Psicologia infantile
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Traumi infantili

Traumi infantili
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Vincenza Anna Novaco
Redazione
Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
9.8.2023

È possibile che si senta parlare di frequente di traumi infantili, a volte in modo improprio e senza una profonda riflessione sulle possibili radici psicologiche ed emotive che li causerebbero. 

I traumi infantili sono storicamente sempre esistiti ma, nel tempo, si sono differenziati per modalità e conseguenze psicologiche, sociali, relazionali ed emotive. Per esplicitare questo concetto può essere utile un esempio.

Cinquant’anni fa c’era meno tolleranza rispetto all’idea di una famiglia con genitori separati: attualmente, invece, la medesima situazione ha subito una grande evoluzione. Se prima un figlio di genitori separati viveva in un contesto “discriminante”, adesso vive in un contesto più accogliente perché la situazione è stata normalizzata. 

Certo, sarebbe bello dire che nel presente queste situazioni hanno conseguenze meno dolorose, ma non è sempre così. 

I figli di genitori divorziati, nella maggior parte dei casi, hanno oggi più strumenti per riconoscere e affrontare la sofferenza legata a un divorzio, per esempio attraverso l'aiuto della mediazione familiare o di un percorso di psicoterapia.

traumi dell'infanzia
Denafi Sy - Pexels

Trauma infantile: di cosa si tratta?

Per trauma si intende un evento che causa una reazione emotiva a catena che può far nascere emozioni come frustrazione, impotenza, rabbia, senso di colpa. I traumi che il bambino ha nell'infanzia possono essere definiti come la conseguenza psicologica:

  • di un singolo evento imprevisto ed esterno
  • di una serie di eventi molto stressanti che causano una sensazione di impotenza, frustrazione e irrequietezza nel bambino.

Trauma infantile: i sintomi più comuni

I sintomi di un bambino traumatizzato sono diversi e variano in base al tipo di trauma subito. In genere, un trauma psicologico infantile presenta i seguenti sintomi: 

  • stato di agitazione e ipervigilanza
  • comportamenti evitanti, come per esempio l’evitamento del contatto fisico, che ritroviamo nell’afefobia
  • sintomi legati a un disturbo depressivo
  • disturbi del sonno
  • immagini o pensieri intrusivi legati al trauma
  • sbalzi di umore
  • disturbi psicosomatici e problematiche fisiche improvvise
  • manifestarsi o acuirsi di fobie e paure
  • difficoltà nell’apprendimento
  • regressione a comportamenti tipici di fasi evolutive precedenti
  • difficoltà relazionali
  • difficoltà a iniziare attività nuove.
traumi infantili sintomi
Alexander Dummer Pexels

I tipi di trauma: una classificazione possibile

I traumi variano per natura, intensità, frequenza e fattori concorrenti. Una possibile classificazione prevede la distinzione tra traumi singoli o multipli e il loro raggruppamento in due macro categorie: 

  • traumi con la T maiuscola, o grandi traumi, corrispondenti alle “esperienze traumatiche di natura estrema” a cui fanno riferimento le diagnosi classiche di PTSD, che comprendono la percezione di pericolo per il corpo, attacco al Sé, e che portano alla morte o minaccia all’integrità fisica propria o delle persone care
  • traumi con la t minuscola, o piccoli traumi, che corrispondono a “esperienze traumatiche non estreme” che implicano eventi di vita meno catastrofici, ma comunque caratterizzati da una percezione intensa di pericolo e da una natura cronica; pertanto, il loro potenziale traumatico è dato proprio dall’essere costanti e ripetitivi.

Tipi di traumi infantili 

I traumi con la t minuscola sono più comunemente riscontrabili in età evolutiva e spesso si verificano nell’ambito delle relazioni di accudimento. La psichiatra Lenore C. Terr, riferendosi in particolare all’impatto delle diverse tipologie di traumi sullo sviluppo del bambino, ha proposto una diversa classificazione: 

  • traumi di tipo I: eventi singoli, circoscritti e tendenzialmente inaspettati, il cui ricordo è relativamente completo e dettagliato e che di solito producono nel bambino sintomi di ripetizione, evitamento, ipervigilanza, dispercezioni e percezioni erronee del corpo
  • traumi di tipo II: esposizioni prolungate e ripetute a circostanze esterne estreme, in cui l’elemento di ripetizione è accompagnato da un senso di anticipazione che mobilita strategie di coping tese ad affrontare il pericolo, quali per esempio il diniego o la dissociazione; nei bambini inducono ottundimento affettivo, rabbia, intorpidimento.

I traumi psicologici infantili possono essere di diversa natura e presentare varie sintomatologie. Tra i traumi infantili possono esserci:

  • il trauma da rigetto
  • il trauma da abbandono della madre
  • i traumi infantili da genitori che litigano
  • i traumi sessuali infantili.

Vediamo nel dettaglio questi tipi di trauma infantile.

Trauma da rigetto

Il trauma da rigetto ha origine quando il genitore o il caregiver, non ha le capacità o magari non è disposto a essere una figura di riferimento, quindi protettiva rispetto alle paure vissute dal bambino.

Il sintomo più significativo di questo tipo di trauma è la coazione a ripetere. È come se il dolore evitato in quel momento non sparisse, come se cercasse continuamente una via di uscita per essere vissuto e rielaborato.

Trauma da abbandono 

Questo genere di trauma si può iscrivere nel trauma dell’attaccamento e può generare ansia legata alla eventuale possibilità di essere abbandonati da una persona significativa fino ad arrivare a far esperire la cosiddetta “sindrome dell’abbandono”. 

Il trauma da abbandono (per esempio il trauma da abbandono della madre) ha conseguenze quali l’attaccamento morboso a una figura di riferimento, il disturbo oppositivo provocatorio o comportamenti passivi e compiacenti.

Un’altra delle conseguenze di questo genere di traumi infantili è poi la paura di amare, il provare invidia per altre relazioni o confusione rispetto alle emozioni. 

A differenza del trauma da rigetto, il trauma dell’abbandono viene identificato come la paura angosciante di perdere qualcuno o qualcosa e dunque di sperimentare una sensazione di dispersione e solitudine.

traumi infantili da genitori che litigano
Timur Weber - Pexels

Traumi infantili da genitori che litigano

I bambini che subiscono questo tipo di traumi sviluppano insicurezza personale e relazionale e possono apparire timorosi. Inoltre, tali traumi nutrono le loro paure e potrebbero contribuire a causare una bassa autostima.

In casi del genere, il bambino può esperire anche la violenza assistita, ovvero quel tipo di violenza domestica che il Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso dell'Infanzia) definisce come 

“il fare esperienza da parte del/la bambino/a di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulti e minori”. 

Traumi sessuali infantili

Come tutti i traumi infantili, anche questi possono portare a conseguenze da adulti e, alcuni sintomi, possono manifestarsi anche nell’infanzia, come per esempio:

  • difficoltà o rifiuto a spogliarsi per visite mediche
  • disegni e/o racconti espliciti in ambito sessuale inappropriati all’età
  • interazioni a carattere sessuale con altre persone non adatti all’età
  • masturbazione coatta
  •  inibizione e preoccupazione relativa ad argomenti sessuali
  • precoce messa in atto di forme di seduzione.

Traumi infantili: altri esempi

Oltre alle esperienze e traumi nell'infanzia a cui abbiamo fatto cenno (come la perdita della madre in età infantile), uno psicologo e psicoterapeuta, specie un professionista esperto in psicologia infantile può trovarsi di fronte a casi relativi ad altri tipi di trauma.

Tra gli esempi di trauma infantile possiamo citare quelli che derivano da cambiamenti di vita significativi, come cambiare città in seguito a un trasferimento. il trauma nei bambini che cambiano casa che può provocare una serie di comportamenti disfunzionali o, al contrario, di apatia totale rispetto al cambiamento. Inoltre, possono manifestarsi reazioni ansiose rispetto ad azioni quotidiane.

Ci sono poi anche casi in cui i luoghi che dovrebbero essere sicuri per l’infanzia diventano  sinonimo di esperienze traumatiche e d’orrore come quelli vissuti dai bambini vittime di conflitti, come quello russo-ucraino, per cui Unobravo si è speso supportando l’associazione Voices Of Children.

traumi infantili conseguenze
Matheus Bertelli - Pexels

Traumi infantili irrisolti: conseguenze

I traumi infantili hanno un impatto significativo sul processo di costruzione dell’identità personale, ovvero in quel processo specifico che riguarda la consapevolezza di sé e la strutturazione dell’autostima. 

Il rischio maggiore è quello di sviluppare problemi di salute mentale come un disturbo post traumatico da stress con una vera e propria dissociazione e depersonalizzazione, o disturbi come il disturbo borderline di personalità che, in alcuni casi, possono essere l’esito patologico del trauma infantile.

Nella quinta edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia 2022 realizzato da Cesvi, si evidenziano diversi elementi legati alla sicurezza nell’infanzia, comprese cause e conseguenze: 

“Il boom di accessi nei pronto soccorso per disturbi neuropsichiatrici è il segno più tangibile di un malessere diffuso. Basti pensare che solo nel primo anno di pandemia, la Società italiana di pediatria ha registrato un incremento degli ingressi di oltre l’80%. Ideazione suicidaria, depressione e disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia) le cause principali.”

Traumi infantili e disturbi in età adulta

Gli adulti maltrattati nell'infanzia si trovano a dover spesso convivere con un trauma irrisolto, che causa particolare confusione rispetto alle emozioni: è come se la vita dopo il trauma non esistesse, come se fosse una bolla emotiva nella quale ci si chiude.

Tra le conseguenze più frequenti di traumi infantili possono esserci rischi psicofisici che si manifestano in adolescenza o in età adulta, tra cui:

  • malattie respiratorie
  • malattie cardiache
  • dipendenze da sostanze
  • problemi con la sessualità
  • violenza interpersonale e autodiretta.

“Gli ex bambini maltrattati- come riporta il sito del Dipartimento per le politiche della famiglia- diventano adulti che vivono con un pesante fardello di dolore che spesso scaricano sui propri figli, generando un circuito vizioso di trasmissione intergenerazionale, che solo un intervento esterno può interrompere. 

La violenza contro i minori è quindi un fenomeno sistemico che non può essere ricondotto esclusivamente a dinamiche relazionali familiari ma che rappresenta un grave problema di salute pubblica [...] e che richiede un approccio globale.”

Test sui traumi infantili

Sul web si trovano diversi test pseudo-psicologici che provano a evidenziare la presenza del PTSD ma, considerata la complessità e la vastità del possibile quadro sintomatico dei traumi infantili, questo tipo di test sul disturbo post traumatico da stress risultano inefficaci e in caso di necessità è sempre consigliato rivolgersi a un professionista della salute mentale.

L’esistenza di traumi infantili può essere valutata attraverso la presenza o meno di specifici fattori sia emotivi che comportamentali come per esempio: 

  • difficoltà ad addormentarsi 
  • difficoltà a concentrarsi
  • irritabilità o scoppi di collera
  • difficoltà a mantenere il sonno
  • risposte di allarme esagerate
  • ipervigilanza. 

È possibile riscontrare anche senso di nausea e stanchezza. Il ruolo dei test è quello di indagare la natura di tali comportamenti in modo da dare al professionista gli strumenti necessari e più adatti per intervenire.

Sul versante psicologico, per fare un esempio di un possibile test che può essere utilizzato se si sospetta che il trauma evolva il PTSD, citiamo:

Mentre sul versante fisiologico, si riscontrano specifiche alterazioni della risposta biologica allo stress attraverso l’innalzamento della cortisolemia e del livello delle catecolamine urinarie, come puntualizzato nel DSM-5.

Traumi infantili rimossi

La rimozione di ricordi traumatici è un meccanismo di difesa volto a proteggerci dal rievocare eventi spiacevoli della nostra vita ma che, allo stesso tempo, ci condanna alla “coazione a ripetere”.

Il sintomo principale di un trauma rimosso è proprio la “coazione a ripetere”, ovvero una predisposizione involontaria a riprodurre comportamenti, situazioni relazionali e schemi disadattivi. Tale comportamento si innesca proprio a causa della rimozione. 

Come ricordare un trauma rimosso e quali sono le tecniche principali?

Thomas Ogden, psicoanalista contemporaneo, sostiene che chi sceglie di iniziare un percorso di psicoterapia a volte ha la sensazione di essere morto durante l’età evolutiva o in una fase avanzata. 

Il desiderio del paziente è quello di vivere la vita che non ha potuto vivere. La “morte psichica” origina in eventi spaventosi e dolorosi (lutti, abbandoni, violenze) che la persona ha evitato durante la propria vita per proteggersi da un eventuale crollo. 

Il cervello, dunque, dà vita a uno stato psichico che include solo emozioni tollerabili. In questo modo, il dolore evitato in quel momento non sparisce, ma cerca continuamente una via per essere vissuto e rielaborato. 

Le esperienze negative e traumatiche subite in età infantile sono in genere presenti in modo diffuso, vengono sottovalutate e diventano comunque una fonte primaria di disagio.

Come superare un trauma infantile 

Per curare il trauma è necessario che il vissuto traumatico venga elaborato al fine di consentire al paziente un nuovo riassestamento della sua vita reale. Uno strumento efficace è la psicoterapia. Durante il percorso è necessario lavorare su emozioni come la rabbia, sul senso di colpa, sulla frustrazione rispetto al torto subito e sull’umiliazione. 

Avere una buona rete sociale aiuta il percorso di cura; al contrario, una storia passata di depressione e ansia comporta un rallentamento e un recupero più complessi. Tra i diversi approcci alla cura del trauma ci sono:

  • la  Dialectical Behavior Therapy (DBT)
  • la Terapia Narrativa
  • la Psicoterapia Sensomotoria 
  • la terapia con EMDR

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento può essere molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. 

L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, di cambiare prospettiva e di adottare comportamenti più adattivi.

Libri sui traumi infantili

Abbiamo parlato dei traumi infantili illustrando i principali eventi traumatici, la sintomatologia e le cause più comuni. Concludiamo il nostro articolo, come di consueto, con alcuni consigli di lettura, con una lista di libri sui traumi infantili:

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.

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