.  Ma in molti casi, i segnali che ci aiutano a capire se una relazione è tossica sono molto più sottili.

La prima, e più semplice, è l’infelicità persistente col rischio di diventare un partner depresso. Se una relazione smette di portare gioia e al contrario ci fa sentire costantemente tristi, arrabbiati, ansiosi o "rassegnati, come se ci sentissimo esauriti", potrebbe essere un rapporto di coppia tossico. Potremmo anche provare invidia verso le coppie felici.

I cambiamenti negativi nella nostra salute mentale sono tutti campanelli di allarme. Altri segnali di un rapporto tossico sono:

  1. Mancanza di supporto

Le relazioni sane si basano sul desiderio reciproco di vedere l’altro avere successo in tutte le aree della vita. Ma quando un rapporto è tossico, ogni risultato diventa una competizione.

  1. Comunicazione tossica

Invece di trattarvi con gentilezza, la maggior parte delle vostre conversazioni sono piene di sarcasmo, critiche o di aperta ostilità. Uno dei due potrebbe anche evitare di sollevare problemi per non provocare tensioni, tenendo tutti i problemi per se stesso. In altri casi la comunicazione diventa ambigua, esitando nel gasligthing, una vera e propria manipolazione psicologica.

  1. Comportamenti di controllo

Sebbene sia normale provare gelosia di tanto in tanto,  può diventare un problema. Chiedere sempre dove si trova il partner e arrabbiarsi eccessivamente quando non risponde immediatamente ai messaggi sono entrambi segni di una mania del controllo, che possono contribuire alla tossicità di una relazione. Il controllo può esprimersi anche attraverso la manipolazione affettiva, quando uno dei due partner controlla (più o meno consapevolmente) l'altro per raggiungere i propri scopi. "Se mi ami, devi farlo" è una delle frasi usate dai manipolatori affettivi per mettere in atto un ricatto emotivo.

Andrea Piacquadio - Pexels
  1. Risentimento

Il risentimento consiste nell’aggrapparsi ai rancori e lasciare che deteriorino l'intimità, non capire a fondo cosa nasconde la rabbia. Nel tempo, la frustrazione o l’acredine possono accumularsi e rendere un piccolo baratro molto più grande.

  1. Disonestà

Un rapporto è tossico quando ti ritrovi a inventare costantemente bugie su dove sei o su chi incontri per evitare di passare del tempo con il tuo partner. E questo vale anche nelle relazioni a distanza

  1. Stress costante

Ogni relazione attraversa momenti di tensione, ma trovarti costantemente al limite è un indicatore che qualcosa non va. Questo stress continuo può mettere a dura prova la tua salute fisica ed emotiva.

  1. Ignorare i tuoi bisogni

Un conto è la sincronicità tra due persone, un altro è assecondare qualsiasi cosa il tuo partner voglia fare, anche quando va contro i tuoi desideri o il tuo livello di comfort. Questo è un altro segno di tossicità. Ad esempio, potresti accettare una vacanza che il partner ha pianificato in date che non sono convenienti per te.

  1. Relazioni perse

Hai smesso di passare il tempo con amici e familiari, sia per evitare conflitti con il tuo partner, sia per andare in giro a dover spiegare cosa sta succedendo nella tua relazione. Ben presto potresti scoprire che il tuo tempo libero è concentrato esclusivamente sul tuo partner.

Prenditi del tempo per te e per le tue emozioni.

La metafora delle relazioni tossiche

La metafora delle “relazioni tossiche” viene socialmente utilizzata per rappresentare un modo di vivere con il partner: si sta insieme con una persona nonostante si riconosca come questa possa far male. Quando si cerca di definire la “tossicità” del proprio rapporto è possibile trovare espressioni che fanno emergere questo modo di concepire e vivere le relazioni:

  • “Sento di vivere un amore tossico”;
  • “Sono dipendente dalla relazione”;
  • “Non tollero più questa situazione”.
Cottonbro - Pexels

Relazione o malattia?

In un rapporto tra partner basato su concetti quali: 

  • Dipendenza,
  • Malattia, 
  • Tolleranza, 
  • Tossicità, 

si sviluppa la convinzione di non poter abbandonare né la relazione né il modo di starci dentro nel ruolo che ci si sente costretti ad avere e subire, sia nel presente che guardando al futuro. Questo modo di vivere la relazione è considerato infatti come l’effetto di una “malattia” attribuita ad uno o entrambi i partner.

Lo specchio, la finestra e la torre: nuove metafore per nuovi significati

Come ricorda il sociologo americano W.I. Thomas, definire una certa situazione come “tossica”, la fa diventare reale nelle conseguenze che produce. Per comprendere meglio questo concetto possiamo aiutarci con nuove metafore per nuovi significati

Concepire la relazione nei termini di una malattia può diventare:

  • lo specchio attraverso il quale giudicare sé stessi;
  • la finestra da cui osservare il proprio partner;
  • la “torre” da cui guardare il mondo.

Nel considerare il rapporto come “malattia tossica” possono innescarsi meccanismi auto giudicanti in ciascuno dei partner: si sente il peso di una responsabilità nei confronti della “cura” ed emergono pensieri come ad esempio:

  • “Non sto facendo abbastanza”;
  • “So cosa dovrei fare ma non ne ho le forze”;
  • “Devo stargli vicino se non voglio che peggiori”.

La relazione può diventare “finestra” da cui considerare il proprio partner come “malato” e, proprio in virtù di questo, non solo da “curare” e supportare, ma anche giustificare:

  • “so che mi fa male, ma non è colpa sua”;
  • “mi ha detto che da adesso cambierà”.

Nel vivere un rapporto in questo modo, è come se la coppia stesse in una torre da cui osserva il resto del mondo. Spesso, chi vive una relazione tossica, si allontana dagli altri ritenendo questa azione addirittura necessaria, perché basata su pensieri come ad esempio:

  • “gli altri non possono capire”; 
  • “ho provato a farmi aiutare ma mi dicono cose che già so”.

Tutte queste idee su di sé e sul partner diventano reali, provocano isolamento, sofferenza e insofferenza, oltre che limitare le scelte di vita.

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Sentimenti di sofferenza: effetto collaterale o occasione di dialogo?

In una relazione tossica i vissuti di sofferenza, insofferenza o delusione sono considerati “sintomi” di questa “malattia”

  • in cui “si sa che qualcosa non va”;
  • da cui si “spera di poter guarire”;
  • rispetto alla quale “si è convinti di poter far guarire” l’altra persona.

Cosa accade se questi sentimenti, invece che essere letti come sintomi o necessari effetti collaterali da dover accettare e subire, diventano un’occasione per ascoltare il dialogo tra parti di sé? Cosa possono raccontare questi sentimenti? Quale intreccio di convinzioni e credenze potrebbero emergere?

Il test di una relazione tossica

Il primo passo per prendere coscienza di una relazione tossica è quello di porsi alcune domande:

  • Come posso riconoscere una relazione tossica?
  • Come posso uscirne?
  • Perché mi ritrovo sempre in relazioni tossiche?
  • Come mi proteggo dalle relazioni tossiche?
  • Perché devo stare sempre male?

‍È proprio in questi momenti che la prima, e più importante, risposta è la domanda. Se vivere sentimenti di sofferenza può diventare l’occasione per interrogare il rapporto tra sé e la propria relazione, le domande sono lo strumento che può generare una possibilità di cambiamento.

Se queste domande non bastano

A volte, però, porsi domande come quelle che abbiamo elencato innesca un meccanismo di causa-colpa-giustificazione. Questo non permette di immaginare nuove soluzioni anzi, conferma che quella che si sta vivendo “è proprio una relazione tossica” da riconoscere, evitare o terminare.

Un nuovo punto di vista

Prima ancora di cercare nuove risposte o nuove soluzioni diventa fondamentale cominciare a chiedersi:

  • Cosa rende la relazione che sto vivendo “tossica”?
  • In base a cosa la definisco tale?
  • Quale potrebbe essere il vantaggio di definirla in questo modo?
  • In quali altri modi potrei definirla?
  • Per quali ragioni scelgo di “starci” nonostante sia convinto sia tossica?
  • Che persona mi fa essere questa relazione?
  • Sarei diverso se vivessi un altro tipo di relazione?

Lo psicologo può aiutarti a trovare la risposta a queste domande.

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Come uscire da una relazione tossica 

Ascoltare le proprie risposte mette in condizione di avere un’altra prospettiva in cui la relazione può liberarsi da questa immobilità che tanto influenza presente e futuro. Porsi queste domande permette di passare da una “fotografia statica” della relazione, dove le uniche possibilità di azione rimangono quelle di “disintossicarsi”, a un “video dinamico” in cui diventa possibile riconoscere il ruolo e le responsabilità di tutte le persone coinvolte.

Nell’immaginare un’altra storia, si creano le condizioni per ampliare le proprie possibilità di scelta considerate come cristallizzate dalla “tossicità” della relazione. “Girare il video” della propria storia rende possibile creare una storia “generativa” di possibilità, dove anche il rendersi attore attivo della propria vita può diventare un’ipotesi non solo desiderabile ma anche da perseguire.

Come chiudere una relazione tossica 

Una relazione tossica può diventare sana? Sebbene non sia possibile evitare tutte le relazioni tossiche, specialmente tra colleghi di lavoro o un membro della famiglia, esse possono essere gestite con sani confini, cura di sé e consapevolezza. 

Dovrai capire, insomma, se è possibile risolvere il problema. Se i fattori scatenanti della relazione tossica stanno influenzando i comportamenti di uno o entrambi gli individui, i trattamenti terapeutici possono aiutare, rivolgendosi magari a uno psicologo online

Arrivare alla radice del problema è importante, ma a volte l’unica risposta potrebbe essere quella di uscire da una relazione tossica. A volte è meglio finire qualcosa e cercare di iniziare qualcosa di nuovo, piuttosto che imprigionarsi nella speranza dell'impossibile. 

Come superare la fine di una relazione tossica 

Può sembrare difficilissimo liberarsi da una relazione tossica. Le relazioni tossiche possono creare dipendenza, essere distruttive e incredibilmente dolorose e possono generare un vero e proprio ciclo della violenza nella coppia. Quel che è peggio è che, una volta dentro, sembra impossibile staccarsi. 

Se, però, hai trovato la forza di porre fine alla tua storia tossica, oltre a chiedere aiuto ad uno specialista, è fondamentale mettere in atto una serie di comportamenti che non ti facciano ricadere nella relazione. Vediamoli insieme

  1. Contatto zero

La prima cosa da fare è valutare di interrompere ogni comunicazione. È il cosiddetto metodo del contatto zero. Per farlo, è necessario cessare tutti i tipi di comunicazione con l’altra persona, prima di tutto non ci si deve più incontrare e vedersi. Ma anche smettere lo scambio di telefonate, messaggi, mail e interazioni sui social network.

  1. Circondarsi di positività 

Imparare ad auto gratificarsi è fondamentale, circondarsi delle persone giuste anche. Trascorri del tempo con chi ti fa sentire bene, concedendoti il ​​tuo pasto preferito o facendo qualsiasi cosa ti renda felice. 

Attraversare un momento difficile in una relazione può causare uno stress incalcolabile, è importante ricordare che tutte le emozioni sono utili e non possiamo eliminarle.

Cottonbro - Pexels
  1. Mantenersi fermi nella decisione

Dimenticare un amore tossico è faticoso. Spesso dopo aver lasciato qualcuno, si inizia a sentirne la mancanza. Questo è normale. 

È facile per il nostro cervello ricordare i momenti belli e dimenticare le parti brutte di una relazione. Può sembrare allettante che la persona torni nella tua vita, ma ricorda che sei arrivato a questa decisione dopo un lungo e ponderato processo. Mantieni la tua decisione e ricorda che è stata presa per migliorare te e la tua vita.

Perdonarsi dopo una relazione tossica 

Guarire da una relazione tossica significa anche perdonarsi. Sii gentile con te stesso ma non diventare una vittima di quello che ti è successo. 

Ti è permesso essere arrabbiato. Ti è concesso avere emozioni contrastanti sulla fine di questa relazione. Ma devi riconoscere quali emozioni ti stanno servendo e quali ti tengono bloccato. Tante persone hanno avuto relazioni tossiche in amore, proprio come te, e hanno imparato a perdonarsi e a tornare più forti che mai. 

Probabilmente la tua autostima ha subito un duro colpo e rinascere dopo una relazione tossica richiederà del tempo, quindi circondati di persone di cui ti fidi. Ci saranno molti giorni buoni e alcuni giorni brutti, ma va bene così. 

Conclusioni: film e libri sulle relazioni tossiche  

Esistono numerose ragioni per cui potresti finire in una relazione tossica. A volte la tossicità cresce e ti acceca e quando te ne rendi conto, è troppo tardi. Vivere un amore tossico può influire negativamente sulla tua psicologia. Puoi dubitare di te stesso, convincerti che te lo meriti e incolpare te stesso per averlo permesso. Impegnarsi in questo dialogo interiore può essere un pendio scivoloso che continua a influire negativamente sulla tua salute mentale.

La letteratura, il piccolo e il grande schermo sono pieni di esempi di relazioni tossiche che possono aiutarci a capire meglio se anche quella che stiamo vivendo noi può definirsi tale. Pensiamo ad alcune famose serie TV: incontriamo Ryan Atwood e Marissa Cooper nella serie The O.C. oppure Carrie e Big di Sex and the City, o ancora i più recenti Maja Norberg e Sebastian Fagerman del telefilm Quicksand.  

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Molti anche i film sulle relazioni tossiche, i più famosi sono:

  • Revolutionary Road: basato sull'omonimo romanzo del 1961 di Richard Yates, parla di una coppia della metà degli anni '50 che lotta per far fronte ai propri problemi personali e alla conseguente rottura del loro matrimonio.
  • Gone Girl: ambientato nel Midwest degli Stati Uniti, la storia del film inizia come un mistero su un uomo, Nick Dunne, la cui moglie, Amy, è scomparsa, e descrive gli eventi che ne conseguono. 
  • Blue Valentin: è la storia dell'amore perduto e dell'amore ritrovato, raccontata in due momenti paralleli nel tempo. Inondati dai ricordi romantici del loro corteggiamento, Dean e Cindy usano una notte per cercare di salvare il loro matrimonio fallito. 
  • A Star is Born: la protagonista Ally continua a trovare scuse per Jackson perché si sente in debito con lui per il suo successo. Non importa con quanta leggerezza calpesti quei gusci d'uovo, non può salvarlo dai suoi demoni. 


Infine ecco i libri che possono aiutare quando si vive una relazione tossica: 

  • Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle di Thomas Gordon;
  • L'arte di riparare un cuore  di Duccio Baroni;
  • Disegnare le relazioni di Margot Sunderland; 
  • Mi vado bene? Autostima e assertività di Michele Giannantonio.

Se hai bisogno di supporto per superare la fine della tua relazione, puoi parlarne con uno psicologo.

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