Disturbi di personalità
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Il disturbo narcisistico: oltre i luoghi comuni

Il disturbo narcisistico: oltre i luoghi comuni
Il disturbo narcisistico: oltre i luoghi comunilogo-unobravo
Silvana Ester Neri
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
26.11.2021

Il termine narcisismo è entrato a far parte del linguaggio comune per descrivere in modo generico un’ammirazione smodata e compiaciuta per sé stessi e il proprio comportamento. Si parla spesso per luoghi comuni: il narcisista è una persona egocentrica e vanitosa. Nasce da qui la necessità di comprendere il significato del termine narcisismo, di andare oltre i pregiudizi e gli stereotipi che lo accompagnano.

Tra gli addetti ai lavori è convinzione diffusa che il narcisismo sia un comportamento adattivo che consente all’individuo di mantenere un’immagine di continuità della propria identità. Assumendo questo punto di vista, il narcisismo può essere definito come un aspetto connesso ai normali processi evolutivi degli esseri umani che si sviluppa man mano che si matura. Tutti gli individui manifestano dei bisogni narcisistici che sono legati all’esigenza di mantenere un buon livello di autostima.

Il narcisismo patologico

Quando un individuo non è in grado di mantenere un’immagine stabile e positiva di se stesso, ecco che il narcisismo diventa problematico. Tale problematica si rivela nella fluttuazione dell’immagine di se stesso e del valore che la persona pensa di avere. Nello specifico, il narcisismo patologico può essere definito come una lotta continua tra:

  • il bisogno di mantenere un’immagine di sé grandiosa, come individuo unico che “basta a se stesso”;
  • l’insopportabile consapevolezza di aver bisogno dell’altro, con il conseguente vissuto di fragilità e vergogna.

Caratteristiche del disturbo di personalità narcisistica

Una delle difficoltà principali legate alla diagnosi del disturbo narcisistico di personalità è legata al fatto che il disturbo non presenta un quadro clinico unico ed omogeneo. Al contrario, si può manifestare in modo estremamente vario da un individuo all’altro.

Tuttavia, nel voler descrivere le sue caratteristiche principali possiamo individuare i seguenti aspetti:

  • immagine grandiosa di sé
  • bisogno di ammirazione eccessivo
  • deficit di empatia
  • tendenza a sfruttare gli altri per raggiungere i propri scopi
  • coesione personale instabile e fragile
  • eccessiva sensibilità e vulnerabilità nella sfera relazionale
  • invidia, che si manifesta sia nei confronti degli altri, sia nella convinzione di riceverla
  • arroganza
  • rabbia e desiderio di vendetta per le presunte ingiustizie subite.

Occorre sottolineare che, al di là delle apparenze, dietro l’arroganza, il narcisista nasconde un sé estremamente fragile alla costante ricerca di conferme, e oscilla senza soluzione di continuità tra un senso di grandiosità e vuoto, tra vergogna e depressione.

Il disturbo narcisistico, inoltre, può essere diagnosticato in comorbilità con altri disturbi mentali come i disturbi di personalità (come il disturbo paranoide di personalità e il disturbo istrionico di personalità) oppure i disturbi sessuali (tra cui ricordiamo i disturbi parafilici o parafilie).

Matheus Bertelli - Pexels

Le origini del disturbo

Diversi studiosi concordano nel ritenere che le prime esperienze di attaccamento sono state molto intense ma bruscamente interrotte o danneggiate (per esempio a causa di una separazione, una morte, una malattia) per cui si è persa la fiducia di fondo con la madre o con chi si prendeva cura del bambino. Le conseguenze di queste esperienze infantili sono a volte definite mommy o daddy issues.

Per essere amato il bambino si sforzerà di diventare come lo si vuole, adattandosi a valori e schemi implicitamente imposti. Questi primi modelli di relazione spingono il bambino a:

  • reprimere le caratteristiche della prima infanzia
  • nascondere i propri bisogni
  • privilegiare schemi relazionali “adultiformi”.

La sensazione che resta è quella di essere stato ingiustamente deprivato, essere fragile, doversi costantemente difendere. Tutte le relazioni future saranno caratterizzate dalla paura dell’abbandono e quindi saranno vissute come potenzialmente pericolose.

Tipologie del narcisismo

Si distinguono due diverse tipologie:

  • una organizzata da grandiosità e desiderio di mostrarsi, definita overt;
  • l’altra caratterizzata da autodistruttività e recriminazione definita covert.

In entrambe le tipologie, la depressione si insinua prepotentemente e accompagna tutte quelle dinamiche psicologiche legate alla stabilità dell’immagine di sé. Si tratta di un sentimento invasivo e totalizzante, che i narcisisti tendono a negare e a nascondere perché:

  • non sono in grado di riconoscere emozioni, scopi e desideri;
  • per paura che diventi evidente agli altri;
  • per la vergogna che venga legittimato e non possa più interrompersi.
Polina Zimmerman - Pexels

Narcisismo e depressione

I narcisisti sono inclini alla depressione per due motivi:

  • l’idea che  il loro valore dipenda dalla conferma degli altri;
  • l’idealizzazione delle relazioni e il terrore dei rapporti.

Il paradosso sperimentato dai narcisisti è che le relazioni interpersonali sono allo stesso tempo sia indispensabili che fonte di pericolo, sono desiderate e temute. Da una parte gli altri sono insostituibili, dall’altra, la parte di sé grandiosa nega la dipendenza e l’attaccamento.

Per coniugare questi aspetti i narcisisti mettono in discussione la relazione, passando da un rapporto all’altro, serialmente, oppure bloccando la relazione in un tempo ripetitivo. La depressione del narcisista è estremamente differente rispetto alla depressione nevrotica con la quale è spesso confusa. Per il nevrotico, il dolore è qualcosa che si è costretti a subire, per il narcisista è un aspetto della propria identità, non è considerato come un dolore esterno, ma come una dimensione in cui si rimane intrappolati.

Il narcisista e l’amore

Nel rapporto di coppia il narcisista sta bene e si sente appagato e accettato fin quando dura la fase di innamoramento, durante la quale dà il meglio di sé. L’altro, però, esiste come prolungamento di sé o come mezzo per raggiungere il benessere emotivo ma, essendo troppo carico di aspettative salvifiche, inevitabilmente delude e, proprio per questo, diventa pericoloso.

Infatti, nel momento in cui la relazione entra in una fase più matura e l’altro inizia a diventare importante, il narcisista si sente debole e in pericolo e tende a stabilire un rapporto ripetitivo, statico, caratterizzato da allontanamenti e riavvicinamenti, dando vita a dinamiche relazionali tali per cui i due partner non riescono a stare assieme, ma soprattutto non riescono a stare senza l’altro.

Jared Sluyter - Unsplash

Il trattamento

Una personalità narcisista è difficile da individuare, tranne nei casi in cui porta la sua depressione. Con i pazienti narcisisti il terapeuta:

  • deve fungere da mediatore e da specchio, facendo attenzione a non essere percepito come un estraneo o, al contrario, come un punto di riferimento assoluto;
  • deve toccare la solitudine del narcisista e alleviare l’ansia persecutoria;
  • deve affrontare il dolore in terapia, parlandone, prescrivendolo, ritualizzandolo;
  • deve analizzare il gioco relazionale che perpetua questo dolore ed evidenziarne il valore adattativo;
  • deve ridefinire alcune esperienze precoci che rappresentano inconsciamente una sorta di “impronta” per tutte le altre esperienze.

Trovare un’area di comune interesse e di rispetto, aiuterà il terapeuta ad accorciare le distanze e a lavorare, assieme al paziente, ad un progetto comune per il benessere del paziente.

Il percorso terapeutico

Il narcisista si troverà ad affrontare un percorso terapeutico che ha i seguenti obiettivi:

  • imparare a vivere nel qui e ora e migliorare la qualità del presente
  • recuperare una valutazione più realistica delle proprie capacità di autonomia
  • imparare a godere di ciò che ha invece di sognare mondi impossibili
  • umanizzare le relazioni, portarle da idealizzate a realistiche
  • scendere a patti con la delusione
  • affrontare la solitudine, esprimendone le sensazioni e condividendole.

Il concetto di narcisismo, inteso nell’accezione comune, non rende l’idea della complessità insita in tale etichetta psicologica. Infatti, mentre da un lato alcuni aspetti che lo caratterizzano sono comuni a ogni individuo, dall’altro il senso di grandiosità nasconde una grande fragilità che è la causa principale della sofferenza che vivono i narcisisti. Sofferenza che purtroppo spesso non viene vista.


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