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Introspezione psicologica: come guardarsi dentro

Introspezione psicologica: come guardarsi dentro
Introspezione psicologica: come guardarsi dentrologo-unobravo
Redazione
Unobravo
Pubblicato il
1.12.2022

Comprendere i propri pensieri, guardarsi dentro, conoscere e accogliere le emozioni e avere consapevolezza di sé. Quando riusciamo ad ascoltarci facendo attenzione ai nostri pensieri e sensazioni, stiamo compiendo un viaggio dentro di noi, un viaggio unico e personale chiamato introspezione.

Introspezione: definizione e significato

Cosa vuol dire “introspezione”? Leggendo il significato di introspezione sui dizionari, abbiamo già delle spiegazioni molto chiare.

Treccani dà all’introspezione il significato di “procedimento di osservazione dei fatti di coscienza, onde il soggetto, riflettendo sulle sue esperienze, assume sé medesimo a oggetto di studio.” mentre il Sabatini Coletti definisce l’introspezione “Accurata analisi di se stessi, delle emozioni e delle motivazioni profonde dell'agire.”

In altri termini, per definire l’introspezione con un sinonimo, si potrebbe parlare di “autoanalisi”, “riflessione su di sé” e, per utilizzare un modo di dire popolare, “esame di coscienza”.

Ma cosa significa analisi introspettiva in psicologia? Come fare un lavoro di introspezione? Approfondiamo in questo articolo il concetto di introspettività, le caratteristiche di una persona introspettiva e cosa significa “guardarsi dentro” in psicologia.

L’introspezione psicologica: un po’ di storia

Che cos'è l'introspezione psicologica e quale metodo si usa per l’introspezione? La psicologia è, per definizione, lo “studio dell’anima”, ovvero quella disciplina che indaga la mente e le emozioni umane con lo scopo di dare una lettura oggettiva e scientifica ai fenomeni psichici.

Le prime scuole di psicologia nascono nella seconda metà dell’Ottocento ma, inizialmente, l’oggetto di studio è la fisiologia del sistema nervoso, svolto con metodi ereditati dalla medicina. 

È nel 1879 che la psicologia fa il primo grande passo verso la propria autonomia scientifica e metodologica, con il fisiologo e psicologo Wilhelm Wundt, che fonda a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale.  

Secondo Wundt esistono due fenomeni paralleli:

  • i fenomeni fisici
  • i fenomeni psichici.

La psicologia introspettiva indaga proprio questi ultimi attraverso il metodo introspettivo. L’analisi dell’introspezione di Wundt è basata sulla descrizione delle sensazioni ed emozioni provate dal soggetto rispetto ad alcuni stimoli esterni.

Il metodo introspettivo di Wundt cerca, attraverso l’analisi di questo “viaggio introspettivo” di definire una modalità di indagine che sia oggettiva e, dunque, scientifica. Ma, tra i detrattori delle sue teorie, c’è chi sostiene che il metodo dell’introspezione psicologica di Wundt non riesca comunque a cogliere “la realtà dei fatti”, ma solo l’interpretazione soggettiva dei fatti stessi.

Sarà l’allievo di Wundt, E.B. Titchener a raccogliere l’eredità del maestro e sostenere che:

“l’introspezione è l’unico metodo che caratterizza la psicologia rispetto alle altre scienze; i dati empirici oggettivi diventano psicologici soltanto se e nella misura in cui possono essere interpretati alla luce dell’introspezione.”
introspezione psicologica guardarsi dentro
Ismael Sánchez- - Pexels

L’introspezione oggi

Le tesi di Wundt prima e Titchener poi, vengono disconosciute nel 1905 al V Congresso internazionale di psicologia, in cui si decreta che “l’osservazione dei fenomeni i quali implicano problemi psicologici non può più essere empirica, ma dev’essere scientifica e metodica.”

A cosa serve l'introspezione allora? Nonostante il metodo dell'introspezione non venga più considerato strettamente scientifico, il lavoro introspettivo resta un valido strumento di ogni percorso psicologico, favorendo tra le altre cose l’accettazione di sé e il self empowerment. Vediamo come.

Lo sguardo introspettivo

Nel 1983 il ricercatore Howard Gardner formula la Teoria delle intelligenze multiple,  sostenendo che l’essere umano è dotato di diversi tipi di intelligenza. Tra queste, inserisce anche l’intelligenza introspettiva o intrapersonale.

L'introspezione è il metodo che permette di sviluppare quella capacità di guardarsi dentro essendo consapevoli di motivazione, emozioni e sentimenti personali (introspezione emotiva e introspezione personale).

Alcune persone hanno una buona capacità di autoanalisi introspettiva. Ma cosa vuol dire essere una persona introspettiva? Possiamo dire che “essere introspettivo” significa avere una buona capacità di riflettere su sé stessi, provare empatia (che lo psicanalista H. Kohut ha definito introspezione vicariante) e avere una buona intelligenza emotiva, tutti elementi utili a coltivare delle relazioni sociali soddisfacenti.

C’è però un altro elemento da aggiungere quando si parla di capacità di introspezione.

L’analisi introspettiva: criticità

Avere un atteggiamento introspetto, fare introspezione, guardarsi dentro “ed essere onesti”, non sono gli unici elementi necessari per accrescere la propria consapevolezza. Nel libro Insight: Why We're Not as Self-Aware as We Think, and How Seeing Ourselves Clearly Helps Us Succeed at Work and in Life, la psicologa Tasha Eurich sostiene che:

“L'introspezione può offuscare e confondere le nostre percezioni personali, scatenando una serie di conseguenze indesiderate.”

Alcuni studi sull’autoconsapevolezza, come quelli di J.B. Nezleck e A. Grant hanno mostrato che una personalità introspettiva può dare più facilmente giudizi negativi su di sé (con ripercussioni negative sull’autostima), provare ansia e cadere più facilmente nel meccanismo di ruminazione. L’introspezione quindi ha aspetti negativi?

Più che chiedersi se essere introspettivi sia qualcosa di positivo o negativo, dovremmo infatti spostare la nostra attenzione sul come svolgere un lavoro di introspezione che sia davvero utile e arricchente. Come si fa un’introspezione allora? A volte, basta farsi le domande giuste, meglio se con l’aiuto di un professionista.

terapia psicologica online
Vlada Karpovich - Pexels

Introspezione e terapia psicologica

Prendersi cura di sé può essere un atto rivoluzionario se lo si fa con consapevolezza, spinti dall’idea che amare sé stessi possa permetterci di vivere con maggiore benessere il nostro quotidiano e, perché no, anche il rapporto con gli altri. L’introspezione, in questo percorso, può venire in aiuto. Come fare un'analisi introspettiva?

Andare dallo psicologo significa decidere di dare del tempo a sé stessi, un tempo di qualità in cui dedicarci alla nostra crescita personale, affrontare un problema o un disturbo, imparare a gestire quella che a volte può essere la paura delle emozioni, per viverle appieno.

Quando ad esempio ci sembra che la vita ci stia sfuggendo di mano e che tutto quello che accade sia fuori dal nostro controllo, insieme a un professionista del benessere psicologico è possibile avviare un percorso introspettivo per intervenire sul nostro locus of control e favorire al contempo la nostra autoefficacia

Il terapeuta potrebbe, per esempio, suggerire la pratica della scrittura introspettiva, utilizzando un diario dove raccogliere ogni riflessione che nasce dalla propria auto osservazione. 

Entrare in sintonia con il proprio sé più autentico è quanto di più bello possiamo fare per noi stessi e, anche se il percorso a volte può avere qualche ostacolo, può rivelarsi il viaggio più intenso mai compiuto. Con uno psicologo online Unobravo potremo iniziare questo viaggio comodamente da casa, dandoci l’occasione di avere cura del nostro benessere psicologico semplicemente con una connessione internet.

La narrativa di introspezione: libri e film introspettivi

Una persona dal carattere introspettivo avrà scelto facilmente di leggere libri introspettivi o guardare film con trame introspettive. Ecco allora qualche suggerimento per chi vuole approfondire ulteriormente il tema e per chi lo approccia per la prima volta.

Il romanzo introspettivo psicologico ha creato tanti personaggi letterari amatissimi, come Zeno Cosini, protagonista del libro La coscienza di Zeno, oppure i personaggi di Kafka, Proust o Dostoevskij, con il Raskol'nikov di Delitto e Castigo

Tra i libri che trattano il tema dell’introspezione psicologica citiamo anche Introspezione ed empatia. Raccolta di scritti (1959-1981) di H. Kohut, edizioni Bollati Boringhieri.

Tra i film introspettivi suggeriamo la visione di:

  • Mangia, prega, ama, la storia di una donna che scopre sé stessa decidendo di fare un viaggio che la porterà tra Italia, India e Indonesia
  • The breakfast club, in cui un gruppo di studenti in punizione a scuola, si svelano ai compagni in una condivisione di riflessioni personali su loro stessi
  • Il treno per il Darjeeling, la storia di tre fratelli che ritrovano il proprio sé e il legame che li unisce mentre viaggiano sul treno Darjeeling Limited.

Anche altre manifestazioni della creatività possono essere spesso introspettive: l’arte introspettiva, la fotografia introspettiva, la poesia introspettiva e la musica introspettiva hanno un approccio simbolico molto forte.

Attraverso il mezzo creativo avviene una sublimazione di aspetti dell’inconscio degli autori, per donarli trasformati a spettatori, ascoltatori e lettori attraverso l’uso del colore, delle immagini, delle frasi introspettive e dei suoni, in un atto di condivisione artistica di emozioni e sensazioni.

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