Quando una relazione finisce, è naturale che le persone coinvolte prendano strade diverse. A volte, per affrontare i problemi che causano la fine di un rapporto, si litiga, ci si confronta e si discute. Altre volte, però, si sparisce all’improvviso, facendo del silenzio l’unica forma di comunicazione. Sparire dopo la fine di una storia, lasciarsi senza un confronto, è ciò che accade quando una persona fa ghosting.
Ma cos’è il ghosting? Quali sono le motivazioni che spingono qualcuno a sparire nel nulla e non farsi più sentire? E come reagire al ghosting?

Ghosting: il significato del termine
La parola ghosting deriva dall’inglese ghost, fantasma, e nel significato in italiano descrive il “comportamento di chi decide di interrompere bruscamente una relazione sentimentale e di scomparire dalla vita del partner, rendendosi irreperibile”.
Il ghoster, cioè la persona che mette in atto questo comportamento, ignora i tentativi di comunicazione del partner e si limita a sparire senza dare spiegazioni e senza lasciare traccia.
Il fenomeno del ghosting esiste da sempre e, con la tecnologizzazione e l’avvio di relazioni sempre più “online”, è cresciuto enormemente: le comunicazioni si interrompono con una facilità estrema. Si parla di ghosting, infatti, soprattutto in relazione a internet, alle App come Instagram, Facebook, Tinder e altre dating app, e anche a WhatsApp.
“Scomparendo nel nulla”, la persona elimina dai propri social network qualsiasi foto o elemento che possa ricondurre alla relazione ormai finita, non risponde alle chiamate e si comporta come se quella relazione non fosse mai esistita.
Ghosting: il significato in psicologia
Leggendo il ghosting attraverso la psicologia, possiamo interpretare questo sparire all’improvviso come un comportamento evitante, in cui chi fa ghosting non si mette in gioco totalmente nella relazione. Si sta insieme ma, di fronte a una difficoltà che non si riesce ad affrontare. Le persone che fanno ghosting tendono a scappare, evitando il confronto e la necessità di dare spiegazioni su ciò che accade. Sparire e non farsi più sentire può sembrare più semplice.
Proprio perché alla sua radice c’è l’evitamento, il fenomeno del ghosting può essere considerato un tipo di violenza psicologica presente non solo nelle relazioni sentimentali, ma anche in altri tipi di relazioni. Ecco perché si può parlare di ghosting in amore ma anche di ghosting in amicizia.
In quest’ultimo caso, è frequente anche il fenomeno del “semi ghosting”: la persona si fa viva “a singhiozzo” e l’allontanamento non è improvviso come nel caso del ghosting, ma più diluito nel tempo.G. Freedman afferma che in chi fa ghosting "ci sono quattro bisogni fondamentali che vengono minacciati: il senso di appartenenza, il senso di un'esistenza significativa, il senso di controllo e l’autostima”.
Ghosting e disturbi di personalità
Il ghosting è un comportamento che si può riscontrare anche in individui con disturbo di personalità, e spesso si associa a tratti narcisistici, dove la tendenza a interrompere improvvisamente ogni comunicazione riflette una difficoltà nella gestione delle relazioni e delle emozioni (Jonason et al., 2021). Le persone che hanno praticato il ghosting in precedenza tendono a percepirlo come più tollerabile. Inoltre, mostrano una maggiore incidenza di tratti associati al machiavellismo e alla psicopatia. (Jonason et al., 2021). Il ghosting, infatti, svela spesso la ferita narcisistica, fatta di solitudine e dipendenza dall’approvazione degli altri.
Anche nel disturbo borderline il ghosting può essere un comportamento frequente, dato che tra le caratteristiche borderline ci sono la paura dell’abbandono e la difficoltà a creare legami stabili e duraturi.

Ghosting, orbiting, breadcrumbing e altre forme di violenza psicologica nelle relazioni
Il ghosting può essere considerato una forma di violenza psicologica, ma non rappresenta l’unico fenomeno disfunzionale che interessa i rapporti di amore o amicizia. Recenti studi hanno evidenziato che il ghosting è prevalentemente messo in atto da persone orientate a relazioni sessuali occasionali e a basso investimento emotivo, un comportamento che riflette strategie di vita rapide e che si associa ai tratti della cosiddetta Triade Oscura (Jonason et al., 2021). Proviamo quindi a definire brevemente alcune differenze tra il ghosting e altri fenomeni che caratterizzano le relazioni.
- ghosting e orbiting: se fare ghosting vuol dire sparire “nel nulla” senza lasciare traccia, chi fa orbiting continua a seguire l’altro sui canali social, guardando stories e post e mettendo like, ma rifiutandosi di avere una comunicazione diretta con la persona interessata
- ghosting e breadcrumbing: nel caso del breadcrumbing, la persona assume comportamenti ambigui che, da un lato non danno modo di alimentare una progettualità di coppia, dall’altro alimentano speranze e aspettative che ce ne sia la possibilità, ma non sparisce del tutto come nel ghosting.
- ghosting e benching: un meccanismo molto simile al breadcrumbing si riscontra nel benching, letteralmente “mettere in panchina”. In questi casi, la manipolazione affettiva si basa sul lasciare “in sospeso” la persona, nel caso possa in qualche modo “servire” in un secondo momento
- ghosting e zombieing: può accadere che, dopo essere sparita, chi fa ghosting torni a farsi viva con like e messaggi, come se la separazione non fosse avvenuta. Soprattutto nel caso di una relazione tossica, per esempio, questo ritorno potrebbe avere conseguenze emotive anche molto dolorose
- gaslighting, love bombing e ghosting: a differenza del ghosting, gaslighting e love bombing sono espressioni di manipolazione affettiva. Il gaslighting mina l'autostima della vittima, la isola e la attacca alimentando, paradossalmente, il senso di colpa verso il partner.
Il love bombing si manifesta inizialmente con atteggiamenti molto romantici: il corteggiamento è intenso ma di breve durata, perché sfocia poi nell’isolamento e nella svalutazione del partner che può andare incontro, anche in questo caso, a problemi di autostima.
- no contact: la differenza tra ghosting e no contact è che il secondo è agito dalla vittima di ghosting. Si tratta di un modo per reagire al ghosting, un meccanismo di difesa che porta la persona a bloccare ed eliminare qualsiasi possibilità di dialogo o contatto con il partner che le ha fatto del male.
Il ghoster: chi è e perché agisce così
Cosa prova chi fa ghosting? Il ghosting rappresenta una forma di evitamento non solo dell’altro, ma anche di sé stessi, soprattutto quando si affrontano situazioni emotive complesse difficili da gestire. Chi pratica ghosting, infatti, tende a esprimere più spesso sentimenti contrastanti come senso di colpa e sollievo (Freedman et al., 2024). Per esempio, il ghosting può iniziare anche dopo un litigio, in cui il ghoster non si sente in grado di gestire le reazioni ed emozioni del partner e la sua possibile aggressività e violenza. Il ghoster, poi, non riesce ad affrontare se stesso, le proprie insicurezze e le proprie fragilità.
Chi termina un rapporto senza lasciare traccia spesso non possiede l’assertività necessaria per affrontare un confronto diretto e fornire quelle spiegazioni che aiuterebbero l’altro a comprendere la situazione o, almeno, a chiarirsi le idee per elaborare la fine della relazione. Inoltre, chi subisce il ghosting tende a sottovalutare le motivazioni altruistiche che possono spingere chi lo pratica, ignorando che talvolta il ghosting viene scelto proprio per evitare di ferire i sentimenti dell’altra persona (YeJin Park & Klein, 2024).
Immaginando un possibile profilo psicologico di chi fa ghosting, potremmo notare diversi fattori:
- non ci si sente all’altezza delle aspettative dell’altro
- non si riesce a sostenere il peso delle risposte emotive negative che l’altro potrebbe esprimere
- non si vuole ferire o deludere il partner.
Quella responsabilità, quel dolore di cui si è ipoteticamente la causa, in chi sparisce senza dare spiegazioni può rimanere nell’immaginario, non sempre facilmente accessibile a tutti. Così è meglio sparire nel nulla. Per il ghoster, non lasciare traccia sembra essere la cosa meno dolorosa, perché permette di continuare a scappare da quelle emozioni e sensazioni che non riesce a gestire e che probabilmente sono troppo forti, che si parli di amore o meno.

La vittima e le conseguenze del ghosting
La persona che subisce la sparizione può provare un dolore che talvolta lascia il segno, con conseguenze non semplici da affrontare: infatti, le persone che subiscono ghosting sperimentano una maggiore minaccia ai bisogni fondamentali di controllo, autostima, appartenenza ed esistenza significativa rispetto a chi pratica ghosting (Freedman et al., 2024):
- si sente costantemente in colpa
- si autoaccusa di aver fatto qualcosa, che però non riesce a capire concretamente
- sente di non meritare quell’affetto o quell’amore.
Non aver avuto un confronto con l’altro ostacola l’elaborazione della perdita. È forte la sensazione di ambiguità: l’altro non c’è più nella propria vita, ma continua a esistere nella propria mente. Manca una motivazione. Una spiegazione, per quanto dolorosa, rimane qualcosa che è stato affrontato insieme e permette di avere un punto da cui ripartire.
Le conseguenze del ghosting possono essere diverse, perché potrebbero permanere:
- una generale sfiducia verso l’altro
- sentimenti di frustrazione e impotenza
- paura di amare di nuovo
- una mancanza di stima verso sé stessi.
Il ghosting può essere vissuto come un trauma: il dolore è amplificato perché non ha dei riferimenti, in tal modo può prendere diverse forme, anche somatiche. Inoltre, un ulteriore rischio potrebbe essere quello di riproporre questa modalità nelle altre relazioni successive.
Diffusione del ghosting: dati e tendenze attuali
Negli ultimi anni, il fenomeno del ghosting ha registrato una crescita significativa, soprattutto tra i giovani adulti e nelle relazioni nate online. Secondo una ricerca pubblicata sul "Journal of Social and Personal Relationships" (Freedman et al., 2018), circa il 25% degli adulti intervistati ha dichiarato di aver subito ghosting almeno una volta nella vita, mentre il 20% ammette di averlo praticato. In Italia, uno studio condotto dall'Università di Milano-Bicocca nel 2022 ha evidenziato che il ghosting è particolarmente diffuso tra i giovani tra i 18 e i 30 anni, con una prevalenza maggiore nelle relazioni iniziate tramite app di incontri. Questi dati sottolineano come la digitalizzazione delle relazioni abbia reso più semplice interrompere i rapporti senza un confronto diretto, contribuendo alla normalizzazione di questo comportamento.
Conseguenze psicologiche del ghosting: sintomi e rischi
Subire ghosting può avere un impatto profondo sulla salute psicologica della persona coinvolta. La letteratura scientifica, tra cui il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, American Psychiatric Association, 2022), riconosce che l'esclusione sociale improvvisa può essere un fattore di rischio per lo sviluppo di sintomi ansioso-depressivi.
Tra le conseguenze più frequenti del ghosting si possono riscontrare:
- Ansia e ipervigilanza: la persona ghostata può sviluppare una costante preoccupazione riguardo al proprio valore personale e alle future relazioni, temendo di essere nuovamente abbandonata.
- Sintomi depressivi: la mancanza di spiegazioni e la sensazione di essere ignorati possono portare a tristezza persistente, perdita di interesse per le attività quotidiane e isolamento sociale.
- Bassa autostima: il ghosting può minare la fiducia in sé stessi, facendo sentire la vittima inadeguata o non degna di attenzione.
- Ruminazione e pensieri ossessivi: spesso chi subisce ghosting si interroga ripetutamente sulle possibili cause della sparizione, senza trovare risposte, alimentando così un circolo vizioso di pensieri negativi.
In alcuni casi, soprattutto se il ghosting si ripete o si inserisce in un contesto di relazioni tossiche, possono emergere sintomi riconducibili a disturbi dell'adattamento o, in rari casi, a sintomi simili a quelli riscontrati nei disturbi post-traumatici da stress relazionale (Smith & Khurana, 2021).
Strategie pratiche per affrontare il ghosting
Affrontare il ghosting può essere difficile, ma esistono alcune strategie che possono aiutare a gestire il dolore e a ricostruire la propria serenità emotiva. Ecco alcuni suggerimenti pratici:
- Riconoscere e validare le proprie emozioni: è importante concedersi il diritto di provare tristezza, rabbia o delusione, senza giudicarsi. Accettare le proprie emozioni è il primo passo per elaborare l'accaduto.
- Evitare l'autocolpevolizzazione: spesso chi subisce ghosting tende a cercare in sé stesso la causa della sparizione. Ricordare che il ghosting è una scelta dell'altro, non una conseguenza diretta di un proprio errore, può aiutare a ridurre il senso di colpa.
- Stabilire confini chiari: se il ghoster dovesse ricomparire, è utile riflettere su quali limiti si desidera porre per proteggere il proprio benessere emotivo.
- Cercare il supporto di persone fidate: parlare con amici, familiari o un professionista può offrire conforto e nuove prospettive, aiutando a non sentirsi soli nell'affrontare la situazione.
- Dedicarsi ad attività gratificanti: impegnarsi in hobby, sport o progetti personali può favorire la ripresa della fiducia in sé stessi e la riscoperta del proprio valore.
Queste strategie, seppur semplici, possono rappresentare un valido aiuto per superare il dolore del ghosting e favorire una ripresa emotiva più rapida e consapevole.
Come comportarsi con chi fa ghosting?
In Italia il ghosting non è considerato un reato, idea che invece è stata avanzata nelle Filippine, con una proposta di legge del deputato Arnolfo Teves che sostiene che: “L'ambiguità del ghosting è che non c'è una vera conclusione tra le parti coinvolte, e in questo modo può diventare una forma di crudeltà emotiva, dovrebbe essere punito come offesa emotiva per il trauma che causa alla parte ghostata.”
Al netto di quella che (pare difficilmente) diventerà una legge, il fenomeno del ghosting ha ripercussioni sull’emotività delle persone che ne sono vittime. Spesso queste provano a ricontattare il ghoster, desiderose di una spiegazione. È una richiesta legittima ma, essendo vere e proprie “sparizioni”, i contatti cadono nel nulla. Come superare il ghosting allora? Uscire dalla posizione di “vittima” e diventare il “protagonista” della propria storia può essere di grande utilità per la persona. Come sostiene Carl Gustav Jung, infatti, arrovellarsi sul possibile errore non porterà necessariamente ad una via d’uscita: “Poco importa sapere dove l’altro sbaglia, perché lì non possiamo fare niente. Interessante sapere dove sbagliamo noi stessi. Perché lì si può fare qualcosa”.
Diventa così fondamentale concentrarsi sulle proprie esigenze personali, affrontando la possibile rabbia, delusione e senso di abbandono che derivano dal ghosting subito e affidandosi, se se ne sente il bisogno, a un professionista della salute mentale come uno psicologo online. Il supporto psicologico può essere utile a elaborare la perdita, ma anche ad accettare le proprie emozioni e trovare la voglia di rimettersi in gioco, dando la possibilità a se stessi di potersi aprire a nuove relazioni ed esperienze emotive che possono arricchire.
Se senti il bisogno di confrontarti con qualcuno, puoi parlare con uno psicologo con esperienza nel lavoro sulle relazioni sentimentali.






