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La violenza domestica: tipologie, segnali e conseguenze

La violenza domestica: tipologie, segnali e conseguenze
Monica Margiotta
Psicologa ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
2.1.2026
La violenza domestica: tipologie, segnali e conseguenze
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Con il termine violenza domestica ci si riferisce a comportamenti abusivi (fisici, psicologici o sessuali) che si verificano all’interno di un contesto familiare o domestico. Questa problematica può riguardare sia partner intimi che altri membri della famiglia e può assumere varie forme, compromettendo la sicurezza e il benessere delle persone coinvolte.

Oggi, la diffusione delle violenze domestiche rappresenta un serio problema globale. Affrontare la violenza domestica è quindi fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica, migliorare le leggi di protezione delle vittime e fornire risorse adeguate alla prevenzione e al sostegno.

Parlare di questo tema significa creare consapevolezza, promuovere la prevenzione attraverso l’educazione e garantire un ambiente sicuro e solidale per chi ne è vittima. Solo attraverso un impegno collettivo si può sperare di ridurre l’incidenza di questo grave problema sociale.

tipi di violenza domestica
Giorgio Trovato - Unsplash

Tipologie di violenza domestica

La violenza domestica è un modello di comportamento abusivo e coercitivo che può manifestarsi in diverse modalità e si verifica all’interno delle relazioni familiari o domestiche. Spesso si evolve in quello che viene definito ciclo della violenza, che si sviluppa in tre fasi: costruzione della tensione, maltrattamento e luna di miele (la fase del pentimento). Le principali tipologie di violenza domestica includono:

  • violenza fisica: coinvolge l’uso della forza fisica per infliggere lesioni, dolore o danni alle vittime. Può manifestarsi attraverso colpi, spinte, calci o l’uso di oggetti come strumenti di aggressione
  • violenza psicologica o emotiva: comprende comportamenti finalizzati a minare l’autostima e il benessere psicologico della vittima. Ciò può includere insulti, umiliazioni, intimidazioni, controllo e isolamento
  • violenza sessuale: riguarda coercizione o forzatura di atti sessuali senza il consenso della vittima. Include stupro, molestie sessuali e qualsiasi forma di abuso sessuale in una relazione perpetrata all’interno delle mura domestiche
  • violenza economica: coinvolge il controllo o l’uso scorretto delle risorse finanziarie della vittima al fine di limitarne l’indipendenza economica. Può includere il divieto di lavorare, il controllo dei soldi o la negazione dell’accesso alle risorse finanziarie
  • violenza digitale o tecnologica: si riferisce all’abuso di tecnologie digitali per minacciare, intimidire o controllare la vittima; può essere presente il monitoraggio delle comunicazioni, la diffusione non consensuale di immagini intime (revenge porn) o il cyberstalking.

Il riconoscimento e la comprensione di queste diverse forme di violenza domestica sono essenziali per affrontare il problema in modo completo e fornire il sostegno adeguato alle vittime.

Dati epidemiologici e diffusione della violenza domestica

La violenza domestica è un fenomeno diffuso a livello globale e nazionale, con numeri che evidenziano la sua gravità e la necessità di interventi mirati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 1 donna su 3 nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale da parte del partner almeno una volta nella vita (OMS, 2021). In Italia, i dati ISTAT del 2022 riportano che il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria esistenza.

Secondo le statistiche distribuzione della violenza domestica varia anche in base all’età e al genere. Le donne tra i 25 e i 44 anni risultano essere tra le più colpite, ma il fenomeno riguarda anche uomini, anziani e minori, seppur con percentuali inferiori. È importante sottolineare che la violenza domestica può colpire persone di ogni estrazione sociale, livello di istruzione e contesto culturale, rendendo necessario un approccio di prevenzione e intervento che sia il più possibile inclusivo e trasversale. Particolarmente preoccupante è la situazione delle donne in gravidanza: il 4-12% di loro subisce violenza fisica durante questo periodo; nel 90% dei casi l’autore è il padre del bambino, e tra il 25% e il 50% delle donne colpite riceve pugni o calci direttamente sulla pancia.

Definizioni internazionali e riferimenti normativi

Per comprendere appieno la violenza domestica, può essere utile fare riferimento alle definizioni adottate da organismi internazionali e alle principali convenzioni in materia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la violenza domestica come "qualsiasi comportamento all’interno di una relazione intima che causa danno fisico, psicologico o sessuale a chi la subisce" (OMS, 2012).

Un punto di riferimento fondamentale è la Convenzione di Istanbul (Consiglio d’Europa, 2011), il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante che riconosce la violenza domestica come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione. La Convenzione stabilisce obblighi precisi per gli Stati firmatari, tra cui la prevenzione, la protezione delle vittime, la persecuzione dei colpevoli e l’adozione di politiche integrate. L’Italia ha ratificato la Convenzione nel 2013, impegnandosi così a rafforzare le misure di contrasto e tutela.

Fattori che contribuiscono alla violenza domestica

La violenza domestica è un fenomeno complesso, influenzato da diversi fattori che possono contribuire alla sua insorgenza. Alcuni dei fattori sottostanti sono:

  • fattori individuali: problemi di salute mentale, traumi infantili non elaborati e problemi di autostima possono contribuire alla propensione di una persona a comportamenti violenti
  • fattori familiari: dinamiche familiari disfunzionali, modelli di comportamento appresi e l’esposizione alla violenza durante l’infanzia possono influenzare il perpetuarsi della violenza domestica da una generazione all’altra
  • abuso di sostanze: l’abuso di alcol o droghe può aumentare la probabilità di comportamenti violenti, aggravando la tensione nelle relazioni domestiche
  • fattori socioeconomici: la disoccupazione, la povertà e lo stress finanziario possono contribuire a un ambiente familiare teso, aumentando il rischio di violenza domestica
  • fattori psicologici: la mancanza di adeguate abilità di gestione dello stress e la difficoltà nell’esprimere emozioni in modo sano possono contribuire alla violenza domestica
  • isolamento sociale: la mancanza di una rete di supporto sociale può rendere le vittime più vulnerabili e meno propense a cercare aiuto
  • fattori socioculturali: norme culturali che promuovono stereotipi di genere rigidi e condizioni socioeconomiche sfavorevoli possono alimentare l’ambiente in cui la violenza domestica può fiorire.

Riguardo quest’ultimo punto, i dati sulla violenza domestica in Italia raccolti dall’ISTAT nel documento Stereotipi di genere e immagine sociale della violenza: primi risultati, raccontano che alcuni pregiudizi sono ancora molto diffusi, come l’idea che:

  • “una donna sia in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole”, ritenuto vero dal 39,3% degli uomini e dal 29,7% delle donne
  • “una buona moglie/compagna deve assecondare le idee del proprio marito/compagno anche se non è d'accordo”, ritenuto vero dall’8,1% degli uomini e dal 4,9% delle donne
  • è accettabile che “un uomo controlli abitualmente il cellulare o l'attività sui social network della propria moglie/compagna”, condivisa dal 16,1% dei giovani dai 18 ai 29 anni.

Possibili segnali di violenza domestica

La violenza domestica può manifestarsi in molte forme, sia fisiche che emotive. Alcuni segnali che potrebbero indicare la presenza di violenza domestica possono essere rintracciati sia nella vittima che in chi agisce violenza.

Quali comportamenti rientrano nella violenza domestica? Le caratteristiche più comuni di chi compie atti di violenza domestica possono essere:

  • mania di controllo: il monitoraggio costante delle attività, la limitazione delle interazioni sociali e il controllo di tanti aspetti di vita della vittima (come le risorse economiche) possono essere segnali di una relazione tossica e di rischio di violenza domestica
  • minacce, danni e intimidazioni: tutti quei comportamenti messi in atto per suscitare paura o ansia nella vittima
  • manipolazione affettiva: umiliazioni, insulti (che si possono annoverare nella violenza verbale domestica), ricatti emotivi sono azioni tipiche di un manipolatore affettivo.

Come riconoscere una violenza domestica osservando invece la vittima? La presenza di lesioni fisiche come lividi, escoriazioni, tagli o fratture, specialmente se ricorrenti, può rappresentare un campanello d’allarme, specie se la vittima modifica il proprio abbigliamento per nasconderli.

Inoltre, possono insorgere disturbi depressivi, ansia e isolamento sociale, disturbi dell’alimentazione e del sonno.

conseguenze violenza domestica sui figli
Vitolda Klein - Unsplash

Conseguenze della violenza domestica: l’impatto sulla vittima

La violenza domestica ha impatti devastanti sia sulle vittime che sulla società nel suo complesso. In particolare, le persone che subiscono violenza domestica possono sperimentare conseguenze fisiche e psicologiche, come lesioni gravi o a lungo termine, ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico.

La violenza può anche compromettere l’autostima e l’identità della persona coinvolta, rendendola più vulnerabile a ulteriori abusi. Potrebbero inoltre svilupparsi problemi di salute mentale e fisica a causa dello stress continuo e delle lesioni subite.

Anche le relazioni interpersonali possono essere gravemente compromesse, poiché le vittime possono avere difficoltà a fidarsi degli altri o a costruire relazioni sane. Spesso le vittime faticano a raccontare ciò che subiscono e a denunciare per paura o vergogna.

Conseguenze della violenza domestica sui figli

La violenza domestica può avere conseguenze sui figli di chi ne è vittima, anche se questi non sono direttamente coinvolti nei comportamenti abusivi. In alcuni casi si parla di violenza assistita, o violenza indiretta, ovvero la forma di violenza che i bambini subiscono quando assistono a episodi di violenza domestica in famiglia.

Le conseguenze della violenza domestica sui figli possono includere:

  • insorgenza di problemi psicologici come disturbi d’ansia, depressione, bassa autostima e problemi di adattamento emotivo
  • difficoltà relazionali, come difficoltà nell'instaurare e mantenere relazioni sane con coetanei, familiari e figure autoritarie
  • ciclo della violenza: i bambini esposti alla violenza domestica possono essere a rischio maggiore di perpetuare o subire abusi in futuro, contribuendo così al perpetuarsi del ciclo della violenza
  • basso rendimento scolastico, causato dalla difficoltà di concentrazione che può portare a una scarsa performance accademica
  • comportamenti a rischio, come l'abuso di sostanze o l'adesione a gruppi delinquenziali.

Queste conseguenze, esposte qui in una lista non esaustiva, sottolineano l'importanza di fornire sostegno e interventi adeguati ai bambini esposti alla violenza domestica e alla violenza assistita, per mitigare gli effetti negativi e promuovere il loro benessere psicologico e sociale.

reato di violenza domestica
Tingey Injury Law Firm - Unsplash

Il ciclo della violenza domestica: possibili fasi e dinamiche

La violenza domestica spesso segue un modello ricorrente, noto come "ciclo della violenza", descritto per la prima volta dalla psicologa Lenore E. Walker. Questo ciclo si compone generalmente di tre fasi principali:

  • Fase di accumulo della tensione: si avverte un aumento graduale della tensione nella relazione. Possono emergere irritabilità, discussioni frequenti e comportamenti di controllo. La vittima può sentirsi ansiosa e cercare di placare l’aggressore per evitare l’escalation.
  • Fase dell’episodio acuto di violenza: qui si verifica l’atto violento vero e proprio, che può essere fisico, psicologico o sessuale. Questa fase è spesso caratterizzata da una perdita di controllo da parte dell’aggressore e da un forte senso di paura e impotenza nella vittima.
  • Fase della riconciliazione o "luna di miele": dopo l’episodio violento, l’aggressore può mostrare pentimento, chiedere scusa e promettere che non accadrà più. In questa fase, la vittima può sperimentare sollievo e speranza di cambiamento, ma il ciclo tende a ripetersi, spesso con intensità crescente.

Comprendere queste dinamiche può essere fondamentale per riconoscere la violenza domestica e intervenire tempestivamente, interrompendo il ciclo prima che si aggravi ulteriormente.

Conseguenze psicologiche e fisiche: dati e approfondimenti

Le conseguenze della violenza domestica possono essere profonde e durature, sia sul piano fisico che psicologico.

Secondo l’OMS (2021), le vittime di violenza domestica presentano un rischio maggiore di sviluppare disturbi d’ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e problemi di salute fisica come lesioni, malattie croniche e disturbi del sonno.

Sul piano psicologico, oltre il 40% delle vittime riferisce sintomi di ansia, depressione o attacchi di panico. Questi effetti possono persistere anche dopo la cessazione della violenza, influenzando la qualità della vita, le relazioni sociali e la capacità di lavorare o studiare. È importante sottolineare che le conseguenze non si limitano alla vittima diretta, ma possono estendersi ai figli e all’intero nucleo familiare, generando un impatto intergenerazionale.

‍Il ruolo delle Istituzioni e delle leggi a contrasto della violenza domestica

Le Istituzioni e le leggi svolgono un ruolo cruciale nella gestione della violenza domestica. Con l’attivazione di:

  • linee telefoniche di emergenza come il numero verde contro la violenza domestica 1522
  • rifugi per vittime
  • organismi come l’Osservatorio sulla violenza

possono non solo fornire supporto immediato alle persone in pericolo, ma anche analizzare il fenomeno e trovare nuove soluzioni per contrastarlo.

Le Istituzioni devono anche garantire che i professionisti, come agenti di polizia, operatori sanitari e assistenti sociali, ricevano una formazione adeguata per riconoscere e affrontare la violenza domestica; allo stesso tempo devono svolgere un ruolo attivo nella prevenzione attraverso campagne di sensibilizzazione pubblica, programmi educativi nelle scuole e promozione di una cultura che condanni la violenza domestica.

È poi essenziale garantire che le vittime abbiano un accesso equo e tempestivo al sistema giudiziario.

Infine, la collaborazione tra diverse Istituzioni, come forze dell’ordine, servizi sociali, strutture sanitarie e organizzazioni non governative, è cruciale per garantire una risposta coordinata e completa alla violenza domestica. Ma quali sono nello specifico le norme che regolano il tema della violenza domestica?

Le leggi italiane sulla violenza domestica

La violenza domestica è considerata un reato in molti paesi e può essere perseguita legalmente. In Italia, le principali leggi contro la violenza domestica includono:

  • Legge 154/2001: questa legge introduce il reato di maltrattamenti in famiglia, punendo chiunque commetta violenze fisiche o psicologiche nei confronti di un familiare o convivente
  • Legge 119/2013: nota come Codice anti-stalking, questa legge affronta il fenomeno dello stalking, che può essere una forma di violenza domestica. Introduce misure di prevenzione e protezione per le vittime
  • Legge 69/2019: questa legge ha introdotto importanti modifiche al codice penale italiano, aumentando le pene per i reati di violenza domestica. Ha anche reso possibile l’applicazione di misure cautelari più efficaci
  • protocolli operativi locali: a livello locale, molte regioni hanno implementato protocolli operativi per una gestione più efficace dei casi di violenza domestica. Questi protocolli coinvolgono le forze dell’ordine, i servizi sociali e altre Istituzioni
  • strategia nazionale contro la violenza di genere 2021-2023: non una legge in senso stretto, ma un documento che fornisce una strategia nazionale per combattere la violenza di genere, compresa la violenza domestica. Questa strategia promuove azioni coordinate e misure preventive.

La consapevolezza di queste leggi e la loro applicazione sono fondamentali per affrontare efficacemente il problema.

violenza domestica sugli uomini
Christopher Lemercier - Unsplash

Violenza domestica: è solo una questione di genere?

Di violenza domestica non ce n’è solo una, così come non c’è un’unica tipologia di vittima. Parlando di che cos’è la violenza domestica all’inizio dell’articolo, abbiamo individuato diverse forme di violenza domestica: la violenza domestica psicologica ma anche quella verbale, economica e fisica.

Inoltre, anche se le cronache raccontano maggiormente episodi di violenza domestica sulle donne, non dobbiamo dimenticare la violenza domestica sugli uomini o la rabbia dei figli adulti verso i genitori che a volte sfocia in una violenza domestica dei figli sui genitori.

Tuttavia, le testimonianze sulla violenza domestica fanno emergere un quadro abbastanza chiaro su quanto gli stereotipi di genere influiscano sulla diffusione del fenomeno. Secondo i dati ISTAT 2022, il 97,7% di chiamate al numero di emergenza 1522 sono di donne vittime di violenza.

Molte di loro raccontano di subire violenza nella coppia, ma di temere la reazione del partner in caso di denuncia.

Violenza domestica: cosa fare per prevenirla‍

La prevenzione della violenza domestica richiede un approccio integrato e collaborativo che coinvolga la società nel suo complesso. Le strategie di prevenzione per la violenza domestica possono includere:

  • campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nella comunità per promuovere la consapevolezza sui segni della violenza domestica, sui suoi effetti e sulle risorse disponibili
  • l’implementazione di programmi educativi volti a promuovere la parità di genere, sfidando stereotipi e norme sociali dannose che possono contribuire alla violenza domestica.

Ulteriori obiettivi della prevenzione della violenza domestica sono quelli di assicurare che operatori sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e assistenti sociali ricevano formazione adeguata per riconoscere e gestire i casi di violenza domestica, così come affrontare i fattori di rischio nelle prime fasi, fornendo sostegno alle famiglie in situazioni di vulnerabilità.

Assume una forte rilevanza anche il miglioramento dell’accesso a servizi di sostegno, come centri di ascolto, rifugi sicuri e consulenza psicologica per le vittime di violenza domestica; allo stesso tempo, anche avere leggi robuste e applicare sanzioni adeguate contro gli autori, incoraggiando le vittime a segnalare e cercare aiuto.

Risulta necessario offrire programmi di supporto psicologico e psicoterapia per vittime e autori di violenza domestica, al fine di interrompere il ciclo di abusi, in parallelo all’offerta di risorse economiche alle vittime, come formazione professionale e accesso a opportunità lavorative, per rompere il legame economico con l’aggressore.

Infine, è importante favorire la creazione di reti di supporto comunitarie per combattere l’isolamento delle vittime e facilitare la condivisione di risorse, e condurre ricerche per comprendere meglio i fattori di rischio specifici e valutare l’efficacia delle strategie preventive per adattarle e migliorarle nel tempo.

conseguenze psicologiche della violenza domestica
Susan Wilkinson - Unsplash

Il ruolo della psicoterapia e del supporto psicologico nella violenza domestica‍

La psicoterapia può svolgere un ruolo cruciale nel supporto delle vittime e degli autori di violenza domestica, offrendo benefici significativi. Di seguito alcune delle modalità con cui il percorso con un professionista può essere d’aiuto nell’ambito della violenza domestica:

  • supporto emotivo: la psicoterapia fornisce uno spazio sicuro in cui le vittime possono esplorare ed esprimere le loro emozioni, aiutando a elaborare il trauma e a costruire una maggiore resilienza emotiva
  • consapevolezza e comprensione: attraverso la psicoterapia, le vittime possono sviluppare una maggiore consapevolezza delle dinamiche abusive, comprendere i modelli di comportamento dannosi e acquisire strumenti per affrontare le sfide
  • rinforzo dell’autostima: la violenza domestica spesso danneggia l’autostima delle vittime. La psicoterapia può contribuire a ripristinare e rinforzare l’autostima, aiutando le persone a recuperare una visione più positiva di sé stesse
  • sviluppo di strategie di coping: in sede di terapia, si lavora con le vittime per sviluppare strategie di coping efficaci, aiutandole a gestire lo stress, l’ansia e altre reazioni emotive legate all’esperienza della violenza

Un percorso terapeutico può inoltre essere d’aiuto agli autori di violenza domestica, per analizzare le radici del loro comportamento e fornire strumenti per il cambiamento.

Cercare aiuto legale può essere difficile per la vittima di violenza tra le mura domestiche. Sapere cosa comporta e cosa succede dopo una denuncia può intimorire e farla desistere dal proseguire. Anche in questo caso, la psicoterapia può offrire supporto nel processo decisionale, rispettando il ritmo individuale.

Libri, canzoni e film sulla violenza domestica

Le espressioni artistiche e culturali guardano spesso alla realtà quotidiana e alle sfide della società. Anche nel caso di un tema come la violenza domestica, alcuni artisti hanno condiviso il loro punto di vista attraverso libri, film e canzoni.

Tra queste citiamo Love the way you lie di Eminem ft. Rihanna, che esplora la complessità delle relazioni abusive e dell'attrazione che alcune persone provano per situazioni dannose. Per i consueti consigli di lettura citiamo:

  • Violenza domestica su donne e minori, A. Segantini, C. Cigalotti, Athena Audiovisuals
  • Dire di no alla violenza domestica. Manuale per le donne che vogliono sconfiggere il maltrattamento psicologico, A. Pauncz, Franco Angeli.

In ultimo, citiamo il film C’è ancora domani di Paola Cortellesi che ha affrontato il tema delle donne vittime di violenza domestica nell'Italia post bellica.

Cosa può essere utile fare in caso di violenza domestica: indicazioni pratiche e risorse utili

Riconoscere di essere vittima di violenza domestica può essere difficile, ma è un passo fondamentale per chiedere aiuto e proteggersi. Se ti trovi in una situazione di pericolo, è importante sapere che esistono risorse e servizi dedicati a cui puoi rivolgerti in modo sicuro e riservato.

  • Contatta il numero di emergenza 1522: attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo, offre ascolto, supporto e orientamento verso i centri antiviolenza presenti sul territorio.
  • Rivolgiti ai centri antiviolenza: questi centri offrono accoglienza, consulenza psicologica, assistenza legale e, se necessario, ospitalità protetta. Puoi trovare l’elenco aggiornato dei centri sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità.
  • In caso di emergenza, chiama il 112 o il 113: le forze dell’ordine sono formate per intervenire in situazioni di violenza domestica e possono attivare misure di protezione immediata.
  • Parla con una persona di fiducia: condividere ciò che stai vivendo con un’amica, un familiare o un professionista può aiutarti a non sentirti sola e a valutare le opzioni disponibili.

Chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, ma un atto di coraggio. Ogni situazione è unica: affidati a professionisti che possano accompagnarti nel percorso di uscita dalla violenza, rispettando i tuoi tempi e le tue scelte.

Se sei vittima di violenza domestica, ricorda: non sei sola. Cercare aiuto è un passo fondamentale per interrompere il ciclo della violenza e iniziare a costruire una vita più sicura. Oltre al sostegno dei centri antiviolenza, puoi contare sul supporto di una psicologa o di uno psicologo online che tratta tematiche legate alla violenza, per affrontare il tuo vissuto con rispetto, ascolto e consapevolezza.

Prendi in mano il tuo benessere: Unobravo può essere al tuo fianco

Affrontare la violenza domestica può essere un percorso difficile, ma non sei sola e non devi farlo senza supporto. Riconoscere il proprio vissuto, chiedere aiuto e prendersi cura di sé sono atti di grande forza e coraggio. In Unobravo puoi trovare psicologhe e psicologi pronti ad ascoltarti, sostenerti e aiutarti a lavorare sul tuo benessere, nel rispetto dei tuoi tempi e delle tue esigenze. Se senti il bisogno di parlare con qualcuno che possa accompagnarti in questo cammino, inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online: il primo passo verso una vita più sicura e consapevole può iniziare oggi.

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