Sessuologia

La sessualità e i suoi disturbi

La sessualità e i suoi disturbi
La sessualità e i suoi disturbilogo-unobravo
Marta Innocenti
Unobravo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicodinamico
Servizio di psicologia online
Pubblicato il



Parliamo di “normalità” delle condotte sessuali quando tale comportamento:

  • si svolge in primo luogo tra soggetti realmente consenzienti e non reca disagio, sofferenza o problemi legali (nella cultura di riferimento) a nessuno dei partecipanti all’attività;
  • non rappresenta una condotta esclusiva svolta come una compulsione;
  • non interferisce con lo svolgimento delle attività lavorative e/o sociali.


Allo stesso modo, definiamo il comportamento sessuale come “patologico” quando, anche a uno soltanto dei partecipanti all’attività causa:

  • disagio e sofferenza;
  • interferenze con le attività lavorative o sociali o danni;
  • problemi legali;
  • quando si compie come una compulsione;


Le parafilie: una definizione

L’evoluzione della definizione di attività sessuale perversa o parafilia, rivela quanto lo studio delle malattie psichiatriche rifletta la società che la esprime. La definizione delle parafilie del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, nel tentativo di essere non giudicante, ha suggerito la restrizione del termine alle situazioni in cui vengono:

  • utilizzati oggetti non umani;
  • inflitti a sé o al proprio partner un effettivo dolore o umiliazione;
  • coinvolti bambini o adulti non consenzienti.


Quando i pazienti sono turbati dalle loro spinte sessuali devianti, ma non le mettono in atto, si tratta di condizioni lievi. La gravità moderata invece si presenta quando i pazienti traducono la spinta in azione, ma solo occasionalmente. Si tratta di casi gravi se i pazienti reiterano le loro spinte parafiliche.

Espressolia - Pixabay


Classificazione diagnostica

Le condotte sessuali sono considerate “patologiche” in quanto ogni forma di disagio si inscrive sempre all’interno di uno specifico contesto sociale. Le parafilie classificate dal DSM-5 sono le seguenti:

  • esibizionismo: esposizione dei propri genitali ad un estraneo che non se l’aspetta;
  • feticismo: uso di oggetti inanimati che non siano limitati a strumenti, come il vibratore, progettati per la stimolazione tattile dei genitali;
  • frotteurismo: toccare e strofinarsi contro una persona non consenziente;
  • pedofilia: attività sessuale con uno o più bambini generalmente di 13 anni o più piccoli. Il soggetto pedofilo deve avere almeno 16 anni ed essere di almeno 5 anni maggiore del bambino o dei bambini con cui ha attività sessuali. Non viene incluso il soggetto tardo-adolescente coinvolto in una relazione sessuale perdurante con un soggetto di 12-13 anni;
  • masochismo sessuale: atto reale di essere umiliati, picchiati, legati o fatti soffrire in qualche altro modo;
  • sadismo sessuale: azioni reali in cui la sofferenza psicologica o fisica (inclusa l’umiliazione) della vittima è sessualmente eccitante per il soggetto;
  • feticismo da travestitismo: il travestimento di un maschio eterosessuale;
  • voyeurismo: atto di osservare un soggetto che non se lo aspetta mentre è nudo, si spoglia o è impegnato in attività sessuali.


Parafilia non altrimenti specificata (NAS)

Esistono altre tipologie di parafilia, ecco alcuni esempi:

  • scatologia telefonica;
  • necrofilia;
  • parzialismo;
  • zoofilia;
  • coprofilia;
  • urofilia;
  • clismafilia.


Ogni parafilia, per essere considerata tale, deve durare per almeno sei mesi e devono essere presenti fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che comportino le azioni di cui sopra.

Alex Green - Pexels


Comprensione e trattamento delle parafilie

Anche se sono presenti fattori biologici, sono le ragioni psicologiche che giocano un ruolo nel determinare la scelta della parafilia e il significato sottostante agli atti sessuali. Nello specifico, riguardo lo studio delle perversioni femminili, la sessuologa H. Kaplan sottolinea che esse implicano dinamiche più sottili rispetto alla sessualità più prevedibile delle perversioni maschili. Di queste attività fanno parte anche temi come la separazione, l’abbandono e la perdita.

L’interpretazione psicodinamica di un paziente coinvolto in un’attività sessuale perversa implica una comprensione esauriente:

  • del modo in cui la perversione interagisce con la sottostante struttura di personalità della persona;
  • delle ripercussioni, positive o negative, che questa attività ha sulla vita dell’individuo.


Il trattamento delle parafilie è piuttosto complesso, soprattutto quando il paziente ha già messo in atto processi difensivi in grado di far negare che il comportamento sia patologico. Una volta valutato il funzionamento globale, sarà possibile orientarsi verso una possibile forma di intervento.


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