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EMDR ed eventi traumatici

EMDR ed eventi traumatici
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Camilla Serena Piazzi
Redazione
Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
17.2.2022


La ricerca scientifica ha definito l’EMDR come un approccio evidence-based per il trattamento del Disturbo post-traumatico da stress. Questo metodo agisce, attraverso determinati stimoli, sui ricordi traumatici non ancora elaborati per indagare le cause del disagio vissuto dal paziente.


Background e presupposti 

Il metodo EMDR è abbastanza recente: ripercorriamone insieme le tappe fondamentali.

  • 1987: si scopre che i movimenti oculari hanno l'effetto di riattivare i ricordi spontanei e la psicologa Francine Shapiro sviluppa per prima delle procedure a partire da questi effetti;
  • 1989: viene svolto il primo studio sull’EMDR e pubblicato sul Journal of Traumatic Stress;
  • 1990: si scopre che, oltre ai movimenti oculari, altre forme di stimolazione bilaterale come i tamburellamenti o i toni uditivi hanno effetti positivi;
  • 2013: l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.

L’EMDR parte dal presupposto che l’evento traumatico viene immagazzinato nella memoria insieme alle percezioni, emozioni, sensazioni fisiche e cognizioni disturbanti che lo hanno caratterizzato. Tutte queste informazioni vengono immagazzinate in modo disfunzionale, restano come “congelate” all’interno delle reti neurali e per questo non si connettono con le altre reti di informazioni utili.

Queste informazioni “congelate”, non potendo essere elaborate, continuano a provocare disagio nel soggetto, fino a portare all’insorgenza di patologie come per esempio il Disturbo Post-Traumatico da Stress e altri disturbi psicologici. Le cicatrici di questi avvenimenti più dolorosi, infatti, non scompaiono facilmente dal cervello: molte persone continuano dopo decenni a soffrire di sintomi che ne condizionano il benessere e impediscono loro di riprendere una nuova vita.

RODNAE Productions - Pexels

Eventi traumatici: tipologie

Esistono diverse forme di esperienze potenzialmente traumatiche a cui una persona può andare incontro nel corso della vita. Esistono i “piccoli traumi” o “t”, ovvero quelle esperienze soggettivamente disturbanti caratterizzate da una percezione di pericolo non particolarmente grave. Si possono includere in questa categoria eventi come: un’umiliazione subita o delle interazioni brusche con delle persone significative durante l’infanzia.

Accanto a questi traumi di piccola entità si collocano i traumi “T”, cioè tutti quegli eventi che portano alla morte o che minacciano l’integrità fisica propria o delle persone care. A questa categoria appartengono eventi di grande portata, come ad esempio abusi, incidenti e disastri naturali (questi ultimi possono portare alla solastalgia).

Nonostante le due tipologie di trauma siano molto differenti, la ricerca scientifica ha dimostrato che le persone reagiscono, dal punto di vista emotivo, mostrando gli stessi sintomi. Le risposte a queste esperienze possono essere moltissime: dal completo recupero e il ritorno ad una vita normale in un breve periodo di tempo fino alle reazioni più gravi, che impediscono alla persona di continuare a vivere la propria vita come prima dell’evento traumatico.


Obiettivi dell’EMDR

L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti nella memoria, per creare nuove connessioni più funzionali. Questo metodo considera tutti gli aspetti di un’esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici. Una volta che questo avviene, il paziente può vedere l’evento disturbante e se stesso da una nuova prospettiva.

Al termine della seduta di EMDR, l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Attraverso il trattamento con l’EMDR è dunque possibile:

  • alleviare la sofferenza emotiva;
  • permettere la riformulazione delle credenze negative;
  • ridurre l’arousal fisiologico del paziente, ovvero la reazione che ci fa, per esempio, aumentare il battito cardiaco.
cottonbro- Pexels

Questo approccio risulta efficace anche con i pazienti che hanno difficoltà nel descrivere l’evento traumatico che hanno vissuto. L’EMDR, infatti, utilizza tecniche basate su interventi non verbali che possono:

  • dare al paziente un maggior controllo nel raccontare l’esperienza;
  • aiutarlo nella regolazione e nella gestione delle emozioni intense che potrebbero scaturire durante la fase di elaborazione.


Efficacia dell'EMDR

Attraverso l’utilizzo dell’EMDR, è possibile beneficiare degli effetti di una psicoterapia che fino a poco tempo fa avrebbe impiegato anni per fare la differenza. Alcune ricerche hanno infatti dimostrato che, tra i pazienti che riportavano l’esperienza di un evento traumatico, l’84% -90% di loro non mostrava più i sintomi di un Disturbo da Stress Post-traumatico, dopo sole 3 sessioni di EMDR da 90 minuti ciascuna.

L’efficacia dell’EMDR nel trattamento del Disturbo da Stress Post-traumatico, è ormai ampiamente riconosciuta e documentata e, attualmente, è un approccio terapeutico  usato anche per il trattamento di altre patologie e disturbi psicologici, quali:

  • Depressione e disturbi dell’umore
  • Elaborazione del lutto patologico
  • Disturbi d’ansia
  • Disturbi ossessivo compulsivi
  • Disturbi sessuali
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Dolore cronico
  • Dipendenze.


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