Relazioni e famiglia

Conflitto tra familiari: dallo scontro all’incontro

L'etimologia della parola conflitto rimanda alla dimensione dell’urto, dello scontro e del combattimento. Si può definire come una collisione di scopi, bisogni ed opinioni che può agire a livello individuale, intrapsichico o sociale, cioè interpersonale. Secondo la psicologa Laura Fruggeri, un certo grado di conflitto è inevitabile in famiglia, perché che esistono diversi gradi di gerarchia e si perseguono obiettivi sia individuali che collettivi. Il conflitto può essere positivo?

Quando c'è uno scontro aperto tra fratelli o tra genitori e figli adulti è dura. Spesso lo si associa a relazioni disfunzionali e dolorose ma, secondo lo psicologo D. Walsh, le relazioni sane non sono caratterizzate dalla mancanza del conflitto, ma dalla sua gestione efficace. La funzione positiva di un conflitto dipende molto dalla sua natura.

Gli autori Loriedo e Picardi distinguono tra:

  • conflitto costruttivo aperto, esplicito e flessibile. Esso tratta temi limitati in tempi circoscritti, riguarda aspetti di contenuto, non eccede in una vera e propria escalation e viene risolto perché è possibile discuterne;
  • conflitto ostruttivo cronico, rigido e nascosto. Esso non è circoscritto, riguarda il livello della relazione, eccede in escalation e resta irrisolto perché non permette lo scambio di informazioni utili.


Risoluzione del conflitto: accesso all’evoluzione del sistema

Il sistema famiglia cresce e si sviluppa attraversando quelle che l’autrice Scabini, sulla base di teorizzazioni precedenti, definisce “diverse fasi del ciclo di vita”:

  • la formazione della coppia;
  • la famiglia con bambini;
  • la famiglia con adolescenti;
  • la famiglia “trampolino di lancio”, cioè l’uscita di casa dei figli adulti;
  • la fase dell’età anziana.
Alex Green

È proprio durante i momenti di cambiamento e crescita che spesso si verificano situazioni conflittuali e di scontro. Per Laura Fruggeri, nel fronteggiare questi momenti di transizione, entrano in gioco le risorse personali, familiari e sociali. Tra le risorse familiari l’autrice individua:

  • l’utilizzo di uno stile comunicativo chiaro, aperto e flessibile;
  • l’adattabilità, che predispone il gruppo alla necessità di cambiare;
  • la coesione, fattore facilitante nel “mettere in comune” le abilità di tutti per trovare soluzioni.


Risolvere i conflitti e così accedere ad una fase successiva del ciclo di vita, rende lo scontro un urto, ma anche occasione di incontrare l’altro ed evolvere con lui.

“Nel conflitto, l’altro mi obbliga a considerarlo, mi invita a vedere un punto di vista che non sia il mio, amplia il mio campo di comprensione del mondo. La felicità non dipende dalle circostanze piacevoli o spiacevoli, ma dal nostro atteggiamento di fronte a queste circostanze.” Isabelle Filliozat

 

Quando con i familiari ci si sente in trincea

In famiglia possono esserci situazioni di grande sofferenza, caratterizzate da conflitto ostruttivo, che richiedono un adeguato contesto per evitare che i familiari coinvolti provino inadeguatezza e senso di solitudine. È importante, allora, affidarsi in percorsi di supporto psicologico e psicoterapia per procedere con cautela nell'affrontare i conflitti e le loro dinamiche.

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