Relazioni e famiglia

Il manipolatore affettivo

Il manipolatore affettivo
Il manipolatore affettivologo-unobravo
Federica Salerno
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
18.2.2022

È normale che ogni coppia affronti, prima o poi, conflitti e litigi: ma cosa succede quando queste ostilità prendono una piega più pericolosa? La manipolazione emotiva è una forma di abuso, che può avere gravi conseguenze. Quando ci si relaziona con un manipolatore affettivo si subisce una violenza, per lo più psicologica, tale da uscirne annientati e che può lasciare strascichi per molto tempo se non adeguatamente affrontata. In questo articolo ti forniremo una serie di consigli pratici per riconoscere un manipolatore affettivo e liberarsene

Chi è il manipolatore affettivo e come riconoscerlo  

«La manipolazione è una strategia psicologica emotivamente malsana utilizzata da persone, spesso impegnate in una relazione tossica, incapaci di chiedere ciò che vogliono e di cui hanno bisogno in modo diretto», afferma Sharie Stines, terapista californiana specializzata in abusi e relazioni tossiche. 

Per la Stines, le persone che manipolano cercano di controllare gli altri. Il manipolatore affettivo usa gli altri per raggiungere i propri interessi. L’obiettivo del manipolatore è il controllo. Secondo lo psicoterapeuta e psichiatra A. Lowen, il controllo ha la stessa funzione del potere: proteggere da una possibile umiliazione. 

Il manipolatore è, dunque, un “maniaco del controllo” e, per prima cosa, controlla se stesso negando i propri sentimenti. Poi deve anche controllare le situazioni in cui è coinvolto e accertarsi che altri non abbiano alcun potere su di lui/lei. 

Il manipolatore sceglierà un partner sottomesso e insicuro, nel quale saprà trovare a poco a poco la zona vulnerabile che consentirà l’instaurarsi di un rapporto di manipolazione affettiva, come nel caso del breadcrumbing. Attenzione, ciò non succede solo all’interno della coppia. Un manipolatore affettivo può essere un familiare, un amico o un collega. Anche le donne, inoltre, possono essere manipolatrici affettive. 

Un esempio tipico è l’amica manipolatrice affettiva, sempre pronta a dare la colpa agli altri e a non prendersi alcuna responsabilità. Si finge vittima perenne per cercare di scatenare compassione, facendo leva sull’empatia di persone sensibili e altruiste. 

L’identikit del manipolatore affettivo 

Perché si diventa manipolatori affettivi? Di certo infatti non si nasce manipolatori affettivi, ma lo si diventa. Chi lo è, di solito, o lo è diventato perché uno dei suoi genitori lo era, come nel caso di genitori narcisisti o semplicemente troppo esigenti oppure inaffidabili e inconsistenti.

Chi ha sperimentato situazioni di abuso o trascuratezza nella propria infanzia, infatti, può assumere un atteggiamento di sfiducia nei confronti degli altri e manipolarli, proprio per evitare di essere a propria volta manipolato o sfruttato. 

A volte il manipolatore affettivo è un narcisista patologico oppure un sociopatico. Il narcisista nelle coppia tende a manipolare l’altro, allo scopo di ottenere soddisfacimento alle proprie richieste. "Se mi vuoi davvero bene, devi farlo" è una delle frasi usate dai manipolatori affettivi narcisisti con cui mettono in atto un ricatto affettivo. 

A differenza delle persone in relazioni sane, in cui i partner dimostrano per lo più reciprocità e cooperazione, il manipolatore affettivo cerca di usare, controllare o persino vittimizzare qualcun altro

Come si comporta un manipolatore affettivo? 

Esistono alcuni comportamenti inequivocabili per riconoscere un manipolatore affettivo. Il manipolatore emotivo agisce attraverso metodi subdoli e di sfruttamento per controllare e influenzare qualcuno. 

Un manipolatore può usare le tue vulnerabilità contro di te, colpirti con terribili ultimatum nei tuoi momenti più stressanti, cercare di farti sentire in colpa per i suoi problemi che non hanno nulla a che fare con te. Ne è un esempio il gasligthing.

I manipolatori affettivi sono persone che usano tecniche di ricatto emotivo per convincere gli altri a fare ciò che vogliono, come se fossero i loro burattini. Quando un manipolatore capisce di aver creato un rapporto di dipendenza, lo utilizzerà per ottenere tutto ciò che vuole. Convincono e influenzano la sua vittima usando la loro grande oratoria, riuscendo a capovolgere le cose a loro piacimento e usando stratagemmi per controllare la volontà dell'altro.

George Pak - Pexels

Le vittime dei manipolatori affettivi si ritrovano in una situazione in cui percepiscono di non essere padrone della propria vita. Pensano che non possono fare ciò che vogliono e mettono l’altra persona al di sopra dei loro bisogni e interessi personali. La loro autostima finisce per essere molto bassa e sperimentano grande tristezza e insoddisfazione, finendo in alcuni casi per diventare un partner depresso all’interno della coppia. 

La vittima del manipolatore affettivo in molte occasioni giustifica i comportamenti del manipolatore o addirittura si sente in colpa per la sua situazione. Per questo motivo chiedere aiuto e uscire da situazioni come la violenza di coppia può essere difficile.

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Le caratteristiche del manipolatore affettivo

Ci sono diverse caratteristiche che ci aiutano a tracciare un profilo del manipolatore affettivo. 

1. Pochi scrupoli

I manipolatori affettivi sono persone che di solito non si fanno troppi scrupoli per ottenere ciò che vogliono. Una volta individuato il punto debole della loro vittima, non avranno remore a trarne vantaggio facendo appello ai suoi timori e alle sue paure più intense. Raggiunto il loro obiettivo, faranno cadere gradualmente la vittima in una dinamica in cui finirà per rinunciare ai propri bisogni e valori, sacrificandosi per anteporre quelli della persona che li manipola.

2. Bassa autostima 

Anche se può sembrare esattamente il contrario, la verità è che il manipolatore affettivo è una persona con un'autostima molto bassa. Fa tutto il possibile affinché questa debolezza non si veda, nascondendo le proprie paure, le proprie debolezze e insicurezze.

Per fare ciò, utilizza un vasto repertorio di comportamenti dominanti, ritenendosi superiore agli altri, e facendo in modo che la sua vittima li idealizzi. Nessuno deve sapere quanto sia insicuro perché, altrimenti, la sua influenza cadrà come un castello di carte.

A causa di questo senso di inadeguatezza, si sentono a disagio in tutti i tipi di relazioni (lavoro, relazioni di coppia, di amicizia). Questo li porta ad essere critici, giudicare gli altri e cercare di sembrare perfetti ad ogni costo. Sono contro il mondo e chi non la pensa come loro, e chi non si adatta ai loro desideri viene svalutato.

3. Poca assertività

Tra le caratteristiche del manipolatore affettivo c’è la mancanza di assertività, dovuta spesso alla convinzione che uno stile di comunicazione aggressivo sia il più efficace per ottenere ciò che si vuole. È difficile per i manipolatori affettivi dire le cose chiaramente, anche se questo è anche un punto che usano a loro vantaggio, poiché usano eufemismi e mezzi sottili per convincere gli altri a fare ciò che desiderano.

4. Bassa tolleranza alla frustrazione

Non tollerano affatto la frustrazione e non accettano un "no" come risposta. Nel minimo istante in cui provano questa emozione o percepiscono che c'è qualcosa che mette a rischio la loro posizione e il loro stato di dominanza, reagiscono con rabbia e persino con aggressività fisica e verbale; nella coppia questo può dare vita a una vera e propria spirale della violenza

5. Vittimismo

Come si riconosce un manipolatore affettivo? Uno dei segni distintivi è il vittimismo: la colpa è sempre degli altri, mentre loro si descrivono come povere vittime umiliate e maltrattate. Possono esagerare i problemi di salute o mostrare dipendenza e, se vedono il manipolato che cerca di liberarsi dalle sue catene, diventano la vittima più indifesa. 

6. Vuole sempre di più 

Come ultima delle caratteristiche dei manipolatori affettivi c’è l’egoismo. Il manipolatore vuole sempre di più, senza limiti. Pensa solo a se stesso e in modo sproporzionato, volendo soddisfare il proprio ego attraverso la manipolazione della sua vittima, senza pensare per un attimo a ciò che sente o vuole la persona a cui chiede favori. 

Dana Tentis - Pixabay

Cosa c’è nella psiche di un manipolatore affettivo?

Come abbiamo visto, la psicologia del manipolatore affettivo è piuttosto complessa. Si tratta di solito di una persona con forti tratti narcisistici, che per mantenere alta la propria autostima ha bisogno di avere vicino una persona da sfruttare per il proprio bisogno di considerazione.

Le cause per cui un individuo diventa un manipolatore affettivo sono da ricercare nella sua storia personale, dall’infanzia all’adolescenza. Tutto ciò che il manipolatore fa è finalizzato a occultare la propria fragilità e il dolore provato in passato, cercando di non mettersi nella stessa situazione.

Le tecniche utilizzate maggiormente dai manipolatori per indurre dipendenza sono:

  • Seduzione: uso di fascino, lodi e adulazione al fine di far abbassare le difese dell’altro. Si mostra inizialmente disponibile e altruista, così da suggerire l’immagine di una persona seria e affidabile
  • Bugie: i manipolatori affettivi sono bugiardi. Tendono a mentire frequentemente, omettendo parte della verità, distorcendo la realtà fino ad indurre l’altro a credere alle sue parole seppure spesso irrazionali e non supportate dai fatti
  • Negazione: il manipolatore nega costantemente l’evidenza, non ammettendo mai i propri errori ma, anzi, inducendo l’altro a credere di essere nel torto
  • Silenzio: rappresenta un comportamento passivo-aggressivo che ha come scopo quello di mettere l’altro in subbuglio. In alcuni casi, mostrando il silenzio, il manipolatore affettivo dimostra la non cura verso l’altro, con il solo obiettivo di punire o manipolare la situazione
  • Isolamento: il manipolatore tende a mettere contro la vittima e le persone a cui è legata, al fine di isolarla. In questo modo la vittima si ritrova sola, sviluppando dipendenza da lui. 

Il manipolatore affettivo è cosciente quando fa male? Non c’è una risposta univoca, dal momento che il manipolatore potrebbe avere una sua personale visione di cosa sia giusto o sbagliato. Ha spesso una buona capacità di riconoscere le emozioni dell’altro utilizzandole per manipolarlo, ma fa fatica ad usare questa competenza per provare empatia

Il manipolatore affettivo non prova interesse per l’altra persona ma la usa soltanto, per nutrire le sue insicurezze: c’è proprio questo dietro alla sua apparente adorazione, un costante bisogno di essere rassicurato rispetto al proprio valore personale.

Frasi utilizzate dal manipolatore affettivo 

Per comprendere ancora meglio il comportamento del manipolatore affettivo, ecco una serie di frasi tipicamente utilizzate. 

  1. Sei pazzo, hai bisogno di aiuto”: per la serie non sono io ad avere un problema. Lo scopo di un manipolatore affettivo è mettere in dubbio la tua facoltà di pensare per farti credere che il problema sia davvero tu, piuttosto che il suo inganno e la sua manipolazione
  2. Era solo uno scherzo, non hai senso dell'umorismo”: è una delle frasi dei manipolatori per mascherare il loro comportamento offensivo dicendo che era solo uno scherzo
  3. Non l'ho mai detto o fatto, ti stai immaginando tutto”: frase con cui ti fa dubitare di ciò che hai visto, sentito o fatto. Inizierai a chiederti se stai impazzendo, piuttosto che identificare le prove che dimostrano che hai a che fare con un manipolatore
  4. Quindi mi stai dicendo che sono io il cattivo?” : trae conclusioni e distorce le tue parole. La tattica è sempre la stessa: ti confonde le idee, distorce la situazione, travisa le tue parole, tutto per farti sentire in colpa. 

Come “distruggere” un manipolatore affettivo 

Chi si trova in relazione con un manipolatore affettivo potrebbe sperimentare emozioni di tristezza e frustrazione, fino ad arrivare a domandarsi come distruggerlo e cosa fare per liberarsene; una strategia aggressiva tuttavia non ripaga mai chi la adotta, ma potrebbe finire per svilire ancora di più l'immagine di sé. Più che distruggere il manipolatore affettivo, domandiamoci invece come uscire dalla trappola della manipolazione.

In una relazione con un manipolatore affettivo, si crea una dinamica tale per cui si diventa dipendente da lui, quando in realtà è lui che per vivere ha bisogno di manipolarti. Il problema è che, all’inizio, sembra una persona affascinante, che ti ammira, capace di comprenderti nel profondo. Ma è solo un atteggiamento di facciata. Quando infatti, sarai dentro la relazione, metterà in azione tanti comportamenti che minano la tua autostima e ti rendono dipendente da lui.

Come allontanare un manipolatore affettivo? Il primo passo è prendere coscienza che siamo manipolati. Ci sono alcuni diritti inviolabili tra cui:

  • Hai il diritto di essere libero dal giudizio degli altri
  • Diritto di esprimere i propri sentimenti, opinioni e idee
  • Diritto di stabilire le tue priorità e giudicare se ritieni opportuno occuparti dei problemi degli altri
  • Diritto di dire NO senza sentirsi in colpa
  • Diritto di difendersi dalle aggressioni esterne, siano esse fisiche o emotive.

Questi diritti fondamentali rappresentano dei limiti che gli altri non dovrebbero mai oltrepassare. 

Ono Kosuki - Pexels

Come comportarsi con un manipolatore emotivo

La prima cosa, dunque, che dobbiamo fare per difendersi da un manipolatore emotivo è diventare consapevoli di avere dei diritti e che Il rispetto dei sentimenti degli altri deve procedere al passo con il rispetto dei nostri.

È inutile cercare di cambiare l’altra persona, o pensare di essere la cura del manipolatore affettivo. Il manipolatore non guarisce se non attraverso un lungo e consapevole percorso terapeutico. 

Allora sei tu che dovrai cambiare il modo di comunicare con il manipolatore, capire le sue trappole e non entrarci. È importante fissare dei limiti. Impara a dire di no e non anteporre i bisogni degli altri ai tuoi. 

Mostrare indifferenza verso il manipolatore affettivo

L’indifferenza può spaventare i manipolatori affettivi. Il manipolatore affettivo ha bisogno di essere considerato dalle persone che lo circondano per affermare la propria esistenza. Non importa se sia una reazione di amore oppure di odio: l’importante è essere preso in considerazione. 

Il manipolatore affettivo ha paura dell’indifferenza che diventa, quindi, una delle armi per ferirlo. Questa strategia non sempre si rivela utile: a volte è necessario rispondere in maniera affermativa, piuttosto che usare un comportamento passivo-aggressivo. 

Come difendersi da un manipolatore affettivo: strategie e consigli 

  • Evita il meccanismo dell’auto-colpa. Il manipolatore affettivo cercherà di farti sentire in colpa o inadeguato. Non cadere nella sua trappola, non permettere che le sue parole o azioni generino in te un senso di colpa. Chiediti se ti tratta con rispetto, se la richiesta è ragionevole e se ti senti a tuo agio nel soddisfarla.
  • Usa il tempo a tuo vantaggio. In molte occasioni, il manipolatore affettivo preme affinché la sua vittima non abbia il tempo di pensare. Vuole una risposta immediata e massimizza la pressione per controllare la situazione. Pertanto, una buona strategia per tenerlo a bada è quella di guadagnare tempo per valutare ciò che stanno chiedendo. Quando dici: "Ci penserò", gli fai capire che non sei disposto a cadere nella sua rete e che non lasci che ti faccia pressione così facilmente.
  • Presta più attenzione alle azioni che alle parole. Uno dei modi migliori per staccarsi da un manipolatore affettivo è prestare più attenzione alle sue azioni che alle sue parole. Spesso queste persone, soprattutto all'inizio della relazione, sono affascinanti e persino lusinghiere, ma se guardi più attentamente scoprirai che il loro comportamento dice il contrario. Questa dicotomia è molto utile per scoprire la manipolazione emotiva in una relazione, poiché una persona che afferma di amarti ma che ti fa continuamente pressioni e relega i tuoi bisogni in secondo piano, probabilmente sta cercando di manipolarti.
  • Chiedi e chiarisci. I manipolatori emotivi spesso giocano con l’ambiguità e approfittano del fatto che le loro vittime raramente gli si oppongono. Pertanto, in caso di dubbio, è meglio ripensare alle sue richieste e fare domande specifiche prima di soddisfarle. Osserva anche le tue emozioni per cercare indicatori delle richieste assurde del manipolatore: Ti senti titubante? Ti senti obbligato o intrappolato?
  • Stabilisci una distanza psicologica. Ci sono casi in cui non c’è altra scelta che stabilire una distanza, almeno psicologica, dal manipolatore. Se pensi che il manipolatore non rispetterà i tuoi diritti, è conveniente instaurare un rapporto cortese, ma con certi limiti che gli impediscano di accedere alla tua privacy, in modo da proteggere il tuo equilibrio emotivo.
  • Poni fine alla relazione: piuttosto che vendicarsi di un manipolatore affettivo, la cosa migliore è lasciarlo, allontanandosi e tagliando tutte le forme di contatto con lui.

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Il manipolatore affettivo torna sempre? 

Quando sembrerà che tutto sia finito, nel momento in cui la vittima ricomincerà a vivere, ecco che il manipolatore ritornerà sui suoi passi per provare ad annientarla un’altra volta. I manipolatori affettivi tornano sempre, ma non per amore.

Il loro ritorno è dettato dal bisogno di essere compiaciuti. Se accetti questo, cadrai ancora vittima del loro gioco perverso.

rikka ameboshi - Pexels

Libri sui manipolatori affettivi 

La letteratura ha spesso come protagonista un manipolatore affettivo. Ecco i principali articoli e libri sui manipolatori affettivi che possono aiutarti a riconoscerlo: 

  • Bugiardi ipocriti manipolatori affettivi. Saperne di più per potersi difendere”, articolo dello psicoterapeuta Pietro Brunelli
  • Il manipolatore affettivo e le sue maschere” di Cinzia Mammoliti
  • Il manipolatore narcisista. Riconoscerlo e liberarsene per riprendere il controllo sulla propria vita” di Geneviève Schmit
  • Vampiri energetici. Come riconoscerli, come difendersi” di Mario Corte 
  • Le parole per difenderci. Vademecum per riconoscere e gestire la comunicazione manipolatoria” di Cinzia Mammoliti
  • Riconoscere i manipolatori. Difendersi da trappole, trucchi e inganni” di Graciela Chiale e Gloria Husmann.

Conclusioni: chiedi aiuto a uno psicologo

Riconoscere i manipolatori affettivi non è semplice. Un buon manipolatore sa come farti sentire importante anche se in maniera fittizia, quindi ad alcuni dei suoi atteggiamenti negativi potresti non aver dato il giusto peso. 

Non dimenticare poi che un bravo manipolatore riesce a creare un rapporto di dipendenza affettiva o “Love Addiction”, facendoti credere che tu abbia bisogno di lui. Oltre al fatto che molto spesso, anche quando ci accorgiamo che il rapporto con il partner non è idilliaco oppure che c’è una crisi di coppia, potremmo proseguire una relazione malsana piuttosto che stare da soli. 

Se ritieni di essere in una relazione tossica in cui un’altra persona cerca di manipolarti emotivamente e non ti rispetta ma non riesci a uscirne, anche se sai che questa relazione ti sta ferendo, è tempo di rivolgerti ad uno psicologo online di Unobravo per capire cosa stia succedendo a te e al rapporto.


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