Salute mentale
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L’ipnosi

L’ipnosi
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Annarita Antoniani
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Breve Strategico
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
5.6.2023

Nell’immaginario collettivo l’ipnosi è considerata una pratica magica, persino pericolosa, in quanto si pensa che chi la usa sia in grado di manipolare l’altro fino a fargli perdere totalmente il controllo e indurlo a compiere azioni inconsapevolmente.  Che cos’è l’ipnosi allora? Esiste veramente l’ “hypnosi”?

L’ipnosi, la cui etimologia si può far risalire al greco hypnos (sonno), è una pratica spesso fraintesa e attorno alla quale ruotano numerosi pregiudizi. Pochi sanno infatti che l’ipnosi è uno stato naturale che ognuno di noi prova più volte nel corso della vita quotidiana e non è una condizione imposta dall’esterno, ma un effetto delle nostre caratteristiche psicologiche e fisiologiche. 

Milton Erickson, pioniere della moderna ipnologia, sosteneva che “l’ipnosi è quel livello che permette al soggetto di funzionare adeguatamente e direttamente a un livello di consapevolezza inconscio, senza che la mente cosciente vi interferisca”. 

Infatti, senza esserne coscienti, entriamo in uno stato di trance che amplifica le nostre capacità di percezione e relazione con la realtà interna ed esterna.

psicoterapia ipnotica
Gabriella Ally - Pexels

Perché si usa l’ipnosi?

L’uso dell’ipnosi per il trattamento dei problemi e delle sofferenze umane risale a tempi antichi. 

Lo sviluppo dell’ipnositerapia arriva dal medico Anton Mesmer (1775) e dai suoi studi sul magnetismo, in cui il terapeuta assume una posizione centrale nell'azione di guarigione, perché l'energia magnetica si può trasmettere solo all'interno del rapporto paziente-magnetizzatore-terapeuta. 

Con Milton Erickson, lo stato di trance viene considerato come una condizione naturale, common everyday trance: la persona ipnotizzata ha un ruolo attivo che l’ipnotista deve comprendere e rispettare.

In psicoterapia l’ipnosi è uno strumento utile per migliorare se stessi e le proprie capacità. Viene spesso applicata quando il paziente presenta percezioni della realtà rigide e disfunzionali che impediscono il cambiamento. 

Ipnosi: cosa guarisce e per cosa può essere utilizzata

Chi può praticare l’ipnosi in Italia? Nel nostro Paese l’ipnosi clinica può essere svolta solo da psicologi, psicoterapeuti, medici e odontoiatri regolarmente iscritti al loro Ordine e in possesso di una specifica specializzazione riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

L’ipnosi può essere praticata anche in medicina e in odontoiatria. Tra i possibili utilizzi in campo medico troviamo l’anestesia ipnotica (che consente di svolgere un’operazione sotto ipnosi) e l’ipnosi per la fibromialgia.

Psicoterapia ipnotica: chi può praticarla?

L’ipnotizzazione è una tecnica utilizzata in alcuni tipi di psicoterapia, ma chi può farla? Come per i casi di ipnosi utilizzata per guarire da problemi medici, anche in psicoterapia questa pratica potrà essere svolta solo da professionisti specializzati. 

Essendo l’ipnosi uno stato naturale e spontaneo, ogni individuo può sottoporsi all’ipnosi terapia. Nell’ipnotizzare una persona si dovranno tenere ben presenti le limitazioni da porre quando ci si trova davanti a soggetti con:

  • patologie cardiache
  • problemi alla tiroide
  • disabilità intellettiva
  • disturbi psichiatrici severi
  • disturbi di personalità 
  • depressione maggiore.

Nel caso di ipnosi e depressione, questa tecnica può essere utile per gestire i sintomi psicofisici del disturbo depressivo (in alcuni casi, per esempio, viene utilizzata l’ipnosi del sonno).

Tipi di ipnosi

Durante la pianificazione dell’intervento psicoterapeutico, a seconda degli obiettivi stabiliti con il paziente, lo specialista può dunque proporre l’ipnotismo al soggetto, attingendo così a risorse che egli tiene nascoste e agevolare il cambiamento. In psicologia, l’ipnosi è stata sviluppata in diversi tipi, tra cui citiamo:

  • l’ipnosi regressiva, che si basa sul recupero di esperienze passate, spesso rimosse, definite come la causa del disturbo. Attraverso la suggestione, il terapeuta porta il paziente in uno stato di estremo rilassamento per cercare di ricordare e rivivere eventi passati  
  • l’autoipnosi, una forma di ipnosi autoindotta. Il soggetto è in grado di concentrarsi autonomamente su una singola idea, parola o immagine per creare uno stato di trance, capace di modificare il suo comportamento

Tra le forme di ipnosi non ufficialmente riconosciute figura l’ipnosi di massa, una forma di suggestione basata sull’esposizione a continui stimoli che si ipotizza creino un pensiero comune fondato su percezioni che diventano collettive, capaci di mutare e orientare opinioni e scelte dell’individuo. 

L’ipnosi secondo Freud e l’ipnosi ericksoniana

Freud utilizza l’ipnosi come suo primo strumento terapeutico. Lo scopo dell’ipnosi freudiana è la rimozione del sintomo: il terapeuta assume una posizione direttiva, ordinando al paziente di cadere in profonda ipnosi e intervenendo sulla scomparsa sintomatologica. Inoltre, agisce anche sull’inconscio per riportare alla coscienza traumi rimossi. Tuttavia, egli decise di non praticarla.

Ma perché Freud abbandonò l'ipnosi? Durante la sua pratica clinica, Freud giunse alla conclusione che non tutti i soggetti possono essere ipnotizzati. Pur essendo inclini all’ipnosi, infatti, alcuni individui presentano un nucleo che resiste a tale tecnica e quindi non è accessibile e a volte non corrispondente ad esperienze reali. Infine, essendo la sua pratica di tipo direttivo, per Freud dare ordini al paziente è controproducente ai fini terapeutici.

L’ipnosi ericksoniana prende il nome dal suo fondatore, lo psichiatra Milton Erickson, che considera la trance come un fenomeno naturale con stati di concentrazione intensi e spontanei che caratterizzano ogni persona nella vita quotidiana. 

Un esempio è la guida dell’auto: quante volte capita di arrivare in un luogo mentre si guida senza rendersi conto di come si è raggiunto? Probabilmente, in quel momento, si era in stato di trance. 

Milton Erickson pone al centro della sua pratica le capacità dell’individuo di raggiungere uno stato di parziale perdita di coscienza. 

L’ipnosi ericksoniana utilizza un metodo non direttivo, infatti il paziente è considerato parte attiva e il terapeuta perde parte della sua autorità.

trance terapeutica
Hıdır Dedebey - Pexels

Tecniche di ipnosi

Diverse sono le tecniche di ipnosi messe in atto dagli esperti di questa pratica, tra cui ricordiamo: 

  • l’ipnosi a distanza: l’esperto e il soggetto sono posti a una distanza che non consente la comunicazione diretta ma, con l’ausilio di uno strumento e la pratica, avviene in un contesto pubblico
  • l’affect bridge o “ponte affettivo”, una tecnica di ipnosi regressiva che consiste nel ricollegare un’esperienza presente al passato tramite un’emozione comune
  • l’ipnosi con il pendolo è una tecnica molto conosciuta, serve per focalizzare l’attenzione del soggetto che pian piano cade in profonda trance.

Psicoterapia e ipnosi 

In psicoterapia, l’ipnosi viene usata per aiutare il paziente a prendere coscienza delle proprie potenzialità al fine di migliorare lo stato di benessere. Si tratta, quindi, di un approccio che si basa su un rapporto di collaborazione tra il paziente e terapeuta.

Per far sì che la seduta di ipnosi possa essere efficace, il setting terapeutico deve essere preparato ad hoc: deve essere tranquillo, privo di stimoli visivi e sonori e deve stimolare il rilassamento. 

Il paziente deve potersi fidare del terapeuta e della procedura, questo significa che, prima di procedere all’uso dell’ipnosi, deve stabilirsi una forte alleanza terapeutica. Molto importante è spiegare al paziente cosa lo attende, affrontando eventuali pregiudizi e paure. 

Cosa succede durante una seduta di ipnosi? Il processo ipnotico consiste in tre fasi:

  • preparazione
  • trance terapeutica
  • ratifica del cambiamento.

La tecnica dell’ipnosi può essere applicata a numerosi problemi di salute mentale, come i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi, i problemi del sonno, i disturbi che derivano da uno stress post traumatico e le dipendenze.

Ipnosi per l’ansia

L’ipnosi può essere utilizzata per superare le fobie e per numerosi problemi d’ansia. Nel trattamento delle fobie, per esempio, attraverso l’immaginazione della situazione che genera ansia durante la trance ipnotica, si può pian piano renderla più familiare e gestibile. 

Quando tale situazione affiora nella realtà, sarà più facile da affrontare. Si può utilizzare l’ipnosi per gli attacchi di panico ma anche per per gli attacchi d’ansia, e per l’ansia sociale.

Ipnosi per l’autostima 

L’ipnosi guidata può essere impiegata anche in percorsi di crescita personale. Con l’uso di metafore create ad hoc per ogni soggetto, è possibile accrescere l’autostima imparando a porre la giusta attenzione su se stessi, le proprie capacità e risorse.

Ipnosi per superare i traumi

L’ipnosi è utile per abbassare il livello d’ansia associato a un evento o stato traumatico. Vengono richiamati i ricordi dolorosi e si rendono gradualmente gestibili. A volte l’ipnosi viene confusa con un’altra tecnica molto utilizzata nel trattamento del trauma: l’EMDR.

La differenza tra l’ipnosi e l’EMDR sta nel fatto che l’ipnosi si basa sulla suggestione attraverso tecniche sia direttive che non direttive, che conducono il soggetto in uno stato di trance, mentre nell’EMDR il soggetto segue la produzione e l’elaborazione dei pensieri relativi al trauma senza l’uso di suggestioni e trance.

Ipnosi per dormire

Pur non essendo uno stato di sonno, ma di profonda concentrazione, l’ipnosi viene utilizzata per curare l’insonnia perché aiuta nel rilassamento sia fisico che mentale, allentando la tensione e l’ansia che causano la difficoltà nell’addormentamento. 

Ipnosi per smettere di giocare

La trance ipnotica con soggetti ludopatici agisce sulle credenze che mantengono la dipendenza e lo spingono a continuare a giocare. L’intervento viene sviluppato agendo su specifiche motivazioni del paziente, con l’obiettivo di aiutarlo a modificare le credenze disfunzionali.

Ipnosi per smettere di fumare e di bere

Con l’uso dell’ipnosi si impara a riformulare i pensieri. In generale, l’ipnosi si può utilizzare per curare le dipendenze. Quando si ha una dipendenza da alcol o da tabacco, per esempio, si è abituati a rispondere automaticamente a uno stimolo associato alla spinta del comportamento dipendente. 

Attraverso la tecnica ipnotica, si attivano le risorse mentali necessarie a modificare tali processi automatici negativi. In altre parole, ci si chiede se si ha davvero l’esigenza di fumare o di bere, prestando davvero attenzione alle proprie richieste in maniera più attenta. 

Ipnosi per curare i disturbi alimentari

Attraverso la trance aumentano i livelli di suggestionabilità e si è in grado anche di intervenire sugli atteggiamenti verso il cibo che la persona desidera cambiare. Infatti, consolidando la capacità della persona di gestire i momenti di stress e la mancanza di controllo, l’ipnosi può essere utile nel trattamento di alcuni disturbi alimentari

Ipnosi sessuale

Attraverso studi condotti su uomini affetti da disfunzione erettile e donne affette da vulvodinia, si è sperimentato che l’ipnosi può essere utile per il trattamento di alcuni problemi della sfera sessuale.

Ciò avviene tramite l’uso dell’induzione ipnotica per ridurre la tensione e, con il raggiungimento di un adeguato livello di rilassamento, cambiare l’immagine sessuale del paziente promuovendone l’autoefficacia e il senso di autocontrollo.

Ipnosi e terapia del dolore

In generale, l’ipnosi viene utilizzata per gestire il dolore e così contribuire alla cura dei disturbi fisici (ipnosi medica). Infatti, tramite il rilassamento si abbassano i livelli di tensione e stress in pazienti con malattie gravi che provocano dolore fisico.  

Di recente, la tecnica ipnotica è stata introdotta anche per gestire i dolori delle partorienti che, attraverso l’autoipnosi sono in grado di gestire il dolore del parto.

ipnosi inconscio
Pavel Danilyuk - Pexels

Psicoterapia, psicologia e ipnosi: gli effetti sul paziente

Cosa succede al paziente in stato di ipnosi? Durante la trance ipnotica, il paziente è maggiormente in grado di accedere ai meccanismi che regolano il suo comportamento e superare più facilmente le resistenze, accedendo così al contenuto inconscio.

Il soggetto in stato di ipnosi può:

  • modificare la percezione del mondo esterno, ovvero percepire stimoli non reali, non percepire o distorcere percezioni di stimoli esistenti creando illusioni
  • modificare il proprio vissuto sensoriale interno, ovvero ampliare o ridurre sensazioni che provengono dall’interno del corpo (come ritmo respiratorio, calore o battito cardiaco). 

L'ipnosi è pericolosa? Possibili effetti collaterali

Come si fa a capire se si è sotto ipnosi? Il soggetto ipnotizzato è un soggetto attivo, cosciente, si trova in uno stato di rilassamento e non di sonno, in grado di agire sulle proprie percezioni. La sua mente è aperta e non limitata. 

Diversa è la visione classica dell’ipnosi spettacolarizzata, utilizzata quindi come gioco di prestigio nei programmi televisivi per motivi di intrattenimento. Molte convinzioni errate arrivano proprio dall’uso improprio della trance: si ha paura perché si crede che l’ipnotizzatore sia in grado di impadronirsi in qualche modo della psiche e del corpo dell’ipnotizzato e fargli compiere azioni inconsapevolmente. 

Inoltre, non presenta alcun effetto collaterale, se non disturbi passeggeri come mal di testa o mal di schiena. Va sempre ricordato che qualsiasi tecnica ipnotica deve essere svolta da professionisti specializzati, in grado di poter capire se il soggetto è predisposto alla trance.

Fare terapia psicologica con l’ipnosi

Abbiamo visto come l’ipnosi, praticata come tecnica psicoterapeutica da professionisti specializzati (che sanno come ipnotizzare una persona e gestire gli effetti di questa pratica), possa aiutare il soggetto a prendere coscienza delle proprie potenzialità al fine di migliorare il suo stato di benessere.

Il costo di una seduta di ipnosi può essere variabile, ma in alcuni casi questo può essere ridotto, come per esempio se le sedute si svolgono in terapia online. L’ipnosi infatti può anche non essere praticata in presenza, l’importante è che lo psicologo esperto in ipnosi sia abituato alla gestione del setting terapeutico dell’ipnosi online. 

Leggendo le diverse testimonianze sull’ipnosi (come le testimonianze sull'ipnosi ericksoniana) si evince come questa pratica abbia efficacia nel trattamento di diversi tipi di problemi.

Libri sull’ipnosi

Concludiamo il nostro articolo con alcuni testi sull’ipnosi: 

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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