In famiglia si litiga e alle volte, da figli, si va via di casa sbattendo forte la porta. Con la distanza geografica e il rifiuto di parlarsi ci si può illudere di aver conquistato un po’ di serenità, ma dentro resta un grande vuoto e un dolore silenzioso. Trasferirsi all'estero comporta così anche un taglio emotivo: quel netto e conflittuale distacco fisico o emotivo dai propri legami familiari.È una condizione di rottura dei rapporti e di non appartenenza, spesso accompagnata da una presa di distanza difensiva dai legami di attaccamento con i propri genitori e fratelli. Si può arrivare a percepirsi come più autonomi di quanto ci si senta emotivamente, utilizzando la distanza come strategia di protezione.
Gli effetti della rottura del legame
Nel caso del taglio emotivo, l’espatrio può non rappresentare soltanto un’apertura d’orizzonti o una ricerca di crescita professionale, ma può essere vissuto anche come un allontanamento da vissuti di non sentirsi amati, compresi o stimati.. Si cerca quella sensazione di pienezza e autenticità che nasce dalla libertà di essere se stessi.
Tuttavia, ciò che accompagna le giornate è spesso un senso di pesantezza o di svuotamento. L’odio rancoroso, nella presa di distanza totale, può avvelenare il quotidiano, mentre ciò che resta dell’amore viene negato, pur continuando a esistere sotto la superficie e manifestandosi attraverso bisogni affettivi non riconosciuti o non elaborati.
Le ripercussioni sulle relazioni
Le questioni irrisolte con la famiglia d’origine tendono a ripetersi nelle altre relazioni. Si può passare da un rapporto all’altro, sia nelle relazioni affettive che in quelle amicali e lavorative, interrompendo progressivamente i legami quando emergono conflitti o frustrazioni e investendo da capo nel nuovo, per poi ancora interrompere quando emergono conflitti, frustrazione e delusione.
Questo processo può condurre gradualmente a una vera e propria anestesia emotiva: rabbia e delusione vengono allontanate, così come le emozioni positive. Dietro l’ostentata autosufficienza, spesso si nascondono il bisogno e il timore della vicinanza e dell’intimità, esperienze che possono non essere mai state vissute pienamente.
Tra appartenenza e separazione
Il percorso che permette di tornare a percepire le proprie emozioni e i propri bisogni coincide con quello che porta a diventare adulti: un continuo oscillare tra l’appartenenza e la separazione dalla propria famiglia d’origine.

- L’appartenenza consente di acquisire valori, regole, modi di pensare e consuetudini familiari e del contesto in cui si vive;
- la separazione permette di costruire un’identità unica e originale.
Appartenenza e separazione sono entrambe necessarie per strutturare la propria identità e procedono insieme per tutta la vita. Avere radici solide, sentirsi parte di qualcosa, è fondamentale per poi separarsi emotivamente dalla propria famiglia e pensare come persona autonoma. Nei giovani adulti, infatti, il distacco emotivo dalla famiglia risulta inversamente correlato alla coesione familiare, all’accettazione da parte dei genitori, al supporto all’indipendenza e alla percezione di essere amabili (Ryan & Lynch, 1989) .
Chi si trasferisce in un paese straniero dopo un taglio emotivo può arrivare a sentire di non appartenere né alla nuova realtà né a quella d’origine, sperimentando così una profonda solitudine, senso di alienazione e un crescente stress emotivo.
La psicoterapia a favore della riconciliazione familiare
Per ritrovare se stessi, i propri vissuti e le proprie emozioni, è importante avviare un processo di maturazione emotiva che passa attraverso la scelta di prendersi cura di sé.
Una rinegoziazione dei ruoli familiari e la regolazione delle distanze emotive possono condurre verso la possibilità, per la persona, di separarsi e diventare adulta sperimentando una serena appartenenza. Rielaborare il rapporto con la propria famiglia significa poter definire una distanza emotiva più funzionale e coerente con i propri bisogni.
Ricontattare le proprie emozioni dolorose è il primo passo per andare avanti: un percorso con uno degli psicologi per italiani all'estero del team Unobravo può essere d’aiuto per:
- ripercorrere la propria storia familiare;
- lasciare andare le zavorre del proprio passato;
- ritrovare il proprio benessere.
Le fasi del distacco emotivo dalla famiglia
Il distacco emotivo dalla famiglia può essere un processo complesso che si sviluppa attraverso diverse fasi, spesso accompagnate da emozioni contrastanti e difficoltà psicologiche. Comprendere queste tappe può aiutare a riconoscere che il percorso verso l'autonomia emotiva è naturale, anche se talvolta doloroso.
- Svincolo: Questa fase consiste nel prendere le distanze dai modelli, dalle aspettative e dalle regole familiari, iniziando a mettere in discussione ciò che si è sempre dato per scontato. Può emergere un senso di colpa per il desiderio di autonomia.
- Individuazione: Qui la persona inizia a riconoscere i propri bisogni, valori e desideri, differenziandoli da quelli della famiglia d'origine. È un passaggio fondamentale per costruire una propria identità.
- Differenziazione: Secondo Murray Bowen, psichiatra e fondatore della teoria della "differenziazione del sé", questa fase rappresenta la capacità di restare emotivamente connessi alla famiglia pur mantenendo le proprie idee e scelte. Una bassa differenziazione può portare a conflitti o a un taglio emotivo netto.
Durante queste fasi, è comune sperimentare emozioni come paura di crescere, tristezza per la perdita del legame o ansia legata all'incertezza del futuro. Riconoscere che tali sentimenti fanno parte del processo può favorire una maggiore accettazione di sé.
Sintomi e manifestazioni del distacco emotivo
Quando il distacco emotivo dalla famiglia avviene in modo conflittuale o non elaborato, possono comparire diversi sintomi psicologici e fisici. Questi segnali non vanno sottovalutati, poiché rappresentano spesso un tentativo della persona di gestire la sofferenza legata alla separazione.
- Ansia da separazione: Si manifesta con una preoccupazione intensa all'idea di allontanarsi dai familiari, anche se il rapporto è conflittuale. Può portare a difficoltà nel prendere decisioni autonome.
- Somatizzazioni: Il corpo può esprimere il disagio attraverso sintomi come mal di testa, disturbi gastrointestinali o tensioni muscolari, senza una causa medica evidente.
- Blocco decisionale: La difficoltà a scegliere per sé stessi, per paura di deludere la famiglia o di non essere all'altezza, può ostacolare la crescita personale.
- Senso di colpa e vergogna: Sentirsi in colpa per il desiderio di autonomia o provare vergogna per non riuscire a "tagliare il cordone" sono emozioni frequenti in chi fatica a separarsi emotivamente.
Questi sintomi possono influenzare la qualità della vita e le relazioni future, rendendo importante un percorso di consapevolezza e, se necessario, di supporto psicologico. Inoltre, è stato osservato che un'età più precoce di inizio dell'uso di alcol, marijuana e tabacco predice un maggiore distacco emotivo dai genitori, una maggiore suscettibilità alla pressione dei pari e una maggiore probabilità di iniziare a usare altre sostanze illecite (Gallegos et al., 2021) .
Dinamiche familiari che possono ostacolare o favorire il distacco emotivo
Le modalità con cui una famiglia gestisce il legame con i propri membri possono facilitare o rendere più difficile il distacco emotivo. Alcune dinamiche, descritte anche da Salvador Minuchin, psichiatra e pioniere della terapia familiare, possono essere particolarmente rilevanti. Quando la relazione affettiva tra genitore e adolescente è positiva – ad esempio, caratterizzata da un elevato calore materno o da un basso livello di conflitto – un minore distacco emotivo dalla famiglia risulta associato a un migliore adattamento dell’adolescente (Fuhrman & Holmbeck, 1995) . Tuttavia, in ambienti familiari più stressanti, è stato osservato che un maggiore distacco emotivo dalla famiglia può invece favorire un migliore adattamento dell’adolescente (Fuhrman & Holmbeck, 1995) .
- Invischiamento: In alcune famiglie, i confini tra i membri sono poco chiari e le emozioni si mescolano facilmente. L'individuo può sentirsi soffocato e trovare difficile affermare la propria autonomia.
- Ricatti emotivi: Frasi come "Dopo tutto quello che ho fatto per te" o "Se te ne vai, mi farai soffrire" sono esempi di ricatti emotivi che possono bloccare il processo di separazione.
- Supporto all'autonomia: Al contrario, famiglie che incoraggiano l'espressione dei bisogni individuali e accettano la crescita dei figli favoriscono un distacco emotivo sano, basato sulla fiducia reciproca.
Riconoscere queste dinamiche può essere il primo passo per comprendere le proprie difficoltà e lavorare verso una separazione che non sia una rottura, ma una trasformazione del legame.
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