Relazioni e famiglia

Lasciare la casa dei genitori: un avvenimento spesso complesso

Una caratteristica che da sempre contraddistingue noi Italiani è quella dell’attaccamento alla famiglia: le gonne di mamma, i rituali domenicali di papà, il profumo del sugo di prima mattina e il rumore della famiglia riunita attorno al tavolo. Sono immagini stereotipate, che spesso significano qualcosa per ciascuno di noi e in cui ci riconosciamo. Come lasciare la casa di famiglia in modo sereno?

Oggi, molte famiglie e coppie di genitori, arrivano in terapia con una richiesta: “aiutaci a imboccare e percorrere la strada giusta”. Spesso questa domanda viene posta dai giovani che, crescendo ed avendo sempre maggiori esigenze di autonomia, chiedono aiuto per chiudersi la porta della famiglia di origine alle spalle senza per questo ferire nessun genitore.

Ma sono anche i genitori a cercare un sostegno nell’accompagnare delicatamente il figlio nel suo percorso di crescita e svincolo, o che chiedono tutti assieme che siano placati quei litigi che li tengono ancora assieme sotto lo stesso tetto.


Il legame con la famiglia d’origine

La casa è il luogo in cui avvengono vicende familiari di ogni sorta, ma possiamo immaginarla anche come tutto ciò che rende il legame con la famiglia di origine saldo e forte: il contenitore degli affetti e delle relazioni che le persone creano e rinsaldano giorno dopo giorno, nutrendolo della loro reciprocità relazionale.


Spesso viene percepita come impossibile da lasciare. È davvero difficile uscire fuori da quella casa senza fratture, dolori e litigi che segneranno tutti per molto tempo. Aprire la porta senza sfondarla, uscire per poi farvi ritorno in autonomia nel futuro, per molti ragazzi è complicato.

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Svincolarsi: un processo complicato

Ogni svincolo risente della storia della famiglia ed ogni nucleo familiare ha dei suoi modelli che sono tanto vari e variegati quante sono le persone. Può essere d’aiuto comprendere che superare quell’impasse che molti giovani vivono è qualcosa che deve avvenire nel migliore dei modi, poiché è un passaggio ad una nuova fase di vita e non un taglio netto con tutto quello che c’è stato prima.


Una separazione serena

Il bisogno di distanza emotiva non riguarda un sentimento che cambia: andarsene di casa non significa non volersi più bene. Il legame con la famiglia è qualcosa che non si può distruggere e una separazione avvenuta in maniera traumatica influenzerà tutto il resto della vita, sia di chi lascia la casa d’origine, sia di chi vi rimane.

Quando guadagnare la giusta distanza emotiva e fisica diventa complesso, è importante non mettere in atto degli strappi repentini ma rendersi conto che il dialogo e le giuste distanze sono fondamentali.

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L’aiuto del terapista

Spesso, dopo tentativi ed errori, gli svincoli avvengono naturalmente, senza eccessivi dolori e difficoltà. Quando questo non avviene e lo svincolo si rivela particolarmente doloroso e complesso da gestire, molte famiglie scelgono di richiedere l’aiuto di uno psicologo per affrontare assieme questo passaggio di vita.


Alcuni degli utili strumenti da padroneggiare e alcuni degli obiettivi da raggiungere, accompagnati inizialmente dal professionista per poi proseguire autonomamente, sono:

  • riuscire a parlarsi ed ascoltarsi fino alla fine;
  • armarsi di nuove strategie e prospettive investendo emotivamente oltre la famiglia d’origine;
  • cominciare a proiettarsi nel mondo esterno;
  • comprendere il punto di vista ed il vissuto dell’altro.



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